E’ possibile coniugare per davvero (non soltanto facendolo credere nelle pubblicità…) una tecnologia ICT all’avanguardia con degli elevati standard qualitativi dei propri prodotti e soprattutto con la soddisfazione dei consumatori?

In alcuni casi si: vediamo qui l’esempio dell’azienda di biscotti Galbusera.

http://www.smau.it/milano13/success_stories/la-tecnologia-virtuale-per-una-architettura-piu-performante-il-caso-galbusera/

La tecnologia virtuale per una architettura più performante: il caso Galbusera

L’AZIENDA
Galbusera è una delle principali aziende del segmento salutistico dei prodotti da forno con una lunga tradizione, che inizia nel 1938 a Morbegno in provincia di Sondrio, quando Ermete Galbusera produce i primi biscotti nella pasticceria di famiglia. Negli anni ’60 lo Zalet diventa il simbolo della colazione italiana mentre negli anni ‘90 Galbusera lancia la linea Speciali Salute. Attualmente l’azienda conta 9 linee di produzione con due sedi: a Cosio Valtellino si trova la sede produttiva, dove ha inizio la storia dell’azienda, mentre ad Agrate Brianza operano gli uffici Commerciale e Marketing. Grazie al lavoro sinergico di 550 dipendenti, Galbusera ha raggiunto nel 2012 un fatturato totale di 160 milioni di euro.

L’APPLICAZIONE
In collaborazione con DELL, Galbusera ha sviluppato un progetto per rinnovamento tecnologico della propria infrastruttura IT virtuale già attiva dal 2006. L’obiettivo principale era l’aggiornamento tecnologico dei server e dello storage per una generale ottimizzazione delle potenzialità a livello di prestazioni, continuità operativa, flessibilità e sicurezza dell’ambiente IT. Il progetto ha riguardato i due data center dell’azienda: uno ubicato nella sede in Valtellina a supporto della produzione, l’altro ad Agrate Brianza dedicato all’ attività commerciale. Prima dell’avvio del progetto di rinnovamento tecnologico, Galbusera constava nei due datacenter di 8 server fisici per un totale di 30 macchine virtuali. Per incrementare il grado di sicurezza dei dati e, in parallelo, per potenziare le performance dei propri sistemi informativi, Galbusera ha proceduto con il rinnovamento e il potenziamento del proprio parco server. L’attuale configurazione distribuita sui due data center prevede 4 server PowerEdge R710 in configurazione rack – 256 GB RAM, Processore Intel Xeon Six Core, N° 2 dischi interni da 300 GB configurati in raid – per un totale di 50 server virtuali. Le applicazioni critiche sono state razionalizzate e riallocate ai server virtuali in modo da semplificarne l’utilizzo e migliorarne le performance. In entrambi le sedi si è proceduto con l’installazione di una Storage Area Network (SAN) basata su hardware DELL Compellent Series 40 per utilizzare in modo più efficiente e performante lo spazio disco disponibile. Ora è possibile la duplicazione e sincronizzazione dei dati dei sistemi storage che sono configurati in cluster attraverso una funzione integrata di replica. In tal modo, una copia di sicurezza dei dati è sempre pronta ad entrare in servizio in caso di guasto dell’omologo sistema in cluster. Grazie alla flessibilità dell’architettura Tiered Storage Fluid Data di DELL è possibile la crescita e la modifica dell’ambiente di storage sfruttando la rilocazione efficiente e dinamica dei dati memorizzati sui vari supporti magnetici disponibili nella SAN. Con la nuova configurazione dell’ambiente virtuale si raggiunge anche l’obiettivo dell’allocazione dinamica delle risorse IT. Grazie alla nuova architettura, infatti, ciascun server applicativo dispone di un gemello nell’altro data center: in tal modo, in caso di guasti, malfunzionamenti e/o manutenzione programmate in uno dei due centri di elaborazioni dati (CED), si assicura la continuità dell’erogazione dei servizi IT senza il rischio di un interruzione dell’attività di Galbusera. Un potenziamento dell’infrastruttura di rete, con l’utilizzo della fibra ottica, assicura la connessione tra i due data center gemelli. L’attività di replica avviene tramite funzioni native dello storage, il quale garantisce anche la consistenza applicativa dei dati replicati, permettendo, in caso di necessità, di attivare automaticamente le macchine replicate sul sito di Disaster Recovery, garantendo così la continuità di servizio. La nuova infrastruttura IT virtuale rende possibile in qualsiasi momento, la clonazione di server virtuali per testare le modifiche sugli applicativi in uso o per attivare nuovi servizi IT. Tutto questo si realizza in pochi secondi ed in totale sicurezza rispetto all’ambiente utilizzato dagli utenti nell’esecuzione delle loro attività.

I BENEFICI
L’attuale infrastruttura IT virtuale ha permesso a Galbusera di ottenere una maggior razionalizzazione e un ulteriore consolidamento del proprio parco server, in modo da assicurarsi una maggior flessibilità sia nella manutenzione che nello sviluppo applicativo. Elementi necessari e fondamentali alle attività di business in un azienda in costante crescita. Il reparto IT riesce così a supportare la complessa attività di Galbusera, che si sviluppa su 24 ore per 365 giorni l’anno: un esempio in tal senso è la gestione puntuale, senza interruzioni ed in sicurezza, di tutte le informazioni collegate al delicato processo di tracciabilità dei prodotti finiti e di tutte le materie prime utilizzate per la loro produzione. In questo ambito, diventa infatti fondamentale una gestione protetta e sicura di tutte le informazioni aziendali che concorrono a garantire la qualità dei prodotti quando questi sono destinati a clienti affetti da problematiche importanti come la celiachia. La virtualizzazione, con i vantaggi già individuati nel 2006 e ampiamente sperimentati, ha permesso di affrontare e risolvere problematiche complesse (disaster recovery e business continuity) anche in una realtà tipica di piccola e media impresa italiana. La flessibilità offerta dalla virtualizzazione e dalla gestione dinamica dello storage hanno permesso e permettono di modificare dinamicamente tutte le scelte fatte in fase di configurazione iniziale, senza impattare sulla continuità operativa. L’evidenza di questo si è avuto nella necessità di soli due giorni per ogni sito nell’effettuare la migrazione di tutte le macchine virtuali dalla vecchia alla nuova infrastruttura hardware (compresa l’installazione fisica di tutte le componenti hardware, configurazione iniziale delle stesse, migrazione dei dati e messa in esercizio della nuova versione del software di virtualizzazione) con il solo fermo operativo di qualche minuto legato al reboot delle singole VM. La semplificazione dell’intera infrastruttura IT, a fronte di un aumento della sicurezza generale dei sistemi, ha permesso la razionalizzazione dell’attività di manutenzione a carico della Funzione IT, che è ora in grado di dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto e contestualmente di poter rispondere positivamente alle continue sollecitazioni del management impegnato nella crescita costante dell’azienda.

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http://www.galbusera.it/spaziodarmonia/cosamangi/articolo/grassi-differenze/19

I GRASSI? PRIVILEGIAMO QUELLI DI QUALITÀ

I cibi grassi sono ritenuti responsabili dell’aumento del peso e dell’incremento del colesterolo nel sangue. Sotto il profilo nutrizionale i grassi hanno tuttavia un ruolo fondamentale, perché costituiscono un ottimo “carburante” per il nostro organismo (apportano 9 Kcal/g, più del doppio rispetto a carboidrati e proteine) e favoriscono l’assorbimento delle vitamine A, D, E, K e dei carotenoidi.

Nonostante tutti i grassi apportino la stessa quantità di energia, dal punto di vista qualitativo ci sono differenze importanti. Gli acidi grassi saturi determinano un innalzamento del colesterolo nel sangue; li troviamo nei prodotti lattiero-caseari (formaggi, latte intero, panna, burro), nelle carni grasse e in alcuni oli vegetali (olio di cocco e olio di palma).
Gli acidi grassi insaturi (monoinsaturi e polinsaturi) sono contenuti negli oli di oliva e di semi, nelle noci, nelle nocciole e nel pesce e non provocano aumenti del colesterolo. L’acido oleico dell’olio di oliva è particolarmente benefico per il nostro organismo perché riduce il rischio di arteriosclerosi.
Anche gli acidi grassi polinsaturi omega-6, contenuti nell’olio di semi, e omega-3, contenuti nel pesce, sono preziosi alleati del nostro benessere: rispettivamente, contribuiscono a limitare il rischio di arteriosclerosi e di trombosi.

In termini quantitativi, i grassi che introduciamo con la dieta dovrebbero rappresentare il 20-30% delle calorie giornaliere totali. Per limitarne gli effetti potenzialmente nocivi, usiamo i grassi di condimento a crudo, evitando di riutilizzare oli già cotti, e privilegiamo le modalità di cottura più sane, come la cottura al vapore e al cartoccio.

I grassi idrogenati meritano un discorso a parte. Si tratta di acidi grassi polinsaturi che, presso alcune industrie alimentari, vengono sottoposti a idrogenazione: un procedimento chimico che se da una parte ne aumenta “l’appetibilità” commerciale (questi grassi irrancidiscono più lentamente e sono meno costosi dei grassi di qualità), dall’altra li rende molto più dannosi per la nostra salute.
I grassi idrogenati contengono infatti i cosiddetti “grassi trans”, che riducono la frazione di “colesterolo buono” nel sangue, aumentando allo stesso tempo il livello di “colesterolo cattivo”. La conseguenza? Un’assunzione prolungata di acidi grassi trans aumenterebbe il rischio di arteriosclerosi e di altre patologie cardiocircolatorie. Ecco perché è bene scegliere prodotti alimentari privi di acidi grassi idrogenati. 

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