Questo post è per celebrare la scomparsa di un grande regista, che ha saputo raccontare meravigliosamente nei suoi film l’Italia e gli italiani, dal fascismo sino agli anni ’90.

http://www.ilpost.it/2016/01/20/morto-ettore-scola/

Ettore Scola, regista di mezza storia d’Italia

Ettore Scola è morto martedì 19 gennaio a Roma, a 84 anni. Era uno dei più importanti e ammirati registi e sceneggiatori italiani […] Tra i suoi film più famosi ci sono C’eravamo tanto amati del 1974 con Stefania Sandrelli, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Aldo Fabrizi, Una giornata particolare (1977) con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, e La famiglia (1987) con Vittorio Gassman. L’ultimo film che ha diretto è Che strano chiamarsi Federico, del 2013, dedicato a Federico Fellini.

Scola è considerato tra i maestri della commedia all’italiana, che ha nobilitato e fatto conoscere anche all’estero dove, soprattutto in Francia, i suoi film sono particolarmente apprezzati. […]

Ha vinto sei David di Donatello, tra cui quello alla carriera per i suoi ottant’anni, ed è stato candidato quattro volte ai premi Oscar per il miglior film straniero: nel 1977 per Una giornata particolare, nel 1978 per I nuovi mostri, nel 1983 per Ballando ballando e nel 1987 per La famiglia.

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/01/19/news/ettore_scola-131618646/

È morto Ettore Scola, addio al maestro del cinema italiano

di CHIARA UGOLINI – 19 gennaio 2016

[…] Con lui se ne va l’ultimo grande maestro della commedia italiana. Con il suo cinema ha raccontato l’Italia che si riscattava dal fascismo e cercava di dimenticare la guerra, con un linguaggio profondo ma lieve ha saputo tratteggiare tutti i tipi di italiani, dagli intellettuali di sinistra che si davano convegno sulle “terrazze” ai commercianti in competizione sleale, ha dato voce al radiocronista licenziato e mandato al confino perché omosessuale e alla casalinga schiacciata dalla prepotenza del marito fascista, i genitori che passavano la notte davanti alle scuole e i militanti comunisti in crisi di identità e di fedeltà. […]

Nel 1974 realizzò C’eravamo tanto amati, film che ripercorre trent’anni di storia italiana dal 1945 al 1975 attraverso le vicende di tre amici interpretati da Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores, tutti innamorati di Luciana (Stefania Sandrelli). Il film è un capolavoro che lo consacrò definitivamente tra i grandi del cinema italiano […].

Emblema degli anni ’80 di Scola è il film La famiglia (1987), commedia che ripercorre 80 anni di storia italiana (1906-1986) con Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant. Accolto con entusiasmo sia dalla critica che dal pubblico, il film ottenne sei David di Donatello, sei Nastri d’Argento e una nomination all’Oscar come miglior film straniero. […]

Nel decennio successivo Scola cominciò a rallentare la produzione cinematografica e scelse di chiudere la sua filmografia con due opere: La cena ancora con Gassman, Ardant e Giancarlo Giannini, tutto ambientato in un’unica sera in una trattoria romana dove sono riuniti una quarantina di personaggi rappresentanti della borghesia italiana, e Concorrenza Sleale con Diego Abatantuono e Sergio Castellitto nei ruoli di due negozianti in lotta commerciale nell’Italia scossa dalle leggi razziali.


Per tutti gli anni in cui Silvio Berlusconi è stato al governo Scola ha detto che non avrebbe più fatto film. Nel 2009, inaugurando una mostra con i suoi “scarabocchi”, affermò: “All’inizio ho smesso di fare cinema per colpa di Berlusconi, ma ora lo ringrazio, ho finito con i film. Mi sono trovato altre cose da fare e non ne avrei più il tempo”. […]”Il cinema è un lavoro duro ma si può, ridendo e scherzando, mandare qualche messaggetto, qualche cartolina postale con le proprie osservazione sul mondo. Il cinema è come un faretto che illumina le cose della vita“.

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