Sei puntate, andate in onda su Rai3 nei mesi di maggio e giugno dello scorso anno, che raccontano l’Italia e gli italiani dal secondo dopoguerra sino ai giorni nostri. Le potete trovare qui:

http://www.quelgranpezzodellitalia.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-91662913-95da-4f5d-92c6-f9a7ad80f169.html

Con le idee di Edmondo Berselli…

QUEL GRAN PEZZO DELL’ITALIA

Era già tutto scritto ma ci eravamo distratti

Il programma si ispira agli scritti e alle folgoranti intuizioni di Edmondo Berselli, saggista ed editorialista scomparso l’11 aprile di quattro anni fa. Da qui, dalla lucidità con cui Berselli ha fotografato in corsa le trasformazioni sociali, politiche e di costume dell’Italia postbellica, prendono il largo sei puntate per ricordarci chi siamo stati, come siamo diventati, e come potremmo trasformarci negli anni futuri.

Non una riflessione storica in senso tradizionale, e neppure una nostalgica presa d’atto del tempo che fu, ma una brillante e coinvolgente corsa attraverso il montaggio di immagini, voci, canzoni, provocazioni e riflessioni dei protagonisti degli ultimi decenni. Un appuntamento che fa del disincanto e dell’autoironia i suoi capisaldi, e che si affaccia sull’Italia contemporanea attraverso i processi sociali, culturali e politici avvenuti nel Paese.

Ad accompagnare il pubblico in questo gioco tra passato e futuro con uno stile ironico e tagliente è il giornalista e scrittore Riccardo Bocca. Il suo compito è introdurre gli argomenti, contestualizzarli, e poi rilanciarli nei faccia a faccia con gli ospiti della trasmissione. Ogni puntata, infatti, ha un testimonial d’eccezione: una personalità di spicco nel mondo della cultura o dello spettacolo.

Sullo sfondo, come si diceva, il carisma intellettuale di Berselli, protagonista di alcune incursioni televisive di successo in Rai come “Giù al Nord”, “Su al Sud” e “Un paese chiamato Po”. Le sei puntate di “Quel gran pezzo dell’Italia” sono infatti ispirate ai grandi capitoli della storia nazionale così come descritti dal folgorante Edmondo, e da lui sono in qualche modo firmate grazie alla voce fuori campo di Gioele Dix che sottolinea i passaggi chiave del programma.

Al di là delle rievocazioni, dei commenti, delle inevitabili risate e delle altrettanto garantite emozioni, la narrazione del programma ha un elemento cardine che va opportunamente sottolineato: i materiali di repertorio televisivo che restituiscono momenti indelebili della vita pubblica.

Una guida preziosa per affrontare presente e futuro, ma anche un’opportunità piacevole per non dimenticare la nostra identità nazionale.

“Italiani, razza incompiuta: democratici ma intolleranti, garantisti ma forcaioli, moralisti ma trasgressivi. Siamo i fratelli d’Italia, followers entusiasti del seduttore di turno.” 

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Libro “Quel gran pezzo dell’Italia. Tutte le opere 1995-2010” di Edmondo Berselli

La raccolta di tutta la sua opera in forma di libro (nove titoli, dal libro cult “Il più mancino dei tiri” del 1995 fino al postumo severo testamento di “L’economia giusta”) compone uno straordinario ritratto, in diretta, tra politica, cultura e costume, dei nuovi italiani: i post italiani, in bilico tra una psicologia arcaica e comportamenti post-moderni. Berselli descrive un’Italia deideologizzata, demoralizzata, un Paese da talk show confusionario, in cui sentimentalismo e ferocia, le caratteristiche di sempre, vengono proiettati in una dimensione che non è vera e non è falsa, è iperreale. Senza moralismi, perché la fenomenologia è più interessante delle prediche. Un po’ come il Roland Barthes delle “Mitologie”. Dentro c’è “quel gran pezzo dell’Emilia”, la sua terra, fatta di comunisti, miliardari, motori, cucina grassa e rock star, la catastrofe politica della sinistra sinistrata, l’allegria dei capelli lunghi, delle minigonne e delle chitarre prima del ’68 e il gran cabaret di “Venerati maestri”, davvero un libro da ridere su una cultura da piangere. La nostra.

Libro “Quel gran pezzo dell’Emilia. Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe” di Edmondo Berselli

C’è una terra dai confini indefiniti che è il Sud del Nord e il Nord del Sud: qualcuno la chiama Emilia. Due passi più in là prende i colori della Romagna. Guarda con curiosità Milano. Passa il Po ed è di casa a Mantova. Forse è un laboratorio politico, dove si aggirano ancora vecchi comunisti pragmatici per i quali il socialismo era “il capitalismo governato da noi”, insieme a mortadelle dal volto umano, cinesi importati e vecchi punk che sembrano la reincarnazione di Ligabue (nel senso di Antonio, il pittore). Questo libro racconta un paese che è un frammento d’Europa, una fetta di mondo che potrebbe rivelarsi ancora un modello politico ed è senza dubbio un modello psicologico.

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