http://www.beppesevergnini.com/2014/05/19/cento-buoni-motivi-per-amare-litalia-un-catalogo-sentimentale/

100 buoni motivi per essere italiani

(Corriere della Sera)

E’ inutile negarlo. Alcuni aspetti dell’Italia ci addolorano, alcune vicende ci imbarazzano: anche perché ne siamo, spesso, corresponsabili. Ogni giorno occupano le pagine dei giornali, che hanno il dovere di raccontarle. Altre cose, per fortuna, ci rendono orgogliosi. Eccone cento in ordine sparso. Non è una classifica ragionata: è un elenco del cuore.

Ecco perché, nonostante tutto, siamo felici di essere italiani.

1.    Perché siamo intelligenti, quando non diventiamo astuti
2.    Perché siamo intuitivi, se non cadiamo nella superficialità
3.    Perché siamo immediati, quando non diventiamo impulsivi
4.    Perché siamo imprevedibili, se non diventiamo inaffidabili
5.    Perché siamo geniali. Nessuno è altrettanto bravo a trasformare una crisi in una festa
6.    Perché siamo gentili e capaci di bei gesti (poi abbiamo difficoltà a trasformarli in buoni comportanti)
7.    Perché abbiamo gusto. Sappiamo istintivamente cos’è bello
8.    Perché, talvolta, anteponiamo l’estetica all’etica. E’ sbagliato, ma resta comunque uno spettacolo
9.    Perché siamo interessanti. Turisti, uomini d’affari, Angela Merkel: con noi non ci si annoia
10.   Perché nel mondo ti guardano. In Italia ti vedono
11.   Perché la campagna è un’educazione sentimentale (nord)
12.   Perché la vita è un saliscendi (centro)
13.   Perché il mondo è un’idea a colori (sud)
14.   Perché le città sono attraversate dalla storia e dalla gente
15.   Perché Milano è la nostra America, la terra delle opportunità
16.   Perché Trieste è il sud del nord, il nord del sud, l’est dell’ovest e l’ovest dell’est
17.   Perché Venezia fa credere a ogni turista d’essere un poeta
18.   Perché Genova sorride, mostrando i denti al mare
19.   Perché Firenze e Torino si sono svegliate
20.   Perché Napoli e Bari si danno le spalle, ma si rispettano
21.   Perché il caldo in Calabria è profumato
22.   Perché in Sicilia la linea più breve tra due punti è un arabesco (grazie, Ennio Flaiano)
23.   Perché la Sardegna ha un gran cuore e una gran pazienza
24.   Perché il traghetto verso Olbia è un viaggio al termine della notte
25.   Perché, come negli Usa, esiste un nord e un sud. Cercate Rossella O’Hara a Matera. Magari si chiama Samantha, ma c’è
26.   Perché il cielo di Lombardia, certi giorni, è più azzurro della maglia della Nazionale
27.   Perché Lucia Mondella è più sexy di una modella (ieri, ora e sempre)
28.   Perché abbiamo la testa in Europa, la pancia al vento e i piedi a mollo nel mare
29.   Perché d’estate fa più caldo e d’inverno fa più freddo. Così possiamo rinfrescarci, riscaldarci e lamentarci
30.   Perché le mattine hanno sapore di mare (Gino Paoli), il pomeriggio è azzurro (Celentano) e poi è una notte in Italia (Ivano Fossati).
31.    Perché abbiamo i tigli nei giardini, gli abeti sui monti e i papaveri nei campi
32.   Perché le Alpi, a un certo punto, si spogliano della neve e si lasciano guardare
33.   Perché i vip hanno le loro tane (dove sgomitano coi ricchi russi) e tutto il resto è libero
34.   Perché arriva il momento in cui spengiamo i motori e i risentimenti
35.   Perché il calcio è un gioco (ogni tanto)
36.   Perché tutti hanno giocato a calcio
37.   Perché i gusti del gelato sfiorano la metafisica (puffo, amarissimo, basilico)
38.   Perché nei treni corre la vita (sui regionali, piuttosto lentamente)
39.   Perché negli aeroporti all’alba sembriamo una nazione ordinata
40.   Perché non tutti gli spettacoli all’aperto sono spettacolari, ma sono tutti all’aperto
41.   Perché nelle feste balliamo anche senza essere sbronzi
42.   Perché negli alberghi capiscono subito chi sei, e se lo ricordano
43.   Perché nei ristoranti lavorano uomini e donne, non robot
44.   Perché abbiamo il mare, le montagne, le colline, la pianura, città poetiche, isole profumate, fiumi vivaci e grandi laghi. Certo, mancano il Gran Canyon e la Grande Muraglia. Ma ci stiamo organizzando
45.   Perché gli italiani hanno saputo dipingere, scolpire, raccontare, cantare, recitare, arredare e vestire la vita
46.    Perché abbiamo scoperto l’America per caso
47.    Perché l’antica Roma era potente e la nuova Roma può essere divertente
48.    Perché a Milano c’è la Scala del calcio, e anche l’altra
49.    Perché abbiamo il “Corriere della Sera”, che segna il tempo di una vicenda che avanti
50.   Perché le famiglie sono alberghi e ristoranti, banche e assicurazioni, asili e ospizi (e resistono anche al Family Day)
51.    Perché gli americani si mettono in analisi, noi ci sediamo a cena con i figli
52.    Perché a tavola mettiamo pane, amore e fantasia
53.    Perché abbiamo insegnato a mangiare al mondo. Be’, forse non a tutti: ma ai francesi, agli inglesi e agli americani certamente sì
54.    Perché abbiamo cappuccinizzato il pianeta, e in Italia un caffè non si nega a  nessuno
55.    Perché abbiamo inventato la pizza, la Vespa, la Fiat 500, l’Olivetti Lettera 22 e la giacca da donna. Quando teniamo le cose semplici, non ci batte nessuno
56.    Perché molti ci criticano, ma tutti ci copiano
57.    Perché le chiese di campagna sono meglio di certi difensori della fede
58.    Perché l’Argentina è l’Italia alla seconda potenza e ci ha mandato un grande Papa e alcuni ottimi centravanti
59.    Perché abbiamo il capo di governo più giovane d’Europa, e chissà cosa combina
60.    Perché abbiamo il Presidente più anziano, e sappiamo quanto ha fatto
61.    Perché ogni tanto rovesciamo la bandiera (rosso a sinistra?!), ma le vogliamo bene
62.    Perché scriviamo leggi così complicate che talvolta ci dimentichiamo di rispettarle
63.    Perché siamo troppo indulgenti con imbroglioni e farabutti, ma li riconosciamo subito
64.    Perché siamo autocritici, se non diventiamo autolesionisti
65.    Perché abbiamo la Grande Bellezza che vince l’Oscar e la piccola bontà che fa girare il mondo
66.    Perché abbiamo il servizio sanitario nazionale, la scuola pubblica e i carabinieri
67.    Perché medici, infermieri, insegnanti e poliziotti lavorano molto per poco
68.    Perché c’è sempre qualcuno che prova a incoraggiare qualcun altro
69.    Perché la donna è mobile e l’uomo pure; i ragazzi, non parliamone. Viva lo smartphone!
70.    Perché accendiamo l’aria condizionata solo quand’è necessario
71.    Perché sappiamo pensare con le mani
72.    Perché i campi non hanno mai l’aria annoiata
73.    Perché dove le valli si aprono nella pianura qualcuno ha aperto una fabbrica che dà lavoro
74.    Perché intorno a Bologna e a Modena costruiamo macchine precise e romantiche
75.    Perché il Veneto è il nostro Texas
76.    Perché a Memphis ci copiano il caffè e la pizza, ma noi a Melfi gli facciamo le Jeep
77.    Perché all’università di Pavia i ragazzi studiano sotto le magnolie e il glicine
78.   Perché in ogni laboratorio del mondo ci sono un computer, una pianta verde e un italiano (prima o poi restituitecelo, però)
79.    Perché certi paesotti lungo le strade provinciali sono così brutti da diventar simpatici
80.    Perché camminare nelle città di notte produce un rumore interessante
81.    Perché le piazze sono salotti e sale d’attesa, mercati e assemblee, passerelle e palestre
82.    Perché abbiamo vecchie case bisognose di amore e manutenzione
83.    Perché, se vedete qualcuno con le mani in mano, c’è una spiegazione. Se le sta fregando e pensa: bene, adesso che si fa?
84.    Perché diciamo “criticità”, ma in fondo non siamo tanto critici
85.    Perché parliamo in inglese, soprattutto quando parliamo italiano (è più trendy, baby)
86.    Perché amiamo confondere chi ci giudica
87.    Perché sappiamo che quei giudici, talvolta, hanno ragione
88.    Perché siamo attirati dalle eccezioni, ma ogni tanto ricordiamo anche le regole
89.    Perché siamo resilienti, non ancora rassegnati
90.    Perché siamo convinti che nulla sia veramente impossibile (Berlusconi monogamo?!)
91.    Perché tutti sono rivali di tutti, ma in fondo ci sopportiamo
92.    Perché governare noi è come condurre un branco di gatti (ma i gatti hanno più personalità delle pecore, diciamolo)
93.    Perché le strade offrono un campionario di facce. Difficile sentirsi diversi, quando di uguale non c’è nessuno
94.    Perché abbiamo il senso dell’umorismo. E ridiamo di chi non ne ha
95.    Perché nulla è stabile, se escludiamo il provvisorio
96.    Perché ogni tanto ci cadono le braccia, ma poi le tiriamo su
97.    Perché siamo quello che gli altri vorrebbero essere, almeno talvolta. E non osano
98.    Perché lo donne italiane lo sanno
99.    Perché l’Italia è piena di ragazze e ragazzi italiani, e adesso tocca a loro
100.  Perché sorridiamo, nonostante tutto [NdItaliaCheRaglia: la traduzione è “macchissenefrega se va tutto a rotoli”, bel motivo per essere orgogliosi di essere italiani!!!]

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http://www.corriere.it/cronache/14_giugno_04/dopo-100-motivi-amare-l-italia-ecco-almeno-10-motivi-vergogna-a04ae7c2-ebda-11e3-85b9-deaea8396e18.shtml

Dopo i «100 motivi per amare l’Italia»
Ecco (almeno) 10 motivi di vergogna

di Beppe Severgnini – 4 giugno 2014

[…]

1. Perché tutti sono innocenti finché non è provata la colpevolezza. Ma insomma.
2. Perché gli oppositori drammatizzano e i governanti minimizzano. Salvo scambiarsi i ruoli al prossimo giro. 
3. Perché la fame è fisiologica, ma l’ingordigia è patologica: dove finiscono tutti quei soldi? Cosa se ne fanno? Quanti auto tedesche e appartamenti svizzeri deve comprare, un uomo, prima di essere sazio? 
4. Perché le grandi opere, da decenni, sono occasioni di grandi saccheggi. Ma ce ne accorgiamo sempre dopo. 
5. Perché la nostra indignazione è tribale: il peccato è grave quando lo commettono i nostri avversari. Altrimenti, parliamone. 
6. Perché i collettori di frustrazioni sono lì che aspettano. E non tutti sono inoffensivi come Grillo & C. 
7. Perché viene il dubbio che non ci meritiamo Venezia, sprechiamo Milano, svergogniamo Genova, umiliamo Siena, roviniamo Roma. E al Sud, ormai, abbiamo rinunciato. 
8. Perché «Delitto e castigo», in Italia, è solo il titolo di un romanzo russo che hanno letto in pochi. C’è sempre un’amnesia, un’amnistia o una prescrizione per tirarsi fuori dai guai. 
9. Perché le pene italiane sono drammatiche, lontane e incerte. Quando dovrebbero essere proporzionate, rapide e certe. 
10. Perché abbiamo la memoria di un pesce rosso (quattro secondi). Dimentichiamo tutto subito. E qualcuno, questo, se lo ricorda bene.

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Ed ecco a voi un divertentissimo cortometraggio di Bruno Bozzetto:

https://www.youtube.com/watch?v=tzQuuoKXVq0

EUROPA & ITALIA – Europe vs Italy – Bruno Bozzetto (Official)

The difference of behaviour between the Italians and the other Europeans.

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