E’ da poco uscito l’ennesimo libro che racconta altri innumerevoli scandali riguardanti il nostro paese. Scriverne è fondamentale (difatti tanto ne è stato in effetti scritto, talmente tanto che ne siamo già tutti quanti arcistufi), ma diffondere queste informazioni, nelle fasce d’età più giovani in particolare, è altrettanto importante. Ma la vera domanda è: verrà recepito, almeno un poco per volta, il messaggio che dobbiamo tutti quanti cambiare atteggiamenti e mentalità, oppure resteranno, come lo è stato fino’ora, solamente parole (parole parole) buttate al vento?

Questa la nostra povera Italia, bella senz’anima…

Libro “Italia. La fabbrica degli scandali” di Antonella Beccaria e Gigi Marcucci 

La storia italiana non coincide necessariamente con quella del malaffare, ma forse può essere raccontata – più che in altri paesi – attraverso intrighi politici, mediatici e istituzionali che di solito vengono sintetizzati da una sola parola: scandalo, appunto. Spesso, però, il turbamento della coscienza collettiva cede il posto all’assuefazione, favorita anche dal controllo dei mezzi di informazione. Un potere costituito che scende a patti con l’illegalità ha caratterizzato fin dall’inizio il Regno d’Italia, ma certo non ne sono stati immuni né la Repubblica, né alcuni ambienti ecclesiastici, tanto che la fabbrica degli scandali continua anche oggi a lavorare a pieno regime. Alla sonnolenza del periodo di incubazione degli scandali, sono spesso seguiti bruschi risvegli, vampate di rabbia, scossoni istituzionali, ma non si è ancora riusciti a debellare quello che erroneamente viene definito un tratto distintivo dell’italianità, ed è invece una pratica consolidata di circoli tutto sommato ristretti ma molto influenti. E intanto gli ingranaggi del malcostume e della corruzione seguitano a girare incessantemente…

______________________________________________________

Vedi gli articoli:

Tags: , ,