Le festività natalizie sono il periodo dell’anno ideale (probabilmente anche l’unico momento!) nel quale ci si dedica ai cosiddetti “giochi da tavolo”. Purtroppo in Italia si tratta di una realtà ancora molto di nicchia, in genere si preferiscono le solite partite a carte o i grandi classici, dalla tombola (che non si può nemmeno considerare come gioco, in realtà, visto che è basata esclusivamente sulla fortuna) o il Risiko.

Per andare alla scoperta di ciò che può offrirci invece al giorno d’oggi il mondo dei board games vi suggeriamo la lettura di questo articolo:

http://pinco11.blogspot.it/2014/01/nuova-guida-ai-giochi-da-tavolo-moderni.html

Nuova guida ai giochi da tavolo moderni

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PETIZIONE: I GIOCHI DA TAVOLO COME STRUMENTO DIDATTICO NELLE SCUOLE

http://firmiamo.it/i-giochi-da-tavolo-come-strumento-didattico-nelle-scuole

https://www.change.org/p/miur-ministero-dell-istruzione-dell-universit%C3%A0-e-della-ricerca-i-giochi-da-tavolo-come-strumento-didattico-nelle-scuole

Destinatario: MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Il mondo dei giochi da tavolo è in Italia, purtroppo, una realtà molto di nicchia. Per trovare dei giochi intelligenti ed educativi, sia per bambini che per adulti, non è sufficiente recarsi in un negozio specializzato o in un centro commerciale, dove questi giochi vengono venduti invece all’estero. Da noi bisogna informarsi su internet attraverso canali specializzati ed ordinare on-line. Questo è un vero peccato, vista la grande varietà di giochi che vi sono in commercio e che da noi rimangono sconosciuti, preferendo i grandi classici che poco hanno da insegnare (carte, tombola). Accanto ai giochi realizzati per trascorrere divertenti serate in compagnia, vi sono infatti centinaia di giochi, nondimeno divertenti, in grado di esercitare un vero e proprio brain training (allenamento della mente): le nostre capacità strategiche, gestionali, matematiche, mnemoniche nonché linguistiche possono essere messe alla prova ed esercitate. Per questo chiediamo che i giochi da tavolo vengano inseriti nelle scuole primarie e secondarie di primo grado come una vera e propria materia scolastica. Il costo relativamente basso dei materiali da acquistare e la facilità di formazione dei docenti rendono estremamente fattibile l’introduzione di questa attività nell’orario scolastico, magari come momento di svago al termine delle lezioni.

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http://www.ludologo.com/progettoscuole/

Progetto Scuole

Notizie, novità, informazioni, dettagli, schede dei giochi consigliati li trovate nella pagina delle Scuole

Il gioco nella Scuola
Il gioco da tavolo ed il gioco di ruolo possono essere uno strumento davvero efficace come veicolo di competenze nei bambini/ragazzi, competenze che difficilmente l’insegnamento frontale o altre attività possono sviluppare con analoga efficacia.

Il gioco stimola lo sviluppo di abilità tattico-strategiche, insegna la competizione e la collaborazione. Il gioco aiuta i ragazzi a ragionare sulle strategie e sui processi logici messi in atto durante la partita. Il gioco insegna il rispetto delle regole. Col gioco si può insegnare come leggere e capire un regolamento.

Il gioco stimola, educa e allena quasi tutte le Life Skill, alla base dello sviluppo delle Competenze di Cittadinanza.

Consulenze Ludiche
Il Ludologo Andrea Ligabue offre consulenza ad insegnati interessate ad utilizzare il gioco come attività in classe ed è disponibile a pensare momenti di incontro e formazione specifici. […]

Materiale Didattico
In questa pagina verrano man mano inseriti i materiali che metterò a disposizione per le insegnati e le classi interessate a seguire il percorso: Giochi da Tavolo e di Ruolo come strumento didattico presente negli Itinerari Scuola Città del Comune di Modena

Gioco di Ruolo come Strumento Didattico (formazione MeMO, 17-9-2015) (Memo, 17/9/2014)

Notizie, novità, informazioni, dettagli, schede dei giochi consigliati li trovate nella pagina delle Scuole

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http://www.ludologo.com/2015/12/17/i-giochi-come-strumento-educativo-lesperienza-al-deledda-di-modena/

I giochi come strumento educativo: l’esperienza al Deledda di Modena

Per il secondo anno sono stato invitato a tenere delle lezioni presso l’Istituto professionale statale socio-commerciale-artigianale Cattaneo-Deledda. Lo scopo di questo percorso formativo è quello di far vedere alle ragazze (e ai ragazzi) dell’indirizzo socio-sanitario che esiste lo strumento “gioco da tavolo” e che potenzialità può avere nella loro vita professionale.

Le mie lezioni alternano momenti di teoria a momenti di gioco: credo infatti che una delle maniere più efficaci per far capire le potenzialità dei giochi sia quella di farne giocare tanti.
E’ bello sapere che ci sarà una generazione di diplomate/i che sa cosa sia un party-game, che ha sentito parlare dello Spiel des Jahres, che nella vita ha letto almeno 4-5 regolamenti diversi di giochi ed ha giocato non meno di 10-15 titoli al di fuori del solito Monopoly, Cluedo, Risiko o Trivial Pursuit.

Ad alcune/i i giochi piacciono, altre scoprono che il gioco non è (e non sarà) mai uno strumento che fa per loro: anche questo è formazione.

Scopro a volte, con grande tristezza, che molte di queste ragazze hanno smesso di giocare quando avevano 8-10 anni e allora la lezione diventa anche un momento per loro per riscoprire il piacere di giocare, senza vergogna, senza considerarla una cosa da bambini.

Ricordo l’anno scorso una ragazza che alla prima lezione, senza neanche conoscermi, mi ha guardato e mi ha detto “a me non piace giocare”. La seconda lezione è stata la prima ad entrare e mi ha chiesto “oggi cosa giochiamo?”. Questa cosa da sola mi ha ripagato della fatica. Nessuno, purtroppo, le aveva mai fatto conoscere davvero il piacere dei giochi e del giocare.

Sarebbe davvero bello che un percorso formativo di questo tipo non dovesse reggersi sull’intelligenza e lungimiranza di alcune insegnanti, che ne capiscono le potenzialità, o su finanziamenti ogni anno da verificare: sarebbe bello che il gioco fosse inserito in maniera stabile almeno in quei percorsi formativi che andranno a creare gli educatori, gli animatori, gli insegnanti e i professori di domani.

Oggi, purtroppo, può ancora succedere che un maestro/a arrivi in cattedra senza mai avere incontrato, nel suo percorso di formazione, il gioco da tavolo (o il gioco di ruolo); senza mai avere dovuto leggere un regolamento, provare un gioco, assaporarne e capirne le potenzialità.

E allora mi dico che c’è ancora tanto da fare, da rimboccarsi le maniche, scrivere progetti, fare rete, cercare di fare conoscere e capire.
Buon gioco a tutti

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I diversi tipi di gioco

L’aspetto ludico, nella sua pluralità di forme di gioco, rappresenta non solo una metodologia ma un vero e proprio ambiente di apprendimento specifico per i bambini, che non hanno alcuna necessità impellente di imparare l’Inglese od il francese). Esistono diverse tipologie di giochi: ­Bingo ­Guessing games (Indovina chi…) ­Board games (Snakes and ladders, Mazes, The market game..) ­Cards games. I giochi, soprattutto quelli di azione, rispondono al principio in base al quale il bambino impara facendo, manipolando, muovendosi, esplorando in poche parole quello che lo circonda. Del resto, questa è la modalità che l’alunno ha utilizzato in questi anni e che, in un certo senso, può continuare ad utilizzare, sebbene verrà aiutato a spostare il suo interesse e le su abilità dalla concretezza del gioco alle prime e poi più complesse astrazioni dei concetti. Utilizzare i giochi, quindi, significa far leva su una modalità già nota e motivante del bambino. Esistono, questo riguardo:
1.giochi d’azione
2.giochi linguistici
3.giochi da tavolo
1.I giochi d’azione presuppongono la possibilità di avere spazi (esempio la dotazione di un cortile interno e/o la disponibilità di una palestra). Alcuni giochi praticati in Italiano dai bambini possono diventare utilissimi per impiegare lessico e strutture in Inglese: basti fare l’esempio della classica “bandierina”, che ha il suo corrispettivo in Inglese (“Stolen the flag”), dal momento che vengono utilizzati i numeri in lingua. Oppure, abbiamo giochi tipici inglesi (es. “What’s the time, Mr. Wolf?”), in questo caso utili per imparare le ore dell’orologio nella seconda lingua.
2.I giochi linguistici vengono utilizzati per acquisire ed esercitare strutture linguistiche specifiche in situazione ludica. Possono essere il gioco degli indovinelli, del telefono, i giochi fatti con le carte, i cruciverba o i “cercaparole” (wordsearchers), il completamento di frasi, il riordino delle frasi in sequenze, giochi con le immagini (flashcards).
3. I giochi da tavolo sono giochi effettuati o dai singoli bambini o in gruppo, indicativamente più tranquilli in quanto effettuati in classe e seduti: Bingo (Tombola), Indovina chi ed altri giochi da tavolo.
Il valore didattico del gioco
L’importanza dell’utilizzo dei giochi nell’insegnamento della lingua è dovuta al fatto che questi:
  • rappresentano il modo naturale del bambino di esplorare il mondo e di apprendere ­
  • incoraggiano l’uso del linguaggio che i bambini stanno imparando
  • ­stimolano la fantasia, sono piacevoli e favoriscono la creatività
  • ­sono motivanti e favoriscono la partecipazione ­
  • permettono di evitare gli aspetti ripetitivi e noiosi

Quando utilizzare i giochi nell’insegnare una L2?

Quando può essere utile utilizzare un gioco? ­ Per rompere la monotonia della lezione, soprattutto in fasce orarie dove i bambini sono particolarmente stanchi perché già stimolati in maniera impegnativa da altre discipline precedenti; ­quando si devono introdurre elementi complessi nel loro utilizzo pratico e si devono semplificare le procedure di apprendimento; ­all’inizio di una Unità Didattica, per introdurre nuovi elementi linguistici; ­alla fine di una lezione, per attività di rinforzo dell’apprendimento e di “relax” dopo una fase particolarmente impegnativa;

Alcuni suggerimenti pratici: ­

preparare in anticipo tutto il materiale occorrente per i giochi in modo da evitare l’insorgere di confusione e disorientamento in classe; ­alternare i giochi in modo che per i bambini ci sia sempre il desiderio di ripetere un gioco e mai la noia di doverlo fare ancora una volta; ­ intervenire per animare e seguire lo svolgimento delle fasi del gioco stesso. L’insegnante che gioca con i bambini, se possibile, rafforza l’interazione e la stima da parte degli alunni.

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Puntata di Melog – cronache meridiane” (Radio24) del 30/12/2015:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/melog/trasmissione-dicembre-2015-130423-gSLA9sJ0TB

Che tombola sia

Durante le feste si passano giornate intere a tavola, dalla colazione al pranzo, dalla merenda alla cena senza soluzione di continuità. Ma tra un panettone e un cotechino, tra un torrone e le lasagne l’unica attività concessa e ammessa per la maratona natalizia è quella dei giochi dalle carte alle tombole. Oggi abbiamo ospite in studio Andrea Angiolino, autore insieme a Beniamino Sidoti del Dizionario dei giochi.

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