http://www.huffingtonpost.it/2016/02/17/renzi-monti_n_9254960.html

Scontro Renzi-Monti: il segnale pubblico che una classe dirigente, cresciuta sotto la bandiera europea, si divide sull’Europa

Alessandro De Angelis – 17/02/2016

È un discorso che segnala una frattura profonda, quello che Mario Monti pronuncia in Senato. Ecco il passaggio più duro: “Presidente Renzi, lei non manca occasione per denigrare le modalità concrete di esistenza della Unione Europea, con la distruzione sistematica a colpi di clava e scalpello di tutto quello che la Ue ha significato finora. Questo sta introducendo negli italiani, soprattutto in quelli che la seguono, una pericolosissima alienazione nei confronti della Ue. Con il rischio di un benaltrismo su scala continentale molto pericoloso. In modo accorato dico che dovrebbe riflettere molto su questo”. Ma ancor più delle parole, a far sobbalzare l’aula è il tono con cui vengono pronunciate, quella veemenza così inusuale nel di solito cosi’ distaccato professore.

Monti, senatore a vita, ex presidente del Consiglio chiamato ad affrontare l’emergenza del default politico ed economico al momento del 2011, guida oggi in Europa un team composto da rappresentanti di Parlamento, Commissione e Consiglio che dovrà studiare nuove formule per finanziare il bilancio dell’Unione Europea. […] Fino a che un giovane Premier, arrivato lui stesso al potere grazie a quelle stesse élite, non ha, all’improvviso quasi, deviato dalla rotta preferendo una rotta di collisione. Non solo a parole – su flessibilità, banche, immigrazione – ma anche con provvedimenti come la scorsa di legge di stabilità all’insegna dell’aumento di spesa.

[…] Si racconta che, proprio nei giorni caldi delle polemiche di Renzi con Junker, prima dell’ultimo incontro con Angela Merkel, Napolitano abbia ricevuto più di una telefonata “preoccupante” dall’Europa. Dopo quelle chiamate l’ex capo dello Stato ha parlato privatamente con Renzi invitandolo ad abbassare i toni. Perché quando politici navigati e abituati a dosare le parole come Juncker e Weber parlano dell’Italia come se ci fosse una crisi di governo strisciante e comunque non una guida affidabile a palazzo Chigi, significa che qualcosa si è rotto. 

[…] forse esagera l’ex ministro Mario Mauro, un altro che parla con la Merkel e Moscovici, a dire che “nel contesto europeo Renzi non è percepito come il rappresentante di un Paese in pericolo, Renzi è percepito come un pericolo per il Paese che rappresenta”, è indubbio che a questo punto l’allarme è scattato. E che le parole di Monti intercettano una preoccupazione che, in modo felpato, ha esternato qualche giorno fa anche Mario Draghi quando ha ricordato che l’unico modo per crescere “sono gli investimenti e il taglio delle tasse”.

Sottotesto: non aumentando la spesa pubblica, che il governo non solo non taglia ma sta facendo aumentare con una legge di stabilità dal sapore elettoralistico con i famosi bonus. […]

Renzi, come dicono in Europa è between, perché l’Europa sta valutando la sua legge di stabilità ed entro aprile dovrà annunciare, proprio in Europa, le linee guida della prossima. E rischia una procedura di infrazione sulla prevedente e dunque una voragine da coprire sulla prossima. Senza crescita del Pil, al di sotto delle previsioni dello 0,8, e senza tagli di spesa – con una spending ormai scomparsa dai radar, la sensazione in primis della Merkel, dicono ambienti molto vicini alla Germania, è che il premier italiano si voglia fare la sua campagna elettorale sulla pelle delle istituzioni europee. Racconta una fonte italiana che ha avuto un colloquio con Weber: “Sono sconcertati perché Renzi prima trucca i conti sulla finanziaria, poi va a fare campagna elettorale sulla loro pelle. In Europa rischia la procedura di infrazione sulla legge di stabilità perché i cinque miliardi di clausole investimenti e i 3,3 miliardi della ex clausola migranti ora messi in sicurezza non furono autorizzati da Bruxelles.” E ha imbottito la finanziaria di clausole di salvaguardia. Poi le banche, dove prima accetta il bail in e poi polemizza. Ora loro dicono: che garanzie di affidabilità ci dai?”. […]

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Vedi l’articolo “La legge di stabilità per il 2016

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