La puntata di “Spunti di vista” (Radio 24) del 28/08/2015 parla appunto di un dilemma che, alla fine e/o all’inizio di ogni anno scolastico si presenta: è giusto oppure no dare i compiti delle vacanze agli studenti? Ma soprattutto, QUANTI e QUALI compiti dare? Vi proponiamo alcuni brani della puntata, che è comunque interessante da ascoltare per intero (all’incirca nell’ultima mezz’ora della puntata, che potete trovare linkata qui di seguito):

  • Quanti compiti dare e quanto conta il backgroung socio-economico?

  • L’importanza del tempo libero:

  • A cosa servono i compiti?

  • Arretratezza della pedagogia in Italia?

 

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/spunti-di-vista/puntate

I compiti a casa: un affare di famiglia?

[…] L’importanza dei compiti a casa è sempre stato un caposaldo della scuola italiana. Eppure c’è qualcuno che sta mettendo in discussione questo assioma. In questi giorni sta girando in rete un tweet di Luca Bizzarri, attore e comico italiano, che ha ripubblicato la lettera scritta un po’ di tempo fa da Maurizio Parodi, genitore e dirigente scolastico, agli insegnanti di suo figlio. Nella lettera il genitore dichiara alla scuola che suo figlio non svolgerà i compiti assegnati per le vacanze ed enumera differenti ragioni. In primis sostiene il diritto del figlio a godersi le vacanze estive, così come fanno gli insegnanti durante la chiusura delle scuole. Sulla stessa linea d’onda sono gli originali compiti per le vacanze assegnati da Cesare Catà, insegnante al Liceo delle Scienze Umane “Don Bosco” di Fermo, ai suoi alunni: “Camminate da soli in riva al mare di mattino presto. Ballate. Siate allegri. Evitate le persone e le situazioni negative. Leggete un libro. Fate sport. Se trovate qualcuno che vi incanta, diteglielo. Fate i bravi”. La lista continua e sta spopolando sui social network. Sembrerebbe che per molti genitori e studenti i compiti rappresentino una vera e propria fonte di stress e che la scuola rischi di diventare un incubo sia per i figli che per i genitori. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ocse, infatti, gli studenti italiani trascorrono in media quasi 9 ore la settimana a fare i compiti contro una media Ocse di 4,9 ore. E molte volte, atterrati dalle valanghe di esercizi da svolgere o semplicemente preferendo altre attività nel tempo libero, chiedono aiuto ai genitori. Il problema è che i genitori non sempre si limitano ad un affiancamento, ma si sostituiscono completamente a loro negli sforzi, magari per proteggere i figli da un fallimento o per mantenere la pace in famiglia.

E’ giusto mettere in discussione l’importanza dei compiti a casa, e specialmente dei compiti da svolgere durante le vacanze? È giusto aiutare i figli a fare i compiti o è importante che lo studio del bambino debba restare autonomo, anche tornando a scuola con l’esercizio sbagliato? Lo chiediamo ai nostri ospiti: Francesca Borgonovi, analista della Direzione all’Istruzione dell’Ocse; Cesare Catà, insegnante al Liceo delle Scienze Umane “Don Bosco” di Fermo; Francesca Broccoli, psicologa e psicoterapeuta specializzata in relazioni rapporti genitori – figli.

______________________________________________________

Dal mensile “Le Scienze”, invece, più precisamente dal numero di agosto 2015, pubblichiamo invece uno studio che indaga proprio il cervello degli adolescenti, nonché le abilità che la nostra scuola, evidentemente ancora di vecchissimo stampo e dunque inadeguata alle esigenze del mondo moderno, dovrebbe essere in grado non di trasmettere ma piuttosto di far emergere nei nostri studenti. Non saremo soddisfatti finchè non sarà questa la RIFORMA E RIVOLUZIONE DELLA SCUOLA: una scuola attiva e fatta PER INSEGNARE A VIVERE, non una scuola passiva che si limita ad annoiare e far spegnere il cervello dei giovani, anzichè accenderlo di interessi e passioni!!

http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2015/08/03/news/le_meraviglie_del_cervello_adolescente-2713054/

03 agosto 2015

Le meraviglie del cervello adolescente

Gli studi di imaging hanno dimostrato che il cervello degli adolescenti non è un cervello infantile più vecchio, o un cervello adulto non ancora maturo: è una realtà a sé stante, caratterizzata da flessibilità e dall’aumento del numero di connessioni tra le regioni cerebrali. Durante la pubertà, il sistema limbico alla guida delle emozioni si consolida, ma la corteccia prefrontale che controlla l’impulsività matura soltanto al raggiungimento dei vent’anni. Questo disallineamento fa sì che gli adolescenti siano propensi al rischio, ma allo stesso tempo permette loro di adattarsi prontamente all’ambiente. L’anticipo della pubertà tra i bambini di tutto il mondo sta allungando gli anni di questo disallineamento. Una maggiore comprensione del cervello degli adolescenti potrebbe aiutare i genitori e la società a distinguere i comportamenti caratteristici dell’età da quelli tipici della malattia mentale e, allo stesso tempo, aiuterebbe gli adolescenti a diventare le persone che vogliono essere.
di Jay N. Giedd

[…] L’informazione è disponibile in quantità voluminose, ma la qualità varia in maniera significativa. L’abilità del futuro non sarà ricordare i fatti, ma valutare in maniera critica una vasta mole di dati, distinguere il segnale dal rumore, sintetizzare i contenuti e applicare la sintesi alla soluzione di un problema nel mondo reale. Gli educatori dovrebbero mettere alla prova il cervello degli adolescenti con questi compiti, allenarne la plasticità a ciò che richiede l’era digitale. La società potrebbe prestare maggiore attenzione allo sviluppo delle passioni, della creatività e delle abilità che caratterizzano l’unicità del periodo di sviluppo adolescenziale. La società dovrebbe inoltre rendersi conto che l’adolescenza è un punto di svolta, che può portare a una vita di cittadinanza pacifica o di aggressività o, in casi rari, di estremismo. In tutte le culture gli adolescenti sono i soggetti più vulnerabili al reclutamento di milizie e terroristi, ma sono anche quelli che possono essere più influenzati a seguire una carriera come insegnanti o ingegneri. Una maggiore comprensione del cervello degli adolescenti potrebbe aiutare giudici e giurie a raggiungere un verdetto nei processi penali.
Per gli adolescenti, queste nuove prospettive sulle neuroscienze dell’adolescenza potrebbero essere un incoraggiamento a mettere alla prova il proprio cervello rispetto al tipo di abilità nelle quali vorranno eccellere nella vita. Hanno tra le mani la meravigliosa opportunità di poter plasmare la loro identità e ottimizzare il loro cervello secondo le propri scelte, per un futuro ricco di informazioni radicalmente diverso dalle vite odierne dei loro genitori.”

______________________________________________________

Vedi gli articoli:

Tags: , , ,