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Latte italiano Cia: venticinquemila aziende chiuse in dieci anni

(AGENPARL) – Roma, 4 mar  2016

Con la fine degli accordi che avevano portato nel novembre scorso a fissare il prezzo di filiera del latte a 36 centesimi al litro si riacutizza la sofferenza di un comparto in agonia. La zootecnia italiana vive complessivamente una fase drammatica, ma è il settore lattiero caseario a dimostrare il maggiore affanno. Il prezzo del latte alla stalla non copre minimamente i costi di produzione, il blocco delle esportazioni verso la Russia e la  fluttuazione degli acquisti dall’Oriente hanno minato la domanda dei mercati esteri e la volontà preannunciata da Lactalis di ridiscutere o rescindere i contratti in essere, a partire dal 1° marzo, potrebbe provocare in breve tempo la chiusura delle stalle e l’aumento della dipendenza del nostro Paese dalle importazioni. Negli ultimi dieci anni l’Italia ha già perso venticinquemila aziende produttrici di latte. Di fronte al possibile aggravarsi di questa tendenza, la Cia-Agricoltori italiani ha deciso di manifestare, promuovendo la “Marcia delle Vacche”. Un atto simbolico che si terrà il prossimo 7 marzo nei pressi del mercato del bestiame di Carmagnola in provincia di Torino. Un corteo pacifico di allevatori e bovine marcerà alla volta del mercato per attrarre l’attenzione, delle Istituzioni e dell’opinione pubblica, verso un comparto in agonia, destinato al fallimento senza una reale politica di sostegno. I manifestanti chiederanno al Governo  di ribadire il proprio impegno al sostegno del settore e alla filiera di rilanciare le relazioni interprofessionali abbandonando un atteggiamento ipocrita e abbracciando la linea della valorizzazione del made in Italy. La manifestazione sarà l’occasione per presentare un documento di proposte della Cia per uscire dalla crisi e restituire al comparto speranze per il futuro. […] proprio a pochi chilometri da qui, nell’ottobre scorso, la Cia ha condotto, insieme a centinaia di  produttori, la sua prima mobilitazione di fronte a un caseificio per chiedere remunerazioni più eque. Carmagnola è anche la sede di uno dei principali mercati del bestiame del Nord Italia e quindi rappresenta idealmente tutti quei territori pronti a lottare insieme agli agricoltori per la difesa della zootecnia italiana”

Vedi l’articolo “Quote latte: lo scandalo dei finti sforamenti

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