In mezzo a tanti casi di malgestione, fortunatamente abbiamo almeno un caso di eccellenza:

“A fronte dei 60 milioni di euro necessari per la stabilizzazione, la spesa per l’acquisto della strumentazione impiegata per i rilevamenti è stata di 1,5 milioni, ai quali vanno aggiunti su base decennale un milione per la loro manutenzione e 800.000 euro per la gestione. […] “In tutta Europa […] c’è una sola soluzione simile a quella adottata qui, ma si trova in una zona disabitata di un fiordo norvegese, dove si teme che la frana possa scatenare un effetto tsunami. Ancona è invece l’unico posto nel quale una popolazione di oltre 60 famiglie vive sopra una frana che, sebbene lentamente, non ha mai smesso di muoversi”.

Le Scienze – Giugno 2015 (Vivere con una frana – http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2015/06/02/news/vivere_con_una_franta-2626352/)

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http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/index.html?pg=1&idart=8366&idcat=3

ANCONA: L’EARLY WARNING DELLA FRANA UN ESEMPIO PER L’EUROPA

Sono in 30 e provengono dalle maggiori città costiere europee, gli studiosi che da oggi e per tre giorni saranno ad Ancona per studiare il sistema di monitoraggio in tempo reale (early warning) della frana Barducci
19 Febbraio 2013
Erano le 20:45 del 13 dicembre 1982, quando una profonda frana, in seguito denominata “Barducci” coinvolse diversi quartieri a nord del porto di Ancona: Borghetto, Posatora e, in parte, Torrette i più colpiti. L’esteso movimento franoso interessò un’area urbana e sub urbana di 342 ettari, danneggiò due ospedali e la Facoltà di Medicina dell’Università di Ancona, lese o distrusse completamente 280 edifici, per un totale di 865 abitazioni, divelse la ferrovia e la strada costiera su di un fronte di circa 2,5 chilometri. La frana provocò anche danni alla popolazione: 3.661 persone (1.071 famiglie) vennero evacuate dall’area colpita dal dissesto. Circa 500 persone persero l’impiego. A partire da oggi 19 febbraio, saranno ad Ancona,  per tre giorni, i rappresentanti di 30 città di costa europee (Rotterdam, Barcellona, Zara, Gibilterra, Londra, Bullas, Patrasso, tra le più importanti) per discutere di cambiamento climatico e studiare il monitoraggio in tempo reale (sistema di “Early Warning”)  della frana.“L’incontro – si legge in una nota del Comune di Ancona –  è interamente finanziato dalla Direzione generale per l’Azione per il clima della Comunità Europea. Ancona è stata scelta come sede per aver raggiunto livelli di eccellenza nell’esperienza di studio della frana e per lo sviluppo di una strategia locale di adattamento, che verrà ufficialmente presentata il prossimo Aprile 2013.
Momento clou della tre giorni sarà la visita prevista per domani 20 febbraio alla zona frana con dimostrazione del sistema di early warning e attivazione delle procedure di emergenza, visita alle stazioni di monitoraggio Grotte e Golfo e all’abitazione di un cittadino collegata alla sala di controllo generale attraverso sensori”.
 
Ancona, così segnata dall’esperienza di  questa frana, ha acquisito una forte sensibilità riguardo ai cambiamenti climatici ed ha attivato tutta una serie di azioni a riguardo: è città capofila del progetto ACT, “Adapting to Climate Change in Time” (www.actlife.eu) avviato nel 2010,  ha allacciato rapporti anche con l’ ONU – UNISDR essendo il capoluogo dorico tra i primi in Italia a firmare la campagna mondiale sulle città Resilienti – “My City is getting ready” http://www.unisdr.org/campaign/resilientcities/.

“In virtù  di quanto concretamente realizzato in questi ultimi anni sul tema dell’adattamento e della gestione del rischio – conclude la nota – Ancona è stata inserita nel circuito delle città eccellenti, selezionata quale sede dove organizzare eventi strutturati come quello dei prossimi giorni.  L’appuntamento sarà un momento di incontro importante per costruire nuovi progetti di riqualificazione e sviluppo territoriale, anche alla luce dei fondi di finanziamento europei che saranno destinati al tema del cambiamento climatico nella prossima programmazione comunitaria 2014- 2020″.

Infine una curiosità: perchè la frana Barducci ha questo nome?
Barducci era il nome di una famiglia anconetana che viveva in una villa, denominata appunto villa Barducci, che fu trascinata a valle e completamente resa inagibile dalla frana. Villa Barducci era situata sul culmine di una collinetta che sovrastava il quartiere Posatora, il più colpito dalla frana: nella memoria collettiva degli anconetani quindi la frana è ricordata come frana Barducci, denominazione che ha varcato i confini della città e che la ormai connota ‘universalmente’ la terribile frana di Ancona.  

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http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/?pg=1&idart=8440&idcat=3

ANCONA: IL MONITORAGGIO DELLA FRANA PIACE AGLI EUROPEI

La delegazione di 30 esponenti provenienti da città costiere europeee, in visita ad Ancona per visionare il sistema di monitoraggio della storica frana Barducci, si è mostrata particolarmente interessata ed impressionata dal progetto di early warning h24 adottato dalla città

 

26 Febbraio 2013

[…] Il sistema di Early Warning adottato ad Ancona viene ritenuto in tutto il mondo un sistema di monitoraggio all’avanguardia: l’obiettivo è quello dell’attenuazione del rischio attraverso un’attività di monitoraggio permanente nell’area in frana mediante strumenti di tipo geodetico e geotecnico. Il sistema prevede cabine di controllo e una sala operativa. Il monitoraggio in tempo reale è in linea con gli obiettivi di una prevenzione mirata e tiene conto delle aspirazioni dei cittadini a mantenere la propria realtà abitativa. Il progetto di early warning (monitoraggio in tempo reale e allertamento delle popolazioni che vivono in frana) è attualmente end user nel progetto europeo “Safeland 7 e nel progetto life ACT “Adatting to climate change in time“. […]
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