http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/isabella-susa/terza-missione-delluniversita/marzo-2015

La terza missione dell’Università

Viviamo in una “società della conoscenza”, espressione che ha assunto importanza crescente a partire dal Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000, che ha conferito all’Unione Europea l’obiettivo strategico di sviluppare un’economia basata sulla conoscenza, più competitiva e dinamica, in grado di realizzare una crescita sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.
Si tratta di una società nella quale il ruolo della conoscenza assume, dal punto di vista economico, sociale e politico, una centralità fondamentale nei processi di vita, e che fonda la propria crescita e competitività sul sapere, la ricerca e l’innovazione.
Tale società necessita quindi, per crescere, di essere alimentata in maniera continua da nuova conoscenza e in questo contesto le Università e i centri di ricerca che producono innovazione nella conoscenza scientifica sono chiamati a un nuovo ruolo.
Si parla di “terza missione” dell’Università, per sottolineare che gli atenei devono assumere un nuovo fondamentale obiettivo accanto a quelli tradizionali dell’alta formazione e della ricerca scientifica: il dialogo con la società.
In realtà il termine “terza missione” è ambiguo perché usato per indicare una molteplicità di attività che mettono in relazione la ricerca universitaria e la società.
Una prima fondamentale tipologia è quella delle attività di trasferimento tecnologico finalizzate alla valutazione, alla protezione, al marketing e alla commercializzazione di tecnologie sviluppate nell’ambito dei progetti di ricerca condotti dal mondo accademico e, più in generale, alla gestione della proprietà intellettuale in relazione con gli stessi progetti.
Una seconda modalità di interazione tra mondo della ricerca e società, quella cui ci interessiamo nell’ambito di questo articolo, è denominata da Anvur  “terza missione culturale e sociale” e riguarda la produzione di beni pubblici che aumentano il generale livello di benessere della società, aventi contenuto culturale, sociale, educativo e di sviluppo di consapevolezza civile.
[…] Per offrire ai cittadini la possibilità di operare scelte democratiche anche in settori legati alla scienza e tecnologia è necessario fornire adeguati strumenti per affacciarsi in maniera consapevole e informata a tali scelte e sviluppare un sentimento di cittadinanza scientifica che permetta a tutti di contribuire al dibattito pubblico su temi di carattere scientifico e tecnologico. […]

I PROGETTI EUROPEI

Il nuovo approccio che porta a coinvolgere il pubblico nella scienza è stato anche influenzato dalle politiche dell’Unione Europea, in particolare a partire dal settimo programma quadro (Framework Programme 7, FP7 2007-2013) della Commissione Europea per il sostegno alla ricerca scientifica, e in almeno due modi differenti.
Innanzitutto i progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea in FP7 devono prevedere sinergie con l’educazione di tutti i pubblici, provare la capacità di stimolare il dialogo e il dibattito sui risultati della ricerca scientifica con un pubblico vasto e non solo con la comunità di riferimento. […]
Le forme di comunicazione adottate vanno dalle più tradizionali come siti web, leaflet e conferenze pubbliche, fino ad altre più articolate come dibattiti pubblici, apertura di blog, caffè scientifici, progetti con le scuole e così via.
[…] Inoltre, proprio a partire dal 2007 l’UE ha lanciato dei bandi per progetti nell’ambito “Scienza nella società” (2007-2013), divenuti successivamente “Scienza con e per la società” (Horizon 2020, 2014-2020). Lo scopo di questi bandi a progetto è di stimolare l’acquisizione di nuove competenze e l’ideazione di metodologie innovative per mettere in relazione scienza e società: rendere scienza e tecnologia più attrattive per i giovani, aumentare l’interesse della società per l’innovazione, rendere le attività collegate a ricerca e innovazione più aperte.
[…] Tali gruppi di ricerca sono quindi chiamati a essere più attenti alla comunicazione dei risultati del loro lavoro e più responsabili nella relazione con la società. I ricercatori dovrebbero pertanto sviluppare nuovi skills per dialogare al meglio con il pubblico.

UN’AGORÀ A TORINO

Un percorso strutturato nella direzione dello sviluppo della “terza missione” è stato fatto in Piemonte, con la creazione da parte dell’Università di Torino del Centro Agorà Scienza nel 2006, successivamente esteso agli altri tre atenei della regione per divenire, nel 2009, Centro interuniversitario.
La dichiarazione approvata dal Senato Accademico dell’Università di Torino a proposito della terza missione nel 2009 sottolinea l’importanza del dialogo tra Università e società: “L’Università degli Studi di Torino, nel convincimento che la conoscenza rappresenti una risorsa essenziale per l’economia e per la crescita della società, considera il dialogo con la società e il trasferimento tecnologico e della conoscenza obiettivi primari e a tal fine favorisce e sostiene processi di sviluppo fondati sulla conoscenza e sulla loro comunicazione. L’Università di Torino, al fine di costruire un rapporto aperto e dialogico con la società, ritiene che la formazione degli studenti e dei ricercatori alla comunicazione pubblica della ricerca, la creazione di nuovi spazi di confronto e studio sul rapporto complesso tra scienza e società, lo stimolo alla costruzione di una solida cittadinanza scientifica siano da considerare tra i suoi obiettivi”.
Gli ambiti in cui il Centro opera sono quindi molto diversi tra loro. Agorà Scienza conduce ricerche e studi nel campo dei rapporti e delle interazioni tra scienza e società, indagando per esempio le scelte, le motivazioni e gli ostacoli dei ricercatori nello svolgere attività per un pubblico vasto. Opera all’interno dell’Università, per stimolare i ricercatori e in particolare quelli di loro che si stanno formando durante il dottorato, a riflettere all’importanza di informare e coinvolgere la società sui temi della loro ricerca e a sviluppare le competenze necessarie a questo nuovo dialogo. Ma anche per favorire l’incontro e l’interscambio tra discipline scientifiche e discipline sociali e umanistiche.
Svolge la sua attività anche all’esterno, per sensibilizzare la società intera, e in particolare i giovani, all’importanza della ricerca e della scienza per lo sviluppo e la crescita responsabile e sostenibile.
In questo articolo verranno presentate due azioni del Centro di tipologia diversa: la scuola per dottorandi SCS, nell’ambito della quale sono state realizzate molte delle riflessioni raccolte in questo volume (le lezioni tenute nell’edizione 2012 della scuola da Gilberto Corbellini, Giulio Giorello, Pietro Greco, Tommaso Maccacaro e Carlo Alberto Redi); il progetto Scienza Attiva, rivolto agli insegnanti e alle classi delle scuole secondarie superiori. Entrambi i progetti si svolgono a livello nazionale.

LA SCUOLA PER DOTTORANDI SCS – SCIENZA COMUNICAZIONE SOCIETÀ

La scuola SCS coinvolge annualmente dal 2007 dottorandi e giovani ricercatori provenienti da tutti gli atenei e centri di ricerca italiani in dibattiti sui temi della comunicazione della scienza e della relazione tra scienza e società e esercitazioni di sperimentazione dei media attraverso cui la scienza può essere comunicata.
[…] La scuola persegue inoltre un obiettivo collaterale che è stato al cuore della creazione stessa del Centro Agorà Scienza: il dialogo tra discipline diverse. Tale obiettivo è realizzato attraverso l’organizzazione di tavole rotonde alle quali sono invitati relatori che portino punti di vista diversi, complementari e talvolta discordanti sull’argomento proposto.
Alla scuola partecipano studenti provenienti da aree disciplinari differenti: Scienze umane, Scienze economiche e sociali, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze informatiche e ingegneristiche, Scienze agrarie e ambientali, Scienze biologiche e mediche.
I docenti della scuola sono professori universitari e ricercatori degli atenei italiani e stranieri, professionisti della comunicazione ed esperti provenienti da centri di ricerca pubblici o privati o da aziende. Oltre alle tavole rotonde che stimolano la riflessione e il dibattito, la scuola organizza delle sessioni di esercitazioni con lo scopo di far immergere i partecipanti in una simulazione di esperienza di comunicazione. Sono state sperimentate diverse formule, dai laboratori di comunicazione (preparazione di un comunicato stampa, comunicazione via web, podcast, radio scientifica, blog) a giochi cooperativi (PlayDecide) o modalità di inclusione dei cittadini nelle decisioni relative a temi scientifici (simulazioni di giurie di cittadini).
La scuola ha formato nel corso delle otto edizioni dal 2007 a oggi circa 400 dottorandi e giovani ricercatori. Un interessante effetto dell’organizzazione della scuola è l’emergere in Italia di una comunità di giovani ricercatori sensibilizzati alla comunicazione della scienza e al coinvolgimento del pubblico nei temi scientifici.
I partecipanti alla scuola si incontrano virtualmente attraverso gruppi Facebook e Linked’in, tengono aggiornato il Centro Agorà Scienza sulle loro attività di divulgazione e talvolta vengono coinvolti dal Centro nelle sue attività verso tutti i pubblici.
Il progetto Scienza Attiva è un progetto ideato dal Centro Agorà Scienza nel 2008 che ha lo scopo di mettere in diretto contatto insegnanti e studenti di scuola superiore con ricercatori universitari per farli dibattere su temi scientifici di attualità che siano presenti nei media o eticamente controversi. Il progetto si svolge principalmente sul Web, con piattaforme di discussione dedicate alle classi (lavagne di classe) e una comune a tutte le classi partecipanti (lavagna comune).

Scienza Attiva si ispira nella struttura del dibattito ai metodi della democrazia partecipativa diffusi nei Paesi del Nord Europa.
In tali Paesi non è raro che i cittadini vengano consultati dalle istituzioni politiche che sono in procinto di prendere decisioni su temi, anche scientifici, che riguardano la vita di tutti o hanno eventualmente un impatto su di essa. Gruppi di cittadini vengono informati da esperti del tema scientifico e si confrontano successivamente in un dibattito strutturato e informato.
[…] Resta quindi un fondamentale problema che è la valorizzazione delle “altre attività di terza missione” nei curricula dei ricercatori. A questo problema è collegata la necessità di organizzare un opportuno sistema di valutazione di tali attività, elaborando degli indicatori ad hoc.
In Italia Anvur sta lavorando al tema della terza missione nelle Università e negli enti di ricerca italiani con l’obiettivo di rendere possibile in futuro ai decisori politici un quadro di indicatori robusti e condivisi relativi a queste attività sui quali si potranno basare scelte per l’allocazione delle risorse pubbliche. […]

La misura e la valorizzazione dell’interazione delle Università e dei Centri di Ricerca con le diverse componenti della società come mondo della scuola, associazioni, cittadinanza, rappresenta quindi un’istanza fondamentale e urgente in Italia e in Europa la cui soluzione contribuirà a rendere la società e la scienza più democratiche.

di ISABELLA SUSA

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Vedi l’articolo “Più scienza per tutti: ecco perché dovremmo esseri tutti un po’ scienziati!

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