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Quali sono le finalità del portale-blog “Italia che Raglia – Noi (somari) che tiriamo il carretto”?

  1. Porsi come strumento di formazione del pensiero e di divulgazione culturale, poiché per cambiare veramente l’Italia sarebbe necessario un forte cambiamento nei modi di pensare ed agire della popolazione italiana;
  2. Noi italiani dovremmo, in altre parole, impegnarci non un poco, ma molto di più: non possiamo più permetterci di ignorare ciò che fa la politica, non possiamo più permetterci di farci prendere in giro nè di farci strumentalizzare dalla classe dirigente di questo Paese, come è accaduto negli anni passati e come tutt’oggi sta accadendo. E’ anche in parte colpa nostra se le condizioni dell’Italia sono quelle di cui oggi ci lamentiamo. Dovremmo, in altre parole, diventare attori consapevoli delle nostre scelte. Ciò significa che non possiamo agire d’istinto, di pancia, ma dobbiamo scegliere con la nostra testa, dopo aver riflettuto e valutato attentamente i vari pro e contro. Nel blog abbiamo cercato per questo di raccogliere le informazioni basilari necessarie affinché in Italia possa nascere una sorta di “cittadinanza attiva”, costituita da cittadini informati, consapevoli e responsabili. Dimostriamo di non comportarci come fossimo delle paperelle di gomma in mezzo al mare: ciascuno di noi può fare la propria parte nel processo di cambiamento dell’Italia, cambiamento che non avverrà mai se resteremo qui ad aspettarlo, ma che potrà divenire a poco a poco reale soltanto se ciascuno di noi, attraverso l’informazione, la riflessione ed il dialogo, acquisirà un’autonoma capacità di giudizio e di critica nei confronti delle proposte politiche;
  3. Costituirsi come una piazza virtuale per promuovere e stimolare il dibattito pubblico su tematiche che riguardano appunto il nostro Paese;
  4. Credere nelle giovani generazioni e soprattutto stimolarle ad imparare, cercando di fornire loro una sorta di “supporto didattico” che faccia loro da guida alla comprensione delle complesse tematiche politiche, sociali ed economiche che riguardano la realtà contemporanea del nostro Paese. Nell’attuale ordinamento scolastico non sono previste ore dedicate all’approfondimento di tematiche di attualità (come auspicheremmo fortemente…), mentre a livello sociale e familiare si riscontra in genere poco tempo e/o scarso o nullo interesse per il dibattito informato su tali tematiche;
  5. In Italia manca una mediazione culturale: spesso le informazioni vengono trasmesse in modo troppo superficiale (con particolare riferimento alla televisione), oppure in forme troppo complesse (nel caso delle fonti informative più specialistiche). Per quanto riguarda invece la rete Web, si può notare come non vi sia alcuna forma di filtro ed aggregazione delle informazioni: come è possibile orientarsi nel “diluvio informazionale” della rete internet (come viene definito da Pierre Lévy)? Riportiamo a questo proposito una citazione di Umberto Eco: “Tutta la storia della cultura è stata una predisposizione di filtri. La cultura trasmette memoria, ma non tutta: filtra. Filtrerà bene, filtrerà male, ma se non altro quello che ci permette di interagire socialmente è che, più o meno, abbiamo avuto tutti gli stessi filtri. Poi lo scienziato, lo studioso, possono metter in questione i filtri, ma questo è un altro discorso. Col Web chiunque è nella situazione di dover filtrare da solo un’informazione talmente insostenibile per vastità che, se non viene filtrata, non può essere assorbita. Viene filtrata casualmente, quindi qual è il primo rischio metafisico della faccenda? Che si può andare incontro a una civiltà in cui ciascuno ha il proprio sistema di filtri, ossia ciascuno si fabbrica la propria enciclopedia. Ora, una società con cinque miliardi di enciclopedie concorrenti è una società che non comunica più. Inoltre, i filtri a cui ci rifacciamo sono il risultato di aver dato fiducia a quel che si dice “la comunità dei dotti”, che, attraverso i secoli, dibattendo tra loro, danno la garanzia che, se non altro, il filtraggio sia stato ragionevole, mentre immagina cosa può essere il filtraggio individuale fatto da chiunque, per esempio da un ragazzo di quattordici anni. Ci potremmo trovare quindi con una concorrenza di enciclopedie, alcune delle quali deliranti […]. Un’autorità che filtra si chiama non “censore” ma “consulente” […]. La censura è impedire che un’informazione circoli, mentre il filtro è giudicare l’informazione che circola, è molto diverso […]”. La scelta di un sito rispetto ad un altro non può avvenire grazie al sistema automatico di un motore di ricerca tradizionale, il quale seleziona secondo criteri non organizzati secondo un filo logico ma piuttosto usando un metodo quantitativo. Nemmeno una ricerca avanzata, pur utilizzando correttamente i connettivi logici, può aiutarci in tal senso, non facendo altro che ridurre la quantità dell’informazione richiesta ad uno specifico tema e a poche opinioni. Essa può solamente consentire una selezione mirata delle informazioni, selezione che tuttavia prescinde dalla qualità del contenuto proposto.
  6. Porre le basi culturali per creare e diffondere il valore di orgoglio nazionale nel pieno rispetto del libero mercato, libero pensiero e senza discriminazioni di alcun genere all’interno o all’esterno dell’Italia. Il pessimismo assoluto che attribuisce all’Italia un destino segnato è una scusante alle proprie azioni che non permetterà mai una rinascita del Paese. Solo se ci si rimbocca le maniche si può giungere ad una ricostruzione prima di tutto di valori e poi economica. Valori come orgoglio, coalizione sociale ed interesse collettivo ad oggi in Italia sono pressoché assenti, determinando una situazione di “tutti contro tutti” altamente distruttiva;
  7. Fornire un piccolo archivio storico degli avvenimenti principali riguardanti la storia italiana più recente, con spunti e riferimenti anche ad avvenimenti più lontani nel tempo: gli italiani hanno infatti, a nostro avviso, la memoria un po’ troppo corta e tendono a dimenticare facilmente. Il problema è che più si dimentica e più aumenta la capacità di sopportazione nei confronti dei soprusi e delle ingiustizie (come nel libro “1984” di George Orwell);
  8. Costituirsi come uno strumento fruibile (sia in lettura che in scrittura) da parte dell’intera popolazione italiana, come una sorta di “osservatorio” di ampiezza nazionale ad uso e consumo dagli stessi cittadini: uno spazio che raccolga, in tempo reale, le problematiche e i dubbi della popolazione italiana;
  9. Raccogliere idee e discutere possibili soluzioni per poter migliorare le molte cose che in Italia non funzionano come dovrebbero;
  10. Porsi nell’immaginario collettivo semplicemente ed ironicamente come una “stalla” di ritrovo per tutti i somari testardi come noi, che non si rassegnano al decadimento che, giorno dopo giorno, sta consumando le potenzialità dell’Italia e le sue speranze di poter tornare un Paese modello, moderno e competitivo. Oggi ci sentiamo un po’ stupidi, probabilmente, dibattuti tra la speranza e la realtà oggettiva di un Paese che non accenna a voler cambiare la propria situazione. Ci piacerebbe trasferirci all’estero, oppure tornare dall’estero, ma sappiamo che l’Italia è sempre quella: vecchia, corrotta, populista, sfruttatrice, ipocrita e profondamente bugiarda. Ma chissà che, con il tempo e con tanto coraggio, la testardaggine possa vincere sull’inerzia e l’immobilismo. Non diamoci per vinti, lottiamo ogni giorno per rimanere noi stessi e per cambiare quello che non va: che le virtù “somariche” (ragionevolezza, testardaggine, onestà, moralità ed idealismo) siano sempre con noi!

N.B. Allo scopo di evitare preventivamente ogni forma di equivoco, ecco alcune brevi note su ciò che NON siamo:

  • non siamo e non seguiamo nessun partito politico;
  • non siamo giornalisti di professione;
  • non siamo un’associazione a scopo di lucro.

Tutti coloro che vorranno aderire e diventare autori di questo blog potranno farlo in anonimato: il nostro scopo è garantire la massima libertà di pensiero e di espressione, nei limiti del rispetto nei confronti di tutti (vedi disclaimer).

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