Un’idea provocatoria, quella dell’imprenditore Luigi Sciancalepore: aprire un museo in memoria dei “caduti” della crisi, cioè di tutti coloro che si sono suicidati per problemi economici nel corso di questi anni di crisi, crisi che, come sappiamo bene, è tutt’altro che conclusa. 

Le provocazioni, d’altra parte, rappresentano il solo modo per attirare l’attenzione di una classe politica che sembra non esserci ancora resa conto delle gravi condizioni in cui versa l’economia reale del paese…

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/05/varese-debito-con-equitalia-e-apre-museo-della-crisi-suicidio-la-vita-vale-di-piu/971271/

Varese, debito con Equitalia e apre “Museo della crisi”: “Suicidio? La vita vale di più”

di Alessandro Madron | 5 maggio 2014

Ha un debito con Equitalia da 174mila euro e risponde con l’apertura del Museo della crisi. Obiettivo: raccontare le storie degli imprenditori strozzati dal fisco e puntare il dito contro la politica. […] È partendo dal proprio vissuto che ha deciso di iniziare a raccogliere dati e materiali relativi agli imprenditori strozzati dalla crisi. Con un pensiero fisso a chi, sotto la pressione dei debiti, non ha trovato nessuna alternativa al suicidio. Articoli di giornale, statistiche e foto che l’imprenditore ha conservato per anni e, dallo scorso mese di marzo, ha deciso di mettere in mostra in un negozio sfitto a Lonate Ceppino, un piccolo centro della provincia di Varese.

Sciancalepore racconta di sé e della sua iniziativa: un crudo caleidoscopio di notizie e numeri. Articoli di giornale e dati statistici che, messi in fila, vogliono dare il senso del dramma della crisi: “Volevo dare un segno a tutti i colleghi pensionati, artigiani, alle imprese e ai disoccupati e a tutti quelli che non ce la fanno. Un modo per avere sempre un pensiero rivolto a loro nel nostro cuore. Questo è un museo dedicato a chi si toglie la vita, un modo per dire che non bisogna arrivare a tanto”. […]

E l’imprenditore snocciola anche i numeri delle vittime: “Nel 2011 ci sono stati 148 morti, nel 2012 sono stati 133, nel 2013 invece le vittime erano 149 e nel 2014, ad oggi, sono già 64 quelli accertati dalle notizie, ma non sappiamo nulla di quelli che non arrivano agli onori delle cronache”. Numeri a cui l’imprenditore ha voluto dare anche una forma e un nome. Alle pareti sono appese delle riproduzioni di manifesti funebri, un elenco delle vittime suddivise per regione, mentre dal soffitto pendono centinaia di fantasmini di carta, uno per ogni morto.

“Mi hanno anche fatto una denuncia – racconta – una segnalazione alla Procura della Repubblica per istigazione al vilipendio della bandiera italiana e sono anche stato sentito dai carabinieri. […] “Mi hanno fatto togliere anche le foto dei politici che avevo messo sui manichini perché sarebbero un’istigazione al vilipendio delle istituzioni”. Sui manichini, seduti attorno ad un tavolo, erano state applicate le foto di Mario Monti, Matteo Renzi ed Enrico Letta, oltre a quella del presidente Giorgio Napolitano: “Sono quelli che a vario titolo hanno portato l’Italia a questo punto, presidenti non eletti e messi lì da Re Giorgio, dobbiamo ringraziare loro se oggi stiamo in queste condizioni”. Ma ne ha anche per Silvio Berlusconi, per Umberto Bossi e per “tutti quelli che hanno voluto e dato vita ad Equitalia, assieme a Befera e a Mastrapasqua”. Oggi quelle foto sui manichini non ci sono più, Sciancalepore le ha tolte, ma sta già studiando il modo di riproporle […].

http://www.prealpina.it/notizie/busto-valle-olona/2014/4/29/oscurato-il-museo-della-crisi/3167124/55/

Oscurato il Museo della crisi

L’artigiano Luigi Sciancalepore segnalato alla Procura per vilipendio. “Ma io continuo la mia protesta”

[…] “Io vado avanti nella mia protesta”, conferma Sciancalepore, “se non mi avessero dato l’autorizzazione a riaprire, penso che avrei messo in atto uno sciopero della fame. Il museo era aperto ancora da sabato 15 marzo. È curioso che proprio adesso qualcuno se ne sia accorto. Ma quello che vorrei ribadire è che questa iniziativa è solo una forma di protesta per evidenziare maggiormente una situazione ormai non più sostenibile: ancora qualche giorno fa ci sono stati altri suicidi, e questa è la realtà dei fatti che è sotto gli occhi di tutti. Mentre ancora si fa poco o niente per venire incontro alle difficoltà in cui si dibattono queste persone”.

di Luciano Mazziotta – 29 aprile 2014 

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Vedi gli articoli “La crisi continua a mordere, ma troppo spesso il disagio si trasforma in suicidio…” e “Gli effetti della crisi sulla società: italiani più depressi, in aumento i casi di suicidio“.

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