In Germania la disoccupazione giovanile è 5 volte più bassa che in Italia. Come mai, ci domandiamo? 

I fattori sono molteplici, a partire naturalmente dal sistema di inserimento nel mondo del lavoro, basato sull’apprendistato (come viene spiegato molto bene nell’articolo di seguito riportato e nel servizio andato in onda nella puntata di Superquark del 28 agosto 2014, di cui riportiamo il link per poterlo vedere su YouTube), per continuare naturalmente con un’economia molto forte e competitiva, grazie all’elevato tasso di trasferimento tecnologico delle imprese nonché a delle norme molto più agevoli del mercato del lavoro (come spiega molto bene Oscar Giannino nell’articolo di seguito riportato).

In sostanza, se vogliamo davvero ispirarci al modello tedesco e tentare di avvicinarcisi almeno un poco, non è sufficiente cambiare soltanto delle regole, come semplicisticamente intenderebbe fare il nostro premier Renzi, ma sarebbe necessario cambiare anche la nostra stessa mentalità ed il nostro modello culturale!

Ed ora, signore e signori, ecco a voi la Germania:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/03/disoccupazione-giovanile-un-abisso-tra-germania-79-e-italia-433/1010731/

Disoccupazione giovanile: un abisso tra Germania (7,9%) e Italia (43,3%)

Secondo l’Eurostat ad aprile nei 18 Paesi dell’euro il tasso si è attestato al 23,5%, in calo rispetto al 23,9% dello stesso mese dell’anno precedente, mentre nell’Unione europea a 28 Stati dal 23,6% di aprile 2013 al 22,5%

di Redazione Il Fatto Quotidiano – 3 giugno 2014

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http://www.eurocultura.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1870&Itemid=2

L’apprendistato in Germania

La formazione professionale in Germania gode di ottima reputazione e rappresenta uno dei pilastri del successo economico delle aziende. Stando ai dati Eurostat la percentuale di disoccupazione giovanile tedesca è fra le più basse in tutta Europa.

L’apprendistato (Ausbildung) dura, secondo la professione, da 2 a 3 anni. E’ un periodo di formazione teorico-pratica suddivisa tra il 25% nella scuola professionale (Berufsschule) e il 75% in azienda (Betrieb). Rappresenta l’accesso fondamentale al mercato del lavoro in Germania e riguarda circa il 70% dei giovani. La sua importanza è sottolineata dal fatto che personalità come Helmut Kohl, Gerhard Schröder (ex cancellieri) e Guido Westerwelle (ministro degli Esteri), prima di iscriversi all’’università, hanno fatto un apprendistato.

Per l’apprendistato sono definiti 344 mestieri, che vantano una formazione professionale riconosciuta a livello statale. Le opportunità vanno dal fornaio al parrucchiere, dal meccanico per bici alla commessa al dettaglio, dal commerciale per l’estero alla segretaria legale fino all’agente assicurativo o immobiliare, al perito meccanico o informatico.

Si rivolge in primo luogo ai giovani in possesso solo di un diploma di scuola media (Hauptschule) o media superiore (Realschule) e non di un diploma di maturità (Abitur). Però sempre più giovani col diploma di maturità scelgono l’apprendistato per imparare un mestiere prima di proseguire all’università.  Attualmente 1,5 milioni di giovani stanno svolgendo il percorso di apprendistato, cioè il 60% circa dei giovani di un’annata.

La parte pratica della formazione si svolge nelle aziende (artigianali, agricole, commerciali o industriali). Questa formazione può svolgersi anche nel settore amministrativo, sanitario e sociale. Le basi teorico-specialistiche, invece, s’imparano nelle scuole professionali.

Durante il percorso formativo i formatori aziendali devono rispettare vari obblighi e regole. I più importanti sono: 
 
• Devono far si che gli apprendisti raggiungano gli obiettivi della formazione professionale entro i tempi previsti, ciò significa che devono acquisire la capacità di agire in ambito professionale in modo da poter superare gli esami previsti. 
• Possono assegnare agli apprendisti esclusivamente compiti e mansioni inerenti alla formazione. Per esempio: gli apprendisti non possono svolgere mansioni di pulizia generale nell’azienda, ma devono aver cura dei propri strumenti e mantenere pulito il proprio posto di lavoro. 
• Devono mettere gratuitamente a disposizione strumenti, materiali, testi specifici e tutti gli altri mezzi necessari alla formazione professionale svolta. 
• Devono aver cura che gli apprendisti non siano messi in pericolo né nella sicurezza né nella morale. 
• Devono lasciare agli apprendisti il tempo per poter frequentare le lezioni nella scuola professionale. 
• Mettono a disposizione degli apprendisti i quaderni dei rapporti e li aiutano nella compilazione degli stessi. Firmando regolarmente i rapporti, i formatori confermano che le singole fasi di apprendimento sono state completate. 

Azienda e scuola professionale permettono ai ragazzi di fare delle esperienze di vita, ricevere una formazione generale e rafforzare le proprie competenze sociali, fondamentale per avere in mano il proprio destino.

Presso la scuola professionale gli apprendisti acquisiscono le conoscenze teoriche necessarie per il lavoro. Essa, inoltre, completa la formazione impartita in azienda attraverso training pratici. Un esempio per questo tipo di collaborazione: nell’officina meccanica dell’azienda gli apprendisti imparano come sostituire le guarnizioni della testata dei cilindri nei modelli Ford oppure VW. 
Alla scuola professionale essi imparano poi la teoria generale sulle guarnizioni della testata, in modo che in futuro siano in grado di lavorare anche su modelli di altre marche. Questo è un punto importante, perché nella prassi lavorativa quotidiana si richiede la capacità di pensare e agire in maniera interdisciplinare, andando al di là delle conoscenze prettamente attinenti alla professione. 

Inoltre, la scuola professionale trasmette nozioni di cultura generale attraverso lo studio di materie come tedesco, politica, religione e sport. In alcune formazioni professionali viene insegnato anche l’inglese. La scuola professionale è una scuola pubblica obbligatoria a tempo parziale. Chi deve frequentare obbligatoriamente la scuola professionale, viene regolamentato in modo diverso a seconda del Land. 
L’azienda di formazione ha il dovere di iscrivere i suoi apprendisti alla scuola professionale, lasciare loro il tempo necessario che gli permetta di frequentare le lezioni e incitarli a frequentare la scuola. 

L’organizzazione dell’orario scolastico: normalmente gli apprendisti frequentano la scuola professionale in media uno o due giorni a settimana. Alcune scuole offrono corsi in moduli di più settimane in cui viene svolto il programma dell’intero periodo scolastico. I compiti a casa della scuola professionale devono essere svolti dall’apprendista sempre al di fuori dell’orario scolastico e di lavoro in azienda. 
Se un numero sufficiente di apprendisti di una professione frequenta la stessa scuola professionale, vengono formate classi specifiche solo per tale formazione. Se ciò non è possibile, le scuole cercano di formare classi con apprendisti di professioni simili; solo in casi eccezionali le classi sono composte da apprendisti di professioni completamente diverse. 
In questi casi, ad esempio per professioni non molto diffuse, spesso si organizzano classi a livello di Land o addirittura a livello federale, e gli apprendisti devono recarsi in un’altra città per frequentare i corsi e i moduli. Se in un dato luogo si trova un’impresa di grandi dimensioni con un numero sufficiente di apprendisti, è possibile organizzare una classe appositamente per questa singola ditta.

Il periodo di formazione professionale prevede un esame intermedio dopo 12-18 mesi e si conclude con un esame finale presso i rispettivi enti di formazione, ovvero la Camera dell’artigianato, la Camera dell’industria e del commercio, la Camera degli avvocati oppure le Scuole di formazione amministrativa.

Le probabilità di assunzione in seguito all’apprendistato sono generalmente buone e raggiungono, in determinate professioni, anche tassi superiori all’80%. Le aziende possono formare, secondo le proprie esigenze, il personale specialistico necessario e dopo tre anni entrambe le parti sanno con chi hanno a che fare. 

Nel contratto di apprendistato viene stabilito: 

• l’esatta denominazione della professione, nome e indirizzo dell’azienda e dell’apprendista e il nome dell’istruttore 
• data di inizio della formazione 
• durata della formazione 
• numero di ore lavorative che regolarmente l’apprendista deve svolgere 
• durata del periodo di prova 
• numero dei giorni di ferie a cui ha diritto l’apprendista 
• la retribuzione della formazione, vale a dire la paga mensile dell’apprendista. 

L’apprendista percepisce uno stipendio dal datore di lavoro, che varia a seconda della professione e dell’anno formativo. Un apprendista parrucchiere ottiene dai 369 ai 492 euro, un meccanico dai 391 ai 540, un commesso dai 537 ai 673, un operaio edile e un falegname fino a 972, un agente assicurativo fino a 916 euro. Per giovani italiani che vogliono fare l’apprendistato in Germania, il centro per l’impiego prevede un’integrazione monetaria allo stipendio aziendale per permettere di sostenere i costi aggiuntivi che i giovani tedeschi di solito non hanno (alloggio, viaggio a casa, ecc.). […]

https://www.youtube.com/watch?v=ywf9cumIW4w

Superquark – 28 agosto 2014 – “L’apprendistato in Germania

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https://www.leoniblog.it/2014/09/02/viva-modell-deutschland-quante-teste-dovrebbero-cambiare-nei-partiti-sindacati-e-imprese/

VIVA MODELL DEUTSCHLAND? QUANTE TESTE DOVREBBERO CAMBIARE NEI PARTITI, SINDACATI E IMPRESE… 

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