La regolamentazione della prostituzione è un problema assai poco sentito ma dal nostro punto di vista molto importante, per due ragioni:

  1. è un settore strettamente correlato alla criminalità;
  2. viene completamente ignorata una vera e propria categoria di lavoratrici, le prostitute appunto: per atipica che sia la loro professione, rimane comunque una professione e come tale dovrebbe essere adeguatamente regolamentata.

Chi è idealista penserà che sia meglio cercare di reprimere integralmente il fenomeno, chi invece è realista sa che la repressione non servirebbe assolutamente a nulla, dunque è meglio regolamentare questo fenomeno come se si trattasse di una professione qualsiasi.

Come regolamentarla? Di sicuro non nascondendo letteralmente la testa sotto la sabbia come stiamo facendo ora (in pratica si vieta la prostituzione al chiuso ma si tollera quella all’aperto). Sarebbe molto più logico e sensato che le prostitute venissero regolarizzate come lavoratrici autonome tramite l’istituzione di un albo professionale, che consentirebbe loro anche di pagare le tasse ed i contributi pensionistici. Inoltre, poiché si tratta di un professione che mette a rischio la salute, dovrebbero essere sottoposte a dei controlli medici periodici. Illuminante, dal punto di vista della dignità umana che la società civile dovrebbe riconoscere alle donne che esercitano questa professione, è il personaggio di Inara Serra nella splendida serie tv “Firefly”, mentre il colmo dell’ignoranza da parte della politica è stato raggiunto dalla regione Abruzzo, che nel 2010 ha avuto la geniale idea di tagliare tutti gli alberi presenti su una strada provinciale allo scopo di sfavorire, secondo le loro ingenue o ipocrite menti, il fenomeno della prostituzione!!!

L.D.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/20/prostituzione-proibire-o-legalizzare-ecco-le-regole-nei-paesi-europei/685290/

Prostituzione, proibire o legalizzare? Ecco le regole nei Paesi europei

Appena fuori dai confini (il nostro Paese è definito neo-abolizionista) si moltiplicano i bordelli frequentati soprattutto da italiani. E si torna a discutere dell’abrogazione della legge Merlin. Cosa accade all’estero? Si va dal proibizionismo alla regolamentazione: Germania, Olanda, Svizzera, Austria, ma anche Grecia, Regno Unito, Ungheria e Lettonia: dalle case chiuse statalizzate alla creazione di quartieri a luci rosse, fino alla concessione di specifiche licenze. Transcrime: “Benefici fiscali e di ordine pubblico. Ma non si risolve il problema della criminalità. E resta il dramma della tratta delle schiave”

di Alessandro Madron | 20 agosto 2013

Settantamila prostitute, 9 milioni di clienti per un giro d’affari di 5 miliardi di euro. Sono le stime sul mercato della prostituzione in Italia elaborate dalla Commissione Affari Sociali della Camera nel 2010. Numeri aleatori e probabilmente in continua mutazione. Sebbene non ci sia modo di verificarne nel concreto la piena attendibilità, è chiaro che il fenomeno della prostituzione, di strada o al chiuso, ha le proporzioni di una grande industria.

Questo senza contare i fiumi di quattrini che ogni anno se ne vanno verso i paradisi della prostituzione, sempre più vicini e a portata di mano. Dalla Svizzera all’Austria, passando per la Germania e l’Olanda, l’italiano a caccia di sesso a pagamento non disdegna le scappatelle oltre confine. Alcuni tra i più grandi bordelli europei sono costruiti strategicamente a pochi passi dal confine italiano, è così in Svizzera dove nel piccolo Canton Ticino operano circa 400 prostitute in una decina di strutture autorizzate. La più grande sexy spa d’Europa sta aprendo in questi giorni a dieci minuti d’auto da Tarvisio, in Carinzia (dove operano già 40 strutture a luci rosse). Nel nuovo centro benessere austriaco, che ha richiesto un investimento da 7 milioni di euro, lavoreranno fino a 140 prostitute. I siti internet degli Fkk tedeschi (centri benessere per soli uomini dove trascorrere del tempo con escort e intrattenitrici) sono quasi tutti tradotti in italiano, in rete si trovano facilmente gli elenchi di quelli meglio raggiungibili dall’Italia, tra Monaco e Francoforte.

Una fetta di mercato che sfugge a qualunque controllo sociale, sanitario e fiscale. Miliardi di euro che, quando non vanno all’estero, finiscono per alimentare gruppi criminali o, più semplicemente, entrano esentasse nelle tasche di prostitute e protettori. Un fenomeno che in Italia rappresenta un costo umano e sociale incalcolabile. Non solo. Ogni anno il nostro paese rinuncia al potenziale gettito fiscale che potrebbe derivare dalla regolamentazione di questo settore e, in tempi in cui si parla di rincaro delle aliquote iva e introduzione di nuove tasse, sono in molti a spingere per l’abrogazione della legge Merlin (quella che nel 58 decretò la chiusura delle case di tolleranza in Italia), in tutto o in parte, al fine di permettere a gestire diversamente questo fenomeno. In tutta Europa ci sono diversi paesi (Austria, Germania, Grecia, Lettonia, Olanda, Svizzera, Regno Unito e Ungheria) che hanno scelto di regolamentare il settore e tassare le prostitute, trattando il mestiere più antico del mondo come una qualsiasi altra professione, o quasi.

ABROGHIAMO LA MERLIN – Così, anche dalle nostre parti puntualmente torna a farsi viva l’ipotesi di tassare la prostituzione e regolamentarla con finalità più o meno nobili. Nei palazzi romani l’ultima proposta è arrivata dal senatore leghista Massimo Bitonci: “Inutile nascondersi dietro falsi moralismi. La prostituzione esiste da sempre e il 75% degli italiani è favorevole alla riapertura delle case chiuse, anche per fermare violenza e sfruttamento. Far emergere questo giro d’affari significa per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per evitare aumenti di tasse e forse anche per abbassare una serie di imposte”. […]

COSA SUCCEDE IN EUROPA? – […] L’effetto più visibile delle normative sulla regolamentazione nei diversi paesi è il miglioramento del “decoro” urbano: strade e sobborghi vengono ripuliti dalla prostituzione di strada, inoltre diminuisce il costo sociale di una diffusa e incontrollata attività criminale sul territorio. Sebbene siano più controllati e confinati, non è provato che si arrivi a una significativa riduzione dei crimini legati alla prostituzione e, soprattutto, a una decina di anni dall’introduzione delle principali leggi in diversi paesi europei, non viene riscontrato un deciso miglioramento delle condizioni delle prostitute che in buona percentuale continuano a rimanere vittime di tratta e sfruttamento, rimanendo spesso nell’ombra. […]

I MODELLI – Restando in ambito europeo gli approcci al fenomeno sono radicalmente diversi da paese a paese. Si va dal proibizionismo (la prostituzione è vietata per legge, vengono perseguiti i clienti, come in Svezia, Norvegia e Islanda) al regolamentarismo passando dall’abolizionismo (che punisce sfruttamento, reclutamento e favoreggiamento della prostituzione) fino al neo abolizionismo (è il caso di Italia e Francia, dove si colpisce in particolar modo la prostituzione al chiuso, mentre si tollera quella all’aperto), ciascuno con le sue sfumature e le sue eccezioni. La prostituzione è regolamentata per legge in Germania, Olanda, Svizzera, Austria, ma anche Grecia, Regno Unito, Ungheria e Lettonia. Ognuno di questi paesi ha scelto la propria formula, dai bordelli statalizzati alla creazione di quartieri a luci rosse, fino alla concessione di specifiche licenze. Non è facile ottenere dei dati ufficiali, anche contattando fonti governative, spesso si ottengono risposte evasive e numeri aleatori. È evidente che, anche laddove la prostituzione è formalmente legale e lo Stato incassa la sua parte, rimane un’area grigia. Una zona d’ombra, più o meno vasta, popolata da quella fetta di persone che per varie ragioni non hanno convenienza (o non riescono) ad emergere dall’illegalità. […]

Il modello abolizionista e, in particolare quello neo abolizionista adottato dall’Italia, non considera la prostituzione un attività illegale, ma vengono punite e perseguite una serie di reati correlati, come sfruttamento e favoreggiamento.

Un punto di vista privilegiato sul fenomeno lo fornisce Andrea Di Nicola, professore di criminologia all’Università di Trento, autore di studi per il Parlamento europeo e per la Commissione europea su tratta e prostituzione, compreso quello che ha classificato i diversi modelli sopra descritti. “Quale sia il modello migliore non lo sappiamo. La panacea non esiste e questo va detto – spiega Di Nicola -. Ogni modello ha i suoi limiti, ma senza ombra di dubbio l’approccio dello struzzo, ovvero di chi mette la testa sotto la sabbia perché è più facile non vedere che affrontare il problema, non porta a nulla di buono”. […] “Il sistema adottato dall’Italia, ovvero quello di consentire la prostituzione senza regolamentarla, è quello che presenta i maggiori costi”. E non si parla solo di costi diretti: “Ci sono i costi umani, quelli legati alla criminalità, quelli sanitari, quelli sulla sicurezza percepita (come ad esempio il deprezzamento case nelle zone ad alto tasso di prostituzione). Si può dire che ragionando per astratto il modello italiano ha più costi rispetto a quei paesi che adottano politiche di regolamentazione”. Preferibile dunque una regolamentazione del settore: “La regolamentazione farebbe emergere tutta la parte di nero non sfruttato, distinguerebbe inoltre il lecito dall’illecito, eliminando o riducendo quelle zone grigie dove non si capisce bene chi è punibile per quale reato”. Insomma dove esiste una regola chiara si capisce meglio quello che si può e quello che non si può fare e, di conseguenza, chi va perseguito e chi no. […]

http://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/3242-la-regione-abruzzo-vuole-tagliare-centinaia-di-alberi-per-sconfiggere-la-prostituzione-sulla-strada-provinciale-che-costeggia-il-tronto

La Regione Abruzzo vuole tagliare centinaia di alberi per sconfiggere la prostituzione sulla strada provinciale che costeggia il Tronto

Verdiana Amorosi – 12 Ottobre 2010
[…] Secondo le brillanti menti che hanno deciso di attuare tale scempio ambientale, gli alberi lungo la strada favorirebbero la prostituzione. Per questo, migliaia di arbusti vivi e sani che si trovano lungo il fiume Tronto, nel versante abruzzese, verranno presto falciati con le motoseghe. […]
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Firefly (serie televisiva)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
[…] Inara Serra (Morena Baccarin), un’accompagnatrice (prostituta d’alto bordo) che vive e lavora in affitto in uno degli shuttle d’appoggio della Serenity. Il lavoro di Inara, nella società rappresentata dal telefilm, è molto rispettato e richiama il ruolo delle prostitute sacre dell’antichità: esiste un albo professionale, a cui Inara è regolarmente registrata, ed è questo il motivo per cui il capitano Raynolds la tiene a bordo […]

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