Libro “Opzione zero. Il virus che tiene in ostaggio l’Italia” di Delzìo Francesco

Qual è il “male italiano”? Cosa ci ha trasformato da potenza mondiale a Paese senza speranza? Un virus si è impadronito delle nostre menti. Così pericoloso da aver causato il declino del nostro Paese. Così invisibile che i suoi effetti si vedono soltanto nel lungo termine: dopo anni dalla sua entrata in azione, può accadere che un’intera comunità si blocchi, perda competitività e annulli le sue potenzialità di crescita. È esattamente ciò che è successo all’Italia. Il virus che ha contagiato l’Italia e gli italiani si chiama Opzione Zero. Ma come si è manifestato? Negli ultimi 20 anni, nella gran parte dei casi in cui un ministro, un sindaco, un dirigente pubblico, un grande imprenditore si è trovato di fronte ad una decisione strategica nel nostro Paese, ha scelto in realtà l’Opzione Zero. Ha deciso di non decidere. Per non rischiare. Per non assumersi responsabilità. Per abbattere i costi nel presente, ignorando il futuro. L’0pzione Zero è il virus che ancor oggi tiene in ostaggio il nostro Paese. Se vogliamo rinascere, dobbiamo iniziare a decidere. Resettando tutto ciò che ha bloccato l’Italia negli ultimi due decenni, tutte le “sovrastrutture” che hanno mortificato l’inesauribile creatività e intraprendenza della nostra gente. Perché oggi non abbiamo più scelta.

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http://www.huffingtonpost.it/2014/12/05/opzione-zero-francesco-delzio_n_6276424.html

Opzione Zero, il libro di Francesco Delzìo contro il “virus” dell’immobilismo

http://www.associazionelascossa.it/analisi-e-opinioni/opzione-zero-il-virus-che-tiene-in-ostaggio-l-italia?jjj=1450912038231

Opzione Zero, il virus che tiene in ostaggio l’Italia

02 Aprile 2015 – Francesco Delzio

Un testo ne ottimista né pessimista ma realista, come rivela l’autore sin dalle prime pagine. […] Fra analisi storico-economiche e racconti di episodi di vita professionale e privata, Francesco Delzìo si rivolge direttamente al lettore (al “caro lettore”), lo chiama in causa e lo conduce in modo lieve, a tratti ironico, in un’Italia che ha molte questioni da affrontare, ma in cui non tutto è perduto. La Scossa dei 40 — titolo dell’ultimo capitolo — può essere infatti la soluzione per uscire dallo stallo. Per i 40 s’intendono i quarantenni che hanno conquistato “spazi di potere in politica e in economia”; una generazione, cui appartiene lo stesso autore, che ha battuto “il cupo pessimismo che la circondava e la gerontocrazia che la opprimeva” e che “deve dimostrare di aver fatto tesoro di (almeno) vent’anni di fallimenti” e “giustificare il suo potere riempiendolo di contenuti, comportamenti e stili innovativi”.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/22/leconomia-italiana-e-cosi-cosi/2393607/

L’economia italiana è ‘così così’

[…] I ricercatori di Confindustria hanno definito la debole ripresa economica dell’Italia “un vero rompicapo”. Il primo ministro è un tipo energico e riformista. La sua coalizione composta da sinistra e destra ha fatto cose buone. Ha iniziato a riformare il sistema giuridico e la burocrazia; la lentezza del primo e la complessità della seconda rappresentano ostacoli di vecchia data per gli investimenti. E’ stata riformata la legge sul lavoro, controbilanciando la possibilità di licenziare più facilmente con il graduale rafforzamento della sicurezza dell’impiego e di prestazioni sociali previste per i nuovi assunti. […]

A tirar fuori l’Italia dalle recessioni, tuttavia, per tradizione storica è stato l’aumento delle esportazioni. Invece questa volta, malgrado la debolezza dell’euro, la crescita dell’export è stata deludente. Ciò è dovuto in parte al rallentamento dei mercati emergenti e al mediocre rendimento dell’industria tedesca, che assorbe più di un sesto delle esportazioni italiane, ma anche ad una minore competitività. A tal proposito, a partire dalla crisi dell’euro il rendimento italiano è stato insignificante se paragonato a quello dei suddetti Piigs (grafico).

Finora la principale azione politica del governo è stata quella di inserire  nel bilancio del 2016 agevolazioni fiscali  con l’obiettivo di incoraggiare gli investimenti delle imprese. Il bilancio prevede anche 3.6 miliardi di euro (3.9 miliardi di dollari) di tagli alle tasse sulla prima casa. Questi ultimi hanno probabilmente più lo scopo di ottenere consensi che di incentivare la crescita economica. La generosità di Renzi potrebbe essere di breve durata. Sebbene il deficit finanziario si stia riducendo, è ancora stimato intorno al 2,4% del Pil e ciò ha provocato un monito da parte delle autorità fiscali europee di Bruxelles che si aspettavano una diminuzione più veloce.

Luigi Zingales, un economista italiano della Booth business school di Chicago, ritiene che la lenta crescita economica affligga l’Italia da molto prima della crisi dell’euro. […] Quando vado in America per incontrare un gruppo di giovani imprenditori, trovo giovani imprenditori”, dice. “In Italia, incontro innanzitutto figli di papà, che sono lì grazie ai loro genitori, non per il loro talento. Dobbiamo cambiare mentalità”.

Articolo originale apparso su The Economist, il 9 gennaio 2016

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Aggiornamento del 19 settembre 2016:

Libro “Status quo. Perché in Italia è così difficile cambiare le cose (e come cominciare a farlo)” di Roberto Perotti

L’intrepido economista Roberto Perotti è entrato nelle stanze del potere ed è tornato per raccontarci cosa ha visto: un quadro impressionante, fatto di dati e cifre, che sfata il mito delle riforme impossibili e mette a nudo le vere ragioni per cui le cose non cambiano mai.

Tutti i cittadini italiani sanno che è difficilissimo cambiare le cose in Italia, soprattutto quando si parla di spesa pubblica, impieghi statali, poltrone. Le giustificazioni di questo stato di cose sono infinite, ma la realtà resta nascosta: cosa si discuta e come si prendano le decisioni nelle stanze del potere, tra capi di gabinetto, consiglieri di stato, ministri e sottosegretari, non è dato sapere. Roberto Perotti ha frequentato per qualche mese quelle stanze. Ha lavorato sulla revisione della spesa, ma la sua curiosità lo ha portato a indagare su molti dossier. E quello che ha scoperto, nel merito e nel metodo, lo ha lasciato attonito…

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