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De Virgilio, “il Leonardo da Vinci del motore V6”

Celebrato così dal Times, è il papà di uno dei motori più famosi del pianeta. Andò in pensione nel ’75, ma continuò ad assicurare il suo prezioso contributo alla Squadra Corse Lancia

di ALFIO MANGANARO

[…] Francesco De Virgilio nacque il 23 dicembre 1911,  in una  Reggio Calabria che due anni prima era stata distrutta dal terremoto e con Messina aveva avuto 150mila morti. […] Il giovane Francesco però era tutto preso dalla sua passione per la tecnica e, dopo aver conseguito la maturità scientifica, si trasferì a Messina per frequentare la Facoltà di Ingegneria, poi a Roma ed infine a Torino dove si laureò nel ’36. Al Politecnico torinese si specializzò in Costruzioni Automobilistiche e, dopo aver fatto il servizio militare come Sottotenente di Complemento nel, guarda caso, Corpo Automobilistico, nel ’39 entrò alla Lancia come progettista. […]

Nel ’43 Torino è costantemente sotto i bombardamenti, alla Lancia si decide di trasferire il reparto progettazione a Padova. L’allora Direttore Tecnico ingegner Giuseppe Vaccarino affidò al giovane ingegner De Virgilio l’incarico di esaminare la possibilità di brevettare un albero per un motore 6 cilindri a V con angolo di 39° da posizionare sul nuovo modello Lancia che si stava progettando per il dopoguerra. L’impresa era molto ardua perché questa soluzione, come scrisse: “…creava una coppia di 1° ordine controrotante per annullare la quale occorreva montare un contralbero che causava un eccessivo aumento di peso e di costi”. Il progetto venne accantonato, ma De Virgilio non si dette per vinto. Alla fine riuscì nell’impresa e scrisse così, una delle pagine più importanti nella storia dell’automobilismo mondiale. La Lancia Aurelia debuttò al Salone di Torino nel 1950 e, anche grazie all’innovativo motore 6V, fu per molti anni l’auto tecnologicamente più avanzata d’Europa. Ancora oggi i 6 cilindri Pentastar montati sulle auto americane derivano dal motore di De Virgilio.

Quando, alla fine del 1955, la famiglia Lancia cedette l’Azienda al finanziere Carlo Pesenti, l’ingegnere iniziò ad occuparsi dei motori diesel per camion e autobus, progettando fra l’altro un motore 6 cilindri in linea che poteva essere montato sia verticalmente sia orizzontalmente. Riprese a progettare motori a scoppio nel ’69 quando la Lancia entrò a far parte del Gruppo Fiat.

Andò in pensione nel ’75, ma continuò ad assicurare il suo prezioso contributo a Cesare Fiorio e Gianni Tonti della Squadra Corse Lancia. Seguì poi Tonti all’Alfa Romeo per realizzare sia il 4 cilindri turbo, sia il 10 cilindri a V di 72° che avrebbero dovuto essere posizionati sulle monoposto di Formula 1 e  che, invece, non videro mai i campi di gara.

Francesco De Virgilio rimase sino alla fine dei suoi giorni, se n’è andato il 5 agosto 1995, nel mondo dell’automobilismo […]. Proprio in questi giorni è uscito un bellissimo libro in inglese a lui dedicato, pieno di storie e di fotografie inedite. Lo ha scritto un americano, Geoffrey Goldberg e pubblicato l’editore David Bull. Il New York Times ne ha scritto domenica 14 dicembre citando addirittura De Virgilio come “Il Leonardo da Vinci del motore V6”.

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I motori V6: tutto cominciò con la splendida Lancia Aurelia 

A dimostrare la validità dell’architettura sei cilindri a V è stata la Lancia. Vediamo come e perché ha avuto tanto successo

10/09/2014 – Massimo Clarke

 

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