“Quel che fa una nazione è avere fatto insieme grandi cose nel passato e volerne fare ancora nel futuro.”

Ernest Renan

Una frase molto bella, che però ci induce a pensare che il problema dell’Italia non sia naturalmente il passato, quanto piuttosto il futuro…

Siamo nel bel mezzo di una crisi economica sia europea che mondiale. Ci dicono che tutto andrà bene e che l’economia ripartirà. Ma certo, prima o poi ripartirà, su questo non c’è dubbio. Ma la situazione italiana ha molte particolarità che la contraddistinguono dal resto della crisi europea e mondiale e, purtroppo, molti fattori che non fanno ben sperare. La crisi italiana, infatti, è partita molti anni prima del famoso 2008 e molto tempo prima della famosa crisi della nostra classe politica (fine 2011 – caduta del governo Berlusconi). La crisi italiana ha radici più profonde, sia nel tempo che nello spazio, per questo la nostra situazione è più grave rispetto a quella di molti altri Paesi.

Vediamo brevemente il perché.

Il nostro debito pubblico è il primo in Europa escludendo la Grecia (vedi il grafico)… le nostre imprese sono in crisi, eccessivamente tassate e con servizi vecchi pagati sempre troppo cari, così molte stanno fallendo oppure si trasferiscono all’estero (come dargli torto)… così il lavoro non si trova e purtroppo il tasso di disoccupazione, soprattutto tra noi giovani, è altissimo (circa il 30% tra i 15 e i 24 anni, quarto in Europa dopo Spagna, Grecia ed Irlanda). Il Governo ci dice che è importante raggiungere il tanto famigerato “pareggio in bilancio”. Già, ma vorremmo magari sapere con quali mezzi intendono raggiungerlo e quali conseguenze avranno le manovre finanziarie sulla nostra vita quotidiana.

Hanno tagliato fondi e finanziamenti a chiunque (fatti salvi, naturalmente, i finanziamenti ai partiti, i vitalizi, gli stipendi degli onorevoli, le loro mille agevolazioni eccetera eccetera). Non hanno stabilito un limite superiore alle imposizioni fiscali e già dall’anno prossimo è previsto un ulteriore aumento delle tasse (dal 42,6% al 44,3% previsto per il 2013, uno dei più alti in Europa).

Ora, se guardo alla mia realtà, cosa vedo? Vedo che ho un lavoro precario, che guadagno veramente poco (nonostante abbia conseguito una laurea magistrale in una facoltà scientifica) e che non ho molte speranze di carriera, sia nel breve che nel medio-lungo periodo. Vedo che per trovare un posto di lavoro decente, in genere, bisogna essere piuttosto raccomandati, ma io purtroppo non lo sono. Vedo solo che le tasse aumentano e che anche il costo della vita aumenta, a partire dalla benzina e dalle assicurazioni. Vedo che non so fino a quando lavorerò, visto che sono precaria, e che, se dovessi perdere il lavoro attuale, non so nè se e nè quando riuscirò mai a trovare un altro lavoro. Chi va in pensione con un contratto a tempo indeterminato viene in genere reintegrato con personale a tempo determinato (situazione che ho vissuto direttamente). Comprare una casa, seppur piccola, è per noi, generazione di trentenni, un baluardo pressoché irraggiungibile, ed anche gli incentivi per le ristrutturazioni verranno tagliati dal 55 al 36% dall’anno prossimo (2013). Non ci sono agevolazioni per le famiglie e per le coppie che vorrebbero avere dei figli. E’ tutto sulle nostre spalle e su quelle delle nostre famiglie. Pur non essendo, neanche lontanamente, esperta di economia, mi sembra di capire che la situazione non stia migliorando, nemmeno ora che al governo Berlusconi è subentrato il governo Monti.

Vorrei essere ottimista e sperare che questa situazione si risolva al più presto. Spero che i fortunati coetanei che hanno ora un buon lavoro o comunque un buon stipendio, non pecchino di arroganza ed ignoranza, alzando le spalle con un bel “Chissenefrega”. Perché siamo tutti sulla stessa barca, perciò se la barca affonda affonderemo tutti insieme.

Chi scrive su quest blog sono due “somari” qualunque, che grazie a questo strumento vorrebbero condividere dubbi e pensieri con il resto dell’Italia, soprattutto di quell’Italia giovane che rischia di veder sfumare molte delle sue speranze. Anche solo tenendoci informati, osservando e riflettendo sulla nostra situazione, potremo diventare un popolo più consapevole e, magari, anche più unito e sentimentalmente più legato al nostro Paese.

Noi cercheremo di inserire in queste pagine delle notizie e delle riflessioni che riteniamo importanti, ma qualunque contributo, idea o suggerimento, sarà ben accetto.

Riassumendo i concetti, attraverso questo “blog-book” * sostanzialmente vorremmo:

  1. Creare uno spazio web dedicato all’Italia e a tutti gli italiani veri, coloro che il tricolore lo sentono nel cuore e nella testa, coloro che soffrono nel vedere quanto il nostro Paese sia malridotto, da ogni punto di vista;
  2. Aggregare notizie allo scopo di realizzare una breve storiografia, come una sorta di diario, degli eventi politico-economici italiani che si sono succeduti  durante questo periodo, alquanto critico, della nostra storia contemporanea: la crisi economica ha esordito ufficialmente nel 2008, ma è stata negata ostinatamente e lungamente dall’allora governo in carica di Berlusconi. Negli ultimi mesi del 2011, la situazione è poi divenuta improvvisamente molto critica per il nostro Paese: nel totale oscurantismo e nell’inconsapevolezza generale, l’Italia ha rischiato molto seriamente di andare in bancarotta a causa del vertiginoso innalzamento dell’indice di “spread”, che da quel momento in poi è divenuto la star principale delle cronache quotidiane. Il governo Berlusconi, dopo aver perso completamente credibilità e fiducia da parte del mondo finanziario, è stato costretto a dimettersi, per essere poi rimpiazzato, come tutti ben sappiamo, dall’attuale governo tecnico presieduto dal bocconiano professor Monti. Lo spread è ritornato in breve tempo ad una quota più che accettabile, in seguito alle prime riforme-lampo varate dal neo-governo, salvandoci per il rotto della cuffia e risparmiandoci il finale che è toccato invece alla Grecia. Ma, come accade nei film d’avventura, la trama che ci vede protagonisti non si è ancora districata completamente e nuovi pericoli potrebbero essere per noi in agguato, pronti a farci sprofondare nuovamente nelle sabbie mobili, a farci scivolare in ripidi precipizi e a renderci vittime di violenti venti di tempesta, metaforicamente parlando. La nostra attenzione cercherà di andare al di là dei meri fatti di cronaca: la cronaca ormai è dovunque, ma è molto più interessante (anche se molto più difficile e complicato) riuscire a capirla ed interpretarla. Noi cercheremo comunque di cogliere dei segnali e porci delle domande. Di certo sappiamo bene di non conoscere le risposte, né vogliamo avere l’arrogante pretesa di predire il futuro, ma vorremmo almeno cercare di orientarci all’interno di una situazione economica già molto difficile di per sé e che viene ulteriormente complicata dalle scarse doti di onestà e trasparenza della nostra attuale classe politica. Cercheremo di fare questo, se vorrete anche con il vostro aiuto;
  3. Infine, accanto ai nostri propositi di collettori di notizie e portatori di dubbi e riflessioni, vorremmo tentare di portare il più possibile sotto i riflettori dei problemi che riteniamo importanti e che stanno affliggendo il nostro Paese, affinché chi ne è in grado possa cercare di porvi al più presto rimedio.

Insomma, in parole povere, vorremmo dare un piccolo contributo affinché possa rafforzarsi l’attuale fragile e distorta consapevolezza nazionale, che ci disunisce e ci rende un popolo succube e schiavo, alimentando il sogno che abbiamo di poter costruire un’Italia migliore, finalmente degna e fiera del nome che porta e che tutto il mondo un pochino ci invidia.

Siamo un blog totalmente apolitico e ci rivolgiamo a tutti coloro che, come noi, sono ormai disillusi e non credono più nell’attuale classe politica, di qualunque schieramento essa sia. Riteniamo che siano tutti quanti artefici dell’attuale tragico naufragio che stiamo vivendo, tutti quanti complici e colpevoli di aver portato alla rovina questo paese, con il loro egoismo, la loro avidità, la loro incapacità. Non hanno saputo assolvere il compito che sono stati chiamati a svolgere, per questo dovrebbero poter essere “licenziati” per la loro inadempienza. Hanno rovinato l’Italia e compromesso seriamente le nostre vite, presenti e future, nostre e delle povere prossime generazioni, per chissà quanto tempo a venire.

Ci auguriamo solo che ciò che troverete su questo blog possa interessarvi, incuriosirvi, indurvi a riflettere e magari, perché no, possa anche ispirarvi nuove idee e spingervi a trovare delle potenziali soluzioni.

La posta in gioco è piuttosto alta, si tratta del nostro presente e del nostro futuro. Ne siamo tutti quanti artefici e partecipi. Pertanto, alla luce di questo innegabile dato di fatto, la cosa più intelligente da fare sarebbe collaborare e fare ognuno la propria parte, con la speranza che, un poco alla volta, si possa rimediare ai danni provocati da una politica che ci ha estenuati a tal punto da renderci quasi completamente immuni alle iniquità ed alle prepotenze da loro perpetrate impudentemente nei nostri confronti, senza mai darci nulla in cambio.

Lady Donkey & Ciuchino

Italia Che Raglia è…

…il sogno di un’Italia a misura di futuro

 

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* Struttura del “blog-book”:

  • Sette sezioni (politica, economia, società, istruzione, università/ricerca, articoli vari, progresso all’italiana)

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