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E’ italiana la prima cura con staminali approvata al mondo

Si chiama Holoclar, ed è il primo trattamento a base di cellule staminali al mondo a essere approvato da un ente regolatorio come un prodotto farmaceutico. Una volta ratificato l’accordo nei singoli Paesi, l’epitelio corneale ricostituito a Modena su supporti di fibrina permetterà di restituire la vista a occhi ustionati per i quali il trapianto di cornea tradizionale non è indicato o ha già fallito.

«Oltre a essere ragione di speranza per un migliaio di pazienti in Europa che non hanno altre alternative terapeutiche, Holoclar è la dimostrazione che un “prodotto farmaceutico” può essere costituito da una coltura cellulare e non solo da una sostanza chimica» spiega Michele De Luca, a capo del gruppo di ricerca che ha tagliato il traguardo prima dei più prestigiosi centri europei o statunitensi. Il risultato di oggi infatti è tutto italiano e non si sarebbe potuto raggiungere se alla genialità e al lavoro degli scienziati non si fossero aggiunti il rigore e la competenza dei clinici, la generosità di una Fondazione bancaria, la lungimiranza di un’azienda farmaceutica. Un cocktail difficile da ottenere nel nostro Paese, ma che evidentemente può dare buoni frutti.

[…] De Luca ricorda il giorno in cui si presentò a Chiesi Farmaceutici per presentare il progetto: “Andrea Chiesi era distratto. Chissà quante richieste del genere riceveva. Digitava al computer mentre tenevo il mio seminario. Ma mentre parlavo, mi accorgevo che pian piano rallentava i movimenti delle dita sulla tastiera, e alzava lo sguardo verso di me. Avevo catturato la sua attenzione, e infatti dopo un paio di settimane mi chiamò, dicendo che continuava a pensare a quel che avevo detto”. Quel giorno si gettò il primo seme per quella che sarebbe diventata Holostem, lo spin-off  dell’Università di Modena e Reggio Emilia di cui Chiesi è principale azionista e da cui sarebbe nato Holoclar, il prodotto che oggi porta i risultati scientifici di allora a portata di chiunque in Europa ne abbia bisogno. […]

PROSPETTIVE PER IL FUTURO

«I pazienti da trattare in Europa sono circa un migliaio» spiega Andrea Chiesi, «ma nei prossimi mesi è previsto un incontro con l’FDA per valutare la possibilità di intraprendere l’iter di autorizzazione anche per gli Stati Uniti». E intanto si va avanti con gli altri prodotti di Holostem in the pipeline […]

Roberta Villa – 20 febbraio 2015

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