Come accade sempre, in Italia, qualsiasi proposta di innovazione viene bloccata, come successo per quanto riguarda la proposta del politecnico di Milano di fare lezioni esclusivamente in lingua inglese a partire dal 2014.

Signore e signori, l’inglese bisogna impararlo, fin da bambini. In Italia siamo indietro, non c’è nulla da fare: l’intero sistema scolastico è indietro, non sa insegnare in modo efficace l’inglese ai giovani, che così si troveranno in difficoltà quando andranno all’Università o quando entreranno nel mondo del lavoro. 

Bisognerebbe assolutamente promuovere e migliorare l’insegnamento dell’inglese, i nostri ragazzi dovrebbero impararlo come se per loro fosse la lingua madre. I motivi? Il turismo ed il commercio sono ormai globali: non è un caso che molti italiani non si rechino in vacanza all’estero per la loro incapacità di comunicare in inglese (vedi l’articolo “Dove vanno in vacanza gli italiani?“), mentre spesso e volentieri, ed in futuro accadrà sempre di più, anche sul lavoro capita di doversi interfacciare con persone straniere: americani, europei od orientali che siano, l’inglese è la lingua universale per eccellenza, per questo DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE impararla TUTTI QUANTI, non soltanto chi ha la possibilità di fare corsi privati o vacanze-studio all’estero

Come fare? Partire a fare lezioni in inglese all’Università, come proposto dal Politecnico di Milano, è in effetti un po’ eccessivo, un po’ troppo traumatico per tutti, docenti e studenti. Io partirei a fare lezioni in inglese dalle elementari: metà lezioni in inglese e metà in italiano, alle scuole elementari, alle medie e alle superiori (naturalmente facendo sia lettura che scrittura, ascolto e conversazione), in modo da adattarsi ed imparare un po’ alla volta. L’ostacolo più grande sarebbe però non tanto la volontà degli alunni, quanto piuttosto la volontà degli insegnanti nell’imparare a fare lezioni in lingua inglese. Sarebbe un grande sacrificio, ma penso che ne varrebbe la pena!!!

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_24/no-all-inglese-come-lingua-esclusiva-il-tar-ferma-il-politecnico-di-milano-federica-cavadini-2221294413971.shtml

No all’inglese come lingua esclusiva
Il Tar ferma il Politecnico

No all’inglese come lingua esclusiva all’università. Questa scelta «incide in modo esorbitante sulla libertà di insegnamento e sul diritto allo studio». Lo slancio in avanti del Politecnico di Milano, che l’anno scorso aveva annunciato «solo lezioni in inglese dal 2014», è stato fermato dai giudici del Tar che hanno accolto ieri il ricorso presentato da un centinaio di professori dell’ateneo. Difeso il primato della lingua italiana sancito dalla Costituzione, anche per l’insegnamento nelle nostre università. […]

Federica Cavadini – 24 maggio 2013

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http://oggiscienza.wordpress.com/2013/05/28/saltare-tra-due-lingue-come-fanno-i-biligui/

Saltare tra due lingue: come fanno i biligui?

Pubblicato da Valentina Daelli – 28 maggio 2013

CRONACA – Lo sa bene chiunque abbia lottato per riuscire a pronunciare correttamente una parola straniera: non è solo questione di vocabolario e di grammatica, le diverse lingue utilizzano anche pacchetti di suoni differenti, e saltare dall’uno all’altro può condurre spesso a errori.

Come si comportano le persone che devono spostarsi continuamente tra questi gruppi di suoni di due diverse lingue madri, come i bilingui?
Uno studio condotto da due ricercatori della University of Arizona suggerisce che le persone bilingui siano in grado di far fronte al problema perché possiedono due sistemi di suoni separati per ciascuna lingua, attivati in modo selettivo dal contesto linguistico.

[…] Cosa succede alle persone bilingui, che imparano due lingue diverse nei primi anni di età? Costruiscono due sistemi di suoni separati per ciascuna lingua o utilizzano un unico sistema, appartenente alla lingua dominante, adattandolo ai contesti linguistici diversi?

I risultati dello studio sembrano favorire la prima teoria. Secondo la ricerca, infatti, le persone bilingui hanno utilizzato alternativamente due diversi sistemi di suoni a seconda del contesto, dimostrando la capacità di percepire ciascuna delle due lingue come se fosse la lingua madre.

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http://www.mosalingua.com/it/limportanza-dellinglese-nel-mondo-del-lavoro/

L’importanza dell’inglese nel mondo del lavoro

FEBBRAIO 27, 2012 BY LUCA

Che lo si voglia o meno, l’inglese è diventato la lingua più utilizzata nel mondo del lavoro e nella comunicazione internazionale. Pochi possono ignorare questo assioma e persino coloro che oggi non hanno bisogno dell’inglese, non potranno farne a meno domani. Questo articolo intende rispondere ad una domanda semplice quanto importante.

Perché l’inglese è importante per il tuo lavoro?

  1. L’inglese è la lingua più diffusa su Internet
    Chi legge in inglese, può accedere alla maggior parte delle informazioni che esistono sul web. Molti sostengono che l’80% dei dati su internet sono scritti in lingua inglese. Accedere a tutte queste risorse è non solo molto interessante, ma soprattutto utilissimo quando si lavora o studia.
  2. L’inglese è la lingua più redditizia da imparare
    Il libro “English as economic value: facts and fallacies” di François Grin spiega perché l’inglese è l’investimento più redditizio che si può fare nel proprio percorso di studi o d’apprendimento.
  3. L’inglese potrà lanciare la tua carriera
    Per impiegati, quadri e dirigenti, di tutti i settori lavorativi: avrai molte più opportunità in Italia o all’estero, in ogni tipo di azienda (ad es. multinazionali o imprese che lavorano con l’estero). Se non hai bisogno dell’inglese oggi, è solo una questione di tempo…
  4. Le persone che conoscono l’inglese guadagnano di più
    È difficile trovare delle statistiche precise per l’Italia, ma per esempio in Svizzera, le persone che parlano inglese guadagnano il 18% in più. 
  5. L’inglese è LA lingua del commercio, della scienza, della tecnologia (e non solo)
    È un dato di fatto: il commercio internazionale avviene in inglese, gli articoli scientifici sono scritti in inglese e tutto quello che riguarda la tecnologia passa attraverso questa lingua.
  6. L’inglese è la lingua straniera più usata nelle azienda italiane (ed europee)
    Sul mercato del lavoro una buona conoscenza dell’inglese è ormai un criterio importantissimo. Dopo l’italiano, l’inglese è la lingua più usata negli scambi esterni ed interni delle azienda italiane.
    Poiché questo primato vale anche per le aziende degli altri stati europei, l’inglese potrà aprirti un gran numero di porte nel nostro paese o all’estero. […]

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Ed ecco a voi il bravissimo Enrico Bertolino in “Gli italiani e il problema della lingua” (YouTube)

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Aggiornamento del 2 luglio 2013:

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-21/insegnare-inglese-aiutare-cultura-120240.shtml?uuid=Abh9856H

Insegnare in inglese può aiutare la cultura italiana

di Alberto Mantovani – 21 giugno 2013

[…] Una reale dimensione internazionale, quindi, dovrebbe già di per sé far superare la diatriba – forse un po’ anacronistica – sull’insegnamento in quella che, non dimentichiamolo, è la lingua della Scienza. Inoltre, una forte componente internazionale nei corsi universitari è un valore aggiunto anche per i nostri studenti: li abitua a vivere in un ambiente più stimolante, aperto al confronto con coetanei di culture diverse. […]

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