http://www.associazionelucacoscioni.it/campagna/fine-vita-e-eutanasia

Fine vita e eutanasia

Le decisioni di fine vita sono decisioni personalissime e, in quanto tali, devono essere prese con la massima libertà dalla persona per se stessa. In Italia, benché la Costituzione riconosca che nessuno può essere obbligato ad alcun trattamento sanitario contro la propria volontà, non vi sono leggi che regolino l’affermazione delle volontà della persona: né una legge sul testamento biologico, né sull’eutanasia. L’Associazione Luca Coscioni, anche attraverso la lotta di Piergiorgio Welby, ha imposto una discussione su questi argomenti e oggi si batte contro proposte di legge illiberali su questa materia.

http://www.associazionelucacoscioni.it/campagna/eutanasia

Eutanasia

STORIA E PROBLEMA – Il significato letterale di eutanasia è quello di buona morte. Un dibattito sull’eutanasia è comparso negli ultimi decenni del XX secolo: principalmente per il perfezionamento delle macchine con cui si può tenere in vita un morente per tempi lunghissimi e per l’allungamento della vita. Lo scontro etico-giuridico si delinea tra coloro che ritengono che la fine della vita umana sia un evento a noi disponibile e coloro che ritengono che la vita umana sia un valore inviolabile.  Un tipo di eutanasia è quella attiva volontaria, atto con il quale qualcuno produce esplicitamente la morte di un’altra persona che è affetta da una grave malattia e vicina alla morte e che patendo gravi sofferenze fisiche e psicologiche chiede dunque, in modo consapevole, al suo medico curante e ad altri medici di essere aiutato a morire.  Nel caso invece dell’eutanasia involontaria, l’atto eutanasico per la persona non più competente dovrà essere considerato non approvabile se non si dispone di direttive anticipate, mentre si può accettare nel caso in cui vi sia la volontà precedentemente espressa.  C’è poi il caso dell’eutanasia passiva, legata ad una serie di distinzioni tra azione ed omissione, sospendere e iniziare una cura, mezzi di intervento terapeutici straordinari o ordinari.

In Italia l’eutanasia attiva costituisce reato e rientra nelle ipotesi previste e punite dall’articolo 579 (Omicidio del consenziente) o dall’articolo 580 (Istigazione o aiuto al suicidio) del codice penale. 

Al contrario la sospensione delle cure (cosiddetta “eutanasia passiva”) costituisce un diritto inviolabile in base all’articolo 32 della Costituzione italiana in base al quale: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Principio affermato, tra l’altro, dalla sentenza con la quale il Tribunale di Roma ha prosciolto Mario Riccio, il medico che ha praticato a Welby la sedazione terminale. Tuttavia in Italia viene disatteso anche questo principio che conduce al fenomeno dell’eutanasia clandestina.  In tale ottica, la battaglia radicale di Piergiorgio Welby ha incarnato la semplice applicazione del diritto di ogni malato a non essere sottoposto a terapie mediche contro la propria volontà. E casi come quelli di Giovanni Nuvoli, costretto a lasciarsi morire di fame e di sete per ottenere il riconoscimento di un diritto che la stessa Costituzione gli garantiva, dimostrano che nel nostro Paese tale diritto viene spesso disatteso, anche in relazione agli anatemi integralisti lanciati quotidianamente dalle gerarchie vaticane.

COSA FACCIAMO NOI: L’Associazione Luca Coscioni si batte affinché il fenomeno dell’eutanasia clandestina venga alla luce e il dibattito sulla legalizzazione dell’eutanasia venga calendarizzato in parlamento. A tal proposito è in atto una raccolta firme per una petizione al Parlamento italiano (http://www.associazionelucacoscioni.it/appelloeutanasia) per effettuare un’indagine conoscitiva sull’eutanasia clandestina e gli altri aspetti della morte all’italiana, e affinché vengano discusse proposte di legge per la legalizzazione o depenalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito. Stiamo raccogliendo anche adesioni per una petizione al Parlamento europeo (http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/petizione-al-parlamento-) per chiedere che tutti gli Stati membri rispettino l’autonomia del paziente.

LA NOSTRA CAMPAGNA PER LA LEGALIZZAZIONE DELL’EUTANASIA:

www.eutanasialegale.it

SOCCORSO CIVILE – Continuiamo ad offrire il nostro sostegno, legale, materiale e medico, a tutti quei malati che, volendo legittimamente interrompere un trattamento sanitario al quale siano sottoposti contro la loro volontà, vengano ignorati dalle istituzioni e dalle strutture sanitarie che li assistono.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/eutanasia-2-3-italiani-al-mese-allestero-per-morire-in-piazza-per-legge-sulla-dolce/581994/

Eutanasia, 2-3 italiani al mese all’estero per morire. “Iniziativa popolare come divorzio”

L’associazione Luca Coscioni lancia la campagna “Eutanasia legale”, per raccogliere le firme necessarie alla presentazione di una legge d’iniziativa popolare che renda legale in Italia la dolce morte. “Nel Nordest, il 70% degli elettori della Lega e il 71% dei cattolici sarebbe a favore dell’eutanasia”, afferma il radicale Marco Cappato

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 3 maggio 2013
[…] I DATI – Sono una trentina in tutto gli italiani andati in Svizzera per non fare più ritorno. Connazionali “che muoiono in esilio”, così li definisce Emilio Coveri, presidente di Exit Italia, Associazione per il diritto a una morte dignitosa. Nell’ultimo anno sono stati 2-3 al mese, ma si tratta “di un numero in aumento, soprattutto a seguito delle discussioni che sono maturate in Italia sulla legge che riguarda il testamento biologico”. E Carlo Troilo, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, aggiunge: “Sono 80-90 mila i malati terminali che muoiono ogni anno, soprattutto di cancro: il 62 per cento muore grazie all’aiuto dei medici con un’eutanasia clandestina. I dati, forniti dall’Istituto Mario Negri, sono stati confermati da Ignazio Marino”. Per Capponi, anche i cattolici sono d’accordo alla dolce morte. “Nel Nordest, il 70% degli elettori della Lega e il 71% dei cattolici sarebbe a favore dell’eutanasia. Questi dati – riflette – ci fanno capire che c’è un problema dei dirigenti politici e della loro rappresentatività rispetto ai propri elettori. Le Istituzioni sono scollegate dal resto del Paese – termina – basterebbe lasciare i singoli parlamentari liberi di scegliere”.
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Libro “Il diritto di morire” di Umberto Veronesi

Il diritto alla vita e il diritto di ciascun individuo all’autodeterminazione della propria vita fanno parte delle grandi conquiste della civiltà moderna. Ma oggi sono sempre più le persone che si battono perché venga riconosciuta anche la legittimità, per chi si trova in condizioni estreme di sofferenza e di dolore, di decidere se continuare a vivere o terminare volontariamente la propria esistenza. I grandi progressi degli ultimi anni in campo medico e scientifico ci hanno in qualche modo illusi di aver raggiunto l’immortalità, facendoci dimenticare che la morte è un fatto biologico. Si è persa, insomma, l’accettazione dell’ordine naturale che vuole che tutti gli esseri viventi siano mortali. Il diritto a una morte dignitosa sta alla base del complesso e delicato problema dell’eutanasia; la malattia, sostiene Veronesi in questo libro, stabilisce una relazione così stretta fra il medico e il paziente da far sì ce il medico sia in grado di interpretare le volontà dell’ammalato, non ultimo il rifiuto di sottoporsi a cure inutili, e il desiderio di morire appunto con dignità. In questo libro estremamente attuale, Veronesi compie una riflessione dolorosa e sincera su uno dei grandi interrogativi del nostro tempo, che coinvolge le coscienze di tutti noi, laici e credenti.
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Aggiornamento del 14 febbraio 2014:

Belgio, approvata la legge per l’eutanasia dei bambini

BRUXELLES – Il Parlamento belga ha approvato con una larga maggioranza (86 sì e 44 no) la legge che estende l’eutanasia anche ai minori di 18 anni facendo del Belgio il primo paese al mondo a legalizzarla in maniera così estesa (in Olanda, dove una legge analoga è già in vigore, può essere applicata solo a chi ha più di 12 anni). […] I sostenitori della legge ritengono che questa permetterebbe di liberare bambini malati di terminali da sofferenze senza fine, rispettando il loro diritto ad una morte dignitosa. L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa però ha affermato che la proposta di legge viola “la base della società civile”, ricordando che i bambini non sono in condizione di dare “un consenso informato adeguato”.

13 febbraio 2014

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Aggiornamento del 26 febbraio 2014:

Molto interessante questa iniziativa:

bioeticadeliberativa.scienzainrete.it

bioeticadeliberativa è uno strumento di consultazione online per la partecipazione alle scelte pubbliche che riguardano le questioni etiche poste dalla medicina e dalla biologia. Sarà uno spazio costantemente aperto per la discussione informata su temi di interesse generale.

Nel prossimo anno la piattaforma verrà impiegata in fase sperimentale per poi, auspicabilmente, diventare uno strumento di riferimento per la partecipazione dal basso.

COME FUNZIONA

INFORMATI

Documentati su una questione scientifica utilizzando i materiali informativi che mettiamo a tua disposizione.

Non ti sembrano adeguati? Aiutaci a migliorarli.

ARGOMENTA

Consulta gli argomenti etici a favore o contro una certa soluzione. Obietta a quelli che ti sembrano più deboli.

Hai l’impressione manchi qualche argomento decisivo? Scrivicelo.

DISCUTI

Partecipa al forum di discussione informata per la stesura di un documento di consultazione da sottoporre alle istituzioni competenti.

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Aggiornamento del 12 maggio 2014:

https://www.change.org/it/petizioni/la-vita-%C3%A8-un-altra-cosa-eutanasialegale-welby

Diretta a Laura Boldrini 

PETIZIONE: La vita è un’altra cosa #eutanasialegale #Welby 

Lanciata da: Associazione Luca Coscioni

Mi chiamo Mina e nel lontano 1980 ho sposato Piergiorgio, Piergiorgio Welby, un uomo affetto da distrofia muscolare. Piergiorgio prima di morire mi ha detto: “Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche.”

Queste e altre parole contro l’accanimento terapeutico e per il diritto all’eutanasia Piergiorgio le pronunciava in un discorso del settembre 2006 al Presidente Napolitano. Un discorso, fatto dal letto al quale era inchiodato, in cui aggiungeva: “Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude”.

In Italia, chi aiuta un malato terminale a morire – come un genitore o un figlio che vuole smettere di soffrire – rischia fino a 12 anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà è costantemente violato.

Il 13 settembre 2013 abbiamo consegnato in Parlamento una legge di iniziativa popolare che regola l’eutanasia e il testamento biologico. Oggi chiedo, in memoria di Piergiorgio e per il diritto di tutti, la calendarizzazione in aula della proposta di legge sull’eutanasia e il testamento biologico.

Piergiorgio amava la vita, ma per lui la vita era altro dall’essere condannato a stare inchiodato a un letto. Se anche per te la vita è un’altra cosa, aiutaci firmando la petizione.

Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni

Carla Welby, sorella di Piergiorgio Welby

Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni

Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni

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