Quanto sono felici gli italiani? Dal secondo rapporto sulla felicità nel mondo stilato dall’ONU, nella classifica dei 52 paesi più felici siamo solo al 45° postoSecondo gli autori dello studio ci sono sei fattori che contribuiscono al 75% delle variazioni della felicità di una nazione, si tratta di:

  • pil
  • durata media della vita
  • avere qualcuno su cui contare
  • libertà di fare le proprie scelte di vita
  • libertà dalla corruzione
  • generosità

Questi sei fattori sembrano quindi essere quelli che principalmente contribuiscono a creare un clima di serenità (parlare di vera e propria “felicità” mi sembra un po’ eccessivo) dei cittadini di una nazione, ma cosa determina questi fattori? Almeno tre direi che dipendono direttamente dal benessere economico e dalla moralità del proprio Stato di appartenenza (pil, libertà dalla corruzione e libertà di fare le proprie scelte di vita, che si può tradurre come mobilità della scala sociale), mentre gli altri tre vi dipendono indirettamente: la durata media della vita dipende moltissimo dall’inquinamento ambientale per esempio, mentre la generosità e l’avere qualcuno su cui contare dipendono comunque almeno in parte, oltre che da un’attitudine personale, anche da un buon livello di sicurezza economica.

Alla luce di tutto ciò, mi sembra che il rapporto ci consenta di affermare una cosa forse banale ma diffusamente sottovalutata: interessarsi a ciò che combinano i nostri governanti e le nostre classi dirigenti è molto importante, poichè in buona parte sono loro che dovrebbero porre le basi sociali ed economiche per la serenità/felicità dei cittadini!

L.D.

http://www.huffingtonpost.it/2013/09/09/rapporto-felicita-mondo-onu_n_3894028.html?utm_hp_ref=italy

Rapporto sulla Felicità mondiale dell’Onu 2013: i 6 fattori che rendono un paese “felice”. L’Italia è al 45° posto 

L’Huffington Post  |  Pubblicato: 09/09/2013

“Al mondo c’è di più dei freddi calcoli del GDP e delle statistiche economiche”. Così il Sustainable Development Solutions Network (SDSN) sotto l’egida delle Nazioni Unite, introduce il secondo rapporto sulla Felicità nel mondo (il primo nel 2012), quella con la “F” maiuscola, che non tiene conto solo dello stipendio ma di tanti fattori, spesso invisibili o dati per scontati da chi se lo può permettere.

I risultati di quest’anno sono più precisi grazie alla combinazione di tre fonti: i sondaggi Gallup, i dati forniti dagli stessi stati e l’aiuto dell’organismo internazionale per lo sviluppo OECD. Le Nazioni Unite hanno individuato 6 indici fondamentali per stabilire se i cittadini di un paese sono felici o meno. Fra questi alcuni sono dei “classici” come la salute, l’assenza di corruzione e le aspettative di vita mentre altri non figurano solitamente nei manuali di economia. Fra i fattori meno scontati, si trovano la “generosità”, la libertà di scelta e la presenza di qualcuno su cui contare. Secondo i sei punti identificati, i Paesi più felici sono:

  1. Danimarca
  2. Norvegia
  3. Svizzera
  4. Paesi Bassi
  5. Svezia
  6. Canada

Rispetto al periodo 2005-2007, vi sono alcuni notevoli cambiamenti: i Paesi dell’Africa Sub Sahariana e dell’America Latina, ad esempio, stanno conoscendo un aumento dei livelli della felicità mentre i Paesi industrializzati continuano a calare negli indici. In generale c’è di che rallegrarsi: sulle 130 nazioni che figurano nel sondaggio, 60 sono più felici di uno-due anni fa, e 41 lo sono di meno. La popolazione di 150 paesi ottiene in media un punteggio abbastanza mediocre: 5.1 su 10.

L’Italia, tuttavia, è giù in fondo alle classifiche, al 45° posto con un punteggio di 6/10, vicino a Slovenia, Guatemala e Sud Corea e lontana dagli altri Paesi europei che si trovano quasi tutti fra i primi 30 (tranne pochi altri ‘infelici’ come la Grecia e la Croazia). L’ostacolo maggiore alla felicità dei paesi economicamente più forti sembra sia la salute mentale: ansia, depressione e psicosi, sono alcuni dei mali che affliggono questo mondo e sopratutto la sua parte più ricca, dove tuttavia un terzo delle persone che ne soffrono non viene attualmente curata.

 

italia felicità
La classifica dei paesi più felici: l’Italia è al 45° posto

E non si tratta di dati che si può ignorare perché, come sottolinea il Rapporto Onu 2013, la felicità è essenziale per la produttività e per il funzionamento della società. E’ dunque necessario che il buon umore e la soddisfazione dei cittadini divengano priorità politiche per il governo di ciascun paese. […]

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Aggiornamento del 7 novembre 2013:

http://www.repubblica.it/economia/2013/11/05/news/ocse_benessere_2013-70255030/

Il benessere non è più di casa in Italia. Il Belpaese scivola al 29esimo posto Ocse

La graduatoria considera 34 Paesi. In Italia si è registrato lo scivolone di “soddisfazione” maggiore tra le Nazioni coinvolte nell’indagine, alle spalle della sola Grecia devastata socialmente dall’austerity. Cresce il tempo dedicato al volontariato, restano ampie differenze di genere. Il peso della casa: per oltre la metà della popolazione è insostenibile

5 novembre 2013

MILANO – Meno soddisfatti circa il proprio benessere e più sfiduciati nei confronti delle autorità, ma anche per questo maggiormente propensi ad aiutarsi e a dedicare il proprio tempo all’attività di volontariato. Sono alcuni dei tratti che distinguono gli italiani per come emerge dal rapporto How’s Life? 2013 appena divulgato dall’Ocse. Uno studio che tenendo in considerazione 11 dimensioni, da reddito e ricchezza passando attraverso la situazione abitativa fino ad arrivare all’impegno civico, definisce come si vive nei Paesi dell’area. […] Nel complesso, il grado di soddisfazione degli italiani è ben sotto la media Ocse e distante non solo dalle nazioni del Nord Europa – tradizionalmente “avanti” in questa graduatoria – ma anche di Paesi quali Spagna, Repubblica Ceca, Corea o Messico, solo per citarne alcuni. Il grado di soddisfazione della vita degli italiani è diminuito di circa il 12% tra il 2007 e il 2012; solo la Grecia, disastrata dall’austerity imposta dalla Troika, ha subito una flessione più dura (-20%). In Spagna, Paese spesso accomunato all’Italia quando si è parlato di eurocrisi, la popolazione ha tenuto meglio (-10%). L’Italia è così 29esima sui 34 Paesi censiti per la soddisfazione della vita. […]

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