Ecco qui un altro vergognosissimo inganno che lo Stato italiano perpetra ormai abitualmente, da alcuni anni a questa parte, nei confronti di noi ignari cittadini.

Il 5 per mille, come tutti coloro che effettuano la denuncia dei redditi sanno bene, è un meccanismo attraverso il quale poter donare una piccola parte dei propri guadagni (il 5 x 1000 appunto) alle associazioni no-profit facenti parte del Terzo Settore. Bene, sembra che l’importo devoluto effettivamente dallo Stato (tra l’altro sempre con due anni di ritardo) sia in realtà inferiore, poiché lo Stato, a seconda delle proprie necessità di cassa, ha introdotto un tetto massimo per il quale l’importo che eccede tale cifra rimane nelle saccocce bucate dello Stato italiano. Si tratta di un vero e proprio furto legalizzato, ai danni del buon cuore di tutti i volontari che non guadagnano nulla dalle attività che svolgono a favore della società.

Un ulteriore schiaffo al volontariato è giunto proprio in queste ultime settimane, con la legge sull’”abolizione (scritto apposta tra virgolette) del finanziamento pubblico ai partiti (vedi articolo “Rimborsi ai partiti – parte 4: l’ennesimo imbroglio!“): difatti, il vantaggio fiscale, sotto forma di detrazioni dalle tasse, per chi effettuerà una donazione ad un partito sarà ben 12 volte superiore rispetto alla donazione effettuata a favore delle associazioni di volontariato. Consigliamo di ascoltare la puntata di “La versione di Oscar” (Radio24) del 20/12/2013, nella quale Oscar Giannino ha fatto in merito anche un paio di calcoli, giusto per avere un’idea di cosa significhi una differenza di 12 volte in termini di detrazioni fiscali. Su 20000 euro, si potranno detrarre 6500 euro se la donazione verrà effettuata a favore di un partito e soltanto 542 euro se la donazione verrà effettuata a favore di una Onlus. Grazie per questa ennesima presa in giro…

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http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/versioneoscar/2013-12-20/stato-cassa-terzo-settore-163450.php?idpuntata=gSLAO5bxZ&date=2013-12-20

Se lo Stato fa cassa sul Terzo settore

Puntata de “La versione di Oscar” del 20 dicembre 2013, di Oscar Giannino

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http://www.aibi.it/ita/diecimila-firme-consegnate-in-parlamento-per-togliere-il-tetto-al-5-per-mille/

Data: 08-11-13

Diecimila firme consegnate in Parlamento per togliere il tetto al 5 per mille

La campagna #Sappiatelo è approdata finalmente in Parlamento.Le diecimila firme raccolte dal magazine Vita e dai rappresentanti delle più importanti organizzazioni non profit per chiedere la stabilizzazione del 5 per mille sono state consegnate lunedì 4 novembre alla Camera dei Deputati agli onorevoli Edoardo Patriarca e Paolo Beni, coordinatori dell’Intergruppo parlamentare per il Terzo Settore.

«Le firme e le storie raccolte in queste settimane – ha sottolineato Riccardo Bonacina, direttore editoriale di Vita, che ha personalmente consegnato a mano le firme – sono una testimonianza dell’indignazione suscitata dal comportamento di uno Stato che non ha finora mantenuto la promessa di stabilizzare una misura attraverso cui si esprime la libera scelta di sostenere le organizzazioni del Terzo settore; che mettendo un tetto a quanto i cittadini possono donare ne limita la libertà di scelta, in barba al tanto declamato principio di sussidiarietà; e che in più, di nascosto, ha sottratto una parte di queste risorse, 172 milioni in due anni, destinandole ad altri impieghi».

Anche Amici dei Bambini ha firmato e sostenuto la petizione di Vita, che continua oggi con maggiore slancio la propria raccolta anche perché nella legge di stabilità annunciata dal governo è presente ancora una volta un tetto massimo di raccolta, che per il 2014 è stato addirittura abbassato a soli 380 milioni di euro. Un vero e proprio colpo basso inferto alla generosità dei contribuenti e alle casse delle associazioni, e che vista la sempre crescente adesione degli italiani al 5 per mille rischia di trasformarlo in un 3 per mille.

«Un ulteriore taglio che non possiamo accettare – ha ribadito l’onorevole PatriarcaNei giorni scorsi abbiamo depositato una proposta di legge con cui chiediamo la stabilizzazione del 5 per mille con l’adozione di una legge ordinaria. Attendiamo che venga inserita nel calendario dei lavori parlamentari. Nel frattempo continueremo a fare pressione affinché venga rimosso il tetto e garantita la più ampia libertà di scelta a cittadini».

«Si tratta di trovare una copertura per poco più di 80 milioni di euro non mi sembra un obiettivo irrealizzabile nonostante la difficoltà di tenere in equilibrio il bilancio dello Stato», gli ha fatto eco l’onorevole Beni. «Quella del 5 per mille è una delle più clamorose e lampanti violazioni dello Stato nel rapporto fiduciario con i cittadini».

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http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Documentazione/Archivio/ArchivioSchedeAdempimento/Schede+adempimento+2013/Richiedere+2013/Iscrizione+elenchi+5+per+mille+2013/Scheda+informativa+5xmille+2013/Elenchi+2013/Pubblicazione+degli+elenchi+2013+definitivi/

Elenchi definitivi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2013 aggiornati al 27 maggio

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Aggiornamento del 6 aprile 2014:

http://www.liberliber.it/online/

5 per mille: no agli spot

3 aprile 2014

Ripartono le campagne per il 5 per mille. Anche quest’anno, come per i precedenti, vediamo una grande quantità di cartelloni pubblicitari, spot in TV e in radio, annunci sui principali quotidiani e quanto altro. Istituzioni, anche molto importanti e conosciute, chiedono ai cittadini di versargli il 5 per mille.

Per favore, non fatelo!

Me ne rendo conto, anche Liber Liber chiede il 5 per mille, e può sembrare un invito a favorire noi invece di altri. Ma non è così; ognuno di voi è e si deve sentire libero di scegliere il beneficiario più meritevole. Quello che dispiace, il vero motivo per cui scrivo queste righe, è che queste grandi istituzioni spendono moltissimi soldi per queste campagne pubblicitarie.

Rifletteteci un momento. Per una vecchia regola del marketing, più spendi in pubblicità, più guadagni. Se spendi 2,5 milioni di euro in spot TV, te ne entreranno magari 5. Un bel guadagno, resta però il fatto che con questo sistema una enorme quantità di soldi finisce sprecata in spot pubblicitari, non viene spesa per le iniziative umanitarie e culturali che vengono descritte negli spot, ma per pagare gli spot stessi.

Non solo non è etico, ma a dirla tutta è anche illegale. L’Agenzia delle Entrate ha più volte ribadito che il 5 per mille va speso solo per le iniziativa umanitarie e culturali, non per gli spot. Ma ogni anno la giostra riparte, e i pochi (?) controlli non riescono a cambiare lo stato delle cose.

Perciò scegliete liberamente il vostro beneficiario, ma se scoprite che ha acquistato spot in TV, radio, giornali, ecc. cambiate beneficiario!

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Aggiornamento del 28 maggio 2014:

Riportiamo qui l’opinione, da noi condivisa, di Massimo Pinto (ricercatore), che invita a riflettere sul fatto che la scelta del destinatario del 5 per mille viene fatta, in Italia, dai singoli cittadini:

“Il sistema del 5 per mille non è onesto nei confronti del cittadino, che non ha gli strumenti per comprendere il significato della sua donazione. Crede di fare una cosa giusta, ma non è in grado di giudicare se un’idea ha buone probabilità di portare a risultati scientificamente validi”. Poiché i progetti di ricerca, prima di essere finanziati, dovrebbero essere valutati da scienziati di provata esperienza, in alcuni paesi esteri è stata istituita una fondazione che raccoglie i soldi del 5 per mille, ma che non ne decide direttamente la destinazione. C’è un’apposita commissione che decide come e a chi distribuirli, sulla base della validità scientifica dei progetti. “Uno dei modi per usare i soldi del 5 per mille, per esempio, potrebbe essere quello di finanziare la nascita di laboratori d’eccellenza, con strumentazioni d’avanguardia utilizzabili a noleggio e a costi ridotti da qualunque gruppo di ricerca. In alcuni Paesi, infatti, esistono centri ai quali è possibile commissionare l’esecuzione di singole parti di un esperimento. In questo modo si permette a piccoli enti di ricerca di risparmiare nell’acquisto e nella manutenzione di macchinari molto costosi e nella formazione del personale specializzato, senza tuttavia compromettere i propri progetti scientifici”. 

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Aggiornamento del 22 maggio 2015:

http://www.lastampa.it/2015/05/14/economia/la-denuncia-dei-no-profit-mai-ricevute-le-somme-del-x-del-JTkyfVsBhIPvbfJuiEfmUO/pagina.html

La denuncia dei No profit: “Mai ricevute le somme del 5×1000 del 2013”

Paolo Baroni – 14/05/2015
Strana disparità di trattamenti: il No profit resta a stecchetto, mentre ai partiti i soldi, anche se pochi, arrivano subito. Denunciano le associazioni del No profit: «Sono trascorsi 600 giorni da quando i contribuenti hanno devoluto il loro 5×1000 2013 agli enti non profit. Ad oggi, non si sa nulla dell’ammontare delle somme. Mentre sono passati solo 60 giorni dalla comunicazione e liquidazione delle somme devolute ai partiti politici attraverso il due per mille 2014». […]

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Aggiornamento del 28 maggio 2015:

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2015-05-25/in-58mila-si-contendono-5-mille-dell-irpef-risorse-tagliate-500-milioni-dieci-anni-182020.shtml?uuid=ABPyyMmD

In 58mila si contendono il 5 per mille dell’Irpef. Risorse tagliate di 500 milioni in dieci anni

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