La procedura d’infrazione per deficit eccessivo a carico dell’Italia è partita nel 2009 e ieri  è stata ufficialmente chiusa. Un bel sospiro di sollievo da una parte (ora non siamo più tenuti sotto stretto controllo da parte dell’UE), ma dall’altra non possiamo di certo considerarci al sicuro: il nostro deficit rimane sempre sul filo del rasoio. Anche in futuro non potremo permetterci di superare il 3% come rapporto deficit/pil, ma l’OCSE stima che l’economia italiana sarà ancora in recessione per tutto il 2013 e nei primi mesi del 2013 abbiamo registrato un record del quale non andar troppo fieri, quello del numero di imprese fallite.

Il premier Letta dà il merito ai cittadini italiani (che hanno pagato più tasse naturalmente) e ai precedenti governi. Ma, dal nostro modestissimo punto di vista, il caro Letta è un po’ troppo buono : il plurale “i precedenti governi” è di sicuro un eccesso di buonismo nei confronti del governo Berlusconi, che ha combinato soltanto dei guai, mentre il solo artefice di questo evento (la chiusura appunto dell’infrazione) è casomai il governo Monti. Ma non più di quel tanto: anche Monti avrebbe infatti potuto fare molto di più. La sua strategia di “salvataggio” dei conti pubblici (argomento di cui abbiamo già discusso a suo tempo) si è infatti basata esclusivamente sull’aumento della pressione fiscale, mentre nulla è stato fatto per ridurre la spesa pubblica (aumentata ben dell’8,7% nel 2012!!!). 

Infine, a chi dice che è tutta colpa dell’austerità, consigliamo di leggere l’ultimo articolo citato qui di seguito.

L.D.

http://www.soldionline.it/network/politica-economica/l%E2%80%99italia-e-fuori-dalla-procedura-di-infrazione.html

L’Italia è fuori dalla procedura di infrazione Ue

Scritto da Alberto Galvi – 29 maggio 2013
La decisione di oggi della Commissione europea di chiudere la procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo nei confronti dell’Italia si accompagna a una serie di raccomandazioni che impegnano il governo a proseguire sulla strada del risanamento delle finanze pubbliche e al tempo stesso a varare le necessarie riforme strutturali. L’Italia ha corretto il deficit eccessivo in modo sostenibile, ma nonostante il consolidamento in corso l’elevato debito continua a essere un gravame sull’economia che dovrebbe arrivare al 132% nel 2014. Questo è il motivo per il quale non possiamo dire che l’Italia possa rilassarsi” Così il presidente della commissione Jose Manuel Barroso ha commentato la notizia dell’uscita dell’Italia dalla procedura di deficit eccessivo. Il premier Enrico Letta ha poi espresso tutta la sua soddisfazione: “Il merito è dello sforzo sostenuto da tutti gli Italiani, che devono essere orgogliosi di questo risultato. […]

Ue, Italia fuori da procedura deficit, tagli tasse lavoro a spese di Iva e Imu

mercoledì 29 maggio 2013
BRUXELLES (Reuters) – Sei le raccomandazioni che accompagnano la prevista e ampiamente anticipata proposta della Commissione europea di archiviare la procedura per deficit eccessivo aperta nei confronti dell’Italia ormai quattro anni fa. […] quella in tema fiscale entra pienamente nell’attuale dibattito politico nazionale: l’Italia, a parità di gettito, deve alleggerire il carico fiscale da lavoro e capitale compensandolo con la maggiore tassazione dei consumi (Iva) e degli immobili (Imu). In tema di Iva la Ue chiede di rivedere il regime delle esenzioni e delle aliquote ridotte, mentre per gli immobili la Commissione raccomanda di riformare il catasto per allinearlo ai valori di mercato. […] A fianco della reiterata richiesta del consolidamento del bilancio, la Ue chiede un sistema bancario più produttivo, una pubblica amministrazione più efficiente, una giustizia civile più veloce, un mercato del lavoro più flessibile, la maggiore apertura alla concorrenza sul mercato dei servizi.
La raccomandazione numero uno sui conti pubblici punta il riflettore su uno dei punti in assoluto più deboli del sistema Italia, un debito pubblico stimato quest’anno dalla Ue oltre il 131% del Pil, a fronte dell’obiettivo di 60% del ‘fiscal compact’, e oltre il 132% nel 2014 (più del 134% secondo l’Ocse).

[…] Diffuso soltanto la settimana scorsa, il rapporto annuale Istat 2012 simula l’effetto delle nuove regole Ue su un Paese con un debito intorno a 130% del Pil, un potenziale di crescita di circa 1% e un costo medio del debito in area 4%, concludendo che in simili condizioni per un rientro del debito a 60% del Pil sono necessari 80 anni.

[…] Una delle maggiori fragilità dell’Italia è sicuramente il mercato del lavoro, come puntualizzano addirittura tre delle sei raccomandazioni Ue: carenza di flessibilità, eccesso di carico fiscale su lavoratori e imprese e settore dei servizi ingessato, chiuso alla competitività. […]

http://www.agi.it/economia/notizie/201305291414-eco-rt10208-ocse_italia_peggio_del_previsto_nel_2013

Ocse “Italia in recessione, peggio del previsto nel 2013”

29 MAG 2013

http://www.ogginotizie.it/247380-letta-aquot-chiusura-deficit-merito-dei-governi-passatiaquot/#.Uacr9KJQaxM

Letta: “Chiusura deficit merito dei governi passati”

http://www.ilquintuplo.it/altro-che-spending-review-nel-2012-la-spesa-della-stato-e-aumentata-dell87/

Altro che spending review. Nel 2012 la spesa della Stato è aumentata dell’8,7%

By Redazione il Quintuplo on 22 gennaio 2013

Nessun taglio tangibile al bilancio statale. La spesa dello Stato nei primi 11 mesi del 2012, e’ aumentata di ben 32,6 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con una crescita dell’8,7%“. E’ quanto si legge in una nota di Unimpresa, il cui presidente, Paolo Longobardi, sottolinea “la sensazione che che i sacrifici siano stati imposti a imprese e famiglie mentre la preannunciata dieta per il bilancio pubblico non si e’ vista”.  Nello stesso arco temporale, le entrate dello Stato sono cresciute di 17,5 miliardi, in salita del 4,9%. […]

Vedi articolo “Contatore giornaliero delle imprese chiuse dall’inizio del 2013

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Vedi articolo ““All’Italia” di Giacomo Leopardi: una poesia di due secoli riletta in chiave moderna

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http://www.lavoce.info/e-la-crisi-non-lausterita-la-causa-dei-debiti-pubblici/

È la crisi, non l’austerità la causa dei debiti pubblici

28.05.13 – Francesco Daveri
In una recente intervista, il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina ha dichiarato che l’austerità “ha fatto salire i debiti pubblici in Europa dal 60 al 90 per cento del Pil”. Quella del vice-ministro è un’opinione diffusa. Ma non è confermata dai dati Eurostat disponibili.
Alla fine del 2007, cioè prima della crisi attuale, il debito pubblico era mediamente il 66,4 per cento del Pil nei 17 paesi della zona euro. I debiti pubblici della Germania e della Francia erano vicini alla media euro. L’Italia aveva un debito già superiore al 100 per cento del Pil, pari al 103 per cento del Pil.
[…]
L’austerità fiscale è entrata davvero nei bilanci pubblici dei grandi paesi europei a partire dai dati 2011. L’austerità fiscale aveva l’obiettivo di frenare l’aumento del numeratore del rapporto debito-Pil, ma ha anche prodotto effetti negativi – di entità superiore alle attese dei più e soprattutto del Fondo Monetario – sul denominatore del rapporto. Il risultato è che, dal 2010 il debito pubblico nell’area euro nel suo complesso è salito mediamente di cinque punti percentuali, dall’85,4 al 90,4 per cento di fine 2012. In Germania il debito pubblico in rapporto al Pil si è fermato a quota 82, in Francia è salito a 90 mentre in Italia è esploso al 127 per cento del Pil.
[…]

Non è stata l’austerità fiscale ma la crisi economica a far esplodere il debito pubblico dell’Europa. Le politiche di austerità e i loro effetti recessivi sono arrivate dopo, per mettere una pezza forse inevitabile ma poco riuscita su un buco che stava diventando troppo grande.

Daveri

 

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Aggiornamento del 4 giugno 2013:

Alcune info non troppo rassicuranti…

http://www.wallstreetitalia.com/article/1581922/conti-pubblici-sempre-peggio-rosso-raddoppia-a-8-miliardi.aspx

Conti pubblici sempre peggio, rosso raddoppia a 8 miliardi

Allarme per i conti: a maggio raddoppiato il bilancio negativo dell’andamento di cassa di entrate ed uscite dello Stato centrale. Verso aumento bollo auto, improbabile blocco Iva.

di: WSIPubblicato – il 04 giugno 2013

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/31/disoccupazione-ai-massimi-dal-1977-12-record-storico-tra-giovani-oltre-40/611749/

Disoccupazione ai massimi dal 1977: 12%. Record del tasso giovanile, oltre il 40%

Ad aprile oltre 3 milioni di italiani senza impiego: sono aumentati del 13,8% in un anno. Senza occupazione il 41,9% i ragazzi tra i 15 e i 24 anni “attivi” (cioè che cercano lavoro). Visco: “Bruciato mezzo milione di posti di lavoro in un anno”

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 31 maggio 2013

http://news.supermoney.eu/economia/2013/06/rapporto-ilo-2013-in-aumento-il-precariato-0018360.html#

Rapporto ILO 2013, in aumento il precariato

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