E’ da poco uscito il libro di Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, intitolato appunto “Viaggio in Italia – I luoghi, le emozioni, il coraggio di un Paese che soffre ma non si arrende”. L’Italia è sicuramente un Paese in sofferenza, già da diverso tempo ormai, ma secondo Roberto Napoletano non si è ancora arreso. Dal nostro punto di vista, al contrario, l’Italia ci sembra un Paese decisamente arreso e rassegnato al proprio destino, un destino che ci vede immobili innanzi ad un mondo che ci sta passando davanti, fermi alla stazione davanti a troppi treni che stiamo perdendo. Non sappiamo darci delle priorità, né tantomento fare scelte coraggiose. Ci lasciamo navigare dai politici di turno, senza sapere dove, come e perché. La speranza di poter cambiare di certo non la perdiamo, ma di sicuro, andando avanti così, si sta facendo sempre più flebile. D’altra parte è lo stesso Napoletano, contraddicendo la sua stessa tesi, che scrive “La novità è che il Nord, invece di crescere, tende sempre più ad avvicinarsi al Meridione”, mentre ci si aspetterebbe che si verificasse l’esatto contrario!! Tanta stima e riguardo dunque nei confronti del lavoro svolto dal direttore, ma con un pizzico di diffidenza nei confronti del suo ottimistico giudizio…

Libro “Viaggio in Italia. I luoghi, le emozioni, il coraggio di un Paese che soffre ma non si arrende” di Roberto Napoletano

“Mentre percorrevo l’Italia, e scrivevo dopo ogni tappa quello che avevo appena visto, la situazione mi cambiava in parte alle spalle. Si risolvevano questioni lasciate in sospeso, e questioni diverse spuntavano al loro posto.” Così scriveva Guido Piovene nel 1957, nel più grande reportage sull’Italia mai realizzato. Era l’Italia del boom economico, che portava le cicatrici della guerra ma cambiava ogni giorno. Oltre cinquant’anni dopo il viaggio di Piovene, Roberto Napoletano attraversa la penisola da Trento a Pantelleria, restituendoci i luoghi e le emozioni, le voci e il coraggio di un Paese che soffre ma non si arrende. La dignitosa tristezza di Torino, la “sofferenza” della gaudente Parma, la milanesità ferita da scandali vecchi e nuovi, il sogno svanito di una Roma diversa, un Sud “di dentro” dove case e terreni “non formano più una frase”. Ma anche i ragazzi di Merate e di Saluzzo pronti a “sporcarsi le mani” con la politica e l’impegno civile, la speranza di Reggio Calabria che non può essere commissariata, l’orgoglio di un’imprenditoria manifatturiera che sopporta il peso dei fardelli italiani, non rinuncia a fare innovazione e conquista mercati nel mondo, i ragazzi di Ragusa che “salgono” a Milano per studiare al Politecnico e costruire un pezzo di futuro. Un viaggio tra le nuove macerie e le speranze di ricostruzione, che non si concede ottimismi di maniera, perché solo il coraggio della verità ci può far cambiare e ripartire.

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Napoletano racconta il suo “Viaggio in Italia”: “Non va persa la speranza

Roberto Napoletano presenta ad Affaritaliani.it “Viaggio in Italia – I luoghi, le emozioni, il coraggio di un Paese che soffre ma non si arrende”, in uscita per Rizzoli: “E’ vero, in questo libro c’è amarezza. Ma ogni volta, anche nella difficoltà più grande, ho trovato la speranza…” – Scopri i particolari sul reportage e leggi il capitolo “La speranza che Reggio Calabria non può commissariare”

12 maggio 2014 – di Antonio Prudenzano

A cinquant’anni dal celebre reportage di Guido Piovene, il direttore del quotidiano della Confindustria ha riempito il taccuino di decine di storie e aneddoti: “Ho voluto vedere di persona le facce, i luoghi, per capire cos’è davvero l’Italia di oggi. E credo che avrà un senso rileggere questo libro quando si dovranno ricostruire questi anni terribili, gli anni della prima grande crisi finanziaria globale”. Pochi direttori di giornale si “sporcano” le mani sul campo. Roberto Napoletano, alla guida del Sole 24 Ore, fa parte di questa ristretta cerchia. Taccuino alla mano, settimana dopo settimana, gira l’Italia, da Nord a Sud (“Restiamo un Paese spaccato in due. La novità è che il Nord, invece di crescere, tende sempre più ad avvicinarsi al Meridione…”, ci racconta) e il risultato è “Viaggio in Italia – I luoghi, le emozioni, il coraggio di un Paese che soffre ma non si arrende”, volume in uscita oggi per Rizzoli. “E’ vero, in questo libro c’è amarezza. Ma ogni volta, anche nella difficoltà più grande, ho trovato la speranza. Quindi non parlerei di libro pessimista, anzi”, spiega ad Affaritaliani.it Napoletano, già autore di “Promemoria italiano”.

“Mai più di oggi questo Paese non ha bisogno di semplicismi e ottimismi di maniera ma del coraggio della verità per costruire un clima (solido) di fiducia fatto di consapevolezza e capacità all’altezza delle sfide cruciali che abbiamo davanti e con le quali dovremo giocoforza misurarci…”, scrive nell’introduzione Napoletano. Un clima necessario per il futuro delle nuove generazioni. Non a caso, ci sono tanti giovani in questo volume. E, in particolare, nell’ultima parte (“L’Italia altrove”), l’autore racconta le storie dei tanti che hanno scelto di lasciare il nostro Paese. “Perché l’Italia spreca tutte queste risorse?”, si chiede Roberto Napoletano. Che subito aggiunge: “Questi ragazzi non sono scappati, non vanno messi sotto accusa. Sono italiani di talento, che cercano una terra che li valorizzi”. “In questo senso – argomenta l’autore al telefono con Affaritaliani.it – la grande sfida per l’Italia è proprio quella di diventare il Paese in cui questi giovani possono esprimersi al meglio”.

[…] Ma il libro di Napoletano è (anche) un viaggio nelle città italiane che cambiano e rischiano di perdere la loro anima, città in cui “spariscono gli artigiani e subentrano le grandi griffe”. A questo proposito, si legge ad esempio di via Tornabuoni, a Firenze, dove non ci sono più la Profumeria Inglese e i suoi mobili d’epoca“, come pure di Torino, dove “San Carlo, dal 1973 megastore unico di timbro sabaudo della moda e del design, la casa esclusiva delle famiglie bene di Torino, si sdoppia e lascia a Prada le vetrine di Palazzo Villa“, e dove “crescono le insegne delle griffe made in Italy e cambiano strada quelle della torinesità come Paissa, bottega di prelibatezze” o, peggio ancora, “spariscono come Vagnino, storica cancelleria del centro…”.

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