Diciamo no alla tassazione della cultura! Chiediamo l’abolizione di contributi SIAE ed ENPALS per i locali di piccole dimensioni!

Che la situazione della cultura in Italia sia disastrosa, è ormai sotto gli occhi di tutti. L’antico adagio “con la cultura non si mangia” è ormai una realtà dolorosa.
A forza di tasse e balzelli di ogni genere si inibisce la libera espressione dei mille talenti nascosti nel nostro paese e si condanna la popolazione ad una fame culturale, a favore delle grandi case discografiche e degli artisti di fama che possono permettersi di riempire gli stadi.

Sta ormai diventando sempre più difficile godere nelle nostre città di piacevoli serate musicali, a causa dell’incidenza che la tassazione delle esibizioni, ha sui gestori dei locali. Si stanno condannando all’oblio i generi di nicchia e i gruppi musicali locali e nel contempo si sta rendendo difficile la sopravvivenza per coloro che si trovano a gestire i piccoli locali. Proporre un intrattenimento di qualità ai propri clienti sta diventando impossibile.

Anche in questo ambito, come in molti altri, la situazione italiana è unica in Europa. Nella gran parte dei paesi vicini, gli eventi culturali nei locali di dimensioni contenute sono detassati perché ad essi si riconosce un ruolo fondamentale: diffondere arte, musica e cultura autonomamente, senza ricorrere ai finanziamenti erogati dallo Stato. All’estero questo genere di attività è sostenuto e incentivato, in previsione degli effetti benefici che un più elevato livello culturale ha su tutta la popolazione.
Coerentemente anche la posizione fiscale degli artisti e lavoratori dello spettacolo è semplificata. Mentre in Italia è richiesta l’appartenenza ad una cooperativa o addirittura l’apertura della partita IVA, altrove non è così! L’inquadramento avviene a costo zero fino ad un limite di 6mila o 8mila euro dichiarati, in base ad un sistema notevolmente semplificato. In Italia gli ostacoli all’espressione artistica sono sempre più numerosi, ma l’imposizione di SIAE e ENPALS ha dei riflessi molto negativi che vanno ben al di là del mero fattore culturale, incidendo anche sul livello degli introiti e quindi sulla situazione economica e finanziaria dei gestori rendendo sempre meno conveniente promuovere la buona musica.

Ci rivolgiamo quindi alle autorità competenti nazionali e chiediamo un serio ripensamento della normativa, con particolare attenzione ai seguenti punti.
In primo luogo è necessaria una semplificazione della procedura richiesta per l’ottenimento della licenza da parte dei locali di piccole e medie dimensioni che vogliono proporre spettacoli di musica dal vivo.

Coerentemente chiediamo la detassazione e l’eliminazione di qualsivoglia imposta comunale, contributo SIAE o obbligo previdenziale ENPALS, almeno per quei locali che dimostrino di investire privatamente per la promozione della musica dal vivo, senza per questo imporre ai propri clienti il pagamento di un biglietto in ingresso.
E’ necessario riconoscere che essi svolgono un servizio di pubblica utilità, supportarli e incentivarli.

Infine, perché il sistema sia riformato compiutamente, serve il ripensamento della posizione fiscale e previdenziale dei lavoratori dello spettacolo.

Se anche tu vuoi salvare la musica live nei piccoli locali, chiedi con noi l’abolizione di SIAE e ENPALS! Firma la petizione e sostienici!