Marco Cattaneo, direttore del mensile “Le Scienze” (edizione italiana di Scientific American), titola il suo articolo “Elezioni da incubo”. Noi abbiamo titolato invece il post in cui citiamo e riportiamo il suo articolo “Politici da incubo”, vista la loro incapacità di rispondere a poche semplici (ma forse scomode?) domande:

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/05/20/elezioni-da-incubo/

Elezioni da incubo

Da un paio d’anni a questa parte, il gruppo Dibattito Scienza si è messo in mente di fare qualche domanda ai partiti politici in vista delle elezioni. Nato su Facebook, il gruppo conta quasi quattromila iscritti. Ci sono ricercatori, insegnanti, appassionati, qualche giornalista scientifico, accomunati dalla convinzione che in una società in cui la scienza ha un ruolo sempre più rilevante nella nostra vita quotidiana, una corretta informazione in materia sia una garanzia a tutela dei cittadini e un importante strumento a disposizione di chi deve assumere decisioni in nome di tutti. E che la ricerca scientifica sia uno snodo fondamentale per lo sviluppo di un paese.

Quest’anno, alle cinque domande proposte da Dibattito Scienza, hanno risposto soltanto tre partiti: il Partito Democratico, Fare per fermare il declino e la lista Green Italia Verdi Europei. Tre liste su dodici [grazie al solerte e preciso amico Yopenzo per la correzione], e il solo PD tra i grandi partiti.

Così, senza troppe sorprese, ci troviamo a registrare la campagna elettorale più becera dopo il big bang. Umiliante, addirittura.

Non per noi, beninteso. Ma per lo stato in cui è ridotta la politica italiana. Umiliante per sessanta milioni di cittadini che sono chiamati a eleggere candidati che molto probabilmente non hanno mai visto, travolti dal presenzialismo ingombrante di leader che, a queste elezioni, non sono nemmeno candidati.

Eppure i 73 malcapitati che spediremo a Strasburgo dovrebbero avere grandi competenze. Perché il Parlamento Europeo non è solo l’assemblea legislativa dell’Unione. È, soprattutto, l’istituzione che esercita il potere di bilancio, ovvero che ogni anno esamina e approva il progetto di bilancio presentato dalla Commissione, l’organo esecutivo. E ha il potere di modificarlo.

Ed ecco che c’entra la scienza, oltre a tutto il resto. Da qui al 2020, l’Unione Europea assegnerà quasi 80 miliardi di euro in finanziamenti alla ricerca scientifica, attraverso il programma quadro settennale Horizon 2020. Più una consistente quota dei fondi strutturali che l’Unione assegna ai singoli paesi, tra cui per esempio i PON, che l’Italia ha scelto di destinare al sostegno delle attività di ricerca e innovazione nelle quattro Regioni dell’Obiettivo “Convergenza” (Puglia, Calabria, Sicilia, Campania).
Insomma, ai candidati che manderemo al Parlamento Europeo sarebbe richiesto anche di saper fare lobbying, non solo per i marchi DOP del settore agroalimentare ma pure per dare all’Europa un’immagine dell’Italia come un paese responsabile e consapevole delle sfide che abbiamo davanti.

Invece no. Sui temi proposti nelle cinque domande, le risposte che sono arrivate sono a volte infelici e lacunose, quando non palesemente false o sintomo di dubbia preparazione. Per non dire di ciò che si intuisce dalle più o meno sguaiate campagne elettorali di chi non ha risposto. Perché tra citazioni di efferati dittatori e slogan contro l’euro o, peggio, insulti contro primi ministri stranieri che hanno la sola colpa di saper governare – colpa imperdonabile, evidentemente, agli occhi di certa parte della politica italiana – noi in questa campagna elettorale avremo sentito parlare solo (e poco, e male) di questioni nazionali più o meno serie (in genere meno) e quasi per nulla di temi comunitari concreti. Che sono sicuramente più noiosi, teutonicamente noiosi, di un bello show di battute sarcastiche, ma anche terribilmente più importanti.

Così andremo lì, per lo più, a mettere la nostra croce su un simbolo vuoto di contenuti. È il destino di noi italiani, diversamente cittadini.

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http://www.lescienze.it/news/2014/05/19/news/dibattito_scienza_risposte_elezioni_europee-2148610/

Elezioni europee: le risposte alle domande di scienza

Le domande e le risposte

1. Attualmente l’autorizzazione all’immissione in commercio di varietà agricole geneticamente modificate (OGM) viene rilasciata direttamente a livello europeo. Ritiene soddisfacente questa situazione, e la procedura relativa? In caso contrario, che cosa cambierebbe?

Partito Democratico

Green Italia – Verdi Europei
Fare per Fermare il Declino

2. Secondo l’ACEA (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili), le misure europee sulle emissioni di CO2 penalizzeranno la competitività dell’industria automobilistica di tutto il continente. Considerato che il trasporto su gomma contribuisce comunque a circa 1/5 delle emissioni ed è l’unico in aumento, lei come affronterà la questione?

Partito Democratico

Green Italia – Verdi Europei
Fare per Fermare il Declino

3. Il prossimo Parlamento voterà il pacchetto su rinnovabili ed emissioni di gas serra proposto dalla Commissione Europea per il 2030. Quali misure ritiene adeguate e di quali proporrà invece una modifica?

Partito Democratico
Green Italia – Verdi Europei
Fare per Fermare il Declino

4. L’Italia ha recentemente recepito la Direttiva Europea 2010/63 che regola l’uso di animali a fini sperimentali, introducendo alcune restrizioni supplementari non previste dalla Direttiva originale. Ritiene che sia l’Italia a dover fare un passo indietro, o l’Europa a introdurre restrizioni analoghe?

Partito Democratico
Green Italia – Verdi Europei
Fare per Fermare il Declino

5. L’ECDC (European Center for Disease Prevention and Control) gestisce programmi specifici per il controllo delle malattie prevenibili coi vaccini. Ritiene adeguati gli attuali programmi? In caso contrario, quali cambiamenti riterrebbe opportuni?

Partito Democratico
Fare per Fermare il Declino

La lista Green Italia Verdi Europei non avendo una posizione condivisa ha preferito non rispondere alla quinta domanda

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