Sarebbe bello che le seguenti tematiche facessero parte del bagaglio di cultura generale di ciascun cittadino. Poche semplici informazioni a volte possono fare la differenza, per questo sarebbe interessante sperimentare l’introduzione di appositi corsi all’interno del percorso formativo scolastico, ma anche promuovere dei corsi per adulti a livello comunale (come alcuni comuni d’altra parte fanno già, ad esempio per il primo soccorso medico):

1) MEDICINA GENERALE E PRIMO SOCCORSO

https://facebook.com/MedBunker/photos/a.311358395559438.88277.246240278737917/780389708656302/?type=1

Un piccolo gesto può salvare una vita. Sapere le manovre fondamentali per rianimare un adulto o un bambino credo sia un dovere civico. Molti non sanno che non si tratta di manovre difficilissime o impossibili per un profano, ma hanno una caratteristica: bisogna conoscerle, memorizzare i passaggi, evitare il panico (e questo si ottiene solo con la conoscenza). Ieri [20 febbraio 2014] una donna ha salvato un neonato perché “sapeva cosa fare”. Questa un’immagine drammatica ma simbolicamente eccezionale della vicenda.

www.manualeprimosoccorso.it

Qualunque emergenza richiede un intervento tempestivo. A volte, però, l’urgenza è tale che pochi secondi possono significare la differenza tra un maggiore o minore danno, se non addirittura tra la vita e la morte. Questo manuale di primo soccorso di facile consultazione fornisce informazioni essenziali che permetteranno di agire in caso di emergenza senza perdere del tempo prezioso.

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2) PREVENZIONE E PROTEZIONE ANTINCENDIO

http://www.vigilfuoco.it/sitiVVF/belluno/viewPage.aspx?s=1201&p=15241

Manuali per i corsi di formazione per addetti antincendio

Scarica il materiale didattico a supporto dei corsi di formazione e di addestramento degli addetti antincendio aziendali, effettuati dal personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ai sensi del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e del D.M. 10 marzo 1998.

Dispense in formato Pdf:

Capitolo 1 – L’incendio e la prevenzione incendi
  Capitolo 2 – La protezione dagli incendi
  Capitolo 3 – Procedure da adottare in caso d’incendio
  Capitolo 4 – Esercitazioni pratiche

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3) INQUINAMENTO AMBIENTALE

 Vedi gli articoli:

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4) ECONOMIA DI BASE

Vedi l’articolo “Perchè servirebbe l’educazione finanziaria nelle scuole?

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5) EDUCAZIONE SESSUALE

Associazione Italiana per l’Educazione Demografica

www.aied.it

L’AIED è nata il 10 ottobre 1953 ad opera di un gruppo di giornalisti, scienziati ed uomini di cultura, di diversa estrazione politica, ma con una comune ispirazione laica e democratica.

Scopi dell’AIED sono:

  • diffondere il concetto ed il costume della procreazione libera e responsabile;
  • stimolare la crescita culturale e sociale in materia di sessualità;
  • promuovere e sostenere iniziative rivolte a migliorare la qualità della vita ed a tutelare la salute della persona umana, a livello sia individuale che collettivo;
  • impegnarsi a sviluppare una nuova cultura della maternità e della nascita, con particolare attenzione anche alle varie problematiche poste dalla procreazione umana assistita e dalla bioetica;
  • combattere ogni discriminazione tra uomo e donna nel lavoro, nella famiglia, nella società, ed ogni forma di violenza sessuale e di violenza sui minori, fornendo assistenza e tutela -anche legale- alle persone che ne siano vittime;
  • promuovere e realizzare attività di formazione e di aggiornamento professionale sulle tematiche dell’educazione sessuale del personale docente delle Scuole e degli Istituti di istruzione di ogni ordine e grado, promuovendo altresì corsi di educazione sessuale per alunni e genitori;
  • incoraggiare ed attuare studi e ricerche sociali e scientifiche, finalizzati ad affrontare ed approfondire le tematiche proprie dell’AIED, come quelle demografiche, eventualmente in collaborazione anche con le Università locali;
  • esercitare un’azione di stimolo e di controllo sulle strutture pubbliche, perché venga attuato ciò che le leggi prevedono in tema di contraccezione, aborto, informazione sessuale ed andrologica, prevenzione socio-sanitaria, rispetto del diverso e delle minoranze (omosessualità), proponendo integrazioni e modifiche nei casi di normative inadeguate.

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6) SICUREZZA STRADALE

E’ noto che, nel migliore dei casi, quindi in un individuo al meglio della forma e con un tasso alcolemico pari a zero, sono necessari 0,6 secondi per reagire in una situazione di emergenza, dopodichè, una volta che si è cominciato a frenare, si percorrono altri 20 metri prima di arrestare l’auto andando alla velocità di soli 50 km/h. Provate ad immaginare ciò che accade quando il nostro tempo di reazione è maggiore a causa dell’assunzione di alcol (oppure di stupefacenti) e quando la nostra velocità è maggiore di 50 km/h.

Nel 1997 la provincia di Treviso deteneva il primato del numero di vittime di incidenti stradali (187 morti in un anno). Alla fine del 2006, dopo una lunga e capillare opera di prevenzione, sono riusciti ad ottenere una diminuzione dei decessi del 60%. Ciò dimostra che le multe servono a ben poco, mentre la strategia preventiva si è dimostrata molto più efficace. Oltre al problema dei morti naturalmente c’è anche il problema dei feriti, i cui costi sociali sono a loro volta molto elevati a causa delle disabilità che li potrebbero colpire. I costi sociali, sia nel caso delle vittime che dei feriti, sono molto elevati.

http://www.agopress.info/sicurezza-in-calo-le-vittime-della-strada/23291/

Data 9 gennaio 2014 autore Redazione

[…] Alcol e droga alla guida rappresentano un dato ancora allarmante. I conducenti controllati con etilometri o precursori sono stati 1,71 milioni, di cui 31.205 sanzionati per guida in stato di ebbrezza alcolica e 2.416 denunciati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. polizia Stradale e carabinieri hanno proceduto al sequestro, ai fini della confisca, di 994 veicoli a conducenti in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Su 30.3464 conducenti controllati, 16.848 sono risultati in stato di ebbrezza , dato che tradotto in termini percentuali indica che circa il 6% dei conducenti è risultato positivo all’alcoltest con circa il 34% di conducenti con un tasso alcolemico tra l’1 e l’1,5 g/l.

Fondazione Ania – Simulatore di guida:

www.fondazioneania.it/it/servizi/simulatoreDiGuida.html

La strategia verso cui punta la Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, costituita dalle compagnie di assicurazione nel 2004, è quella di affrontare l’emergenza nazionale rappresentata dagli incidenti stradali a livello di sistema. La Fondazione ha l’obiettivo di individuare e realizzare attività che possano concretamente contribuire al miglioramento dei livelli di sicurezza sulla strada, soprattutto attraverso politiche di rafforzamento della prevenzione e del controllo.

Per contrastare il problema dell’incidentalità stradale, la Fondazione ANIA mette in campo progetti e iniziative concrete volte a sensibilizzare l’opinione pubblica, a formare in modo più completo chi si mette al volante di qualsiasi veicolo e a educare tutti i cittadini al rispetto del codice della strada. Allo stesso tempo, la Fondazione collabora con le maggiori istituzioni nazionali e locali, per avvicinarle ai problemi degli utenti della strada e migliorare le infrastrutture esistenti sul territorio.

A.S.A.P.S. Il portale della sicurezza stradale:

www.asaps.it

L’ASAPS, acronimo di Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, nasce, nel 1991 per iniziativa di un gruppo di appartenenti alla Specialità di Forlì, Cesena, Ravenna e Faenza. Oggi il sodalizio, divenuto in Italia il simbolo stesso dell’impegno a favore della Sicurezza Stradale, conta oltre  25mila soci, tra tutte le forze di polizia e tra la gente comune. Diciannove anni fa,  un gruppo di Giacche Blu della Specialità, stanche di  sentire discorsi approssimativi o interessati  per l’assoluta mancanza di conoscenza dei temi costitutivi la sicurezza sulle nostre strade, divenne uno stimolo formidabile. I professionisti del settore, riuscirono per la prima volta – in Italia – a parlare fuori dal coro, a dire le cose giuste al momento giusto, iniziando così un cammino di studio e di crescita culturale che in altri stati era già lanciato da tempo. L’ASAPS è oggi presente in tutti gli uffici ed i comandi della Polizia Stradale ed in molti della Polizia Locale, con una struttura di oltre 600 tra referenti provinciali e responsabili periferici, con un trend di crescita, anche fra i comuni cittadini, ormai stabilizzato tra i 2 ed i 3mila soci all’anno. La forza di questa struttura è stata la propria capacità di divenire una vera e propria agenzia, paragonabile – per temi trattati e scientificità dell’approccio alle problematiche – agli uffici ministeriali sorti nel corso degli anni in gran parte dell’Europa e del mondo cosiddetto occidentale. Oggi, i suoi osservatori costituiscono una fonte preziosa di dati e considerazioni, sintesi dell’applicazione tra conoscenza pratica del “pianeta strada” e le profonde implicazioni sociologiche che stanno alla base stessa della società moderna, prima tra tutte la necessità di muoversi, per motivi economici o ludici. Insieme a Sicurstrada, l’ASAPS ha realizzato in questi anni moltissimi testi destinati alla diffusione della conoscenza, come “Limiti di velocità? Ecco quelli reali”, “L’alcol e la droga alla guida”, “Non bere più del tuo motore” e “Gli utenti deboli della strada”, “il Punto sulla patente a punti”, affrontando gli argomenti ad un linguaggio diverso, fatto per essere compreso da tutti. Ultimamente l’associazione ha stampato in diverse decine di miglia di copie un opuscolo sulle regole per la sicurezza dei bambini trasportati in auto e l’Annuario della sicurezza stradale 2010. Nel 2011 l’Associazione dà alle stampe il testo: 1861 -2011 Cintocinquant’anni di Storia dell’Italia Unita visti attraverso le regole della strada. Dai regolamenti di fine ‘800 ai Codici del ‘900, di Giuseppe Franco.

La rivista “Il Centauro” è divenuta negli anni un vero e proprio faro: i temi trattati finiscono nelle aule del governo, gli interrogativi spingono i media nazionali e locali ad inchieste, si moltiplicano le tesi di laurea o gli elaborati scientifici che citano il periodico alla stregua dei più autorevoli giornali scientifici. Qui trovano posto gli osservatori sulla Pirateria Stradale, sul fenomeno del Contromano, sugli Incidenti del fine settimana, sul Lancio Sassi (l’ASAPS ottenne la numerazione dei cavalcavia a metà degli anni ’90 proprio grazie alla semplicità delle sue ricerche, che ponevano come prioritaria l’immediata localizzazione degli scenari), sulla violenza alle forze di polizia – con l’osservatorio “Sbirri Pikkiati” e la sua continua collaborazione con l’Università di Bologna – e quello di più recente costituzione, nato con lo scopo di monitorare l’indice di coinvolgimento dei cittadini stranieri nel fenomeno infortunistico. Recentemente sono nati anche gli osservatori sugli incidenti ai bambini e quelli nei cantieri stradali e ai trattori agricoli. […]

Istituto Superiore di Sanità – sezione dedicata alla Sicurezza Stradale:

www.iss.it/stra

Questo sito sulla sicurezza stradale è realizzato nell’ambito dell’Accordo Quadro sulla sicurezza stradale sottoscritto tra l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’attuazione congiunta di programmi ed iniziative tese alla riduzione della mortalità e della morbosità conseguenti agli incidenti stradali. Entrambi gli enti sono stati recentemente al centro di importanti cambiamenti organizzativi e giuridici. […]

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Aggiornamento del 9 aprile 2014:

http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/13004-reportistat

Le tematiche ambientali interessano solo metà degli Italiani. Inceneritori e discariche preoccupano di più

Scritto Da Germana Carillo – 04 Aprile 2014

Ambiente: poco meno della metà della popolazione italiana (il 45%) ha dichiarato nel 2012 di incuriosirsi di tematiche ambientali e 8 cittadini su 10 si informano a riguardo soprattutto attraverso la tv e la radio. È il quadro che emerge dal report ISTAT Popolazione e ambiente: comportamenti valutazioni e opinioni, che fotografa il rapporto che i cittadini italiani hanno con le problematiche legate all’ambiente.

Secondo l’analisi, nel 2012 meno della metà della popolazione italiana ha dichiarato di interessarsi “molto” (8,8%) o “abbastanza” (36%) alle tematiche ambientali mentre, confrontando i dati con quelli relativi al 1998, si registra un interesse crescente solo di 8 punti percentuale, segno che, dopo quasi 15 di osservazione, quasi siamo a zero in quanto a sensibilizzazione.

Ciò vuol dire, che probabilmente, non se ne parla ancora abbastanza e che non abbastanza è stato fatto per coinvolgere i cittadini sui problemi e sui rischi collegati all’ambiente. Dopo 15 anni, si è attenuata la percezione da parte dei cittadini del rischio ambientale a livello locale: l’incidenza di individui che esprimono timori per la vicinanza all’abitazione di impianti potenzialmente nocivi è in leggero calo rispetto al 1998 per tutti i tipi di impianti, tranne che per i ripetitori radio-TV e telefonici.

EFFETTO NIMBY – In calo sì, ma prevale ancora la logica del “Not in my back yard”, ovvero ovunque tranne che nel mio cortile. Ed è più o meno questo il senso di quel 73% dei italiani che indica gli inceneritori e le discariche di rifiuti come gli impianti la cui vicinanza alla propria abitazione desta più preoccupazione. Poco più del 40%, invece, teme la vicinanza delle industrie petrolifere o di quelle petrolchimiche e delle industrie chimiche e di quelle farmaceutiche.

Tra i problemi ambientali globali, l’emergenza maggiormente sentita riguarda l’inquinamento atmosferico (52%) e lo smaltimento dei rifiuti, percepito come rischio rilevante per il 47% dei cittadini. Altri problemi che sono più “a cuore” sono i cambiamenti climatici, indicati dal 47% della popolazione, l’inquinamento delle acque (38%), l’effetto serra e il buco dell’ozono (35%), le catastrofi naturali come i terremoti, le alluvioni e altri fenomeni da collegare al dissesto idrogeologico (33%). Sembrano meno rilevanti, invece, l’inquinamento acustico (14%), l’estinzione di specie animali (16%), la deforestazione (18%), l’inquinamento elettromagnetico (19%) e l’eccessiva edificazione (20%).

A livello territoriale, l’interesse nei confronti dell’ambiente è maggiore nelle regioni settentrionali (il 51% nel Nord-Est e il 50% nel Nord-Ovest). Il Mezzogiorno, pur avendo compiuto passi avanti rispetto al 1998 e pur avendo storie di estremo degrado che sono sulle pagine dei giornali ogni giorno, è ancora piuttosto indietro (con 38,1%), mentre il Centro si colloca al di sotto degli standard nazionali (43,4%). Il report Istat rivela anche che a interessarsi maggiormente all’ambiente sono gli uomini: il 46,7% contro il 43,2% delle donne.

Quanto alla partecipazione in prima persona, siamo ancora ai minimi storici: la presenza a conferenze dedicate temi ambientali si attesta al 5%, l’adesione a iniziative delle associazioni ambientaliste al 3%, l’iscrizione alle associazioni stesse o il finanziamento di iniziative di salvaguardia dell’ambiente al 2%.

Insomma, alla base di tutto vi è una scorretta informazione o la mancanza di approfondimenti? Può darsi: sta di fatto che l’elevata percentuale della popolazione che continua a prediligere i media tradizionali come fonte di informazione sull’ambiente rivela l’urgenza di parlare di più e meglio di tematiche ambientali in radio e in televisione (i mezzi preferiti dalla maggioranza degli italiani), senza limitarsi ad affrontare i problemi solo nei casi di alluvioni, frane, sversamenti di rifiuti illeciti, uragani o emergenze rifiuti varie.

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Aggiornamento dell’11 aprile 2014:

Un’altra esperienza indiscutibilmente utile, che tutti gli adolescenti a partire dai 18 anni in su dovrebbero fare, almeno una volta nella vita, sarebbe il volontariato:

7) VOLONTARIATO

Libro “Il volontariato. Istruzioni per l’uso” di Bepi Tomai

Il libro è diviso in tre sezioni: 1) L’ambigua verità dell’azione volontaria. Sono spiegati i vari tipi di volontariato e le motivazioni che spingono le persone ad offrire il loro lavoro e il loro tempo ad attività senza fini di lucro. 2) Associazionismo e volontariato in Europa e in Italia. Tipologie, dimensioni, caratteristiche delle varie organizzazioni. 3) Schede per settore. Un elenco con spiegazioni delle caratteristiche e indirizzi di 200 tra le migliaia di associazioni esistenti, secondo i seguenti settori: educazione e formazione; tempo libero; promozione sportiva; ecologia; protezione civile; cooperative sociali; difesa consumatori; socio-sanitario; emigrazione; immigrazione; cooperazione internazionale.

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Aggiornamento del 23 aprile 2014:

http://ilbastonediasclepio.com/2013/10/in-svezia-dove-anche-un-sms-fa-telemedicina/

In Svezia, dove anche un SMS fa telemedicina

Lo hanno chiamato SMS salvavita (SMSlivräddare in svedese) ed è esattamente questo che il servizio si propone di fare. Gli ingredienti della ricetta in salsa svedese sono semplici: un SMS e qualche migliaio di volontari. Ogni volta che un abitante di Stoccolma chiama il 112, il numero dedicato ai servizi d’emergenza, tutti i volontari – precedentemente formati per poter eseguire la rianimazione cardiopolmare – che si trovano entro 500 metri dalla persona che necessita soccorso ricevono un SMS sul loro cellulare. Grazie alla notifica ricevuta, il volontario potrà raggiungere la persona con un infarto in corso  entro pochi minuti ed eseguire un massaggio cardiopolmonare.

Come spesso accade con le idee semplici, lo SMS salvavita si è rivelato estremamente efficace e ha consentito di innalzare dal 3% allo 11% circa nel corso degli ultimi dieci anni la percentuale di persone salvate da un infarto. La possibilità di avvalersi di volontari e di sfruttare la loro prossimità alla persona che necessita di soccorso è particolarmente importante se pensiamo che le probabilità di sopravvivere a un arresto cardiaco calano del 10% ogni minuto.

Inoltre, a detta del professore di cardiologica responsabile del progetto, il Dottor Mårten Rosenqvist, Stoccolma non sempre riesce a far fronte alle emergenze in tempi ragionevoli a causa, da un lato, dei problemi di traffico e, dall’altro, dello scarso numero di ambulanze disponibili. A fronte degli otto minuti che un’ambulanza impiega in media per raggiungere il luogo della chiamata, i volontari di SMS-livraddare ne impiegano molti meno, tanto da raggiungere il paziente prima dell’ambulanza in ben il 54% dei casi.

I volontari registrati al servizio SMSlivräddare sono a oggi 9.600 mentre circa 200.000 svedesi hanno già completato l’addestramento necessario per eseguire la rianimazione cardiopolmonare e sono potenzialmente in grado di entrare a far parte del programma. È probabile che questo non sia il primo servizio del genere al mondo. Qualcosa di simile esiste già da tempo nelle aree rurali degli Stati Uniti. Tuttavia, il progetto svedese presenta almeno due elementi distintivi: concentra la formazione dei volontari non su tutte le emergenze mediche ma solamente sull’esecuzione di un corretto massaggio cardiopolmonare, ed è stato in grado di dar vita a una rete fisica di persone per le quali il valore della solidarietà si concretizza molto spesso nella possibilità di salvare una vita.

Il progetto, per quanto semplice nei suoi elementi di base, presenta sicuramente delle complessità esecutive che, per una volta, non riguardano tanto la tecnologia (in fondo lo SMS potrebbe configurarsi come il grado zero della telemedicina) quanto le persone. Formare così tanti volontari in grado di assumersi pesanti responsabilità come quella di salvare vite umane, deve avere dei costi onerosi per un’amministrazione pubblica, non solo in termini economici ma anche etici. In Svezia sta funzionando e già altri paesi – la Scozia in primo luogo – stanno lavorando a programmi simili, basati sui valori condivisi da una comunità in grado di essere solidale. Auguriamoci che altri Paesi vogliano presto seguire l’ennesimo esempio scandinavo di civiltà all’opera.

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Aggiornamento del 23 maggio 2014:

http://www.sicurauto.it/news/ford-driving-skills-for-life-2014-la-sicurezza-stradale-parte-dai-giovani.html

Ford Driving Skills For Life 2014: la sicurezza stradale parte dai giovani

18 Maggio 2014 – di Claudio Cangialosi

Ford ha presentato il nuovo programma europeo Driving Skills For Life offerto gratuitamente agli studenti universitari europei. L’iniziativa ha riscosso così tanto successo nel 2013 da meritare il premio Campus Mentis Company Award 2013, un riconoscimento che premia l’impegno delle aziende che si sono distinte nello sviluppo di iniziative di formazione dedicate ai giovani. […] 

Driving Skills For Life è un programma di training gratuito che Ford porta avanti con successo negli USA da oltre 10 anni. E’ stato implementato lo scorso anno in Italia e altri quattro paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna) con un investimento totale di 1,5 milioni di euro. Quest’anno il programma sarà esteso anche a Romania e Belgio per la formazione di nuove generazioni di guidatori responsabili e coscienziosi. Secondo uno studio Ford, il 56% di un campione di 5000 neopatentati tra 18 e 24 anni ha guidato almeno una volta sotto l’effetto dell’alcol. La pericolosità di sottovalutare il fenomeno della guida in stato alterato è confermata anche da un’indagine della Commissione europea, secondo cui il 25% degli incidenti mortali è provocato dall’alcol, che è anche la causa più frequente tra i giovani. Ecco perché da quest’anno ai corsi di guida Ford Driving Skills For Life sarà utilizzata la Drink Driving Suit, una tuta che fa sentire ubriaco chiunque la indossi. I ragazzi possono sperimentare da sobri quanto l’abuso di alcool possa impattare sul proprio equilibrio psicomotorio e sulle capacità di reazione agli imprevisti.

NON SERVE A FARSI PUBBLICITA’ – In Italia i corsi Driving Skills For Life 2013 si sono svolti presso gli autodromi di Monza e Vallelunga e hanno permesso ad oltre 500 giovani tra i 18 e i 24 anni di partecipare al training gratuito, assistiti dagli istruttori specializzati Ford. Nel corso delle 8 sessioni di training, ognuna delle quali durata circa 4 ore, i ragazzi hanno seguito lezioni pratiche e teoriche, approfondendo le tecniche di guida per imparare a riconoscere e gestire con tempestività le situazioni di pericolo. […] La cosa che ci ha piacevolmente colpito è che durante i corsi i ragazzi restano concentrati solo ed esclusivamente sul training degli istruttori e non viene distribuito nulla con il logo Ford (materiale pubblicitario, gadget, ecc) che possa tradire un’operazione di marketing. Durante la conferenza stampa, infatti, ci spiega Marco Alù, Direttore relazioni esterne Ford Italia: “l’unico elemento distintivo Ford durante i corsi sono le auto impiegate per gli esercizi in pista”. […]

IN FUTURO UN CORSO PER TUTTE LE UNIVERSITA’ – La presentazione del programma Driving Skills For Life 2014 è stata l’occasione ideale per discutere di sicurezza stradale in Italia, di come l’affrontano i giovani e della funzione dei genitori quale modello d’esempio da imitare. Con il suo carattere focoso l’intervento di Giordano Biserni, Presidente dell’ASAPS (Associazione Amici della Polizia Stradale), ha messo in evidenza la criticità del sistema italiano, in cui si muoiono miliardi dagli automobilisti ma poco si investe in sicurezza stradale. Questo ci fa riflettere sulla possibilità che i corsi di guida sicura potrebbero essere gratuiti per un bacino di automobilisti più ampio se si investissero meglio i soldi di bollo, accise, ipt…, a prescindere dalla loro età. […]

GLI ADULTI MUOIONO NEL 76% DEGLI INCIDENTI – Lo studio della Commissione europea citato da Ford tiene conto di un campione di automobilisti fino a 24 anni, ma spulciando i dati ACI-Istat da tempo abbiamo dimostrato che negli incidenti stradali muoiono più adulti che giovani (sono il 76% quelli over 30 a perdere la vita sulle strade, quasi l’80% se consideriamo quelli over 24). Sulla base di questi dati crediamo possa essere un’opportunità anche per i genitori prendere parte ai corsi di guida offerti agli studenti e Domenico Chianese, Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia ha accolto l’idea assicurando che: “la cosa è interessante e sicuramente potrà essere presa in considerazione nelle future iniziative di Ford Motor Company”. La funzione dei genitori quali modelli per i figli è fondamentale.

IL RUOLO DEI GENITORI NELL’EDUCAZIONE STRADALE – A giudicare da quanti genitori usano il seggiolino (vedi la nostra indagine sul trasporto dei bambini in auto dove 6 bambini su 10 sono a rischio) diremmo proprio di no, ma la risposta la affidiamo a Maria Rita Munizzi, Presidente del MOIGE (Movimento Italiano Genitori): “I nostri ragazzi sono giudici severi e pensiamo possano essere un volano positivo per un maggior rispetto delle regole, perché quando è il figlio a richiamare il padre, un bravo genitore tende a riflettere sulle sue abitudini scorrette alla guida. Ai genitori che non sanno come comportarsi di fronte ai capricci dei bambini la Presidente Munizzi rivolge il suo incoraggiamento: “se i bambini si educano fin da subito all’utilizzo dei dispositivi di ritenuta (seggiolino, rialzo, ecc), quando arrivano all’età di poter utilizzare la cintura di sicurezza il gioco è semplice e spontaneo. Davanti a un bambino che piange bisogna tenere il punto perché è sbagliato pensare di tenere il bambino libero in auto purché stia buono”“Se vogliamo il bene dei nostri figli dobbiamo ricordare che l’abbraccio più sicuro in auto non è il nostro” […].

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