Dai risultati emersi dallo studio Nutrintake (effettuato su bambini dai 6 ai 36 mesi) sembra che non siamo molto bravi nel fornire delle corrette abitudini alimentari ai nostri bimbi. I risultati sono stati infatti piuttosto sconfortanti, da nord a sud. Ciò implica, oltre ad una maggior tendenza al sovrappeso, anche maggiori rischi per la salute nei nostri piccoli italiani man mano che diventeranno grandi…

L.D.

http://www.clicmedicina.it/pagine-n-55/nutrintake-studio-alimentazione-bambini-08019.htm

Nutrintake, lo studio italiano che rivela i comportamenti alimentari dei bambini dai 6 ai 36 mesi

Stefania Bortolotti – 23/09/2013

È stato presentato nei giorni scorsi lo studio Nutrintake, condotto dal Prof. Gianvincenzo Zuccotti (Direttore Clinica Pediatrica L.Sacco di Milano, Università degli Studi di Milano). Realizzato su un campione di oltre 400 bambini italiani dai 6 ai 36 mesi, di Milano e Catania, ha lo scopo di indagare in maniera analitica le abitudini alimentari dei bambini, a partire dallo svezzamento, e rivelare gli errori più comuni.

[…] Le pappe dei nostri bambini sono troppo ricche di proteine, sale, zuccheri mentre forniscono poco ferro.

“Lo studio Nutrintake ci aiuta a riportare l’attenzione sull’importanza della corretta alimentazione a partire dai primi mesi come prima regola di prevenzione per impostare uno stile di vita sano, per il bambino e per il futuro adulto” – spiega il Prof. Gianvincenzo Zuccotti, coordinatore di Nutrintake.

“Grazie a questo studio sarà possibile far luce sulle principali ragioni degli squilibri nutrizionali nella dieta dei più piccoli. Auspichiamo che il Ministero rivolga un invito alle Società Scientifiche Pediatriche affinché possano elaborare linee guida nutrizionali per supportare le famiglie nella corretta alimentazione dei loro bambini nei primi tre anni di vita”. 

Dai risultati è emerso come esista una linea di demarcazione tra i primi 9-12 mesi di vita e gli altri due anni presi in considerazione: il livello di attenzione e di aderenza a quanto suggerito dal pediatra decresce in maniera inversamente proporzionale alla crescita del bambino. Dopo i 9 mesi, e soprattutto dopo i 12, infatti, si cade nell’errore di considerare il bambino “un piccolo adulto”, abbandonando l’alimentazione specifica per l’infanzia e uniformandola a quella della famiglia.

E’ ipotizzabile che anche queste cattive abitudini contribuiscano a generare sovrappeso e obesità che in Italia interessa circa un terzo dei bambini.

Le principali evidenze scientifiche emerse da Nutrintake

Uno dei principali squilibri emersi dallo studio e comuni a tutte le fasce d’età considerate risulta essere l’eccesso di proteine. Fino a 12 mesi, il 50% dei bambini ne assume infatti il doppio rispetto al fabbisogno raccomandato. (Rif LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione Italiana – Sintesi Prefinale, 2012). Superata la soglia dell’anno di vita, il livello balza a quasi 3 volte rispetto al reale fabbisogno. “Un eccessivo apporto proteico significa un aumentato rischio di sovrappeso e obesità, da bambini e, successivamente, in età adulta” – spiega il Prof. Zuccotti.

A compensare gli eccessi, ci pensa però il ferro. Lo studio conferma che, dallo svezzamento in poi, esiste un consistente deficit di questo micronutriente. La maggior parte dei bambini nei primi 3 anni di vita non raggiunge il fabbisogno raccomandato. Nella sfida tra nord e sud, vincono comunque i bambini catanesi, che assumono una quantità maggiore di ferro rispetto ai compagni milanesi. Sappiamo quanto importante è garantire un adeguato apporto di ferro non solo per la regolare crescita del bambino ma anche per supportare adeguatamente il suo sviluppo neurologico e le sue performance intellettive” ricorda il Prof. Zuccotti.

Oltre alle proteine, le mamme eccedono anche con la quantità di sodio; l’abitudine di salare le pappe inizia infatti già prima dell’anno, quando le mamme tentano di rendere più gustosi i cibi pensando di facilitare lo svezzamento. Da nord a sud, a Milano come a Catania, già durante lo svezzamento, i bambini vengono abituati ai gusti sapidi: a partire dai 18 mesi, 1 bambino su 2 consuma infatti una quantità di sale che va oltre il limite raccomandato.

Un’assunzione eccessiva ritorna infine nel caso degli zuccheri semplici. Se il semaforo giallo si accende fino al primo anno di vita, perché tutti i bambini raggiungono il livello massimo raccomandato, il rosso scatta dai 12 mesi in poi. Dopo questa soglia, le mamme paiono infatti più permissive, abusando di zuccheri semplici nella dieta del loro bambino e portando così a sforare oltre il livello massimo raccomandato.

“E’ importante prendere coscienza del fatto che la nutrizione nei primi anni di vita è un fattore ambientale chiave per predisporre una buona salute futura – sostiene il Prof. Zuccotti – Troppo spesso si adotta anche per i bambini la dieta della famiglia scegliendo alimenti non appropriati. La pediatria ha il compito di aiutare i genitori incentivando il più possibile l’allattamento al seno e allertando sugli errori più frequenti come quello di anticipare l’utilizzo del latte vaccino prima dell’anno, di introdurre precocemente sale e zucchero. Non dimentichiamo che esistono prodotti specifici per l’infanzia, regolamentati da una legislazione ad hoc, che garantiscono sicurezza e qualità nutrizionale: il pediatra di famiglia resta il principale punto di riferimento per indirizzare la nutrizione dei bambini”.

http://www.deabyday.tv/genitori-e-bambini/whatsnew/guide/6933/Nutrintake–le-abitudini-alimentari-dei-bambini.html

Nutrintake: le abitudini alimentari dei bambini

Un’indagine condotta da Nutrintake svela vizi e virtù delle mamme italiane. Cosa diamo da mangiare ai nostri bambini? Scopri dov’è finita la dieta mediterranea.

Paola Caselli

Dov’è finita la dieta mediterranea tanto celebrata in ogni angolo del mondo da scienziati, dietologi, medici ed esperti di alimentazione? Sembra proprio che nel nostro paese, nonostante le massicce campagne di informazione delle principali istituzioni sanitarie, l’alimentazione dei nostri bambini sta prendendo vie sempre più lontane ed esotiche.

  • Salsa di soya, dieta vegana, dieta vegetariana, baby-sushi, panini al wurstel, hamburger, intingoli e piatti cinesi e chi più ne ha più ne metta. Senza rinunciare a bevande zuccherate di ogni genere, fin dai primi mesi di vita.

[…]

Il quadro che emerge dallo studio è abbastanza sconfortante perché a quanto pare da nord a sud la tendenza è la stessa. L’alimentazione dei nostri piccoli in moltissimi casi è completamente sbagliata

Tra i casi più incredibili emersi dall’indagine:

  • un bambino di 18 mesi che alle 22.30 di sera mangia dei wurstel come spuntino per poi consumare un bel biberon di latte con biscotti e miele passata la mezzanotte
  • bambini di pochi mesi portati al sushi bar o a consumare pietanze cinesi con abbondante salsa di soya
  • massicce quantità di hamburger o al contrario dieta solo vegetariana per bambini di meno di un anno
  • nessuno dei bambini (di età fino a 12 mesi) oggetto dello studio raggiungeva la dose di ferro giornaliera minima raccomandata

A quanto pare la dieta mediterranea per molte mamme italiane è finita nel cassetto, insieme alle preziose  indicazioni dei pediatri, che invece dovrebbero essere il binario da seguire, soprattutto per assicurare la salute ai nostri bambini.

Come hanno ribadito gli esperti, nel corso della presentazione pubblica dello studio, gli squilibri e i gravi errori alimentari, fatti di eccesso di proteine, di zuccheri, di sale e al contempo di carenza di sostanze fondamentali, mette a rischio la salute dei nostri figli non solo nell’immediato, ma ne pregiudica anche il futuro.

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http://www.ilfattoalimentare.it/viral-marketing-advergaminguser-generated-sono-le-nuove-strategie-pubblicitarie-rivolte-ai-bambini-per-promuovere-prodotti-alimentari-non-salutari-le-critiche-delloms.html

Viral marketing, advergaming, user generated: sono le nuove strategie pubblicitarie rivolte ai bambini, per promuovere prodotti alimentari non salutari. Le critiche dell’OMS

Pubblicato da Redazione Il Fatto Alimentare il 30 settembre 2013 – Margherita Fronte

[…] «Milioni di bambini nella regione europea sono soggetti a pratiche di marketing inaccettabili. La politica dovrebbe comprendere la realtà in cui si trova un piccolo obeso del ventunesimo secolo, circondato da messaggi pubblicitari che lo spingono a consumare cibi con elevati contenuti di grasso, zuccheri e sale, anche quando si trova in luoghi in cui dovrebbe essere protetto, come la scuola o gli impianti sportivi». […] Secondo gli studi più recenti, i bambini modificano i loro comportamenti alimentari in base alle pubblicità e sono portati a consumare i cibi con il marchio visto in Tv. […]

A fronte di questi sviluppi, i regolamenti vigenti nella maggior parte dei Paesi europei sono del tutto inadeguati. In ambito UE, solo 6 Paesi (Danimarca, Francia, Norvegia, Slovenia, Spagna e Svezia) hanno implementato leggi specifiche, che si affiancano a strategie concordate fra istituzioni, aziende e codici di autoregolamentazione. In Italia il Piano sanitario nazionale del 2007 proponeva l’introduzione di un sistema di monitoraggio e di codici di autoregolamentazione, che in effetti alcune associazioni di produttori si sono date. Volete sapere se funzionano? Accendete la Tv.

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Aggiornamento del 25 ottobre 2013:

http://www.ilfattoalimentare.it/obesita-sovrappeso-italia-i-dati-migliorano-epidemia-incidono-cattive-abitudini-alimentari-poco-movimento-riscaldamento.html

Obesità e sovrappeso: in Italia i dati migliorano ma è sempre epidemia. Incidono le cattive abitudini alimentari, poco movimento e anche l’eccessivo riscaldamento a casa

Pubblicato da Redazione Il Fatto Alimentare il 11 ottobre 2013 – Fabio Di Todaro

In Italia, il 33,1% della popolazione è in sovrappeso (41% degli uomini e 25,7% delle donne) e il 9,7% è obesa. Sebbene gli ultimi dati del progetto “Okkio alla Salute” dell’Istituto Superiore di Sanità siano lievemente incoraggianti, i livelli di sovrappeso e obesità in età infantile restano elevati. Il fenomeno è più diffuso al Sud (in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata riguarda più del 40% del campione), dove alcune abitudini alimentari e la scarsa percezione del fenomeno depongono a sfavore. […]

Più che pensare ai rimedi, dunque, è la prevenzione la strategia più efficace da mettere in campo. Su questo gli specialisti sono concordi: un adeguato percorso di educazione alimentare, soprattutto tra i più piccoli, e il rispetto di una dieta di tipo mediterraneo possono ridurre l’insorgenza di nuovi casi di obesità e di tutte le malattie a essa correlate.

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Aggiornamento del 3 marzo 2014:

Si possono inventare milioni di strategie per insegnare ai giovani le corrette abitudini alimentari, basta volerlo fare. Eccone qui un bell’esempio:

http://www.ilfattoalimentare.it/fumetti-giapponesi-manga-alimentazione-ragazzi.html

I fumetti giapponesi manga aiutano i ragazzi a mangiare meglio e a scegliere frutta e verdura, lo dice uno studio americano

Pubblicato da Roberto La Pira il 16 febbraio 2014 – Agnese Codignola

[…] I ragazzi sono stati suddivisi in due gruppi, uno dei quali invitato a seguire la lettura di un manga intitolato “Combatti per il tuo diritto alla frutta e l’altro a una lettura di un racconto lungo quanto un tema non inerente alla salute né all’alimentazione. Quindi sono stati lasciati liberi di scegliere la loro merenda gratuita in un assortimento che prevedeva patatine fritte, biscotti e cracker farciti al formaggio oppure arance, pompelmi, mele o fragole, e il risultato è stato che il 61% dei ragazzi che aveva partecipato alla sessione manga ha scelto una merenda a base di frutta, contro il 35% degli altri. […]

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Aggiornamento dell’11 aprile 2014:

http://www.lescienze.it/news/2014/04/09/news/consumo_bevande_energetiche_adolescenti_italia-2091348/

L’ignoranza dei ragazzi italiani sugli effetti degli energy drink

09 aprile 2014

Gli adolescenti italiani consumano sempre più bevande energetiche, ma senza essere consapevoli degli effetti negativi di un’eventuale eccessiva assunzione di caffeina. Uno studio che ha analizzato il fenomeno raccomanda lo sviluppo di adeguati  programmi educativi e l’obbligo di segnalare il contenuto di caffeina sulle confezioni 

[…] “L’eccessiva assunzione di caffeina da parte degli adolescenti – dice Maria Pavia, che ha coordinato lo studio – è in grado di produrre una serie di effetti deleteri sulla salute, come irritabilità, sintomi cardiovascolari, insufficienza di sonno e sensazioni di nausea e nervosismo”. “Casi di tossicità da caffeina da consumo di bevande energetiche sono stati segnalati da centri antiveleno, e sempre più tra gli adolescenti” ha aggiunto Emilia Prospero, dell’Università Politecnica delle Marche, che ha partecipato allo studio e che ricorda che l’elevato contenuto di zucchero di queste bevande può concorrere anche allo sviluppo dell’obesità. […]

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Aggiornamento del 3 agosto 2014:

http://oggiscienza.wordpress.com/2014/07/31/adolescenti-italiani-e-obesita-non-mancano-le-politiche-ma-scarsi-risultati/

http://medialab.sissa.it/osi/?page_id=156

L’approfondimento in dati e grafici di Cristina Da Rold – 31 luglio 2014

Adolescenti italiani e obesità: non mancano le politiche, ma scarsi risultati

Misurare il livello di obesità di un paese però è questione tutt’altro che semplice, poiché i parametri coinvolti sono molti e di diversa origine, come dimostrano le numerose pubblicazioni sull’argomento che vengono redatte ogni anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In ogni caso anche i dati raccolti dall’Oms sembrano concordi nell’affermare che i giovani italiani sono i peggiori in Europa quanto a sovrappeso e obesità. In particolare, secondo il database raccolto nel 2008 proprio dall’OMS, il più vasto e completo degli ultimi anni, quasi il 50% dei bambini maschi e oltre il 40% delle femmine intorno ai 7 anni di età sarebbe in sovrappeso (cioè con un indice di massa corporea oltre 25) o addirittura obeso, cioè con un indice di massa corporea oltre 30.

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Aggiornamento del 12 agosto 2014:

http://oggiscienza.wordpress.com/2014/08/11/nutrizione-pediatrica-fondamentale-il-coinvolgimento-dei-genitori/

Nutrizione pediatrica: fondamentale il coinvolgimento dei genitori

SALUTE – Nel periodo che va dai tre ai cinque anni, i bambini sovrappeso e quelli che soffrono di obesità infantile rispondono meglio ai trattamenti, per esempio un intervento psicologico accompagnato da un percorso nutrizionale mirato, quando li seguono insieme ad almeno uno dei genitori. Lo ha spiegato un nuovo studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, condotto dall’Università di Buffalo e dal Women and Children’s Hospital di Buffalo. Secondo gli esperti, si tratta della conferma che l’approccio utilizzato finora non solo è obsoleto ma anche inefficace, e che è giunta l’ora di coinvolgere tutta la famiglia quando si tratta della salute dei bambini, e di educarli secondo uno stile di vita sano a partire dalle abitudini quotidiane.

[…] Se i bambini trattati insieme al padre o alla madre sono riusciti a riacquistare abitudini salutari e un ritmo di crescita adeguato, riavvicinandosi all’indice di massa corporea consigliato (con il genitore che, a dieta, a sua volta dimagriva efficacemente), quelli del secondo gruppo, che affrontavano il trattamento da soli, hanno ottenuto risultati meno positivi, mantenendo in parte il sovrappeso mentre il peso corporeo del padre o della madre è rimasto quasi immutato. […] Il coinvolgimento dei genitori è risultato fondamentale: padri e madri tenevano infatti dei diari alimentari -in cui veniva preso nota anche dell’attività fisica- oltre ad avere il compito categorico di evitare determinati alimenti e bevande troppo ricchi di zuccheri sia per sé che per i figli. […]

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Aggiornamento del 29 gennaio 2015:

https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2015/01/29/in-italia-1-bambino-su-4-e-sovrappeso-1-su-10-obeso_90ae3f47-f694-4462-839d-5d732d3a9b62.html

In Italia 1 bambino su 4 è sovrappeso, 1 su 10 obeso

Le regioni del centro-sud le più colpite, primato alla Campania

29 gennaio 2015

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Aggiornamento del 26 maggio 2015:

http://oggiscienza.it/2015/05/26/bambini-obesita-europa/

I nostri bambini tra i più grassi d’Europa

[…] Bambini e adolescenti obesi possono subire gravi danni all’ossatura in crescita, possono sviluppare disturbi polmonari, neurologici, apnee notturne, problemi al fegato, all’apparato cardiovascolare, al sistema endocrino. Dietro l’angolo ci sono malattie importanti come l’ipertensione o il diabete. E anche le capacità cognitive ne risentono.

obesita- infantile_salute

Il cibo spazzatura a dosi importanti sarebbe responsabile anche di un ritardo nei processi di apprendimento in età scolare. […]

I dati sono tanti, sono chiari e non sono affatto buoni. Per i bambini italiani, in Europa, sono tra i meno buoni. Anche quest’anno, nonostante si registri una lieve diminuzione dell’obesità infantile dal 2008 a oggi, siamo, purtroppo, sul podio dell’obesità. Con in testa la Campania dove, stando ai dati riscontrati dal nostro sistema nazionale di sorveglianza Okkio alla Salute, il 47,8% dei bambini è in sovrappeso più o meno grave (28,6% in sovrappeso, 13,7% obesi, 5,5% obesi gravi).

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