La speranza è tutto e, fortunatamente, sembra che gli italiani si dimostrino alquanto speranzosi e fiduciosi nel futuro. Continuiamo così allora, con la consapevolezza però che nulla ci verrà regalato e che ciò che riusciremo ad ottenere dipenderà esclusivamente da noi, dalla nostra classe politica e, soprattutto, dal nostro impegno nel voler cambiare rotta, lasciandoci alle spalle le vecchie connivenze ed ipocrisie. Purtroppo in molti predicano bene, ma poi razzolano male: è facile dire “l’Italia deve cambiare” e poi difendere strenuamente i propri privilegi, piccoli o grandi che siano…

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Crisi-Eurostat-Italia-non-recupera-peggio-degli-altri-big-Ue-lavoro-industria-9c0f713a-cbe1-4967-bcdf-5c3f801a0d01.html

SOPRATTUTTO NEI SETTORI DELL’INDUSTRIA E DEL LAVORO

CRISI, EUROSTAT: “L’ITALIA NON RECUPERA, PEGGIO DEGLI ALTRI BIG DELL’UE”

03 gennaio 2016

Otto anni durissimi e le ferite bruciano ancora. Il nostro Paese, nonostante i segnali di ripresa, non riesce ancora a recuperare le perdite della crisi e a portarsi al pari degli altri big europei.

Secondo i dati Eurostat presentati dal Ministero dello Sviluppo economico, le maggiori difficoltà sono nei settori dell’industria e del lavoro dove a stentare è soprattutto l’occupazione giovanile.

[…] In base ai dati contenuti nel “cruscotto congiunturale” messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico, il livello della produzione industriale italiana è di oltre il 31% inferiore rispetto ai massimi precrisi e ha recuperato solo il 3% rispetto ai minimi toccati durante la recessione. La Francia ha recuperato l’8%, la Germania il 27,8%, la Gran Bretagna il 5,4% e la Spagna il 7,5%.

Il confronto è ancora più implacabile se si guarda al settore delle costruzioni: ad ottobre di quest’anno l’Italia era 85 punti sotto il massimo precrisi ed ha toccato il nuovo minimo assoluto dall’inizio della crisi economica. Secondo Eurostat, tutti gli altri big hanno invece recuperato dai picchi negativi, dal 3,4% della Francia al 32,9% della Spagna.

Va meglio, invece, per il clima di fiducia. Dei consumatori e delle imprese. In questo l’Italia distanzia quasi tutti i partner europei. Per il ministero dello Sviluppo economico l’Italia ha ingranato la ripresa e, nel confronto internazionale, rispetto ai principali paesi Ue, sconta una crisi più lunga e più dura. In Italia – precisa il Mise – la ripresa è iniziata solo tra il 2014 e il 2015, mentre negli altri Paesi già a partire dal 2009. Restano naturalmente problemi di lunga durata – conclude il ministero – che il governo, a partire dalle misure della legge di stabilità, sta finalmente affrontando”. 

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