Il decreto-scuola appena varato non sembra essere granché: si pensa più all’assunzione dei docenti precari che non alle vere esigenze dei nostri giovani. Non si è pensato, ad esempio, al rafforzamento degli istituti tecnici e degli istituti tecnici superiori post-diploma (che potrebbero essere molto utili per fornire manodopera specializzata alle imprese che effettuano lavorazioni ad alto contenuto tecnologico), nè al potenziamento dei laboratori (anche tramite il reclutamento di personale qualificato), nè al miglioramento delle esperienze di avvicinamento della scuola al mondo del lavoro, nulla nemmeno sul fronte della valutazione degli istituti.

Altre brutte notizie per quanto riguarda l’assunzione dei docenti: la situazione delle graduatorie da stilare è talmente caotica, dopo il concorsone dello scorso anno, che non si sa chi verrà assunto nè con quale meccanismo (graduatoria o concorso). Solo i sindacati festeggiano per l’assunzione secondo le vecchie graduatorie di anzianità. Ma se la maggior parte di coloro che hanno superato il concorso dovrà mettersi comunque in lista d’attesa per far passare prima i precari più anziani (che magari non hanno nemmeno superato le prove del concorso!), questo concorso cosa lo abbiamo fatto a fare? Ma soprattutto: sappiamo che solo un candidato su tre ha superato le prove (45.787 promossi su 136.289 iscritti), prove che non erano nemmeno poi così difficili (vedi l’articolo “L’alba della meritocrazia nelle scuole: i concorsi si sostituiscono alle graduatorie per il reclutamento dei docenti“), eppure anche i non idonei, coloro che sono stati palesemente bocciati, potranno continuare ad insegnare. E’ questo il corpo docenti che vogliamo avere per i nostri studenti? Sono questi gli insegnanti che dovranno preparare i nostri ragazzi a portare avanti questo Paese? 

Per tutte queste ragioni, si sarebbe potuto fare molto molto di più: che peccato…

N.B. In fondo a questo post abbiamo inserito due cose che invece ci sembravano interessanti:

  • l’iniziativa BOOK IN PROGRESS per la realizzazione e la condivisione di libri di testo da parte degli insegnanti;
  • un articolo che parla di quanto potrebbe essere importante mantenere un clima positivo tra i componenti del corpo docente di ciascun istituto, per favorire la buona qualità del loro lavoro e di conseguenza la qualità dell’insegnamento stesso. Una scuola è come un’azienda: solo se c’è collaborazione si possono ottenere dei buoni risultati!!!

Un’ultima considerazione: nonostante tutto, da una parte è piuttosto comoda la vita dei precari, grazie ai tre mesi estivi retribuiti dal sussidio di disoccupazione ma passati in panciolle. Perchè, invece di pagarli per fare tre mesi di vacanza, non li paghiamo per fare delle attività extrascolastiche (corsi di recupero, sessioni di approfondimento o altre attività culturali extra) durante i mesi estivi?!?

L.D.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/10/luci-e-ombre-del-decreto-istruzione/707450/

Decreto Scuola Carrozza, luci e ombre

di Federico Del Giudice | 10 settembre 2013

Nella giornata di ieri è stato varato nel Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge sull’istruzione. Da settimane si parlava di questo CdM tematico sulla scuola, l’alone di mistero che l’ha circondato per settimane ha contribuito a creare una forte aspettativa e senza dubbio il clima che si è generato ieri è stato di forte consenso rispetto all’iniziativa di legge. Mi chiedo però al di fuori dell’indirizzo verso cui va: quale la concreta incisività di questi provvedimenti nella disastrata situazione dell’istruzione pubblica italiana?

[…] Mi fa pensare tanto ad un bel contenitore, ma con scarso contenuto all’interno.

Partiamo dai primi titoli: in materia di diritto allo studio universitario, in base alla copertura finanziaria, le risorse per le borse calano ulteriormente dalla cifra di 151 milioni di euro a 114 mln di euro. Contrariamente a quanto sbandierato, il Governo ha di fatto sottratto 37 milioni di euro al Sistema del Diritto allo Studio che quindi torna ad essere ai minimi storici da 3 anni a questa parte. Non dimentichiamo che per la copertura, quantomeno degli idonei a usufruire della borsa di studio, servirebbero almeno altri 350 mln di euro.

Uno spazio consistente nel decreto è dedicato al welfare studentesco e alle misure contro la dispersione scolastica e contro il caro libri. In Italia la dispersione si attesta quasi al 18%, questo significa che circa uno studente su cinque non finisce la scuola. Una quantità di ragazzi impressionante, anche paragonata agli obiettivi di Europa2020 che prevede l’abbassamento della dispersione al 10%. Inoltre il nostro paese è carente una legge nazionale sul diritto allo studio, un provvedimento di dignità che permetterebbe agli studenti di usufruire delle stesse prestazioni minime dal Nord al Sud del paese. Sono sufficienti stanziamenti complessivi di 30 mln di euro per finanziare progetti contro la dispersione scolastica efficaci? Non servirebbe piuttosto un vero proprio piano ad hoc? Quanti studenti potranno usufruire dei libri o degli e-book reader in comodato d’uso su uno stanziamento di 8 mln di € contando che in media i libri scolastici costano nel complesso oltre 800 € o un e-book reader circa 100 €? Facendo un rapido calcolo circa 10000 studenti potrebbero avere i libri in comodato, a fronte di una popolazione studentesca di 2 700 000 studenti delle scuole superiori. Probabilmente neanche questo basta.

Si parla inoltre dell’abbassamento dell’età per lo stage (alternanza scuola-lavoro) a 17 anni, cioè in quarto superiore. Abbiamo da sempre considerato lo stage come un’esperienza con grandi potenzialità formative, ma cos’è oggi l’istituto dello stage nelle scuole italiane, o meglio nei luoghi di lavoro italiani? Tanti ragazzi lamentano l’assenza di garanzie formative, assenza di tutor e verifiche dell’apprendimento, di tutele sul luogo di lavoro, forme di vero e proprio sfruttamento in certi casi, di assenza di rimborsi nell’acquisto del necessario (divise o trasporti). Perchè ad un provvedimento come questo non si è associato uno Statuto dei Diritti per gli Studenti in Stage come da tempo l’Unione degli Studenti rivendica? Forse perchè spesso lo stage è più una valvola di sfogo per le aziende che ne usufruiscono, che un’esperienza formativa per gli studenti.

Si cambia la rotta? Forse. Si va avanti? Probabilmente troppo poco. La crisi avanza e le risposte devono essere complessive e sostanziali, non c’è più tempo per tergiversare e l’11 ottobre saremo in piazza in tutt’Italia per metterci noi studenti in cammino.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-10/scuola-063852.shtml?uuid=Ab9kr5UI

Ma per chi è la scuola?

di Fabrizio Forquet – 10 settembre 2013

[…] il decreto del governo rischia di essere l’ennesima occasione persa. Un’occasione persa su un punto in particolare. Quello del collegamento tra scuola e lavoro. […] La preoccupazione per il lavoro sembra essere riferita più agli insegnanti che devono entrare in ruolo, che alla necessità di dare agli studenti chance di trovare un’occupazione. Il piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale non tiene conto né del merito né della qualità dell’insegnamento. Il sostegno per gli studenti disagiati, poi, è una buona cosa, ma 26mila insegnanti in un colpo solo sono tanti. […]

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-11/lancio-sole-12-settembre-190022.shtml

Compravendite, affitti e donazioni: così aumentano le imposte catastali per finanziare il Dl scuola

11 settembre 2013

Una serie di operazioni legate alla casa si preparano a nuovi rincari fiscali. Dal 1 gennaio, infatti, aumentano le imposte di registro e catastali sulle compravendite, sui contratti di affitto, sulle donazioni e sui conferimenti in società. La misura è prevista dal decreto sulla scuola a copertura degli interventi previsti. […]

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http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2013/09/11/news/scuola-la-cgil-promuove-il-decreto-salva-precari-1.7730380

Scuola, la Cgil promuove il decreto “salva precari”

[…] Viene registrato il piano triennale di stabilizzazione di 85000 precari, di cui 69mila docenti e 16mila Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi). […]

http://www.concorsoscuole.it/2013/09/concorso-scuola-nessuna-assunzione-dei-vincitori-dalle-graduatorie-entro-tre-anni/

Concorso scuola, nessuna assunzione dei vincitori dalle graduatorie entro tre anni

15 settembre 2013

[…] Secondo il bando del concorsone, la selezione era finalizzata all’assunzione per l’anno scolastico 2012/2013 e 2013/2014. In relazione a questi due anni, quindi, i tecnici del ministero avrebbero provveduto alla compilazione della graduatoria. Tutto chiaro e definito? Assolutamente no, perchè all’improvviso la graduatoria dall’oggi al domani è diventata triennale. Anche qui però tutto si può dire tranne che ci sia un rapporto diretto tra annunci e atti concreti. Se si guarda la tabella relativa a tutte le graduatorie ci si rende conto che non tutte le regioni sono allo stesso punto e per una Lombardia che ha già assegnato il 66% dei posti esiste anche un Lazio che non ne ha assegnato neppure uno. […]

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http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/scuoa-come-si-formano-gli-insegnanti.flc

Scuola, come si formano gli insegnanti

Giunio Luzzatto – 02/09/2013

[…] In termini più direttamente politici, va poi ricordato che non vi è stata alcuna continuità, né condivisione, nello sviluppo di strategie coerenti: vi sono stati ministri che le hanno impostate, ma sono state considerate loro scelte individuali, presto smentite dai successori o dai colleghi. E, demagogicamente, la tutela dei legittimi interessi particolari di «precari» già presenti, e ben organizzati, ha sempre prevalso sulla difesa dell’interesse generale, che richiederebbe non solo di non togliere opportunità ai nuovi laureati (ovviamente non ancora presenti, e perciò non organizzati), ma soprattutto di assumere i docenti guardando al bene degli studenti, sulla esclusiva base del merito dei candidati, in funzione della qualità dell’insegnamento. Per citare momenti recenti: Luigi Berlinguer stabilì nel 1999, in occasione di una legge che in via immediata era anche una «sanatoria» (ogni volta, si affermava solennemente che si trattava dell’ultima… ), che ogni tre anni ci sarebbe stato un regolare concorso; nonostante periodi governativi anche di centrosinistra, ciò non avvenne però fino alla gestione Profumo del 2011, e conseguentemente il precariato si è sempre più esteso. Inoltre, nel corso dell’ultimo governo Prodi vi fu un tentativo (l’unico, nell’intera vita della Repubblica) di connettere, come giustamente auspica Spicola e come avviene in tutti i Paesi culturalmente avanzati, la formazione degli insegnanti con il loro reclutamento; tale progetto, redatto da una commissione presieduta dal Sottosegretario Modica per l’Università e dalla vice-Ministro Bastico per l’Istruzione, fu però bloccato dal ministro Fioroni (e insufficientemente sostenuto dal ministro Mussi), col risultato di lasciare campo libero al successivo intervento Gelmini (il Tfa, criticabilissimo sia in sé sia perché totalmente scisso dal reclutamento). Come dicevamo all’inizio, occorre andare oltre le pur sacrosante denunce. La risposte, cioè le soluzioni, ci sono, e le forze di progresso del Paese devono perseguirle con impegno, cercando anche di comprendere il perché degli insuccessi del passato.

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Aggiornamento dell’1 settembre 2014:

http://www.minimaetmoralia.it/wp/la-pagliacciata-della-scuola/

LA PAGLIACCIATA DELLA SCUOLA

[…] Sia io che il mio amico abbiamo vinto il concorso l’anno scorso: concorso che bandiva per 780 candidati in filosofia e storia per i licei circa 26 posti in tutta la regione Lazio. Pochi, uno direbbe, tenuto conto che l’ultimo concorso c’era stato nel 1999 e ogni anno si assegnavano decine di cattedre con supplenze annuali.

Comunque io e lui ci siamo abilitati entrambi alla SSIS con il massimo dei voti, abbiamo passato con agio la preselezione, e l’anno scorso abbiamo preso entrambi 38 su 40 allo scritto e 40 su 40 all’orale dell’esame finale, al concorso. Io sono arrivato undicesimo in graduatoria, lui secondo (giustamente, perché ha un dottorato e varie pubblicazioni scientifiche più di me): vincitori. […] eravamo convinti entrambi l’anno scorso che, saputo il risultato del concorso verso fine luglio, ci avrebbero assunto per l’anno scolastico 2013-2014. In realtà non fu così: all’USR del Lazio dissero che per ritardi di lavoro, per pastoie burocratiche e altri guai simili, non riuscivano a incardinare nessuno dal concorso appena concluso e le cattedre disponibili vennero assegnate a chi era nelle graduatorie a esaurimento o ai supplenti annuali.

Ma quest’anno era diverso: il ministero dell’Istruzione aveva fatto sapere che quest’anno invece si recuperava – più assunzioni dal concorso a colmare anche le mancanze dell’anno scorso, questa era la voce sia ufficiosa che ufficiale. Certo doveva coordinarsi con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma sembrava chiaro che per il 2014-2015 l’andazzo sarebbe stato diverso: Renzi aveva esplicitato messo tra le sue priorità la scuola, e anche i sindacati battagliavano perché ci fosse un reale cambio di passo rispetto ad assunzioni, selezione docenti, svecchiamento, etc…

Tra luglio e agosto sono arrivati i decreti. Molto difficili da spulciare, spesso in contraddizione tra loro; a leggerli e rileggerli però, quelli che ci riguardavano, a me e questo mio amico è venuta una sensazione di spaesamento prima e di disagio dopo. Detta semplice: le cattedre di filosofia e storia che il Ministero dell’Istruzione metteva a disposizione per i vincitori del concorso erano, in tutto il Lazio, dieci: nessuna a Roma, sette nella provincia di Roma (tra Anzio, Pomezia, Civitavecchia, Maccarese), una a Amatrice, due nella provincia di Viterbo (Civita Castellana e Nepi).

Di queste dieci cattedre in realtà soltanto per quattro il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva stanziato dei fondi. E di queste quattro in realtà soltanto tre potevano essere assegnate (andando una di diritto a un riservista, non vincitore di concorso). Insomma stamattina, in una stanzetta accaldata dell’USR di Frosinone (sede distaccata alla quale è stato dato incarico di gestire le immissioni in ruolo della A037), io e il mio amico abbiamo toccato con mano il risultato del concorso 2012, quello voluto fortemente dall’ex ministro Profumo al grido di “mai più graduatorie”.

Il concorsone – quasi ottocento candidati, tre fasi di selezione, centinaia di selezionatori reclutati per svolgere le procedure… – ha prodotto per la mia classe di concorso in tutto il Lazio tre posti: uno a Maccarese, uno a Pomezia, uno a Civitavecchia. Tre posti, in due anni, in tutto il Lazio – lo riscrivo.

Il resto delle cattedre verrà assegnato come ogni anno: attraverso graduatorie d’istituto, supplenze provvisorie, il solito caos, i soliti precari che arrivano a essere ormai ultracinquantenni.

[…] io mi ricordavo le parole che avevo sentito alla radio qualche giorno fa da Renzi (“La scuola è un asset proritario”) e mi sfogliavo e risfogliavo le pagine di Repubblica dove la Giannini dichiarava che la rivoluzione avrà come criterio di selezione la meritocrazia e «Ci sarà entro l’anno prossimo un nuovo concorso». Altre centinaia di migliaia di candidati, altri mesi per svolgere tutte le pratiche, altre migliaia di persone che si prepareranno senza uno straccio di programma e senza capire quali sono i criteri di valutazione. Con il Ministero dell’Economia che elargirà qualche spiccio, mentre altre interviste di Renzi e Giannini sproloquieranno che non ci sono tagli, anzi.

E diciamo di più. Perché il concorsone 2012, pare, avesse validità triennale. E quindi, facciamo un’ipotesi come si dice di scuola: zero assunzioni nel 2013, tre assunzioni nel 2014, mettiamo altre tre nel 2015, e poi? Il concorso scade? I restanti venti vincitori di concorso si terranno la gloria di aver fatto 46 su 50 ai quiz preselettivi? […]

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