Piccoli segnali di ripresa si stanno cominciando a vedere, ma per le imprese, in particolare le PMI, la vita non è facile. E’ notevole quindi l’importanza dell’istituzione di questo fondo per salvaguardare le vittime dei finti fallimenti e, più in generale, dei cattivi pagatori:

http://www.confartigianato.it/2015/11/fallimenti-ok-senato-a-fondo-pmi-vittime-cattivi-pagatori-recepite-sollecitazioni-confartigianato/

18 novembre 2015

FALLIMENTI – Ok Senato a Fondo Pmi vittime ‘cattivi pagatori’. Recepite sollecitazioni Confartigianato

“La Commissione Bilancio del Senato ha recepito le nostre sollecitazioni e ha compiuto un atto di giustizia nei confronti delle tante, troppe piccole imprese vittime dei mancati pagamenti di aziende che dichiarano finti fallimenti”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti commenta con soddisfazione l’emendamento alla Legge di Stabilità, di cui è primo firmatario il Senatore Mario Dalla Tor, approvato oggi in Commissione Bilancio che istituisce presso il Ministero dello Sviluppo economico un Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti, con una dotazione di 10 milioni di euro annui per il triennio 2016-2018.
“L’emendamento approvato oggi – sottolinea il Presidente Merletti – è il primo, importante risultato di una battaglia che Confartigianato conduce in difesa dei diritti di tanti piccoli imprenditori subfornitori travolti dai debiti e dai fallimenti delle aziende committenti. Come Serenella Antoniazzi, imprenditrice veneziana, che nel libro ‘Io non voglio fallire’ ha narrato la sua drammatica vicenda ed è il simbolo di chi non si arrende per vedersi riconosciute giuste regole per continuare a lavorare”.
“Ora però – aggiunge il Presidente Merletti – la battaglia non è finita. Confartigianato continuerà a porre con forza al Governo e al Parlamento la necessità di superare l’odiosa asimmetria tra imprese che sfruttano le pieghe della legge per sottrarsi agli obblighi di pagamento e le tante, troppe piccole imprese che, non pagate, vengono trascinate a loro volta verso il fallimento. Confidiamo che la Commissione promossa dal Ministero della Giustizia su questo tema possa rapidamente dare il via a modifiche delle norme sulle procedure concorsuali”.

Libro “Io non voglio fallire. Un’imprenditrice in lotta per salvare la propria azienda” di Serenella Antoniazzi ed Elisa Cozzarini 

Per Serenella il lavoro è tutto. Già da bambina gioca tra le mura del capannone costruito da suo padre, mattone su mattone; a sedici anni comincia a lavorare nell’azienda di famiglia, archiviando le aspirazioni personali; maggiorenne si ritrova con cinquanta milioni delle vecchie lire in cambiali, proprietaria a metà della ditta. L’impresa – una piccola azienda che si occupa della levigatura del legno – cresce progressivamente. Nel 2008 si avvertono i primi sentori della crisi, ma la ditta resiste: attinge ai risparmi, mantiene i posti di lavoro. Nel 2011 importanti commesse da parte di un grosso committente portano nuova linfa e fanno girare la produzione. Nel 2012 l’amara sorpresa: un’enorme mole di lavoro, già fatto e consegnato, non viene pagata. Si innesca un meccanismo perverso di insoluti, posticipi, acrobazie bancarie. Dopo qualche mese Serenella, disperata, scrive a un quotidiano locale: cerca aiuto, l’appoggio di qualcuno, di enti, istituzioni, associazioni. La sua lettera è ripresa da “la Repubblica” e colpisce l’attenzione di un imprenditore che aveva appena vissuto un’esperienza analoga. Questi chiama Serenella, la conforta. Sarà lui a impedirle un gesto estremo quando lei scoprirà di essere creditrice di un’azienda improvvisamente fallita, che non la pagherà mai più.

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