E’ possibile che i cittadini di uno Stato riescano a far sentire la loro voce, nel tentativo di far valere i propri diritti attraverso la partecipazione attiva a proteste civili e legittimate dalla democrazia all’interno della propria Nazione? In Bulgaria ci stanno provando. In Italia? Ci si lamenta tanto, ma poi tutto finisce lì…

http://www.leoniblog.it/2013/08/03/una-rivolta-contro-la-cleptocrazia-attesa-da-tempo-sulle-proteste-in-bulgaria-di-stefan-kolev/

UNA RIVOLTA CONTRO LA CLEPTOCRAZIA ATTESA DA TEMPO: SULLE PROTESTE IN BULGARIA

DI STEFAN KOLEV – 3 agosto 2013

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dallo Atlas Network.

Un paese relativamente piccolo e situato alla periferia dell’Europa qual è la Bulgaria raramente viene fatta oggetto dell’attenzione dei media internazionali. Il 24 luglio scorso, però, è stata un’eccezione: su tutti i giornali e i siti europei e americani si potevano vedere allarmanti immagini di Sofia. Il motivo era altrettanto allarmante: la notte precedente la polizia aveva respinto con grande violenza i dimostranti che avevano circondato il Parlamento. Cosa c’è dietro questi avvenimenti?

Circa quaranta giorni fa, enormi dimostrazioni di piazza erano un avvenimento quotidiano a Sofia. I partecipanti, che comprendevano numerosi studenti liceali e universitari, erano indignati dal fatto che il nuovo governo aveva fatto scelte alquanto discutibili per ricoprire importanti cariche amministrative; tra di esse, aveva particolarmente colpito la nomina di un notorio imprenditore del mondo dei media alla guida dei potenti servizi segreti interni del paese. Questa decisione, e altre del medesimo tenore, sono state considerate sintomi evidenti degli inestricabili legami tra l’elite politica e diversi circoli affaristici che si muovono ai limiti della legalità. Le proteste sono chiaramente non di parte, giacché la gran parte dei dimostranti rifiuta di identificarsi con il partito di opposizione e accusa l’intera classe politica di tendere alla corruzione. È per questo che, per descrivere l’attuale sistema in Bulgaria, preferisco il termine “cleptocrazia” – da intendersi come un sinonimo più elegante di “clientelismo” – giacché quello di arricchirsi senza troppi scrupoli a spese della collettività è stato il tratto caratteristico dell’elite politico-economica per gli ultimi 23 anni.

[…] La Bulgaria, inoltre, ha tra le tasse più ridotte nell’Unione Europea, con un’aliquota fissa (flat tax) del 10 per cento per l’imposta sul reddito sia delle persone fisiche, sia delle imprese. Tuttavia nessun governo è riuscito a sciogliere l’intreccio tra le strutture di stampo mafioso che si annidano in buona parte dell’economia del paese e l’elite politica, a dispetto dei tentativi (peraltro sporadici e per lo più inefficaci) di esercitare pressioni dall’esterno. La qualità delle istituzioni bulgare è quindi scadente, anche se paragonata a quella dei paesi confinanti. Per questo, dopo che la bolla speculativa immobiliare ed edilizia si è sgonfiata nel 2009, gli investitori esteri sono apparsi riluttanti ad impegnarsi in nuovi progetti e l’afflusso di nuovi capitali stranieri si è notevolmente ridotto. […]

I dimostranti di ogni età hanno levato la voce per dire “basta!” all’elite di tutti i partiti. È ancora possibile che la transizione della Bulgaria abbia un lieto fine, che ai miei occhi sarebbe rappresentato da un avvicinamento, per quanto lento, all’ideale di un ordine politico e sociale libero, consistente di una cornice di rule of law che racchiude un’economia di libero mercato in regime di concorrenza, una democrazia funzionante e una vivace società civile. […] Quello che anima tanti dei dimostranti nelle strade di Sofia è il sogno di far diventare la Bulgaria semplicemente un normale paese europeo, magari con un modesto livello di vita paragonabile a quello delle nostre ex-”repubbliche sorelle” dell’Europa centrale. È un’utopia? Le prossime settimane e mesi potrebbero rivelarsi decisive per rispondere a questa domanda.

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N.B.: Anche in Islanda si sono dati parecchio da fare: “Cittadini vs Governo: la rivolta dell’Islanda

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