Vi suggeriamo questo servizio di Report dedicato alle imprese start-up:

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a31abb5d-9a75-4947-8628-445afaa5ea0d.html

STARTUP STORIES

DI Michele Buono – PUNTATA DEL 07/12/2014

Collaborazione di Chiara Avesani, Andrea De Marco e Filippo Proietti.

Per più di cento anni l’economia si è sviluppata intorno alle grandi invenzioni: motore a vapore, reti elettriche, ferrovia. Ora il ciclo si è concluso. Secondo la teoria di molti economisti, ci vorrebbero nuove invenzioni tipo la lampadina – perché l’economia si rimetta in moto. Eppure una nuova rivoluzione industriale è cominciata e sta ridisegnando il mondo.

Le nuove tecnologie stanno capovolgendo i dogmi della produzione chi è in grado di pensare un nuovo prodotto può cominciare da solo anche con pochi soldi, perché questo processo si tira dietro un nuovo tipo di finanza.

Se pensi che la tua idea sia brillante, la lanci in rete e aspetti che la gente l’apprezzi e investa sul tuo prodotto. Si chiama “crowdfunding”: finanziamento della folla. E’ così che tante piccole fabbriche individuali stanno soppiantando la produzione di massa. Tutto gira intorno a ricerca e innovazione. Per questo i politici che hanno la visione investono su istruzione e formazione cioè sulla vera risorsa di sempre: il capitale umano.

Il Cile ha lanciato un programma per attirare talenti da tutto il mondo finanziandoli per sviluppare i progetti innovativi. Qual è stata la visione degli amministratori? Oggi il paese è ricco, ma un giorno le miniere di rame si esauriranno. Per non farsi trovare impreparati, con il paese con l’economia ferma e la disoccupazione alle stelle, hanno deciso di investire in conoscenza, ricerca e innovazione e diventare l’hub tecnologico dell’America latina. Anche negli Stati Uniti l’economia postindustriale sta cambiando profondamente. Qual è invece la visione dei politici europei e del nostro Paese?

______________________________________________________

In altri paesi, in particolar modo negli USA, il crowdfunding è una realtà che funziona e che permette di realizzare ottimi progetti (come il Lock-Rs di Jacopo Maranghi, realizzato grazie alla piattaforma Kickstarter, raccontato nella puntata di Report qui citata), in Italia, invece, come potete vedere su www.crowdfunding-italia.com, il crowdfunding non funziona per niente… che peccato…

______________________________________________________

Aggiornamento del 30 dicembre 2014:

Piccoli “geek” crescono (e poi vanno all’estero, nel nostro caso): bellissimo il film di animazione “Big Hero 6” firmato Disney e Marvel, che parla appunto dell’importanza di dare aiuto e sostegno alla ricerca e alla realizzazione di progetti ad alto contenuto tecnologico, che rappresentano la sola strada percorribile verso un futuro migliore (che nel caso dell’Italia significherebbe poter uscire dignitosamente da questo periodo di crisi…):

http://it.ign.com/big-hero-6/90421/feature/la-tenerezza-geek-di-big-hero-6

LA TENEREZZA GEEK DI BIG HERO 6

Francesco Destri

[…] Hiro è il classico genietto geek adolescente che risveglia, quasi senza volerlo, Baymax, un robot gonfiabile creato dal fratello maggiore di Hiro (Tadashi) per assistere i malati. Baymax inizia così a considerare Hiro come un suo paziente e tra i due, dopo l’inevitabile diffidenza iniziale, inizia a crearsi un forte rapporto di amicizia, anche perché non voler bene a un tenerone adorabile come Baymax (guardatevi tutti i video su questa pagina) significa proprio avere un cuore di pietra. Oltre ai due protagonisti, Big Hero 6 mette in campo anche altri personaggi come il già citato Tadashi, il nerd appassionato di fumetti Fred, la giovane inventrice GoGo Tomago, l’esperto in laser Wasabi e l’esperta in chimica Honey Lemon. Tutti frequentano il San Fransokyo Insititute of Technology e già questo fa capire, in una sorta di omaggio a The Big Bang Theory, il tipo di comicità tecno-geek che ci aspetta nel film. Il racconto prende una piega inaspettata con l’ingresso in scena di un cattivo mascherato, che spinge Hiro prima a potenziare Baymax in senso offensivo (si fa per dire) e poi a unirsi ai quattro amici per combattere la minaccia del misterioso villain (ecco spiegato il numero 6 nel titolo). […]

______________________________________________________

Aggiornamento del 16 marzo 2016:

millionaire.it/5-startup-italiane-citate-da-forbes-lecosistema-italiano-visto-dagli-americani/

5 startup italiane citate da Forbes: l’ecosistema italiano visto dagli americani

Dopo una partenza in salita le startup italiane godono di grande successo. È questo il titolo ottimista di Forbes che attraverso la giornalista Alison Coleman traccia un quadro dell’ecosistema delle startup italiane e dei suoi nuovi protagonisti: «Devastati dalla recessione e dall’aumento della disoccupazione, gli italiani più intraprendenti hanno deciso di diventare imprenditori di se stessi» esordisce la giornalista che poi evidenzia dati incoraggianti “colme la crescita degli investimenti da parte dei venture capital (56 milioni di dollari nei primi sei mesi del 2015 che fanno il 12% in più dei 50 milioni investiti nell’anno precedente”.

Altri dati incoraggianti vengono considerati il lancio del fondo Invitalia (100 milioni di dollari per finanziare progetti innovativi) e gli investimenti di Cisco ed Apple a Napoli.

Nel corso dell’articolo la giornalista prende come esempio cinque storie di startup per dimostrare come l’ecosistema italiano si stia mettendo al passo con quello europeo. Vediamo insieme quali sono.

1. MusiXmatch. L’App del bolognese Max Ciociola che permette di consultare i testi di 7 milioni di canzoni in 38 lingue diverse, continua a battere record su record. Come i 30 milioni di utilizzatori e 10 milioni di euro raccolti (Roberto Condulmari, Kairos Legacy Partners e United Ventures). Qui la storia: http://millionaire.it/app-di-successo-i-consigli-dellesperto/

2. Waynaut. È un portale che offre soluzioni di viaggio (economiche e veloci) unendo mezzi di trasporti tradizionali (metro, treno e bus) a sistemi innovativi (bike, car sharing, car pooling). Realizzato da Simone Lini, 25enne cremasco, ha vinto #WCap Accelerator, iniziativa di Tim per supportare progetti innovativi e ha ricevuto un round di finanziamento da P101 e Club Italia (500mila euro). Qui per saperne di più: http://millionaire.it/simone-dallaustralia-torna-in-italia-per-fare-una-startup-di-successo/

3. Drexcode. Web boutique dove noleggiare abiti delle ultime collezioni di top designer italiani e stranieri per un valore del 10, 15% del prezzo di acquisto. Ideata da Federica Storace, 15 anni di esperienza in marketing di multinazionali, e Valeria, ex direttore commerciale, specializzata in marketing internazionale, ha ricevuto qualche giorno fa un milione di euro da investitori privati (Innogest, LVenture Group, Ligur Capital e soci di Italian Angels for Growth). INFO: http://drexcode.com/

4. Snapback. L’idea di Giuseppe Morlino e del suo team è un’App che consente con semplici gesti e comandi sonori di attivare smartphone, tablet, e dispositivi indossabili). Incubata a Luiss Enlabs ha ricevuto 450mila euro di finanziamento, tra cui la vittoria al bando INCENSe (150mila euro) e un accesso ai fondi di Invitalia (300mila euro). Recentemente ha chiuso un nuovo round di investimento con LVenture Group. INFO: http://www.snapback.io/

5. BeMyEye. L’idea appartiene a Gian Luca Petrelli, 41enne di Milano: Come funziona BeMeEye: Le persone scaricano gratuitamente l’App. Ricevono una notifica su un lavoro da effettuare per noi (verificare se un prodotto è presente o meno in un punto vendita, fingere di essere un cliente e annotare come un commesso spiega una promozione…). Si recano sul luogo (entro sessanta secondi dalla notifica), realizzano il lavoro (rispondono a un sondaggio, scattano una foto come prova) e vengono pagati. Si va da 6 euro fino a 35 euro. Ex dipendente di Motorola, Petrelli ha raccolto 2,8 milioni di dollari da Capital Ventures, RedSeed Ventures, Pietro De Nardis e 360 Capital Partners. INFO: https://www.bemyeye.com/it

 

________________________________

Vedi gli articoli:

Tags: , , , , , , ,