Le seguenti citazioni sono tratte dal seguente articolo:

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/angelo-guerraggio/scienza-e-democrazia-contributo-della-matematica/febbraio-2015

Scienza e democrazia: il contributo della Matematica

22 febbraio, 2015

MATEMATICI NELLA STORIA D’ITALIA

[…] Una simile storia può cominciare addirittura con Archimede, considerato unanimemente il più grande scienziato dell’antichità. Siamo durante la seconda guerra punica, con la Sicilia che è terreno di scontro tra Romani e Cartaginesi e Siracusa che deve essere punita per aver cambiato alleanze schierandosi dalla parte di Cartagine.
Le vicende dell’assedio romano sono raccontate dallo storico greco Polibio che descrive come Archimede abbia partecipato attivamente alla difesa di Siracusa mettendo a disposizione della città tutte le sue conoscenze matematiche e preparando balestre e catapulte per colpire le navi della flotta nemica; aveva poi fatto aprire nelle mura delle feritoie da cui gli arcieri potevano rendere inoffensiva o comunque rallentare l’avanzata degli assalitori. Dulcis in fundo aveva costruito una “mano di ferro”, una gru dotata di una catena che terminava con un rostro in grado di sollevare la prua delle navi nemiche che poi, lasciate cadere, venivano così rovesciate.

SUI CAMPI DI BATTAGLIA

Per venire a tempi più vicini a noi e alla realtà italiana, la storia della nostra nazione comincia di fatto con le guerre risorgimentali e gli uomini di scienza – i matematici in particolare – partecipano sui campi di battaglia al movimento per l’indipendenza e l’unità del Paese in tutto il ventennio in cui queste si realizzano. L’episodio più famoso rimane quello del Battaglione universitario, affidato al comando del matematico e fisico Ottaviano Mossotti, composto da docenti e studenti dell’Università di Pisa, che combatte nella battaglia di Curtatone e Montanara della prima guerra d’indipendenza.
Ma non si può dimenticare l’intervento alle Cinque giornate di Milano di Francesco Brioschi e il contributo alla difesa di Venezia di Luigi Cremona, premiato poi per il suo comportamento con i gradi di caporale e di sergente.
Neppure si può dimenticare Luigi Federico Menabrea, docente di Scienza delle costruzioni all’Università di Torino, che partecipa con il grado di tenente generale del Corpo del genio alla seconda guerra d’indipendenza e l’anno dopo all’assedio della fortezza di Gaeta. […]
A cavallo tra Ottocento e Novecento la passione civile dei matematici è ben rappresentata dall’attività di uno dei loro maggiori esponenti, Vito Volterra, anche lui nominato senatore (nel 1905) […]. La sua diventa una scelta militante a favore della democrazia durante il fascismo, quando si tratta di opporsi alla dittatura dai banchi del Senato e quando, nel 1931, occorre un particolare coraggio per far parte di quella sparuta schiera di docenti universitari che rifiuta di sottoscrivere il giuramento di fedeltà a Mussolini e al suo regime. […]

NELL’ATTUALITA’: MATEMATICA E CITTADINANZA

IL RUOLO DELLA FORMAZIONE

[…] Il docente di Matematica ha nelle sue mani una delle chiavi principali che permette di aprire determinate porte e stabilire chi è meritevole e chi no di proseguire gli studi e di entrare nel mondo del lavoro a un livello interessante. Con un’enfasi ridimensionata solo dalla crescente consapevolezza di tutte le criticità che accompagnano i sistemi scolastici nella loro funzione selettiva, possiamo dire che i professori di Matematica continuano a giocare un ruolo importante nel funzionamento dell’ascensore sociale e nella selezione della classe dirigente, insomma nel funzionamento della democrazia.
Questo ruolo va al di là del “pezzo di carta” – diploma, laurea, titolo di dottorato che sia – che lo studente consegue al termine dei suoi studi e per il quale la prova di aver acquisito determinate competenze matematiche rimane importante. Se democrazia vuol dire partecipazione e quest’ultima vuole essere effettiva e non ridursi a un semplice slogan, bisogna mettere i cittadini in grado di capire il mondo e quella società alla cui costruzione vogliono e devono partecipare.
Se già il mondo di Galileo parlava in linguaggio geometrico, un’educazione scientifica oggi appare condizione necessaria per esercitare il diritto di cittadinanza. Se non si conoscono gli elementi fondanti del linguaggio e del ragionamento matematico e scientifico, si rimane esclusi da aspetti non secondari della vita e della comunicazione di tutti i giorni; non si colgono dinamiche importanti o se ne comprendono solo gli aspetti più superficiali. Matematica e democrazia, Matematica ed effettiva possibilità di esercitare il diritto di cittadinanza: una pesante responsabilità per i docenti di Matematica che, attraverso le loro technicalities e al di là di queste, si trovano in prima linea nel formare le competenze e l’attitudine a una mentalità critica delle future generazioni. […]

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Aggiornamento del 16 febbraio 2016:

http://www.corriere.it/scuola/medie/16_febbraio_09/ocse-ragazzo-italiano-quattro-analfabeta-matematica-ded9c1f2-cf4f-11e5-a78b-52d074ea1480.shtml

Ocse, è un «analfabeta matematico» un ragazzo italiano su quattro

In alcune scuole, l’80% non sa far di conto. I ricercatori: momento critico, tra le medie e le superiori. A restare indietro sono soprattutto gli immigrati

di Gianna Fregonara – 10 febbraio 2016

[…] Secondo l’ultimo rapporto pubblicato mercoledì dall’Ocse-Pisa dal titolo «Low performing students, perché restano indietro e come aiutarli» l’Italia ha sì compiuto un grande passo in avanti negli Anni Duemila, perché nel 2003 gli studenti che non riuscivano neppure a superare il livello 1 dei test Pisa in matematica erano oltre il 30 per cento (32 per cento) mentre ora sono il 24,7 per cento, ma resta uno dei sistemi scolastici europei con il peggior risultato: peggio di noi fanno solo la Grecia e il Portogallo. E non è solo la matematica lo scoglio insuperabile per i ragazzi: uno studente su cinque è pressoché analfabeta in senso tecnico, cioè non sa leggere e uno su 6 è gravemente insufficiente in scienze.

[…] «Questo ha conseguenze sia a livello personale che delle economie e delle società, non solo perché questi ragazzi rischiano di lasciare la scuola prima di finirla. Una popolazione senza competenze di base rischia di compromettere anche l’intero sistema economico e la crescita del proprio Paese». […]

http://www.corriere.it/cultura/cards/da-fibonacci-lagrange-grandi-matematici-italiani-che-hanno-fatto-storia/leonardo-fibonacci_principale.shtml

Da Fibonacci a Lagrange: i grandi matematici italiani che hanno fatto la storia

Secondo l’Ocse un ragazzo italiano su quattro è un «analfabeta matematico». Eppure ci sono italiani celebri che hanno fatto la storia proprio di questa disciplina

di Annalisa Grandi – 10 febbraio 2016

1) Leonardo Fibonacci

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