Vi consigliamo qui un bel film d’animazione giapponese, firmato Miyazaki. Un capolavoro che rende omaggio all’Italia ed in particolare alla storia dell’aeronautica italiana:

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Porco Rosso

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Trama

Porco Rosso (紅の豚 Kurenai no buta, lett. “Il maiale cremisi ” o “Il porco cremisi”), è un film d’animazione giapponese del 1992, scritto e diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. È liberamente basato sul manga Hikōtei Jidai, creato dallo stesso regista.

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Citazioni e riferimenti

  • Il nome del protagonista, Marco Pagot, è un omaggio ai fratelli Nino e Toni Pagot, famosi fumettisti italiani, creatori ad esempio del personaggio di Calimero, e i cui figli Marco e Gina Pagot hanno collaborato con Miyazaki alla creazione della serie di animazione Il fiuto di Sherlock Holmes.
  • Il primo pilota dei due caccia appartenenti alla grande nave da crociera è Francesco Baracca, che è realmente stato un grande aviatore italiano nella prima guerra mondiale, a cui sono dedicati aeroclub e strade. Il secondo pilota è Adriano Visconti, asso della seconda guerra mondiale con dieci vittorie al suo attivo.
  • La motonave dell’Albergo Adriano si chiama Alcyone come il terzo libro delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi di Gabriele D’Annunzio.
  • Un disegno della Mole Antonelliana compare nei titoli di coda.
  • Nella bottega dell’armaiolo è appeso uno stemma simile al marchio dell’Alfa Romeo, un tempo anche costruttrice di motori aeronautici.
  • Uno dei personaggi è un aviatore ex commilitone di Porco Rosso di nome Ferrarin, che, pur entrato nell’aviazione militare fascista, nella storia aiuta Marco in onore alla vecchia amicizia. Un aviatore di nome Arturo Ferrarin è realmente esistito e nel 1920 ha coperto per la prima volta il percorso aereo Roma-Tokyo. Ferrarin ha effettivamente pilotato nella Coppa Schneider del 1926 l’idrocorsa Macchi M.39, con cui lo si vede in una scena affiancare il velivolo di Porco Rosso.
  • Viene nominato un secondo personaggio, Bellini, citato come compagno di stormo di Marco Pagot/Porco Rosso durante la prima guerra mondiale. Si ritiene sia un omaggio del regista a Stanislao Bellini, pilota velocista del Reparto Sperimentale Alta Velocità di Desenzano del Garda, perito durante voli di prova sull’idrocorsa Macchi-Castoldi M.C.72.
  • Quando Porco Rosso ripara il suo aereo lo porta dal costruttore dello stesso, la “Piccolo SPA” sita sulle sponde del Naviglio Grande nella città di Milano, il cui titolare gli propone un nuovo motore, un Folgore (un FIAT A.S.2, vincitore della Coppa Schneider del 1926, vinta dall’italiano Mario de Bernardi) e su cui compare la scritta “Ghibli”, soprannome del bimotore multiruolo della seconda metà degli anni trenta, Caproni Ca.309. Il nome dello studio cinematografico fondato dal regista (Studio Ghibli) è infatti anche un tributo alla passione di Miyazaki per la storia dell’aeronautica.
  • Nell’officina della “Piccolo SPA” in una scena si vede un bidone con la scritta “Dellorto”.
  • Un cameo dello Studio Ghibli è presente anche durante la fuga in camion dalla polizia fascista in cui, oltre il finestrino del lato guida, si intravede un’insegna di una pensione, la “Pensione Ghibli”.
  • Benché l’iconografia ed il merchandising posteriore al film lo identifichino come SIAI S.21 (citato anche erroneamente come Savoia S.21 o Savoia-Marchetti S.21), Porco Rosso pilota un idrovolante di fantasia ispirato a due velivoli realmente esistiti: il SIAI S.12/S.13 biplano idrovolante da ricognizione/caccia e il Macchi M.33 monoplano idrovolante da competizione. Il SIAI S.21 è, contrariamente a quello protagonista del film, un biplano.
  • “Mamma aiuto”, nome di una delle bande di pirati, è una citazione di Mammaiuto, soprannome dell’idrovolante CANT Z.501, diventato poi il grido di reparto del 15º StormoSAR.
  • L’aereo pilotato dal personaggio statunitense Donald Curtis è un Curtiss R3C-2, di produzione statunitense. Questo aereo vinse la Coppa Schneider nel 1925.
  • Nella scena in cui Marco ricorda i compagni caduti appaiono dei Macchi M.5 della prima guerra mondiale. Gli aerei nemici nella stessa scena sembrano essere degli Hansa-Brandenburg CC austriaci.
  • La stessa scena è liberamente tratta da uno dei racconti brevi dello scrittore e aviatore britannico Rohald Dahl, intitolato “They shall not grow old” (“Loro non invecchieranno” in traduzione italiana).
  • Gli idrovolanti della Regia Aeronautica, l’allora aeronautica militare del Regno d’Italia, sono i Savoia-Marchetti S.55, resi celebri per le trasvolate atlantiche Italia-Brasile e del”Decennale”. Nella scena in cui appaiono sono scortati da caccia Fiat C.R.20.
  • I personaggi dei Pirati hanno (o daranno) varie ispirazioni: si va da Lepka di Conan il ragazzo del futuro (il pirata con un occhio bendato) all’Uomo delle Caldaie de La città incantata (pirata calvo con baffoni e occhialini tondi neri), fino al Bluto di Popeye (capo di “Mamma aiuto”).
  • La canzone interpretata da Gina durante l’esibizione all’Hotel Adriano è Le temps des cerises, celebre canzone scritta nel 1866 da Jean-Baptiste Clément (poi musicata nel 1868 da Antoine Renard), che il suo autore nel 1871 dedicò a una donna morta durante la Settimana di sangue, tragico epilogo della Comune di Parigi. Nella tradizione popolare francese la canzone è così rimasta strettamente legata alla memoria della Comune, diventando simbolicamente l’inno a posteriori di quel tentativo rivoluzionario.

Errori

Essendo il film ambientato in Italia e nell’Istria degli anni venti, tutte le scritte che compaiono nel film d’animazione sono in italiano, ma in alcuni casi presentano lievi errori ortografici. Per esempio, in alcune scene dell’officina “Piccolo S.p.a.”, si legge in un cartello alle spalle del titolare: “Non si fo credito” (“fo” invece di “fa”), o sul “Giornale del Mare”, sotto il titolo di prima pagina riguardante l’abbattimento dell’aereo di Porco Rosso, si legge “Morto a vivo?” (invece di “Morto o vivo?”).
Nella scena al night club prima dell’arrivo di Porco Rosso si legge, sempre sul giornale, “Mamma aito” invece di “Mamma aiuto” e “L’bambie sano e sa…” con cui probabilmente si intendeva “Le bambine sane e sa[lve]”.
Altri due esempi s’intravedono quando Gina intercetta le comunicazioni cifrate dell’aeronautica italiana che si sta dirigendo sul luogo della sfida tra Porco Rosso e Curtiss: sull’apparecchio si leggono le scritte “Frequenza”, “Volume” e “Chanale” (invece che “Canale”) e il foglietto accanto riporta la scritta “I codici segreto” invece di “I codici segreti”.

Inoltre viene rappresentata in maniera errata la coccarda italiana: nel film ha il verde all’esterno, mentre in realtà il cerchio esterno deve essere rosso.

Tematiche trattate e analisi

Porco Rosso, pur nella bizzarria tematica e nell’anomalia dell’ambientazione che ne costituisce il fascino, è fedele ai temi del maestro dell’animazione giapponese, come il volo (con i duelli aerei di fantasiosi velivoli), la condanna del fascismo, il tema della maledizione (la metamorfosi suina di Marco come quella dei genitori di Chihiro ne La città incantata , la malattia di Ashitaka in Princess Mononoke e la maledizione di Sophie ne Il castello errante di Howl ), la presenza di un personaggio femminile adolescente, la rinuncia ad una distinzione netta tra buoni e cattivi. Lo stesso Donald Curtis, pur essendo l’antagonista, non è realmente un personaggio negativo.

Più in particolare, la metafora dell’uomo-maiale si presta a più interpretazioni. In chiave buddhista, il maiale rappresenta l’ignoranza, la dispercezione della realtà e l’auto-inganno del sé, ma è anche vero che il maiale è un animale simpatico a Miyazaki, tanto che lo Studio Ghibli è anche detto buta-ya (la casa del porco) per via di un’insegna vittoriana raffigurante un maiale che campeggia sul portico dell’edificio. Nella prima stesura del soggetto, dal graphic novel Zassō notō, poi, il personaggio di Marco era un vecchio maiale che seduce la ragazzina ed è poi riscattato dal suo amore, ma nel film di questo non v’è più traccia, anche se la connotazione erotico-estetica rimane, dato che l’uomo-maiale è anche il fascino maschile che prescinde dalla bellezza. Probabilmente, però, le due letture privilegiate della metafora riguardano due aspetti diversi del personaggio, uno pubblico e l’altro privato. “Porco rosso” può leggersi, infatti, come insulto fascista, dal momento che la posizione politica di Marco è chiara nella sua scelta contro il regime, che lo ha per questo messo all’indice, riducendolo ad essere un reietto cacciatore di taglie. D’altra parte, Marco si sente un maiale per essere l’unico sopravvissuto alla battaglia aerea in cui sono morti tutti i suoi compagni, fatto considerato disonorevole dai giapponesi.

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