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Libro “D’amore, di morte e di altri divieti. Le ordinanze dei sindaci e la libertà individuale” di Lucia Quaglino

Negli ultimi vent’anni, le politiche di sicurezza urbana e prevenzione della criminalità, finalizzate a contrastare la percezione di insicurezza dei cittadini, hanno assunto una portata sempre più ampia. Gli enti territoriali e, in particolare, i sindaci, ne sono divenuti i principali protagonisti: ma il potere – anche di fare del bene – può dare alla testa, ed è così esploso il numero di ordinanze emanate troppo spesso in modo incontrollato.  
Come mostra Lucia Quaglino in questo eBook, molte di queste ordinanze hanno l’obiettivo di vietare taluni comportamenti che, a ben guardare, non vanno a vantaggio della sicurezza dei cittadini: il risultato è dunque quello di ridurne i margini di libertà senza arrecare alcun tipo di beneficio, come dimostrano diversi studi riportati nel testo. Eppure una ordinanza tira l’altra: risolvono pochi problemi, ma piacciono molto agli amministratori locali.
Il sospetto è che la motivazione di un generico “ordine pubblico” da garantire sia in realtà solo un pretesto per assecondare e compiacere umori e desideri dell’elettorato. Del resto, tali ordinanze sono spesso accomunate da una forte dose di paternalismo. Il potere nell’ambito della sicurezza urbana è così diventato un vero e proprio strumento di politica sociale, con obiettivi diversi da quelli dichiarati. Ma fino a che punto è accettabile che la mano di un pubblico amministratore s’intrometta negli stili di vita delle persone?
Per l’autrice, occorre giungere a un ridimensionamento dell’uso di tale strumento: meno divieti e più responsabilità individuale, perché non sia un soggetto terzo a compiere scelte che competono esclusivamente ai cittadini.
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Dai No-gelato ai No-fumo, ecco la carica dei sindaci liberticidi

I divieti più assurdi delle nostre città raccolti in un libro di Lucia Quaglino

28 maggio 2014 – di Luciano Capone

[…] Gli ambiti in cui i sindaci sono più attivi sono quelli della vendita e consumo di bevande e alimenti (celebre l’ordinanza di Giuliano Pisapia che a Milano vietava il gelato in strada dopo la mezzanotte o le numerose norme anti-kebab dei sindaci leghisti), poi vandalismo, accattonaggio, schiamazzi e prostituzione. […] 
In crescita sono le ordinanze salutiste che proibiscono il fumo un po’ dappertutto, nelle zone pubbliche, nei parchi, nelle spiagge, negli impianti sportivi e in manifestazioni all’aperto. L’ispirazione comune è il paternalismo – l’intervento contro la volontà degli individui per il loro bene – che rassicura gli elettori e rende popolari i “sindaci-sceriffo”, ma il bilancio rispetto agli effetti è spesso fallimentare: secondo Lucia Quaglino, le ordinanze sono in gran parte inefficaci, discriminatorie, moralistiche, distorsive e invasive. E hanno costi di attuazione e supervisione spesso elevati. […]
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Vedi l’articolo “Tassa sulle bibite gassate: positiva per la salute dei cittadini oppure… dei conti dello Stato?!?

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