http://economia.panorama.it/lavoro/giovani-disoccupati-lavoro-garanzia-giovani

Garanzia giovani: i numeri e i problemi per chi ha fatto richiesta

I ragazzi senza lavoro che si sono iscritti ai vari portali sono meno di 100mila, i disoccupati sono 635mila. Ma i posti di lavoro disponibili sono pochissimi

27-06-2014 – di Marco Cobianchi

Sono finalmente disponibili i primi dati sull’operazione “garanzia giovani”, il programma di politica attiva per il lavoro, partito simbolicamente il primo maggio scorso. Il meccanismo della “Garanzia giovani” funziona in questo modo: i ragazzi che non hanno un lavoro possono iscriversi al portale garanziagiovani.gov.it, inserire tutti i dati e il proprio curriculum per essere poi contattati da funzionari pubblici che offriranno loro o un posto di lavoro tra quelli disponibili nella regione (o nelle regioni) indicate dal candidato, oppure un percorso di formazione professionale oppure un piccolo capitale per avviare un’attività in proprio, se questo è il desiderio espresso dal candidato.

Il ministero del Lavoro guidato da Giuliano Poletti ha diffuso ieri i primi dati sui giovani che si sono iscritti: si tratta di 98.186 persone (60.667 attraverso il portale nazionale e 37.519 attraverso i portali regionali) che, a fronte di oltre 635mila giovani under 25 senza lavoro, non rappresenta esattamente un successo travolgente. Ma la cosa peggiore è che i posti di lavoro che sono disponibili per questi ragazzi sono appena 3.352. […]

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http://www.corriere.it/editoriali/14_luglio_03/i-distruttori-lavoro-d423f7e0-026f-11e4-af6d-a9a93b39a7aa.shtml

I distruttori di lavoro

[…] Il compito di attuare la «Garanzia» spetta alle Regioni. Quelle del Centro-Nord (in parte anche la Puglia) sembrano sulla buona strada. […] Le Regioni del Mezzogiorno sono invece quasi ferme. E ciò che sta accadendo solleva, purtroppo, più di una preoccupazione. […]

Dati questi segnali, vi è un’alta probabilità che la «Garanzia» fallisca proprio nelle aree del Paese dove è più necessaria. Invece di innescare dinamiche virtuose nei mercati del lavoro del Mezzogiorno, le risorse europee rischiano di alimentare, come in passato, il sottosviluppo assistito. Bruxelles è preoccupata e non ha ancora formalmente approvato il piano italiano: non una bella figura per il Paese che più aveva insistito per mobilitare i fondi Ue e che ora detiene la presidenza di turno. Per evitare il fallimento, il governo deve attivarsi subito su almeno due fronti. Innanzitutto imponendo alle Regioni il rispetto di criteri minimi di trasparenza ed efficacia nella fornitura dei servizi (costi standard, pagamento sulla base dei risultati, apertura alle agenzie del lavoro private e così via). In secondo luogo, collegando la «Garanzia giovani» in modo più diretto al mondo delle imprese. Occorrono incentivi, accordi, politiche di livello nazionale. Nel Mezzogiorno ciò significa attrarre investimenti, avviare una seria politica per il turismo e per i servizi, in modo da facilitare anche iniziative dal basso di autoimpiego e di start-up. Un’opportunità concreta di mettersi in gioco nel mercato, in base alle proprie capacità e ai propri talenti: questa è la vera «garanzia» che dobbiamo offrire ai giovani italiani. […]

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http://www.tempi.it/garanzia-giovani-non-funziona-non-mi-sorprende-abbiamo-messo-in-fila-100-mila-ragazzi-davanti-a-una-porta-chiusa#.U7j02_l_sk9

«Garanzia Giovani non funziona? Non mi sorprende, abbiamo messo in fila 100 mila ragazzi davanti a una porta chiusa»

Luglio 4, 2014 – Matteo Rigamonti

[…] «Garanzia Giovani non funziona», ha scritto ieri Maurizio Ferrera sul Corriere della Sera. Del resto, a fronte di 100 mila domande per un impiego da parte di giovani under 29, sono finora corrisposte soltanto 2 mila offerte di lavoro. Un po’ poche per un governo che, stando agli annunci, sembrava volesse trovare un’occasione d’impiego per tutti i giovani. Occorrono, secondo Ferrera, più «incentivi, accordi, politiche di livello nazionale» e servirebbe collegare l’iniziativa «in modo più diretto al mondo delle imprese». Una lettura non condivisa da Michele Tiraboschi, direttore del Centro studi internazionali comparati Adapt-Marco Biagi, che a tempi.it spiega: «Queste cose si sarebbero potute scrivere già un anno fa; Garanzia Giovani, infatti, non è stata inventata il 1° maggio dal Governo Renzi, ma è un’iniziativa europea del 2013, le cui linee programmatiche erano note già da tempo». E aggiunge: «Senza che l’Italia sviluppi i servizi al lavoro, anche gli incentivi e le semplificazioni del quadro normativo non basteranno a ridurre la disoccupazione».

Tiraboschi, perché Garanzia Giovani non funziona?
Non è tanto Garanzia Giovani in sé che non funziona; il problema è che, da anni, in Italia, non funziona il mercato del lavoro nel suo complesso. In particolare, manca ancora un sistema di agenzie pubbliche e private in grado di collegare la domanda con l’offerta, un sistema formativo e scolastico adeguati, nonché una seria analisi dei bisogni professionali della nostra economia. Tutti elementi su cui l’impianto di Garanzia Giovani dovrebbe innestarsi, ma non riesce. Tutte cose che la Legge Biagi del 2003 aveva già messo nero su bianco, salvo poi non essere mai stata mandata a regime per opposizioni di natura culturale e politica. Non è certo un caso, infatti, se abbiamo così tanti giovani disoccupati, ma anche molte aziende che, invece, cercano personale qualificato senza trovarlo.

I 100 mila giovani che dal 1° maggio si sono iscritti al portale di Garanzia Giovani troveranno un impiego?
Questo è il problema! Garanzia Giovani prevede che, entro quattro mesi dall’iscrizione al portale, sia offerta loro un’opportunità formativa o lavorativa. Ma c’è il rischio, su cui praticamente tutti gli osservatori concordano, che ciò non avverrà. Perché le offerte di lavoro, almeno per ora, sono pochissime, 2-3 mila al massimo, e si tratta prevalentemente di tirocini o proposte da parte di agenzie per il lavoro interinali e di impieghi solamente occasionali. Pochissimi, invece, sono gli apprendistati. Pensi che il ministero, non avendo a disposizione offerte, ha addirittura riattivato il vecchio portale del ClicLavoro, che altro non è se non un motore di ricerca. In pratica, è come se avessimo messo 100 mila persone in fila davanti a una porta, che, però, rimarrà chiusa. Creando aspettative che, se non dovesse cambiare nulla, saranno inevitabilmente disattese.

Garanzia Giovani è destinata a fallire?
Io penso che Garanzia Giovani sia un’iniziativa bellissima, ma occorre altresì rendersi conto che, se non ci creano le condizioni per attivarla, non servirà a nulla. Prendiamo, per esempio, il caso della Lombardia: lì Garanzia Giovani si è innestata sul sistema già collaudato della Dote Lavoro e funziona, tanto che sono stati fatti i primi colloqui e le interviste con i candidati. Ma ci sono regioni, come la Sicilia, la Campania e la Calabria, che ad oggi non hanno avviato nulla e, senza i servizi per il lavoro, non servirà stanziare risorse.

La disoccupazione, intanto, è tornata a crescere. Non crede che, senza la ripresa, nessuna legge possa servire?
Certamente non basta una nuova legge per cambiare comportamenti e prassi radicate. Però, mentre l’Italia non cresce e la disoccupazione rimane a livelli record, c’è chi, come gli Stati Uniti, ha ridotto la disoccupazione al 6 per cento, o la Germania, che ha portato quella giovanile al 10 per cento. Se non facciamo qualcosa per provare a risolvere le criticità di sistema che frenano il Paese, è difficile che si possa tornare a crescere. Ma anche usare la leva degli incentivi o quella della semplificazione normativa non serve, se non si sviluppano i servizi per il lavoro. Le precedenti esperienze della riforma Fornero e del decreto Letta sul lavoro l’hanno dimostrato.

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Aggiornamento del 18 luglio 2014:

http://giovanibruxelles.org/2014/07/16/aaa-ministro-per-le-politiche-giovanili-cercasi/

#MinistroChi – vogliamo un Ministro per le Politiche Giovanili

Caro Matteo,

siamo “Giovani Italiani Bruxelles”, un’associazione nata nel gennaio 2013 per iniziativa di un gruppo di ragazzi italiani che vivono, appunto, nella capitale europea, un gruppo eterogeneo di lavoratori, professionisti, precari, stagisti e studenti e ci interessiamo di politiche giovanili concrete.

Il motivo di questa lettera è semplice: ti chiediamo un Ministro per le Politiche Giovanili.

Come lo vogliamo? Preferibilmente under 40, con comprovata esperienza nell’ambito delle politiche giovanili, competente e preparato/a e con ottima padronanza della lingua inglese: queste le caratteristiche che ci aspetteremmo di trovare nel rappresentante delle politiche giovanili presso le istituzioni governative italiane.  

Tante sono le opportunità da cogliere, in particolare a livello Europeo: l’Italia non può permettersi di farsele scappare o di lasciarle inutilizzate a causa della mancanza di persone  che se ne occupino. Il ripristino di un Ministero per le Politiche Giovanili, con un Ministro e un’équipe di persone competenti e giovani al suo servizio, può essere un segno e un’azione concreta della volontà di affrontare con serietà le problematiche giovanili. Soluzioni innovative sono possibili,  se c’è la volontà politica.

In seguito alle dimissioni di Josefa Idem – Ministro per le Pari opportunità, lo Sport e le Politiche Giovanili – nel giugno del 2013, la responsabilità per le politiche giovanili è passata di mano in mano ed è ricaduta ad oggi sotto il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega al Sottosegretario Luigi Bobba. Riteniamo che aggiungere ai compiti del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali anche la responsabilità di ideare e coordinare una strategia nazionale per le politiche giovanili, significhi congestionare i piani di lavoro delle autorità esistenti e sottostimare l’importanza della direzione delle politiche giovanili stesse.

Infatti, per quanto esse siano connesse al problema del lavoro, dell’occupazione e delle politiche sociali (che rimangono una priorità per i giovani del nostro Paese), la situazione dei giovani all’ingresso del mondo del lavoro è contraddistinta da problematiche peculiari che differiscono notevolmente da quelle del mondo del lavoro delle generazioni precedenti. Per questo motivo riteniamo indispensabile che sia costituita un’equipe che si dedichi a queste problematiche.

E allora perchè non creare un Ministro per i Giovani?

Un’azione credibile per migliorare la situazione attuale richiede impegno a partire dalle risorse umane. Visto il contingentamento del personale a cui è sottoposto il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, e vista l’assenza di un vero e proprio Ministro dedicato alle Politiche Giovanili, non vediamo da parte di questo Governo – al di là delle sue dichiarazioni di essere il governo del ringiovanimento e delle riforme – un reale impegno verso la generazione di cui si dice farsi promotore. Siamo lieti di avere per la prima volta un Presidente del Consiglio under 40 e ci aspettiamo da te, caro Matteo, un serio e visibile impegno a mettere la nuova generazione al centro del rinnovamento italiano, attraverso un dispiegamento di risorse e di persone competenti ed efficienti per le Politiche Giovanili.

16/07/2014

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Aggiornamento del 7 marzo 2015:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/06/garanzia-giovani-cento-ce-fa-15-miliardi-euro-rischio-spreco/1483182/

Garanzia Giovani, solo uno su cento ce la fa. “1,5 miliardi di euro a rischio spreco”

Un anno dopo l’avvio, il grande piano contro la disoccupazione under 30 cofinaziato da Ue e Italia rischia il flop. Solo l’1% dei potenziali 2,4 milioni di beneficiari ha avuto un’opportunità di lavoro. E a gennaio il governo ha dimezzato l’obiettivo. RiparteilFuturo lancia una campagna per evitare che tutto si perda in inutili finanziamenti a pioggia. Sul fatto.it il form per aderire

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