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Sardegna: “bombe d’aria” per le esplorazioni petrolifere pericolose per la fauna marina

Postato il  da Claudia Masala

La Schlumberger Italiana Spa, filiale italiana, vorrebbe studiare i fondali marini sardi mediante l’uso di airgun per ricercare il petrolio. I cittadini e varie associazioni stanno pronunciando i loro dissensi al ministero dell’ambiente, sperando che quest’ultimo possa dichiarare la missione incompatibile per l’ambiente e per la fauna marina.

[…] Gli spari verrebbero eseguiti ogni 5-15 secondi ogni giorno per settimane, con intensità compresa tra 240 e 260 decibel, valori migliaia di volte superiori a quanto la fauna marina riesca a tollerare. I tratti colpiti sarebbero le acque delle province e dei relativi comuni di Sassari e Oristano, circa 21 mila chilometri quadrati.

dissensi non solo arrivano dai cittadini, ma anche da associazioni come il Gruppo di intervento Giuridico Onlus , che spera di ottenere dal ministero una revoca della missione per incompatibilità ambientale. Non solo l’economia sarda potrebbe subire effetti negativi ma soprattutto la fauna marina in quanto il progetto comprenderebbe zone protette e archeologiche. Il Grig ricorda: “L’ampia area di mare interessata dal progetto riguarda il ben noto Santuario Pelagos, Santuario per i Mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo”.

Gli spari di aria compressa potrebbero causare problemi di udito e orientamento alle specie ittiche. Nonostante nella valutazione di impatto ambientale si garantisca la prevenzione di tutte le aree e la società sostenga che a seguito della missione non verrebbero costruite opere o attrezzature permanenti in grado di perturbare le zone, le proteste continuerebbero. Le modifiche per la missione potranno essere presentate fino al 6 luglio. Mobilitatevi anche voi se siete contro questa inutile missione. La Sardegna è un paradiso e tutti noi italiani vorremo che rimanesse tale.

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Ricerca di Petrolio in Sardegna: nuove opportunità o solo nuova devastazione?

Bombe d Acqua airguns

Il piano, attualmente sottoposto al procedimento di Valutazione di impatto ambientale, sarebbe in grado di causare un danno molto grave alle specie di cetacei e di tartarughe marine ben presenti nella zona interessata, sia sul piano uditivo che sotto il profilo dell’orientamento, come riportato dalla letteratura scientifica. E lo stesso varrebbe per le specie ittiche, normalmente utilizzate per il commerciale, con assoluti riflessi negativi sull’economia del settore della pesca.

Gli idrocarburi sono da sempre il chiodo fisso delle grosse multinazionali e dei Governi, si sono fatte le guerre per il possesso del petrolio, l’America ci insegna che basta poco per inventarsi una scusa per invadere una nazione ricca di petrolio e sfruttarla, e il Governo Italiano non credo sia di tendenza diversa dagli altri governi, la strategia energetica nazionale ha sempre al primo posto l’uso degli idrocarburi, nonostante si stia facendo sempre più pressante la possibilità di sviluppare energie alternative valide, ed in particolar modo in Sardegna. Ma anche le attenzioni sociali sono diventate pressanti, cittadini, comitati, associazioni ed ora finalmente anche alcuni partiti politici isolani hanno capito che tutelare il nostro ambiente e la nostra unicita è vitale per la nostra economia, tanto che ci si organizza per fronteggiare le mosse dei governi, insomma si cerca di non stare solo a guardare. Anche il governo ha virato verso il confronto, è molto probabile che se i risultati delle valutazioni fossero positivi, come molti si aspettano, il governo aprirà un confronto con la Regione.

Del resto la Regione avrà sicuramente poca propensione a starsene alla finestra. Anche perchè, come si è scoperto a cose fatte, la giunta Cappellacci alla vigilia delle elezioni ha approvato l’adozione del piano energetico regionale. I Comuni e i sardi devono opporsi al devastante progetto delle bombe sismiche (air gun) nei mari della Sardegna presentato dalla società texana per cercare petrolio a largo dell’isola. L’opposizione deve esser inviata entro il 6 luglio, scadenza per le osservazioni contro il progetto. Il tentativo da parte del deputato Mauro Pili (Unidos), è di bloccare questa possibile minaccia. La mobilitazione è iniziata davanti a Torregrande con lo striscione #noairgunsardegna (hastag della campagna) fra i gommoni del movimento Unidos.

Gli ambientalisti hanno promosso la questione presso il ministero dell’Ambiente, chiedendo al dicastero una pronuncia di incompatibilità ambientale, il Servizio valutazione impatti della Regione autonoma della Sardegna, il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco naturale regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta del Sinis “Mal di Ventre” e i Comuni rivieraschi. L’ampia area di mare interessata dal progetto riguarda il ben noto Santuario Pelagos, Santuario per i Mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo.

Ma anche se la Sardegna desse parere negativo, se tutta l’Italia appoggiasse per una volta questa ipotetica linea difensiva della nostra terra, cosa accadrebbe se Francia e Spagna dessero via libera? Quando spari bombe in acqua, e causi delle onde sismiche in acqua simili a quelle di un terremoto, che tu sia davanti alle coste della Spagna o davanti al bellissimo mare di Oristano, non fa differenza, i cetacei, le tartarughe, i delfini non hanno confini nè nazioni, se bombardano in Spagna o in Francia danneggiano tutta la fauna marina del Mare Franco-Iberico-Sardo. Il danno sarà irrecuperabile se le specie ittiche cambieranno le loro abitudini migratorie, non vedremo più nè le balene, nè i delfini tanto amati dai bambini e dai grandi.

La pesca già ridotta in brandelli da severissime regole internazionali, e da costi economici proibitivi, sarà letteralmente estinta in tutta la costa ovest della sardegna, e forse anche oltre, dando l’ennesimo colpo di scure verso la tentennante economia sarda.

Senza contare il fattore vantaggi. Ci saranno vantaggi per la Sardegna nell’estrazione di questo petrolio? o sarà l’ennesima servitù in mano ad aziende senza scrupoli che in cambio di qualche posto di lavoro, magari anche a termine, e con una paga da terzo mondo, si porta via miliardi?

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Campagna #NOAIRGUNSARDEGNA

CAMPAGNA NAZIONALE CONTRO LE BOMBE SISMICHE NEI MARI DELLA SARDEGNA (AIR GUN) PER LA RICERCA PETROLIFERA CHE UCCIDONO I DELFINI E I CETACEI

http://socialbombing.org/noairgunsardegna

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