Ecco a voi un bell’articolo che ribadisce una tesi che da sempre andiamo sostenendo: il fatto che in Italia manchi una divulgazione scientifica seria, in grado di mettere in guardia dalle numerosissime teorie-bufala che circolano dentro e fuori la rete, ed efficace, che sia capace di far appassionare e divertire il pubblico.

Questi i nostri post precedenti:

http://tagli.me/2013/06/25/il-giornalismo-scientifico-una-professione-sottovalutata

Sette motivi per cui il giornalismo scientifico italiano è scadente

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Articoli su OGM e cibo biologico:

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Aggiornamento del 2 giugno 2014:

http://www.lastampa.it/2014/05/31/cultura/opinioni/editoriali/iene-e-sanit-vergognose-falsit-trash-LaTMuqDKpMUhbFYFzENuOI/pagina.html

Iene e sanità: vergognose falsità trash

ELENA CATTANEO, GILBERTO CORBELLINI, MICHELE DE LUCA – 31/05/2014

[…] adagiati su rendite personali ben più consistenti di quelli di insegnanti e ricercatori, non pochi pseudogiornalisti scientifici o «racconta-storie» in questo Paese possono pontificare senza sapere e capire alcunché di ciò di cui parlano. Così offendono la dignità di milioni di malati e cittadini e causano loro danni diffondendo pericolose «falsità-trash». In aggiunta, questi cosiddetti giornalisti, insultano – probabilmente perché ne disprezzano l’intelligenza e l’impegno – anche migliaia di giovani e meno giovani ricercatori italiani, dediti allo studio di gravissime malattie rare o non rare, come il cancro o la Sma («cui non fregherebbe nessuno studiare», sempre secondo le dichiarazioni di «Le Iene»), con stipendi da fame, senza alcun orizzonte personale, in laboratori che ricevono nessuna attenzione e pochissimi finanziamenti, ma che comunque producono straordinari risultati su malattie complesse e in grado di competere nel mondo. Senza dimenticare le centinaia di migliaia di studenti che a scuola e all’università lavorano con i loro insegnanti per apprendere come separare i fatti dalle opinioni, dalle preferenze soggettive e soprattutto dalle stupidaggini infondate. Imparano cioè a distinguere la scienza dalle credenze magico-superstiziose.

Vada per i ricercatori e per noi, che ci sappiamo difendere e riconosciamo al volo gli incompetenti e i ciarlatani, anche se compaiono in televisione e si ammantano dell’aurea di censori e moralizzatori. Si dovrebbe però, seriamente, intervenire sia con un codice etico condiviso dagli enti televisivi e d’informazione, sia mettendo sull’avviso i malati e i cittadini di non prender sul serio certi programmi televisivi o mezzi d’informazione attraverso specifiche avvertenze circa l’assenza di vaglio scientifico di quanto trasmesso. Così come si fa per i programmi con contenuti pericolosi o inadatti per un certo genere di pubblico, forse servirebbe un avvertimento del tipo: «Attenzione – in questo programma si parla a vanvera e anche pericolosamente, senza prova alcuna di ciò che si trasmette».  

A parlare in tale direzione è anche l’articolo 661 del Codice Penale, sul reato di abuso di credulità popolare. Anche in ambito medico.

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