Il Governo Letta ha avviato una consultazione pubblica sulle riforme costituzionali,  che durerà dall’8 luglio all’8 ottobre 2013.

Nelle domande che costituiscono il questionario breve, ad esempio, si chiede di dare la propria opinione sulla forma di Governo che vorremmo: parlamentarismo piuttosto che presidenzialismo, parlamentarismo unicamerale o bicamerale, quale dev’essere l’età minima necessaria per essere eletti in Parlamento, come sarebbe possibile migliorare l’efficienza del Parlamento (numero di Parlamentari, indennità e benefici, attività di legiferazione, trasparenza dell’operato), modalità di discussione delle  proposte di legge sottoscritte dai cittadini, validità dei referendum abrogativi, organizzazione degli enti amministrativi territoriali.

La mia opinione in merito?

Si tratta in assoluto della cosa più inutile che il Governo avrebbe potuto fare!!!

Circa tre mesi fa, nel periodo intercorso tra le elezioni e la nomina del governo Letta, il Presidente della Repubblica Napolitano aveva istituito appositamente una commissione di saggi, la quale presentò poi una relazione (vedi articolo “Elezioni 2013: tra bisticci e capricci, tocca sempre a Napolitano… risolvere gli impicci!!!“) appunto sulle riforme costituzionali.

In questa relazione (che troverete nell’articolo sopra citato), è scritto ad esempio che “Il Gruppo di lavoro ritiene che l’attuale modello di bicameralismo paritario e simmetrico rappresenti una delle cause delle difficoltà di funzionamento del nostro sistema istituzionale. A tal fine, propone che ci sia una sola Camera politica ed una seconda Camera rappresentativa delle autonomie regionali (Senato delle Regioni).”

[…] “Per effetto del superamento del bicameralismo paritario, occorre calcolare il numero di parlamentari con modalità diverse tra Camera e Senato. Oggi i deputati sono 630, all’incirca uno ogni 95.000 abitanti. 

Il Gruppo di Lavoro ritiene che sia ragionevole seguire un criterio per il quale la Camera sia composta da un deputato ogni 125.000 abitanti. I deputati verrebbero così ad essere complessivamente 480. Per i Senatori, si propone un numero complessivo di 120, ripartiti, come si è detto, in proporzione al numero di abitanti in ciascuna Regione.”

Tale relazione è molto obiettiva e ragionevole, non a caso è stata scritta da persone che hanno pieno possesso della materia in questione. La mia domanda è questa: essendo quella delle riforme costituzionali una materia tutt’altro che semplice da trattare, ma che al contrario è piuttosto complessa, a cosa serve chiedere l’opinione dei cittadini? Non bastava forse mettere in pratica quanto scritto nella relazione dei saggi? Perchè far credere ai cittadini di poter dare la loro opinione, quando la loro opinione in realtà non conta e comunque non sarebbe, nella maggior parte dei casi, all’altezza della complessità di tali argomenti? Ho risposto alle domande del questionario, ma il fatto di essere chiamata a dare la mia opinione su tutto ciò mi ha sinceramente sconcertata…

Solo chi ha studiato scienze politiche può, a mio parere, dare delle risposte sensate e consapevoli alle domande che vengono poste. Peccato che la maggior parte dei cittadini, me compresa, non abbia fatto tali studi: non è di certo su questi argomenti che si deve stimolare la partecipazione pubblica, ma magari su argomenti come il sistema fiscale o il welfare, tanto per fare un paio di esempi.

… ma i politici si rendono conto di quello che dovrebbe essere il loro mestiere oppure no? Ma lo sanno o no che dovrebbero essere loro a rendersi conto di ciò che va bene e di ciò che non va bene nel nostro attuale modello costituzionale? Ma lo sanno o no che a noi cittadini non ce ne frega un bel niente se a decidere è una camera sola oppure due? Se e come dev’essere discusso un referendum abrogativo oppure una proposta di legge presentata dai cittadini? Ci chiedono come si potrebbe migliorare l’efficienza del parlamento? Forse mandandoli a casa tutti quanti, trascinandoli fuori dal Parlamento prendendoli per le orecchie, uno ad uno, visto che non sono nemmeno in grado di fare il loro mestiere!!

E’ una proposta in perfetto stile Grillo, immagino che siano stati i deputati del M5S ad avere questa geniale idea: non hanno ancora capito che la cosiddetta “democrazia diretta” a loro cara è un’utopia, in altri articoli del blog ne abbiamo già parlato. Qui ci vuole una classe politica capace ed efficiente, non della gente che non sa cosa fare e perde tempo chiedendo ai cittadini di fare ciò che essa non è in grado di fare…

L.D.

www.partecipa.gov.it/consultazione.jsp

La Consultazione pubblica sulle Riforme Costituzionali

La consultazione pubblica sulle riforme costituzionali costituisce un’importante occasione per partecipare al processo di riforma e fornire indicazioni preziose per i lavori istituzionali.

La consultazione è aperta dall’8 luglio all’8 ottobre 2013 per una durata complessiva di 3 mesi. I risultati confluiranno in un rapporto che sarà pubblicato online e consegnato alla Presidenza del Consiglio.

Il processo di consultazione è strutturato in tre livelli: un questionario breve, un questionario di approfondimento e una fase di discussione pubblica. I primi due questionari saranno accessibili online a partire dall’8 luglio, mentre l’avvio della successiva fase di discussione pubblica sarà annunciato in corso sui siti istituzionali. Questo processo strutturato ha l’obiettivo di favorire una grande partecipazione popolare e, allo stesso tempo, di coinvolgere ogni tipo di interlocutore, con differenti gradi di esperienza e conoscenza delle materie trattate. Ogni livello rimane comunque aperto a tutti. […]

6) Perchè una consultazione pubblica sulle riforme costituzionali?

Perchè è fondamentale avere indicatori utili a valutare l’orientamento complessivo degli Italiani verso il tema pubblico per eccellenza, le riforme costituzionali. In questo modo, il processo di riforma sarà arricchito da un ulteriore elemento, l’opinione dei cittadini. La consultazione sulle riforme costituzionali – per la peculiarità del momento storico e la centralità del tema per il funzionamento dello Stato e la qualità della democrazia – rappresenta dunque un fondamentale e necessario processo di partecipazione pubblica.

7) È possibile consultare i cittadini su materie complesse come quelle relative alle riforme costituzionali?

Si, se la consultazione è accompagnata da supporti informativi facilmente fruibili e sostenuta da un dibattito pubblico informato. Pur rappresentando in alcuni casi inevitabili semplificazioni di dibattiti articolati, i quesiti, anche nel caso del questionario breve, sono costruiti per rappresentare, in integrazione con note informative, glossario e materiali aggiuntivi, un sufficiente punto di partenza per i cittadini nella comprensione delle materie di consultazione. L’attività di consultazione deve anzi costituire un’occasione preziosa per contribuire alla formazione di una cittadinanza consapevole e per avvicinare i cittadini alle istituzioni. A tal fine, lo spazio web www.partecipa.gov.it diventerà, alla chiusura della consultazione, piattaforma permanente per l’aggregazione delle iniziative di consultazione e di partecipazione del governo e dei Ministeri, e per l’approfondimento e la condivisione di tematiche civiche. […]

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Aggiornamento del 22 aprile 2014:

Abbiamo pagato delle persone per far partecipare circa 130mila persone su 6 milioni di abitanti, per realizzare infine un report che non verrà letto nè minimamente preso in considerazione dai decisori:

Consultazione pubblica sulle riforme costituzionali – Rapporto finale

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