In altri paesi gli animalisti sanno fare qualcosa di buono, come cercare di mettere al bando l’utilizzo degli animali negli spettacoli cistercensi, mentre da noi non sanno fare altro che mettere i bastoni tra le ruote alla ricerca scientifica…

Dal nostro punto di vista però, al contrario di quanto affermato dalla psicologa Annamaria Manzoni (come potrete leggere nella petizione qui di seguito), gli zoo, al contrario dei circhi, possono avere, se gestiti adeguatamente, un valore educativo, proprio perchè sensibilizzano al rispetto della natura e degli animali:

http://www.lav.it/leggi/circhi-zoo-acquari-e-delfinari

“Per l’Unione Europea i giardini zoologici devono svolgere una funzione scientifica (istruzione, ricerca, salvaguardia della biodiversità). In Italia invece una buona  parte degli zoo è considerata “attrazione da parco di divertimento” e rientra nella normativa relativa agli spettacoli viaggianti, anche se si tratta di strutture fisse.”

L.D.

http://firmiamo.it/no-al-finanziamento-e-al-circo-con-animali

NO AL FINANZIAMENTO E AL CIRCO CON ANIMALI!

Creata il 26 Settembre alle 18:39 da coordinamento antispecista

Prendendo spunto dall’ennesimo episodio di  sofferenza evidente nella vicenda del cucciolo di giraffa , ALEXANDRE, che fuggito dal circo Rinaldo Orfei AD IMOLA, ha perso la vita per assaporare la libertà, CHIEDIAMO CON FORZA AL GOVERNO MONTI DI ABOLIRE I FINANZIAMENTI AL CIRCO CON ANIMALI e di vietare anche in italia l’utilizzo NEI CIRCHI STESSI di animali siano essi domestici o esotici.

L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea stabilisce che “l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti”. Questo riconoscimento ufficiale porta in sé l’obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario.

Quindi è sancito anche dal Trattato che TUTTI GLI ANIMALI SOFFRONO!  E di questo noi non abbiamo mai avuto dubbi.

Ma se questo non bastasse molti animali sono coscienti e consapevoli quanto l’uomo.

A dichiararlo è la Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza siglata lo scorso 7 luglio alla presenza di molti scienziati: Stephen Hawking per esempio e tra i firmatari ci sono Christof Koch, David Edelman, Edward Boyden, Philip Low, Irene Pepperberg, e molti altri ancora.

Testo in inglese a questo link

http://fcmconference.org/img/CambridgeDeclarationOnConsciousness.pdf

Ogni animale quindi in quanto essere senziente e cosciente ha diritto di vivere la propria vita naturale, di non essere sfruttato, di non dover essere detenuto, di non doversi comportare in maniera innaturale per il divertimento umano.

Purtroppo una vecchissima legge del 1968 ha sancito ufficialmente il valore educativo, culturale e sociale del circo e sulla base di questo presupposto, sono stati stanziati finanziamenti pubblici statali, percepiti a tutt’oggi dai circensi, ogni anno. La Legge 337/68 recita infatti: “lo stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri pertanto sostiene il consolidamento e lo sviluppo del settore”. Vi si stabilisce il diritto al contributo pubblico nonché l’obbligo da parte delle amministrazioni comunali di ospitare le attività circensi autorizzate sul proprio territorio in aree opportunamente individuate. Dopo diversi anni, nel 1985, la Legge n.163 ‘Nuova disciplina degli interventi dello stato a favore dello spettacolo’ rimarca questa linea attribuendo al circo una quota percentuale fissa del Fondo Unico per lo Spettacolo.

http://www.agireora.org/circhi/index.html

Circo e animali

Il circo con gli animali è veramente divertente?

E’ naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone? Oppure per un elefante mantenere il suo peso di diverse tonnellate sulle sole zampe posteriori? O per dei felini saltare attraverso un cerchio infuocato, considerato anche il terrore atavico degli animali per questo elemento? Obiettivamente, crediamo di NO! Invece, evidentemente, i circensi trovano che tutto ciò sia naturale e normale per gli animali.

Almeno, così affermano quando li si accusa di maltrattare gli animali. La loro esplicita ipocrisia nel negare gli evidenti maltrattamenti e prevaricazioni nei confronti degli animali che tengono prigionieri, non impedisce a chi è un minimo sensibile di vedere la cruda realtà, dietro una facciata di lustrini e divertimento. Per stravolgere completamente l’istinto di un animale, si deve necessariamente ricorrere alla violenza: per far alzare alternativamente le zampe ad un orso si ricorre a piastre e pungoli elettrici (nel passato a braci ardenti), per fa “sorridere” un pony lo si punge ripetutamente sul muso con uno spillone, in modo che durante lo spettacolo si ricordi il dolore ed esegua l’esercizio.

La stessa circense Liana Orfei sostiene che “la tigre è pericolosa perché, oltre a essere astuta, è vigliacca. La tigre ti attacca a tradimento. Mentre il leone in genere è leale (…). La iena non la domi mai perché non capisce. Puoi punirla cento volte e lei cento volte ti assale e continua ad assalirti perché non realizza che così facendo prende botte mentre, se sta buona, nessuno le fa niente.” E ancora, la signora Orfei afferma che le foche “possono essere ammaestrate solo per fame e non si possono picchiare perché lo loro pelle, essendo bagnata, è delicatissima. Ma con un po’ di pesce ottieni quello che vuoi”. Anche per insegnare alle tigri a salire sugli sgabelli, si usano la fame e le botte, continua la signora Orfei: “… poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, sa va giù la picchiano, e allora va su.”

Tutto questo dopo che l’animale è stato allontanato dal suo ambiente, nel caso dei cuccioli anche dalla madre, e posto in un luogo sconosciuto e ostile. A parte gli “spettacoli” e gli esercizi, gli animali rimangono per il resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente non adatte a soddisfare le più elementari esigenze etologiche, a volte incatenati (come nel caso degli elefanti), soggetti al caldo e al freddo. Per molti animali non abituati al lungo inverno europeo, il freddo rappresenta un vero e proprio tormento. Anche i continui spostamenti creano gravi disagi, visto che avvengono in condizioni durissime ed estenuanti per gli animali.

Gli animali selvatici sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di vivere la loro vita in libertà nella loro terra d’origine, non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita, il loro maltrattamento, e la loro umiliazione durante gli spettacoli.

Alcuni circhi hanno scelto di non utilizzare più gli animali: gli australiani “Flyng Fruit”, i canadesi “Cirque du soleil”, i francesi “Les Colporteurs”, gli americani “Minimus”, “Nuage”, “Hiccup” e molti altri, valorizzando al meglio la bravura dei giocolieri, trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti. Questa è la direzione da seguire, l’unica civile.

Documenti di approfondimento:

Le conseguenze sugli animali degli addestramenti:

www.tradizioniviolente.org/doc/tradizioniviolente-conseguenze.pdf

Quanto tempo passano gli animali in catene:

www.tradizioniviolente.org/doc/tradizioniviolente-tempoincatene.pdf

Altri approfondimenti:

www.tradizioniviolente.org/circo1.html

 

http://www.wipo.int/wipolex/es/text.jsp?file_id=236892

Nel 2012 vige ancora questo decreto ministeriale del 2007:

Circhi e Spettacolo viaggiante

Servizio III,  Attività circensi e dello spettacolo viaggiante: competenze

Il Decreto Ministeriale 20 novembre 2007, all’art. 9, comma 1, definisce attività circense quella svolta da “un’impresa che, sotto il tendone di cui ha la disponibilità, presenta al pubblico, in una o più piste, uno spettacolo nel quale si esibiscono clown, ginnasti, acrobati, trapezisti, prestidigitatori, animali esotici o domestici ammaestrati”.
Nell’ambito delle Attività circensi e di spettacolo viaggiante l’Amministrazione si occupa dell’erogazione di contributi per sovvenzionare la produzione di spettacoli circensi da realizzare in Italia o all’estero, la strutturazione di aree attrezzate per l’esercizio dell’attività circense, i danni causati da eventi fortuiti, situazioni di difficoltà di gestione, l’acquisto d’impianti, macchinari e attrezzature, le iniziative promozionali, assistenziali o educative.

Questi i fondi stanziati nel 2012

http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/index.php/normativa-teatro/doc_download/501-beneficiari-contributi-2012circhi-e-spettacolo-viaggiante

http://www.anesv.it/pdf/dm20novembre2007.pdf

Il circo con animali è una forma di spettacolo obsoleta tenuta in vita con contributi statali: ogni anno mediamente 5.000.000 di euro di denaro pubblico vanno a riempire le tasche dei circensi italiani, alimentando una tipologia di intrattenimento gravemente diseducativa per i bambini, assuefatti così fin dalla più tenera età all’idea di sopraffazione del più debole.

In un documento redatto e promosso dalla psicologa e psicoterapeuta Annamaria Manzoni – specializzata in psicologia dell’età evolutiva e per anni impegnata nell’ambito della tutela minorile – e sottoscritto da oltre seicento psicologi (tra cui nomi illustri del campo della psicologia italiana), si esprime «motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali. […] Tali contesti – si legge ancora nel documento – sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, […] ostacolano lo sviluppo dell’empatia […] in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia».

http://www.tradizioniviolente.org/implicazioni4.html

Camilla Pagani, ricercatrice dell’istituto di psicologia del CNR e autrice di un’indagine volta a evidenziare il rapporto tra bullismo e maltrattamento di animali, ha spiegato: «Assistere a certi spettacoli può rappresentare un serio pericolo per l’educazione dei più giovani. È per questo che abbiamo analizzato anche il fenomeno del circo e come psicologi ci siamo espressi in favore di una legge che vieti l’utilizzo degli animali in qualsiasi tipo di spettacolo. Sotto il tendone essi vengono caricaturizzati e ridicolizzati per divertire. E non c’è niente di peggio dell’ilarità dei grandi verso un sopruso, che viene già percepito come tale anche in età giovanissima: può avere un effetto devastante nell’interpretazione del mondo di una psiche ancora in via di maturazione».

L’Italia è davvero indietro in questo campo se si guarda il panorama europeo e mondiale. In Inghilterra hanno vietato ogni tipo di animale, sebbene solo in alcuni distretti, e lo stesso dicasi per l’India, la Colombia, il Brasile, gli Usa e il Canada e ultimamente anche la Grecia. La Bolivia è il primo Paese al mondo che ha proibito l’uso di animali sia selvatici che domestici nei circhi itineranti.

http://www.ilcambiamento.it/cattivita/grecia_vieta_animali_circo.html

http://www.geapress.org/animali-in-cattivita-2/regno-unito-duecentesima-amministrazione-dice-no-al-circo-con-animali/32818

Un’importante sentenza della Corte di Cassazione sancisce che è maltrattamento impedire agli animali di vivere in maniera etologicamente corretta. Ed il circo non è una zona franca…

http://www.diritto-penale.it/maltrattamento-animali-il-circo-non-e-zona-franca.htm

http://www.greenme.it/informarsi/animali/7315-maltrattamento-animali-storica-sentenza-della-corte-di-cassazione

Sempre più diffusi e apprezzati – in Italia come in tutto il mondo – sono invece gli spettacoli di circo contemporaneo: una nuova concezione del circo, rivoluzionario, poetico, lontano da quello tradizionale, tra giocolieri, contorsionisti, equilibristi, acrobati e clown che, insieme a danzatori, attori e cantanti, danno vita a spettacoli emozionanti e innovativi, in un mondo onirico fatto di musica, suoni e luci. Il corpo, l’arte, la poesia, sono i protagonisti assoluti di questi spettacoli visionari, e sono poche le compagnie che usano qualche animale nelle loro esibizioni .

Il successo internazionale del rinomato Cirque du Soleil è la conferma del profondo incanto che suscita il circo contemporaneo in tutto il mondo e di come un grande spettacolo non ha bisogno di esibire animali sottomessi. Chantal Côté, portavoce del Cirque du Soleil, ha affermato in un’intervista che il pubblico italiano «ci ha sempre riservato una eccellente accoglienza e apprezza moltissimo i nostri spettacoli» [9].

QUINDI RIBADIAMO CHE chiediamo  uno stop ai finanziamenti al circo con animali che nulla ha di educativo in questa era in cui meravigliosi documentari  ci informano sulla vita degli animali in Natura, sulla loro organizzazione sociale, sulla loro capacità di provare sofferenza e quindi di meritare rispetto.

Chiediamo che i finanziamenti destinati al circo con animali siano Devoluti a persone bisognose, ai diversamente abili, a famiglie che devono accudire malati gravi, e a chiunque abbia “veramente bisogno”  del sussidio dello Stato.

CHIEDIAMO CHE VENGA VIETATO L’USO DI ANIMALI NEL CIRCO SIANO ESSI DOMESTICI O ESOTICI.

I circensi si devono adattare alla nuova sensibilità evoluta della nostra società, devono saper trovare al proprio interno la forza, la creatività, la fantasia per essere innovativi e creare stupore senza dover infliggere sofferenze ad esseri non consenzienti.  

CHIEDIAMO QUINDI CON FORZA AL GOVERNO MONTI DI TAGLIARE NELLA FINANZIARIA 2013 OGNI TIPO DI CONTRIBUTO AD ORGANIZZAZIONI CIRCENSI CON ANIMALI,  SIANO ESSI DOMESTICI O ESOTICI. VORREMMO NON DOVER ASSISTERE DI NUOVO SOLTANTO A TAGLI SULLA SCUOLA, AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI, ALLA SANITA’ MA ANCHE AD UN’AZIONE CHE DENOTI UN CAMBIAMENTO EVOLUTIVO COME RICHIESTO DALLA SOCIETA’ MODERNA.

Fonti:

http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/index.php/component/docman/cat_view/58-circhi-e-spett-viaggiante-normativa-di-settore?Itemid=565

http://www.animalstation.it/litalia-e-il-circo/

DOSSIER LAV “LIBERIAMO GLI ANIMALI DAI CIRCHI” – ottobre 2010 (pdf) 

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http://www.vegolosi.it/news/londra-stop-ai-circhi-animali-dal-2015/

Londra: stop ai circhi con animali dal 2015

[…] Dopo il lavoro portato avanti da alcune associazioni animaliste come la Animals’ Protection Society, il testo della legge è arrivato ad estendere il divieto su tutti gli animali selvatici ed esotici. La battaglia non è stata facile, il Governo inglese nella persona del Primo Ministro David Cameron, non voleva cedere il passo, ma l’onda dell’opinione pubblica è stata più forte. Il divieto verrà applicato non solo in Inghilterra ma anche in Galles, mentre Scozia e Irlanda si stanno ancora tenendo delle consultazioni sull’argomento. Ora l’attenzione, è auspicabile, che si sposti sul nostro paese dove il finanziamento ai circhi con animali rappresenta ancora una voce attiva nei bilanci. Alcune iniziative sono già in atto ma l’opinione pubblica non sta ancora pressando in maniera adeguata, forse perchè in Italia il circo con animali ha detro di sè una storia molto forte nonchè interessi davvero ingenti.

Federica Giordani

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http://xoomer.virgilio.it/wwwwwww/La%20Strategia%20Mondiale%20degli%20Zoo%20per%20la%20Conservazione5.htm

Capitolo 2

Educazione: un compito essenziale per la conservazione

Solo considerando la quantità di persone che visitano gli Zoo si comprende come queste Istituzioni rappresentino i luoghi migliori ove operare per accrescere nel pubblico la consapevolezza dell’insostituibile valore della natura. L’educazione è quindi un compito essenziale che gli Zoo debbono svolgere ai fini della conservazione.

Gli animali vivi, che attraggono la gente, costituiscono la base di lavoro per l’educazione negli Zoo nei quali si riesce ad armonizzare, in modo veramente unico, l’aspetto ricreativo di una visita con l’effettiva educazione. L’attrattiva esercitata dall’animale vivo serve come punto di partenza per stimolare l’interesse del visitatore nei riguardi delle relazioni e dei sottili equilibri che regolano il mondo vivente.

Il pubblico di uno Zoo non è solo ampio ma vario nella sua composizione: include tutti i livelli e gli strati della Società. L’educazione negli Zoo, quindi, dovrebbe essere diretta a vasti e differenziati gruppi di persone e non esclusivamente ai bambini.

Gente di diversa formazione culturale usufruisce delle strutture di uno Zoo formando così specifici gruppi di riferimento per l’educazione formale. I livelli educativi spaziano dalla scuola materna all’università. Data la diversità del pubblico, all’educatore di uno Zoo si richiede grande abilità, creatività e inventiva, come pure la capacità di usare un’ampia varietà di tecniche educative. Di conseguenza, l’educazione negli Zoo deve divenire di diritto una professione.

Negli Zoo può essere spiegata un’inesauribile gamma di argomenti della biologia, includendo sia quelli “classici”, come l’adattamento degli animali, il comportamento, la riproduzione e la nutrizione, che quelli più complessi, come l’evoluzione e l’ecologia. Il tema della conservazione è di grande importanza nei programmi educativi degli Zoo. Grazie a queste Istituzioni può essere spiegato con quanta facilità sia possibile rompere il sottile equilibrio che regola la vita negli habitat naturali, come gli ecosistemi possano essere intaccati dall’interferenza umana e quali siano le connessioni fra lo stile di vita e il consumo delle risorse naturali da parte dell’Uomo e la sopravvivenza delle specie e dei sistemi biologici. I progetti di conservazione delle specie e dei loro habitat e le ricerche condotte negli Zoo forniscono esempi viventi per l'”educazione alla conservazione” e costituiscono il collegamento diretto degli Zoo con la pratica della conservazione.

La Strategia Mondiale degli Zoo per la Conservazione giunge alla conclusione che i programmi educativi degli Zoo debbono poter contare su un considerevole sostegno da parte delle autorità e delle agenzie di conservazione. Tuttavia, la Strategia fissa un certo numero di importanti condizioni affinché l’educazione negli Zoo possa essere ritenuta valida: la necessità di un approccio professionale; la conoscenza delle caratteristiche e delle motivazioni del pubblico degli Zoo; l’adozione di un programma educativo chiaro e ben definito; l’uso di tecniche di valutazione. Il mantenimento di elevati standard nelle tecniche di allevamento e nei sistemi di custodia degli animali, che dà come risultato condizioni psico-fisiche ottimali degli animali, rappresenta un elemento di cruciale importanza per un’efficace educazione negli Zoo. Inoltre, gli scambi fra Zoo delle conoscenze, informazioni ed esperienze acquisite nel settore educativo potenzieranno il network mondiale degli Zoo nel campo dell’educazione alla conservazione.

QUI POTRETE TROVARE L’ELENCO DEI PARCHI ZOOLOGICI PRESENTI IN ITALIA:

zoo.tuttosuitalia.com

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http://ildocumento.it/ambiente-e-natura/the-cove-la-baia-dove-muoiono-i-delfini-2009.html

Documentario: The Cove. La baia dove muoiono i delfini. (2009)

Da quando Kathy, uno dei delfìni che addestrava a recitare per la serie tv Flipper, si è lanciata fuori dalla vasca e gli è morta suicida tra le braccia, la vita di Rie O’Barry è cambiata. Rie è il protagonista di questo film e dopo aver passato vent’anni a boicottare i parchi acquatici, tagliando le reti delle loro gabbie da Haiti al Brasile, ha deciso di dare inizio a una nuova battaglia: denunciare i crimini di The Cove, una baia giapponese dove cacciatori e acquirenti occidentali senza scrupoli si danno appuntamento per aggiudicarsi uno dei ventitremila delfini che ogni anno vengono catturati illegalmente nel paese del Sol Levante. The Cove è un film sospeso fra il giornalismo investigativo e l’eco-avventura, un mix di poesia e terrore che ha commosso il pubblico del Sundance Film Festival ed è riuscito a scalfire il governo di Tokyo, che ha tolto dal menu delle mense scolastiche la carne di delfino.

http://www.lastampa.it/2013/11/11/societa/lazampa/samantha-berg-i-delfinari-sono-circhi-con-i-cetacei-JRQpWLbPyCtyv5gTUYHsLM/pagina.html

Samantha Berg: “I delfinari sono circhi con i cetacei”

L’ex addestratrice della Sea World, in Italia per la presentazione di “Blackfish”, documentario denuncia contro i parchi acquatici
ANTONELLA MARIOTTI – 11/11/2013
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Aggiornamento del 23 maggio 2014:

Contro i delfinari

20/05/2014

[…] Mentre decine di paesi stanno bandendo i delfinari dal loro territorio, Oltremare continua a imprigionare e sfruttare animali destinati a trascorrere tutta una vita in prigionia e a condurre un’ esistenza che non hanno scelto.

I delfini non sono le uniche vittime del colosso del Gruppo Costa: uccelli rapaci, alligatori, pappagalli e pesci di varie specie sono detenuti all’interno della struttura. La loro vita vale molto più del prezzo di un biglietto. Perchè nessuno nasce per essere uno schiavo. […]

2. NUOVO VIDEO, “Chiudere i delfinari”, da divulgare per informare le persone sulle atrocità dei delfinari e invitarle e non andarci!

http://www.tvanimalista.info/video/circhi-zoo/delfini-rimini-riccione-oltremare/

Sauro Pari, presidente di Fondazione Cetacea, racconta della chiusura del delfinario di Rimini e di come il delfino Mary G., del parco Oltremare di Riccione, sia stato prima sfruttato e poi lasciato morire. […]

A meno di un anno dalla chiusura del delfinario di Rimini, con il sequestro dei quattro tursiopi, la prospettiva di un’imminente riapertura è certa.

Monica Fornari (proprietaria), forte di conoscenze politiche e di un patetico vittimismo gridato ai quattro venti sin dall’estate scorsa, una volta messo nel cassetto il sedicente amore per i “suoi” animali, ha fatto di tutto per riaprire e, a quanto pare, accadrà a breve. La riapertura, come da lei stessa dichiarato, sarà con animali quali leoni marini, foche e otarie (che si ostina a chiamare ontarie), perchè sottoposti a regole meno restrittive rispetto ai delfini.

La vasca è piena d’acqua, è apparsa una ridicola piattaforma in plastica. Evidentemente gli schiavi sono quasi pronti per partire e, visto che la gestione ha gridato allo scandalo quando i tursiopi sono stati trasferiti nel carcere di Genova in quelle che definivano bare, ci auguriamo che i pinnipedi arrivino a Rimini a bordo di una jacuzzi.

Una decisione vergognosa e dettata unicamente dalla bramosia di denaro, supportata da un sindaco ignavo che non ha mai preso pubblicamente una posizione che, ormai è chiaro, in privato aveva già preso.

Una riapertura supportata dagli imprenditori della riviera, da politici a caccia di voti o aspiranti a qualche poltrona che hanno sempre parlato di “indotto turistico” e fatturato, quando i protagonisti della squallida storia del delfinario di Rimini erano individui sofferenti e imbottiti di farmaci.

Una sconfitta per gli animali, che continueranno a essere sfruttati ed esibiti per il pubblico pagante e per rimpinguare il conto in banca di pochi ipocriti che non conoscono la vergogna ma che, al tempo, sono sempre in prima linea quando si tratta di puntare il dito inquisitore su chi non cautela i loro interessi.

Archiviati i delfini, avanti coi prossimi schiavi!

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Aggiornamento del 9 agosto 2014:

http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2014/08/04/1086770-animali-delfini-lav.shtml

In mare aperto mentre nuotano liberi: “E’ questo l’unico modo per conoscere i delfini”

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