Il 12 dicembre non è di certo una bella ricorrenza da festeggiare (il 12 dicembre 1969 avvenne infatti la strage di piazza Fontana), tuttavia De Gregori, nella sua canzone qui di seguito riportata, ne ribalta il senso: il 12 dicembre diventa data da ricordare per la forza che l’Italia ebbe di reagire in un contesto storico particolarmente difficile come furono gli anni del fascismo…

Viva l’Italia – Francesco De Gregori

Viva l’Italia, l’Italia liberata,
l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
l’Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.

Viva l’Italia

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
[…]  Viva l’Italia

Il brano elenca i molti pregi e difetti, del belpaese, passando anche attraverso i periodi più bui della sua storia, come il ventennio fascista. Proprio riguardo a ciò, l’ultimo verso elogia la Resistenza italiana, dicendo «Viva l’Italia, l’Italia che resiste».

Particolare importanza ha anche il verso «Viva l’Italia del 12 dicembre», sottinteso del 1969: come ha spiegato spesso il cantautore, il riferimento è qui al modo in cui l’Italia ha saputo reagire alla strategia della tensione, che ebbe storicamente inizio proprio con la strage di piazza Fontana, il 12 dicembre 1969.

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