Quelle che chiamiamo “culle” per le imprese vengono in gergo definite “incubatori” d’impresa. Ma cosa sono e che ruolo svolgono gli incubatori d’impresa? Essi sostanzialmente “alimentano le imprese aiutandole a sopravvivere e crescere nella fase in cui sono maggiormente vulnerabili, quella di start-up. Gli incubatori forniscono assistenza manageriale, accesso a finanziamenti, consentono l’esposizione ad attività imprenditoriali critiche e l’utilizzo di servizi di supporto tecnico.” Il loro ruolo è quindi fondamentale affinché nuove imprese innovative possano nascere e svilupparsi. 

http://www.pminordest.it/2012/04/30/che-cose-un-incubatore-per-start-up/

4 sono gli elementi chiave che definiscono un incubatore:

1. La condivisione di uno spazio immobiliare concesso in affitto alle start-up;
2. Un insieme di servizi di supporto condivisi in modo da ridurre le spese che la singola impresa dovrebbe sostenere;
3. L’attività di training imprenditoriale;
4. L’inserimento dell’impresa incubata in un network di attori che le consentano di accedere a competenze e risorse necessarie al suo sviluppo (tecnologia, capitale umano e finanziario). Gli incubatori operano quindi da intermediari tra le imprese incubate e l’ambiente esterno.

Lo scopo di un incubatore?

– Generare imprese di successo;
– Fare in modo che le imprese lascino il programma di incubazione finanziariamente autonome;
– Le nuove imprese “incubate” saranno in grado di commerciare nuova tecnologia e rafforzare l’economia locale.

3 diverse tipologie di incubatori:

1. Incubatori in “calce e mattoni”: E’ il modello più semplice di incubatore e si basa principalmente sulla fornitura di spazi e di servizi di base;
2. Incubatori Virtuali: Forniscono una gran quantità di servizi alle start-up attraverso internet ed aiutano nella fase di intermediazione con l’ambiente esterno;
3. Hub: Probabilmente la tipologia più importante in quanto dotato di un ufficio centrale e di varie divisioni specializzate nei diversi settori di servizio. L’Hub riesce anche a metter a disposizione alle aziende ospiti una rete di relazioni e di opportunità commerciali.

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http://www.pminordest.it/2012/05/02/incubatori-dimpresa-in-italia/

Incubatori d’impresa in Italia

POSTED ON  BY DARIO FASOLO

Facendo seguito all’articolo relativo al funzionamento degli incubatori di impresa vediamo ora, dove sono situati in Italia e di cosa si occupano.

Veneto:

H-Farm: Supporta start-up che sviluppano prodotti o servizi nel settore di internet e del web 2.0 e ne abbiamo già parlato approfonditamente in questo post.

Parco Scientifico Tecnologico di Venezia – VEGA:  Uno dei più importanti parchi scientifico-tecnologici in Italia. E’ attivo nei settori più avanzati dell’innovazione tecnologica: Nanotecnologie, tecnologie dell’informazione e della comunicazione e nella Green Economy.

Start Cube:  Incubatore universitario d’impresa che nasce come prosecuzione del Premio Start Cup Veneto, iniziativa finalizzata alla promozione di realtà aziendali innovative provenienti dall’ambiente universitario. Si occupa di start-up in settori ad alta intensità di conoscenza quali ICT, nanotenologie, biotecnologie e terziario avanzato.

M31: un incubatore di impresa privato che trasforma idee in imprese nel settore della tecnologia dell’informazione e delle sue applicazioni.

Fondazione la fornace dell’innovazione: Si occupa in prevalenza di start-up operanti nel settore del design e della comunicazione o comunque nel terziario avanzato.

Incubatore ex-Cnomv alla Giudecca:  Le start-up incubate sono specializzate nel terziario avanzato nell’ambito della consulenza, della comunicazione, della progettazione e della formazione.

Incubatore Ca’ Emiliani a Marghera:  Principalmente si occupa di PMI che operano nel comparto dei prodotti in legno, della stampa, delle costruzioni, della riparazioni degli autoveicoli, della fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche, elettroniche e ottiche.

Incubatore Ex Herion alla Giudecca: Si occupa principalmente di PMI operanti nel settore del terziario avanzato.

Friuli Venezia Giulia:

Friuli Innovazione:  Tramite l’incubatore Techno Seed seleziona idee innovative nel settore delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni.

Lombardia:

Acceleratore d’impresa del politecnico di Milano: E’ l’incubatore di start-up tecnologiche dell’Ateneo che sostiene lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa e offre alle start-up le infrastrutture e i servizi necessari alla loro crescita.

Annapurna Ventures: Supporta start-up che sviluppano prodotti o servizi nel settore di internet e del web 2.0.

Comonext: Supporta lo sviluppo di idee innovative e per il 2012 ha aperto il bando incubatore dall’idea all’impresa http://www.idea2impresa.it/

Piemonte:

I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino:  E’ il principale incubatore universitario italiano e uno dei maggiori a livello europeo. Favorisce la nascita di nuove imprese science-based con validata potenzialità di crescita, fondate sia da ricercatori universitari sia da imprenditori esterni, fornendo loro spazi attrezzati, servizi di consulenza e professionali per avviare la propria attività imprenditoriale e una network di imprenditori, manager e investitori.

Emilia Romagna:

We tech off: Un progetto nato per sostenere la creazione di imprese innovative in Emilia-Romagna attraverso l’erogazione di servizi a favore di gruppi portatori di idee imprenditoriali e start-up tecnologiche.

INNOVAMI: opera prevalentemente in Emilia-Romagna, con particolare attenzione al comprensorio imolese e della Bassa Romagna sostenendo la creazione e l’evoluzione delle imprese di produzione e servizio che operano nei settori dell’automazione industriale, dell’informatica, elettronica e telecomunicazioni, dell’ambiente e dell’energia.

AlmaCube: E’ L’incubatore dell’Università di Bologna nato per favorire l’imprenditorialità di origine accademica. Almacube fa parte del network gate2growth circuito che vuole sviluppare le relazioni orizzontali tra gli incubatori europei e di conseguenza stimolare i collegamenti fra le imprese in un contesto molto più ampio.

Toscana:

Polo Tecnologico di Navacchio: Il Polo favorisce l’insediamento e la crescita di aziende di neo formazione e supporta lo sviluppo di aziende consolidate prevalentemente per i settori: ICT, microelettronica, biomedicale, robotica, energiae ambiente e servizi.

Incubatore Firenze: Fornisce servizi, consulenze, formazione e infrastrutture tecnologiche e multimediali, accompagnando dall’idea imprenditoriale alla creazione di impresa e all’affermazione sul mercato: un utile supporto alla promozione e al sostegno di nuove attività imprenditoriali.

Campania

Campania Innovazione: Vanta una specializzazione produttiva ed una elevata esperienza in alcuni settori strategici per il sistema campano (tra cui ICT, Ambiente ed Energia e Aerospazio)

Sicilia

NetValue: Supporta start-up che sviluppano prodotti o servizi nel settore di internet e del web 2.0.

Ne conosci altri? Faccelo sapere in modo da tenere la lista aggiornata.

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http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/07/01/news/ecco_perch_i3p_la_miglior_culla_per_le_nuove_aziende-90397829/

“Ecco perché I3p è la miglior culla per le nuove aziende”

L’incubatore di imprese del Politecnico è il primo d’Italia, ma anche il quinto in Europa e il 15esimo nel mondo secondo lo University business incubator index. Il presidente Marco Cantamessa ne analizza i perchè.

di STEFANO PAROLA – 1 luglio 2014

[…] I3p è nato 15 anni fa eppure ancora oggi c’è un po’ di scetticismo attorno al fenomeno start up. Cosa ne pensa?
«La nostra è la terza provincia d’Italia per generazione di “start up innovative”, secondo la definizione data dalla nuova legislazione. Invito chi è ancora scettico a vedere cosa succede ogni giorno in I3p: siamo pieni di imprenditori in erba che non vedono l’ora di cogliere occasioni commerciali e che vorrebbero consigli su cosa interessa alle aziende torinesi. Oggi si parla molto di innovazione, ma è dentro il dialogo tra le start up e le imprese che nascono i processi innovativi».
È una questione di confronto tra generazioni diverse?
«Non solo. Spesso si pensa alle start up come giovanotti che si mettono a fare delle cose, ma anche gli spin off industriali hanno un’importanza notevole. Abbiamo già alcune esperienze avviate ma vorremmo moltiplicarne il numero per 20 o per 30. Sono progetti nati in aziende, che però non vengono sviluppati perché non rientrano nelle attività tipiche di quell’impresa. A chi li hanno messi in piedi dico: venite da noi, la vostra idea può diventare qualcosa di grande».

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