Pubblichiamo il seguente articolo, inviatoci dal Sig. Euristeo Ceraolo, in merito alla protesta sul ripristino degli intercity che collegavano la Calabria al resto d’Italia, come ulteriore esempio di un servizio pubblico fallimentare, nonostante gli aumenti di prezzo dei biglietti e nonostante la mole di tasse che lo Stato ci chiede, illudendoci di darci in cambio dei servizi che tali, in realtà, non sono:

Ridatemi il treno befana 2014

(Intercity Milano – Crotone) 

Per difendere la ferrovia della fascia Jonica risalente al 1861!!!

La protesta di un pendolare Rossanese che non si dà per vinto… Nella sua protesta coinvolto  anche un testimonial d’eccezione: Francesco Guccini!

La denuncia

Sbaglio o si era sbandierato il ripristino dei treni a lunga percorrenza come l’intercity “Milano- Crotone e… viceversa”? Della serie la protesta non conosce vacanza!

Non solo è aumentato il disagio per il trasporto ferroviario con i vari cambi per arrivare a destinazione,  ma è esageratamente aumentato il costo del biglietto da € 82,00 a € 100,00 circa.

Tutto per scoraggiare l’utenza ad utilizzare la strada ferrata e di questo periodo chi paga il danno maggiore è il turismo, con serie ricadute sull’ impatto economico.

Con chi me la devo prendere? La notizia di questi giorni è la nomina del nuovo presidente delle ferrovie nazionali Lamberto Cardia. Ah, ecco….!!!

Un po’ di Storia

Il 6 marzo 1870 venne inaugurato il tronco di Rossano della ferrovia Taranto – Reggio Calabria (passando per Trebisacce, Sibari e Corigliano). Il progetto risale fin dal 1861 (dall’unità d’Italia con Vittorio Emanuele II primo re d’Italia), venne messo in esecuzione nel 1866 partendo dalle due estremità (Taranto e Reggio). Dopo quello di Rossano, il 16 giugno 1870 si inaugurò il tronco di Cariati (passando per Mirto) ed il primo giugno 1874 quello di Crotone. La linea entrò in esercizio nel 1876. 

Oggi  sotto gli occhi di tutti, l’abbandono delle stazioni ferroviarie Joniche (che fanno tanto tristezza), eppure, un tempo non era così  e proprio la stazione di Rossano negli anni ‘59- ‘60 risultò essere la prima stazione del compartimento di Reggio Calabria per accoglienza, la cura e l’ottima organizzazione.

L’ intervista

– Voglio ricordare –  dice il pendolare Euristeo – che circa un anno fa a Forlì si organizzava una particolare forma di protesta per portare a “gloriosi splendori” il collegamento del Sud Italia con il centro Nord e chiedere il ripristino di alcuni treni, tra cui quelli a lunga percorrenza, come l’Intercity  Milano – Crotone, simbolico ponte di unione sul territorio nazionale e quindi chiedere ex- novo il collegamento ferroviario con il Sud del Paese – .

La protesta, quanto mai singolare, ha visto la partecipazione di alcuni VIP del tessuto romagnolo e un gruppo di amici che “armati” di valigia di cartone,  hanno occupato lo spiazzale della Ferrovia Forlivese e manifestato in modo creativo il disagio creato dalla soppressione del collegamento, raggiungendo l’attenzione dell’opinione pubblica, nonché, delle testate giornalistiche nazionali con il titolo di  Ridatemi il treno và.

In breve tempo i tantissimi cittadini disagiati dovuto ai disastrosi tagli dei treni a lunga percorrenza si sono trasformati in cittadini organizzati è il comitato in questione dove vede la mia adesione si chiama CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali).

Ed inoltre per dare il giusto valore alla doverosa iniziativa di protesta ho ricevuto il contributo di due testimonial d’eccezioneFrancesco Guccini e Pippo Giordano.

Per convincere Francesco Guccini a farsi fotografare per l’iniziativa ho dovuto  inventarmi uno slogan che in parte gli appartiene: 

“Ridateci – La locomotiva Perduta- Intercity Milano – Crotone”  Euristeo  Pendolare.

Sono riuscito ad incontrare il cantautore, in questi giorni in giro per l’Italia a presentare il suo nuovo libro dal titolo: “Dizionario delle cose perdute”, citandogli  il titolo di una delle sue canzoni  “La Locomotiva” e mostrandogli lo slogan coniato anche grazie alle parole di quella sua canzone, e rendendolo partecipe della manifestazione organizzata e dello slogan nel quale una cosa perduta c’è: la locomotiva!

L’altro  aiuto è stato apportato dall’ onorevole contributo di Pippo Giordano, ex ispettore  DIA (Direzione Investigativa Antimafia) di Palermo, uomo in prima linea nella lotta alla mala vita di Cosa Nostra negli anni Ottanta. Ha collaborato con Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Ninnì Cassarà e la sua esperienza è diventata un libro, dal titolo “Il sopravvissuto”, in seconda ristampa per le Edizioni Castelvecchi.  L’ispettore Giordano è  unico superstite di una stagione di sangue e non perde occasione per ribadire alle vecchie e alle nuove generazioni l’importanza di un mondo senza mafie, nel pieno rispetto della legalità e della giustizia. Sempre impegnato nelle scuole, nelle università, nelle associazioni e nelle piazze di tutta Italia,   per conferenze e incontri divulgatori, ha aderito all’iniziativa con lo slogan: “Pippo Pendolare – Ridatemi il treno và come si evince dalla foto.

Le sue ultimissime interviste su Rai1, Radio Radicale, il Manifesto, il Fatto quotidiano …

E speriamo che riavrò il treno per scendere a Rossano.

Ripropongo l’invito di vedere il bellissimo video: Ridatemi il treno và: http://www.youtube.com/watch?v=5e7ROrUKWVk

Euristeo Ceraolo

Delegato CIUFER Forlì-Cesena

Emilia-Romagna

(con un ponte per la Calabria ed il Sud…)

Intercity. Ricordiamo le fermate:

Intercity 553 MILANO – CROTONE

Piacenza, Parma, Reggio E., Modena, Bologna, Forlì, Cesena, Rimini, Ancona, Pescara, Vasto, Termoli, S. Severo, Foggia, Cerignola, Barletta, Trani, Bari, Gioia C., Taranto, Metaponto, Policoro, Trebisacce, Sibari, Corigliano C., Rossano, Cariati, Cirò

E viceversa:

l’intercity 618 CROTONE-MILANO C.LE

ferma a: Cirò, Cariati, Rossano, Corigliano Calabro, Sibari, Trebisacce, Policoro Tursi, Metaponto, Taranto, Gioia Del Colle, Bari C.Le, Molfetta, Risceglie, Trani, Barletta, FOGGIA SAN SEVERO Termoli, Vasto S.Salvo, Pescara, Giulianova, S.Benedetto Del Tronto, Porto S.Giorgio Fermo, Civitanova Marche, Ancona, Senigallia, Fano, Pesaro, Riccione, Rimini, Cesena, Forli’, Faenza, Bologna C.Le, Modena, Reggio Emilia, Parma, Fidenza, Piacenza, Lodi, Milano Rogoredo, Milano C.Le.

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Aggiornamento del 18 marzo 2014:

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=14983

L’alta velocità della spesa ferroviaria

Il servizio ferroviario in Italia costa circa il doppio dei paesi comparabili, a parità di servizio. Lo mostrano Ugo Arrigo e Giacomo Di Foggia nello Special Report dell’Istituto Bruno Leoni “L’alta velocità della spesa pubblica ferroviaria”.
Secondo Arrigo e Di Foggia, “La spesa pubblica ferroviaria dell’Italia nei 21 anni trascorsi dalla trasformazione di FS in società per azioni (1992-2012) è stata enorme: 207,7 miliardi di euro, di cui 84,8 di parte corrente e 122,8 in conto capitale, ricostruiti sommando i dati storici, senza alcuna rivalutazione monetaria”. Se l’efficienza ferroviaria fosse stata la stessa degli altri paesi, a parità di servizio i contribuenti italiani potrebbero spendere circa la metà: “con standard britannici i sussidi totali al trasporto ferroviario italiano sarebbero stati pari solo a 3,3 miliardi annui, con standard francesi a 4,6 miliardi e con standard tedeschi e svedesi a 3,6 miliardi. La media, in questo caso degli altri quattro paesi, è di soli 3,8 miliardi annui, esattamente la metà di quelli effettivamente a carico della finanza pubblica italiana”.

Lo Special Report “L’alta velocità della spesa pubblica ferroviaria” di Ugo Arrigo e Giacomo Di Foggia è liberamente disponibile qui (PDF).

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Aggiornamento del 30 dicembre 2014:

http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/frecciarossa-e-italo-crescita-tagli-intercity-e-treni-regionali-90mila-passegge

Frecciarossa e Italo in crescita. Tagli a Intercity e treni regionali: 90mila passeggeri in meno nel 2013. Ecco i dati di Pendolaria 2014

[…] È un’Italia che viaggia a due velocità: da una parte l’alta velocità delle Frecce e di Italo che collegano Roma, Milano, Napoli, Torino, Venezia con una offerta sempre più ampia, articolata e sempre più remunerativa. […] Dall’altra parte quella “lenta” dei treni regionali, dove si viaggia troppo spesso tra tagli (-21% in Abruzzo e -16% in Calabria), ritardi e disservizi, e con oltre 1.189 km di rete ferroviaria “storica” ormai chiusi. In questa Penisola a due velocità, si riduce il numero dei passeggeri sulle linee regionali: se ne contano 90mila in meno al giorno, ma con differenze sostanziali tra le Regioni e a causa proprio dei continui tagli effettuati in questi anni al trasporto ferroviario con risultati evidenti. […] Eppure se si potenziasse e migliorasse il servizio, i viaggiatori aumenterebbero. Lo dimostra la novità di quest’anno con i premi di Pendolaria 2014 assegnati a tre Regioni. La Regione Toscana è stata premiata per la riapertura della linea Cecina-Saline di Volterra. La Regione Puglia per il progetto integrato per l’area metropolitana di Bari, con un grande successo in particolare della linea Bari-Aeroporto. La Provincia di Bolzano per il recupero delle linee della Val Venosta e della Val Pusteria, dove gli investimenti in materiale rotabile e nelle stazioni hanno portato a quasi triplicare i passeggeri, passati da 11mila nel 2011 a 29.300.

È quanto emerge da Pendolaria 2014, il dossier di Legambiente che traccia un quadro preciso sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia e presenta le sue proposte. Per l’associazione ambientalista per migliorare concretamente il servizio ferroviario è indispensabile da parte di Governo e Regioni un cambio di politica e scelte coraggiose in termini di mobilità urbana, a partire dallo stanziamento di maggiori risorse per arrivare a 5milioni di cittadini trasportati ogni giorno nel 2020 e portare il trasporto ferroviario finalmente su standard europei. […]

Senza un cambiamento radicale aumenteranno le differenze tra una parte e l’altra del Paese. Chiediamo al Ministro Lupi di assumersi le sue responsabilità, perché non è accettabile che si continui a ignorare quanto succede sulle linee ferroviarie, che si faccia finta di non vedere il dramma dei collegamenti ferroviari in particolare al Sud, il disagio che vivono ogni mattina i pendolari. È una questione nazionale quella di garantire il diritto alla mobilità, di avere collegamenti ferroviari efficienti al Nord come al Sud tra i principali capoluoghi, integrati con il sistema di porti e aeroporti, e che può aiutare anche l’offerta turistica”.

[…] Tagli e aumento del costo dei biglietti – I dati raccolti da Legambiente attraverso un questionario inviato alle Regioni raccontano che ogni giorno sono 2milioni e 768mila i passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale. Tra il 2009 e il 2012 si è assistito a un autentico paradosso: mentre i passeggeri aumentavano del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale su gomma e ferro veniva ridotto del 25%. Sta qui la ragione della situazione di degrado e incertezza del trasporto ferroviario in Italia. Ed è questa una delle ragioni che ha portato alla diminuzione del numero dei pendolari nel corso dell’ultimo biennio. […] Occorre però ricordare che in Italia il prezzo del biglietto è in media più basso che negli altri Paesi europei, ma i servizi che offrono lasciano alquanto perplessi.

Investimenti – Eppure proprio in momento in crisi economica come quello attuale, bisognerebbe occuparsi della questione dei pendolari e del trasporto ferroviario. Invece in Italia quando si parla di trasporti si guarda solo in due direzioni: soldi per nuove inutili autostrade e sconti e sussidi agli autotrasportatori, mentre si fa poco per il trasporto su ferro. Se nel 2009 il totale dei fondi disponibili per i trasporti su gomma e su ferro corrispondeva a circa 6,1 miliardi di euro; nel 2014, dopo un ennesimo taglio operato dal Governo Renzi nei trasferimenti alle Regioni, questa voce vale poco più di 4,8 miliardi. Per il necessario funzionamento dei trasporti pubblici, o meglio per garantire i servizi di base, sarebbero invece necessari almeno 6,5 miliardi di euro, dunque mancano almeno il 25% delle risorse. Le Regioni, cui spetta il compito più delicato nel garantire la qualità del servizio, non sono state da meno nel trascurare le necessità dei pendolari, e non arrivano in media neanche allo 0,4% del bilancio. In quasi tutte le regioni la spesa è del tutto inadeguata: le situazioni più gravi sono quelle di Sicilia, Piemonte, Puglia e Veneto dove i pendolari sono centinaia di migliaia e non si arriva neanche allo 0,1% della spesa rispetto al bilancio. Particolarmente grave è il dato del Lazio, seconda Regione per numero di pendolari in Italia, con lo 0,11%. Una nota positiva arriva, invece, dalla Campania che, dopo anni di totale inadeguatezza rispetto alle necessità dei pendolari, torna almeno ad investire lo 0,34%.
Mentre il potenziamento del trasporto regionale procede a rilento, dall’altra parte continuano i finanziamenti per il trasporto su gomma. Dal 2000 al 2014 sono piovuti sull’autotrasporto 5,6 miliardi di euro, tra fondi diretti al sostentamento del settore, sconti sui pedaggi autostradali, riduzioni sui premi INAIL e RCA, deduzioni forfettarie non documentate per circa 113 milioni annui. In questi giorni nella Legge di Stabilità è stato votato uno stanziamento di 1 miliardo di Euro per i prossimi quattro anni, a cui va aggiunta la riduzione dell’accisa sul gasolio impiegato come carburante per l’autotrasporto merci, che vale 1.5 miliardi di Euro per il solo 2014.

I finanziamenti da parte dei Governi che si sono succeduti in questo decennio attraverso la Legge Obiettivo ed il Piano Infrastrutture hanno premiato per il 66% gli investimenti in strade e autostrade, e comunque con un attenzione prioritaria alle grandi opere costante ormai da anni. Inoltre con il recente provvedimento Sblocca Italia sono state stanziate ingenti somme per nuove infrastrutture stradali ed autostradali, tunnel alpini e linee ad alta velocità. Anche le Regioni continuano a scegliere strade e autostrade come priorità degli investimenti! Complessivamente rappresentano il 56,6% degli stanziamenti regionali, mentre ferrovie e metropolitane devono spartirsi il restante 43,7%. La Regione Emilia-Romagna sta investendo 180 milioni di Euro di risorse pubbliche per la realizzazione di un autostrada regionale come la Cispadana.

Proposte e prossimi obiettivi: Il 2015 sarà un anno importante per il trasporto ferroviario. Si dovrà affrontare la scadenza del contratto per gli Intercity con Trenitalia e guidare il percorso che porterà le diverse Regioni verso le gare per i nuovi Contratti di Servizio. Ma c’è il rischio che non accada nulla vista la totale disattenzione che anche il Governo Renzi sta avendo nei confronti dei pendolari. Per questo Legambiente chiede all’Esecutivo di definire una nuova politica per il trasporto ferroviario e di fermare i tagli indiscriminati; mentre alle Regioni chiede di investire in questo servizio attraverso maggiori risorse. L’obiettivo dovrebbe essere quantomeno quello di raggiungere una spesa pari al 5% del bilancio regionale, per aumentare servizi aggiuntivi (treni in circolazione per più tempo) e per il materiale rotabile (treni nuovi o riqualificati). È inoltre fondamentale ripensare la fallimentare politica della Legge Obiettivo – spostando gli investimenti nelle città perché è qui l’80% della domanda di mobilità nel nostro Paese e il più grave ritardo infrastrutturale rispetto all’Europa -, e intervenire in Parlamento per mettere ordine dentro il grande calderone delle accise nei trasporti (dove solo gli esoneri per autotrasporto, aerei e navi, agricoltura valgono oltre 5,6 miliardi di Euro ogni anno).

In Pendolaria 2014 l’associazione ambientalista sottolinea, inoltre, la grande responsabilità che spetta al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che avrebbe le leve in mano per garantire un servizio dignitoso dato che è suo compito controllare la qualità a seguito dei trasferimenti da parte dello Stato. Il Ministero dovrebbe in particolare: 1) aprire finalmente gli occhi sulla situazione del servizio nelle diverse regioni per evitare che continui, ad esempio, il taglio dei collegamenti ferroviari interregionali; 2) definire gli obiettivi di miglioramento del sistema dei trasporti legato al contratto Intercity che vale 220 milioni di Euro; 3) controllare quanto avviene sulla rete pubblica affidata in concessione a RFI, per garantire investimenti indispensabili ad aumentare la velocità dei collegamenti e per tutelare i treni pendolari rispetto a quelli a mercato nella definizione delle tracce.

Rendere il trasporto regionale competitivo, significa avere treni più veloci ed efficienti, ma anche un aumento dell’offerta di collegamenti sulle 20 principali linee pendolari, riorganizzando gli orari attraverso un confronto con gli utenti, controllando il rispetto del contratto di servizio rispetto alla puntualità e agli impegni coinvolgendo in questo i pendolari. Non dimentichiamo che i treni pendolari italiani sono i più lenti d’Europa. La media è di 35,9 km/h sulle linee di collegamento con le grandi città, mentre è di 51 in Spagna, 48,1 in Germania, 46,6 in Francia ed i 40,5 del Regno Unito. Oltre che lenti, i treni sono anche vecchi. Per questo Legambiente tra le altre proposte chiede di rilanciare il “progetto 1000 treni per i pendolari”, con un programma decennale che preveda almeno 300 milioni di euro di risorse statali l’anno per l’acquisto di treni regionali. Infatti negli ultimi 10 anni, malgrado gli annunci nessun treno è stato acquistato con risorse dello Stato, e quei pochi nuovi treni in circolazione sono stati finanziati da alcune Regioni o nell’ambito del contratto con Trenitalia. Infine l’associazione ambientalista ricorda che nel definire le politiche relative alla mobilità urbana è importante mettere al centro gli utenti della mobilità, quei milioni di pendolari delle aree urbane che ogni giorno si spostano con i mezzi pubblici, ascoltando le loro richieste, confrontandosi insieme per migliorare il servizio e garantendo una corretta informazione e rispetto.

http://www.legambiente.it/pendolaria-2014

Pendolaria 2014

Gli ultimi anni sono stati davvero terribili per i tre milioni di pendolari che ogni giorno si muovono in treno. Rispetto al 2009 le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 25% e le Regioni, a cui sono state trasferite nel 2001 le competenze sui treni pendolari, nella maggior parte dei casi non hanno investito né in termini di risorse né in termini di miglioramento della qualità del servizio offerto.

Anche quest’anno la campagna Pendolaria vuole denunciare la fatiscenza e l’inadeguatezza del trasporto pendolare su treno. Sempre meno treni, con carrozze vecchie e sovraffollate, o in ritardo, o soppressi all’ultimo: frutto dei tagli sistematici nel servizio ferroviario regionale che, dal 2010 ad oggi, si possono stimare pari al 6,5%, mentre parallelamente e inspiegabilmente le tariffe aumentano.

http://www.greenme.it/muoversi/trasporti/15142-pendolaria-2014-linee-peggiori

Pendolaria 2014: le 10 linee peggiori d’Italia

Francesca Mancuso  – 10

Dicembre 2014

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