Cogliamo l’occasione della notizia della chiusura del cinema Apollo a Milano per offrire uno spunto di riflessione sul tema dell’importanza della presenza sale cinematografiche sul territorio:

https://www.change.org/p/immobiliare-cinematografica-srl-sindaco-giuliano-pisapia-assessore-filippo-del-corno-diamo-una-nuova-casa-al-cinema-apollo

Diretta a Immobiliare Cinematografica srl e a(d) 2 altri

Diamo una nuova casa al Cinema Apollo

La notizia, lanciata dal Corriere della Sera, è di ieri: l’Apollo spazioCinema, il multisala in Galleria de Cristoforis che tanto i milanesi amano, chiuderà i battenti entro un anno. Al suo posto sorgerà un Apple Store sul modello di quello di Manhattan: un cubo trasparente occuperà la famosa piazza del Liberty che, nel suo sottosuolo cui si accederà attraverso una rampa di scale, ospiterà il nuovo punto vendita proprio dove ora si trovano le sale Gea, Urania, Elettra e Fedra con le loro inconfondibili poltrone arancioni. La piazza, così come l’immobile che ospita il cinema Apollo, appartengono all’Immobiliare Cinematografica che ha deciso di cedere al colosso di Cupertino, da tempo alla ricerca di uno spazio per un monomarca nel cuore di Milano.

Piene di rammarico le parole che Lionello Cerri, amministratore delegato di Anteo spa e socio al 50 per cento nella gestione del cinema Apollo che abbiamo cercato ieri di contattare telefonicamente, ha affidato a un comunicato stampa: “Abbiamo voluto e creato il cinema Apollo nel 2005, credendo fortemente in questo investimento, che non è stato solo economico: perché riversiamo ogni nostra energia, ogni giorno, per far crescere il cinema a Milano. Dobbiamo dunque subire una decisione – legittima, ma nostro malgrado – della proprietà dell’immobile, nel merito della quale però non possiamo entrare, essendo noi semplici gestori del cinema al 50 per cento […]. Riteniamo, ovviamente dal nostro punto di vista, che sia una grave perdita anche per la città. Il cinema Apollo  […] è un’impresa sana del tessuto economico milanese, e un punto di riferimento importante per gli spettatori”.

La reazione dei milanesi non è tardata ad arrivare: ci sono arrivati tanti commenti dei nostri lettori, arrabbiati e addolorati per la prossima chiusura del cinema Apollo, un luogo che tanti apprezzano per la programmazione in perfetto equilibrio fra cinema d’essai e titoli più pop (per non parlare di splendide rassegne come “riVediamoli”) e sentono come una seconda casa il multisala per la sua atmosfera intima, il delizioso bar all’interno, l’ingresso un po’ nascosto.

Pertanto il quotidiano Milano Weekend ha deciso di lanciare una petizione – rivolta a Immobiliare Cinematografica Srl e alle Autorità cittadine – non per cercare di fermare la realizzazione dell’Apple Store – risultato veramente improbabile da raggiungere – ma per dare una nuova casa a un cinema, a un’impresa, a cui davvero tanti si sentono attaccati. L’auspicio di tutti sarebbe trovare una sede in centro; un’operazione possibile? “In quella zona restano pochi spazi così grandi – spiega al nostro quotidiano Danilo Pochettino, fondatore di ADP Immobili – per esempio due ultimi piani di un edificio che si affaccia su Piazza San Babila. È un’operazione costosa, ma interessante: potrebbe nascere qualcosa di diverso, come uno spazio per aperitivi o altre attività. C’è anche lo spazio dell’ex Cinema Maestoso, in piazzale Lodi, che all’epoca era una sala magnifica. Quest’anno la facciata è stata ristrutturata”.

http://www.anica.it/international/festival-e-mercati/mostra-venezia/tozzi-presidente-anica-piu-sale-cinematografiche-nei-centri-storici-e-nei-piccoli-comuni

Tozzi, Presidente ANICA: “più sale cinematografiche nei centri storici e nei piccoli comuni.”

“Il cinema italiano ha bisogno di nuove sale per aumentare la sua penetrazione sul mercato.”
Con questa consapevolezza, espressa dal Presidente dell’ANICA, Riccardo Tozzi, si è aperto oggi il convegno “Cinema & Territorio”, organizzato da ANICA e La Biennale di Venezia, secondo appuntamento di ANICA Incontra, la serie di approfondimenti sull’industria del cinema che si sta svolgendo al Lido di Venezia nello spazio Digital Expo reso fruibile all’Hotel Excelsior da Expo Venice e La Biennale. […] “I cinema sono un punto essenziale della ricomposizione del territorio e delle città, un segno necessario dell’intervento dell’architettura sul tessuto sociale. Potremo discuterne l’anno prossimo in un appuntamento congiunto con la Biennale Architettura attraverso un evento collaterale che tratti il tema della sala inserita nel territorio.”

I film italiani sono riusciti a raggiungere quote di mercato molto alte: il Presidente Tozzi rivela che a fine anno si raggiungerà una percentuale del  40-45% per le pellicole nazionali. La quota più alta del mondo, che però, secondo Tozzi, “potrebbe aumentare ancora se si costruisse un circuito di sale più ampio ed equilibrato seguendo tre direttrici essenziali: la pianificazione territoriale, ossia inserendo la riqualificazione delle sale nei piani urbanistici e nell’edilizia pubblica; la riqualificazione delle sale di città; la costruzione di sale polifunzionali digitalizzate nei piccoli centri.”

Dei seimila schermi esistenti in Francia, il 25%, cioè 1500 sale, sono di proprietà dei comuni. In Italia questa è una strada da intraprendere con decisione: a fronte dei  poco più di tremila schermi esistenti sul territorio nazionale, stiamo assistendo ad un depauperamento della presenza di sale nei centri urbani e nei piccoli centri che può essere recuperato attraverso una politica  di incentivi, ma anche di una maggiore presenza degli enti locali nella riqualificazione del sistema di sale.
“Il digitale abbassa la soglia di accesso dei film nelle sale e la sua diffusione sul territorio – ha affermato in conclusione Riccardo Tozzi – e grazie all’apporto degli enti locali può costituire la più grande opportunità per la vita sociale.”

[…] Particolarmente incoraggiante l’intervento di Alberto Versace, presidente di “Sensi Cinema”, la struttura interministeriale che incentiva la costituzione di strutture per il cinema nel territorio.
Il Presidente dell’AGIS, Paolo Protti è intervenuto, confermando sostanzialmente l’analisi di Tozzi, richiamando però all’attenzione della platea elementi di preoccupazione relativi alle ripercussioni negative e depressive sul settore derivanti dalla manovra del governo.

“Le sale cinematografiche devono entrare nei piani regolatori regionali per lo sviluppo dell’edilizia pubblica”: è stata la proposta di Mario Caligiuri, Coordinatore della Commissione Beni Culturali della Conferenza delle Regioni, che ha concluso il convegno. La proposta si associa a quella di costituire un fondo di garanzia regionale per la qualificazione dei centri storici: “i cinema non devono chiudere, così come le librerie –ha affermato convinto Caligiuri – e anzi ne devono aprire di nuovi, con l’obiettivo di avere almeno uno schermo per ogni comune.”

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