In un Paese che si vanta di essere la culla dell’arte e della cultura, il decreto Gelmini cosa fa??? Sminuisce il ruolo dell’educazione artistica nelle scuole: bel colpo!!!

http://www.artribune.com/2013/10/storia-dellarte-a-scuola-sminuita-dal-decreto-gelmini-non-viene-reintrodotta-dal-ministro-carrozza-e-parte-lappello/

Storia dell’Arte a scuola? Sminuita dal decreto Gelmini, non viene reintrodotta dal Ministro Carrozza. E parte l’appello

Scritto da Helga Marsala | 8 ottobre 2013

[…] Il Decreto Scuola, varato dal Ministro Carrozza, stanzia qualche migliaia di euro per nuove assunzioni e si impegna in qualche modo contro la dispersione scolastica, a favore dei disabili e delle famiglie meno abbienti. Tra i molti nodi da sciogliere – uno su tutti il fenomeno delle classi “pollaio”, con numeri di alunni esorbitanti, problema sempre accantonato in nome dell’intoccabile spendig review  – c’è anche la faccenda delle discipline relative al disegno e alla storia dell’arte. Irresponsabilmente soppresse in alcune classi delle scuole medie superiori (vedi i ginnasi) o comunque ridotte nel numero delle ore settimanali. Grazie alla famosa riforma Gelmini (2009), a forte vocazione “tecnicista”, una materia umanistica di enorme importanza si è infatti trasformata nella Cenerentola assoluta dell’offerta formativa. Vecchia, inutile, barbosa, inattuale, troppo settoriale: questo il messaggio arrivato, con un’operazione dettata da ignoranza, mista a fatuo trendismo.

Eppure, non dovrebbe essere arduo comprendere che la storia dell’arte offre strumenti primari per interpretare le evoluzioni storiche e sociali, la natura e la sostanza delle immagini (in un’epoca che di immagini si nutre a iosa) e l’essenza stessa dello spirito del tempo, declinata dalla fitte relazioni tra letteratura, filosofia e linguaggi creativi. Ma niente, la Gelmini non ci è arrivata. E ha creduto di poter fare a meno di questo piccolo insegnamento per accademici ammuffiti, mortificandolo in diverse indirizzi o classi di Licei e Istituti tecnici-professionali.
Cosa è cambiato col Decreto della Carrozza? Niente, su questo versante. E spunta così l’appello – che vede come primi firmatari Adriano La Regina, Salvatore Settis, Cesare de Seta e Rosi Fontana – rivolto al Ministro, per tentare di salvare la dignità della storia dell’arte nelle scuole pubbliche italiane. Che una Nazione come questa, che sull’eccellenza artistica ha costruito la propria gloria, debba oggi mendicare ai propri governanti un poco di rispetto in più per il settore, è semplicemente un paradosso: Nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, continuare ad impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio artistico, significa infatti ostacolare non solo una formazione culturale degna di questo nome, ma anche lo sviluppo di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura. Se non si apprende la storia dei luoghi e dei monumenti che ci circondano, come si potrà  maturare il valore del rispetto per gli spazi comuni?”. […]

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/12/09/news/la-storia-dell-arte-cancellata-dai-programmi-1.145143

I lunghi strascichi della riforma Gelmini. La storia dell’arte? Via dai programmi

di Roberta Carlini – 09 dicembre 2013

[…] In Italia non chiediamo a un aspirante tecnico grafico di conoscere un minimo di storia dell’arte; né tantomeno la mettiamo nel curriculum dei ragazzi e delle ragazze degli istituti professionali alberghieri, quelli che dovrebbero accogliere i turisti in visita nel nostro Paese. Non è richiesto di studiare l’abc dell’arte neanche nell’indirizzo Moda dei professionali, per parlare di un altro asset italiano un po’ conosciuto all’estero. […]  la storia dell’arte non fa parte della formazione di più della metà degli adolescenti italiani – gli iscritti a istituti professionali e tecnici. «Così mostriamo di considerarli studenti di serie B», commenta Marco Parini, presidente di Italia Nostra, associazione che è stata tra le più attive nella promozione dell’appello per la storia dell’arte nelle scuole: «Certo che serve l’inglese, serve l’informatica, servono gli insegnamenti specifici dell’indirizzo: ma ogni nazione al mondo si preoccupa di formare tutti i suoi cittadini alla conoscenza di quel che più caratterizza la storia e l’identità del proprio paese». Tutti, non solo i liceali. […]

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Questo l’appello:

http://firmiamo.it/ripristiniamo-storia-dell-arte-nelle-scuole#

RIPRISTINIAMO STORIA DELL’ARTE NELLE SCUOLE

Creata il 4 Febbraio da Emanuela Colantonio

Nell’auspicio che la prossima legislatura veda il tema della Scuola al centro di una nuova Politica, all’insegna del recupero di valori quali legalità e senso civico, una delle prime scelte che andrebbero fatte, e che segnerebbe un evidente punto di discontinuità con le precedenti gestioni, è sicuramente il recupero di alcune discipline tagliate e vilipese in maniera davvero gravissima per un Paese come l’Italia. Mi riferisco in particolar modo alla Storia dell’arte.
E’ ormai nota a molti l’entità dei tagli subiti da questa materia in diversi indirizzi delle scuole secondarie superiori. Nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, impedire ai ragazzi di maturare una adeguata conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico significa ostacolare una formazione culturale degna di questo nome, ma anche impedire la formazione di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura. Se non si impara la storia dei luoghi e dei monumenti che ci circondano, come si potrà capire chi siamo e maturare quel valore imprescindibile del rispetto per i luoghi e gli spazi comuni?
Alcune proposte in passato auspicavano lo studio della storia dell’arte fin dalla scuola primaria, invece abbiamo dovuto assistere al paradosso della eliminazione di questa fondamentale disciplina dai bienni della scuola superiore!
Ecco, un atto non solo fortemente simbolico ed emblematico, ma necessario in un Paese come il nostro, sarebbe proprio quello di porre rimedio a tale scempio e, perché no, potenziare ulteriormente la possibilità di studio del nostro patrimonio artistico.
L’adesione di così tante persone, che bisognerebbe ringraziare una ad una a nome di tutti noi docenti e di tutti gli studenti italiani, non fa che confermare l’importanza di tale causa, che ha a che fare con l’Etica ancor più che con l’Estetica.
In questi giorni di metà ottobre si discutono gli emendamenti al Decreto messo a punto dal nuovo Ministro: sarebbe davvero importante continuare a sostenere tale causa e a diffonderla, sperando che tra i moltissimi emendamenti proposti qualcuno decida di formularne uno in favore di una disciplina che fino ad oggi è stata incomprensibilmente svilita e che invece potrebbe costituire un fondamentale punto di partenza per la ricostruzione culturale, civica e, perché no, economica, di questo Paese.
Grazie a tutti.

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Aggiornamento del 26 febbraio 2014:

Le iniziative popolari si ripetono e si sovrappongono, ma poi vanno sempre a finire nel nulla…

http://www.change.org/it/petizioni/stefania-giannini-salviamo-l-insegnamento-della-storia-dell-arte-e-della-geografia-salvarte

Salviamo l’insegnamento della storia dell’arte e della Geografia

Lanciata da Alfonso Pecoraro Scanio

Questa petizione sarà consegnata a:

Stefania Giannini – Ministro dell’Istruzione
Matteo Renzi – Presidente del Consiglio
L’Italia, paese di straordinaria bellezza geografica, è scrigno della maggior parte del patrimonio culturale e artistico del mondo ed è dunque un paese con straordinarie potenzialità di crescita occupazionale nel turismo culturale e naturalistico.

Eppure la riforma Gelmini ha ridotto drasticamente le ore di insegnamento della geografia e della storia dell’arte al punto da provocarne la sostanziale abolizione.

Un vero scandalo a cui il nuovo Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini può e deve porre rimedio, nell’interesse del nostro Paese e delle future generazioni.

Da cinque anni insegno presso l’Università Bicocca per il corso di laurea magistrale “Turismo, territorio e sviluppo locale” e da due anni presso l’Università di Tor Vergata per il corso di laurea in “Progettazione e Gestione dei sistemi turistici”. Ho incontrato tantissimi docenti, studenti, imprenditori ed operatori turistici che ribadiscono la necessità di ripristinare e potenziare l’insegnamento della Geografia e della Storia dell’Arte nelle scuole italiane, proprio perché siamo un paese di turismo culturale.

Chiedo al nuovo Ministro dell’Istruzione e al Presidente del Consiglio, che già si è pronunciato sull’importanza dell’istruzione e della scuola, di dichiarare pubblicamente la volontà di riparare ai danni causati dalla riforma Gelmini e garantire già a partire dal prossimo anno scolastico, una chiara svolta in tal senso.

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Aggiornamento del 3 dicembre 2014:

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/14_dicembre_02/restauro-capolavoro-barocco-oggi-si-fa-liceo-non-museo-7ae88e72-7a27-11e4-81be-7152760d3cf5.shtml

Il restauro del capolavoro barocco? Da oggi si fa al liceo, non nel museo

di Paolo Conti – 2 dicembre 2014

[…]

La classe come un laboratorio di restauro

L’idea è nata da due restauratrici dell’Istituto superiore del restauro, Valeria Merlini e Daniela Storti, che hanno messo a punto un modulo culturale pilota per la scuola italiana: trasformare uno spazio scolastico in un laboratorio di restauro. Fino al 28 febbraio l’opera resterà nell’Aula magna, ogni giorno dalle 9 alle 13 l’équipe di restauro sarà al lavoro. E i ragazzi potranno assistere in qualsiasi momento. Potranno soprattutto partecipare a un concorso per ideare una campagna per la promozione e la tutela del patrimonio artistico guidati dai tecnici della società Bea, Branded Entertainment & Arts. Gli studenti potranno produrre video, foto, musiche o testi da condividere su una piattaforma digitale e poi sui social network entro il 28 febbraio. Il lavoro più condiviso potrà essere impiegato dal ministero. […]

«Viviamo in un paradosso. Siamo cittadini del Paese più ricco d’arte, mezzo mondo vuole venire qui ad ammirarlo. Eppure quasi non ce ne accorgiamo più. Dobbiamo cominciare da qui, dalla scuola, per far crescere una nuova consapevolezza. Abbiamo avviato una serie di progetti che cercano di legare il mondo della scuola e il mondo dell’arte. Partirà in primavera l’operazione di portare opere d’arte nelle scuole non per un restauro, ma per essere esposte. Le opere vengono prestate in tutti i musei del mondo, perché non consentire, con tutti i sistemi di sicurezza necessaria, che vadano anche nelle scuole? […]

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1 commento on Salviamo l’educazione artistica nelle scuole!

  1. Carla Montepiani ha detto:

    Un’altra opportunità: la possibilità di studiare (com’era) contemporaneamente sia per la Prima Laurea (sia per studi scientifici che umanistici) che “MUSICA” al Conservatorio, l’uno non dovrebbe escludere l’altro indirizzo; con un proverbio si dice che Chi ama la musica ha un cuore Ben Fatto!!!!…..perciò ben venga se si può creare pure altra opportunità di lavoro 🙂