Vi proponiamo qui un libro che potrebbe rivelarsi un utile strumento contro gli astuti quanto disonesti trucchetti delle banche:

Libro “La rivolta del correntista. Come difendersi dalle banche e non farsi fregare” di Mario Bortoletto

“Quella raccontata da Mario Bortoletto è una storia di straordinaria resistenza personale. Bortoletto, da solo, è riuscito a mettere in luce i meccanismi nascosti con i quali le banche lucrano sui conti correnti dei cittadini. E ha aperto un mondo, prima sconosciuto.” (Riccardo Iacona) “Un giorno ti svegli e non hai più niente. Tutto quello che avevi ottenuto con i sacrifici di una vita diventa proprietà della banca. Disperazione e notti insonni, non ti rimane altro, nemmeno l’età per ricominciare. Ti prendono tutto, anche quello che in realtà non gli è dovuto. Molte persone credono di essere debitrici nei confronti delle banche mentre in realtà sono creditrici. Mi auguro che questo libro possa aiutarle ad avere giustizia.” (Mario Bortoletto)

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/07/tassi-usura-otto-cause-alle-banche-dell-imprenditore-bortoletto/872195/

“Tassi da usura”. Le otto cause alle banche dell’imprenditore che non si arrende

di Patrizia De Rubertis | 7 febbraio 2014

“Io sono arrabbiatissimo con le banche e non riesco a pensare che centinaia di imprenditori hanno imbracciato un fucile o si sono impiccati nelle loro fabbriche, perché non hanno resistito alla strapotere delle banche. Bisogna dire basta agli istituti di credito che ti tolgono tutto quello che hai ottenuto con tanti sacrifici. Sono giganti di argilla che si possono sconfiggere”. Mario Bortoletto è un imprenditore edile di Vigonza, in provincia di Padova, che ce l’ha fatta a non farsi più fregare dal sistema bancario. Una storia di resistenza personale che ha deciso di raccontare ne “La rivolta del correntista” (edito da Chiarelettere), un libro che svela i meccanismi nascosti con i quali le banche lucrano sui conti correnti.

“Il testo non è un mattone nel numero delle pagine, ma ha la potenza del mattone”, spiega subito Bartoletto. “Sto ricevendo decine di telefonate di amici, colleghi, uomini e donne di tutta Italia che l’hanno letto e mi dicono che se lo divorano in 3 ore. Questa – prosegue – è per me la più grande soddisfazione, perché io non sono uno scrittore. Sono un imprenditore che senza tanti giri di parole o l’uso di termini complicati ha cercato di andare dritto al cuore del problema. Bisogna leggere bene i documenti che le banche ci inviano e sottoporli all’attenzione di un commercialista specializzato nel diritto bancario. Da questa perizia ci si renderà conto che i conteggi sono sempre fatti a nostro sfavore”.

“Ci sono modi illeciti – prosegue – con cui le banche alzano i tassi d’interesse chiesti ai clienti, arrivando a chiedere tassi usurai. Ecco perché, quando l’ho scoperto a mie spese non ci ho pensato due volte a fare causa. Dal 2008 ne ho collezionate otto contro i colossi più importanti”, dice con un punta di orgoglio. “E – sottolinea – ne ho già vinte due: le banche mi hanno restituito già 450 mila euro”. […]

Bortoletto non solo rincuora quanti pensano di non farcela più, ma avvalora la sua lotta con i numeri. “Se nel 2012 – dice con soddisfazione – al tribunale di Milano sono state presentate solo 180 cause contro le banche, nel 2013 queste sono salite a 1.860, anche grazie al lavoro che stiamo facendo con il movimento ‘Il delitto di usura’ di cui sono vicepresidente”.

delittodiusura.blogspot.it

Il Delitto di Usura vuole essere un foro informatico, senza scopo di lucro, costituito esclusivamente da vittime di usura ed estorsione bancaria e criminale, nonché da sostenitori anche anonimi.

Per aderire non occorre sottoscrivere tessere. 
Il fine è quello di costituire un vasto Movimento di Opinione in grado di effettuare una vasta raccolta di problematiche territoriali e trarre statistiche e casistiche da trasmettere all’attenzione di  governi e parlamenti perchè vengano promulgate le giuste leggi.
È  inaccettabile che il sistema bancario che non “fallisca mai” potendo contare su finanziamenti illimitati al costo dell’1%, a spese dei cittadini e che non paghi mai per i turpi errori finanziari commessi .
È  altrettanto ingiusto e incostituzionale che le Banche dispongano di privilegi normativi quali le discrezionali segnalazioni alle centrali dei rischi e le unilaterali dichiarazioni di verità e certezza dei propri crediti, che le pongono in posizione di supremazia rispetto a tutti i consumatori.
Il  Delitto di Usura  ha il coraggio di denunciare ogni sorta di soverchieria del sistema bancario, anche laddove trova gli appoggi della politica .
Il movimento si prefigge di unire la protesta verso un sistema bancario che abusa dei privilegi e delle immunità, che gli vengono spesso garantiti da politici corrotti  compiacenti e collusi.
Il  Delitto di Usura  sarà sempre presente con informazioni dirette ed immediate sia di tipo giurisprudenziale che di attualità.
Il ricorso allo strumento della comunicazione, della formazione e della informazione giuridica, circa i diritti e gli interessi dei consumatori e degli utenti dei servizi bancari, creditizi, finanziari è elemento essenziale per approntare la migliore difesa dei propri interessi.
Il  Delitto di Usura  vuole promuovere l’attuazione di proposte legislative per contribuire ad eliminare privilegi e distorsioni del mercato in favore delle Banche, che hanno danneggiato milioni di famiglie e di aziende.
I promotori del  Delitto di Usura  sono assolutamente certi che solo un rilevante numero di adesioni, assolutamente gratuite, ed il coraggio di denunciare con forza e determinazione le sperequazioni in favore del sistema bancario, saranno l’arma vincente per  giungere a riequilibrare il rapporto tra cittadini ed il sistema bancario.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/07/i-dieci-comandamenti-del-correntista/

“I dieci comandamenti del correntista”. Ecco il decalogo contro “l’usura bancaria”

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 7 febbraio 2014

[…] Ilfattoquotidiano.it ha realizzato un sunto dei dieci comandamenti pubblicati sul libro “La rivolta del correntista” (ed. Chiarelettere).

Regola numero 1: Conservate sempre tutta la documentazione bancaria, i contratti, gli estratti conto, gli scalari trimestrali o semestrali. Fate attenzione alle cosiddette «variazioni unilaterali»
Quando avviate un rapporto con un istituto di credito ricordatevi di conservare ogni documento, sia il contratto stipulato sia le lettere che ricevete a casa. Fate molta attenzione al contratto, accertatevi che riporti la firma del funzionario responsabile dell’istituto, altrimenti e carta straccia. Se avete buttato via o smarrito la documentazione bancaria non disperate, fatene nuovamente richiesta al vostro istituto che ha l’obbligo di recuperarla con funzione retroattiva fino a dieci anni.

Regola numero 2Fatevi fare una perizia econometrica. È il vostro tesoretto
Con tutta la documentazione in vostro possesso e possibile fare un’analisi del conto corrente. L’analisi si chiama perizia econometrica e va affidata a professionisti seri e specializzati altrimenti e solo una perdita di tempo e di denaro. La perizia e l’unica tutela del correntista.

Regola numero 3Fate attenzione a tutti i costi e a tutte le spese che contribuiscono a determinare il tasso soglia
Il tasso soglia non e altro che il tasso massimo di interesse che un istituto può applicare al correntista. Oltre questo limite la banca e in usura.

Regola numero 4Se siete in difficoltà valutate con molta attenzione le cosiddette agevolazioni che il vostro istituto vi propone
Molte banche offrono ai clienti in difficoltà quelle che io chiamo ≪agevolazioni pelose≫. Ad esempio, se un correntista e esposto per 50.000 euro sul conto corrente e non riesce a rientrare, dalla banca consigliano di trasformare quel debito in un mutuo ipotecario, cosi da poter dilazionare il pagamento usufruendo di un tasso d’interesse più vantaggioso. Spesso, pero, con questa operazione le banche traggono un doppio vantaggio. Il primo e quello di trasformare un proprio credito, che resta invariato, da chirografario, ovvero privo di garanzie, a ipotecario. Il secondo, molto piu subdolo, e quello di appropriarsi di somme frutto dell’indebito.

Regola numero 5: Occhio all’anatocismo bancario
L’anatocismo bancario, cioè la capitalizzazione degli interessi passivi è illegittimo. L’anatocismo fa si che il correntista sia gravato da un debito via via maggiore, che va a generare un incremento degli interessi passivi, determinando un ostacolo per il cliente a ritornare in attivo. La parola deriva dal greco: anà, cioè ≪di nuovo≫, e tokòs, che significa ≪interesse≫. Per anatocismo s’intende la capitalizzazione degli interessi affinché questi stessi interessi siano produttivi di altri interessi.

Regola numero 6Tenete sempre sotto controllo le commissioni di massimo scoperto
Altra fregatura per il correntista sono le commissioni di massimo scoperto. Un onere che viene addebitato al cliente in base all’effettivo utilizzo del denaro e che, come tale, incide sul calcolo del costo del denaro stesso.

Regola numero 7Attenti ai giochi sulle valute
La valuta tecnicamente e il giorno in cui una somma di denaro depositata o prelevata comincia a produrre interessi attivi o passivi. Esiste la valuta effettiva, che corrisponde al momento in cui la banca acquista o perde la disponibilità del denaro, e la valuta bancaria, cioè quella con cui l’istituto di credito concretamente sottrae o aggiunge un certo numero di giorni a quella effettiva. Molto spesso le rimesse effettuate dal correntista vengono contabilizzate come se l’operazione fosse stata effettuata un certo numero di giorni dopo la data effettiva di esecuzione dell’operazione. Le operazioni a debito per il cliente, invece, vengono contabilizzate prima della data di effettiva esecuzione. Nel primo caso, il correntista perde giorni utili per la maturazione degli interessi attivi, nel secondo caso la banca incrementa i giorni utili per la maturazione degli interessi passivi a carico del debitore.

Regola numero 8: Non abbiate paura della Centrale rischi
Essere inserito nel database bancario dei ≪cattivi pagatori≫ per un imprenditore equivale alla morte civile: si fa fatica a ottenere credito da altri istituti. Capita che gli istituti segnalino il correntista senza avvisarlo, ma questo comportamento va contro la legge e deve essere contestato.

Regola numero 9: Occhio alle provvidenze pubbliche, possono salvarvi la vita (imprenditoriale)
Nel caso in cui dovessero ravvisarsi fatti di usura o di estorsione, una volta denunciati alla magistratura, la vittima potrebbe accedere alle cosiddette provvidenze premiali. Al fine di far emergere tali gravissimi delitti, infatti, e stato messo a disposizione, presso il ministero degli Interni, un Fondo di solidarietà, deputato a far tornare la vittima nell’economia legale.

Regola numero 10Diffidate dei consulenti
Fate attenzione alle decine di società di consulenza che si propongono come aiuto al correntista. Hanno parcelle che arrivano anche a 25.000 euro, più una percentuale fino al 25-30 per cento su quello che recuperano.

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