Trascorsi due mesi dalle elezioni politiche (24-25 febbraio), i tre principali partiti (Pd – Pdl – M5S) non sono riusciti a mettersi d’accordo, così il neo rieletto presidente Napolitano ha dovuto prendersi la briga di istituire un secondo governo tecnico, questa volta presieduto da Enrico Letta. Questo il resto della formazione:

da Wikipedia – Governo Letta:

  • Vicepresidente del Consiglio dei ministri
Angelino Alfano (PdL)
  • Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Filippo Patroni Griffi (Indipendente), segretario del Consiglio dei ministri
  • Ministri senza portafoglio

Rapporti con il parlamento e Coordinamento dell’attività di governo

Ministro Dario Franceschini (PD)

Affari europei

Ministro Enzo Moavero Milanesi (SC)

Affari regionali e autonomie

Ministro Graziano Delrio (PD)

Coesione territoriale

Ministro Carlo Trigilia (PD)

Riforme costituzionali

Ministro Gaetano Quagliariello (PdL)

Pubblica amministrazione e semplificazione

Ministro Gianpiero D’Alia (UdC)

Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili

Ministro Josefa Idem (PD)

Integrazione

Ministro Cécile Kyenge (PD)
  • Ministeri con portafoglio

Affari esteri

Ministro Emma Bonino (RI)

Interno

Ministro Angelino Alfano (PdL)

Giustizia

Ministro Anna Maria Cancellieri (Indipendente)

Difesa

Ministro Mario Mauro (SC)

Economia e finanze

Ministro Fabrizio Saccomanni (Indipendente)

Sviluppo economico

Ministro Flavio Zanonato (PD)

Infrastrutture e trasporti

Ministro Maurizio Lupi (PdL)

Lavoro e politiche sociali

Ministro Enrico Giovannini (Indipendente)

Istruzione, università e ricerca

Ministro Maria Chiara Carrozza (PD)

Beni e attività culturali

Ministro Massimo Bray (PD) (con delega al Turismo)

Salute

Ministro Beatrice Lorenzin (PdL)

Ambiente, tutela del territorio e del mare

Ministro Andrea Orlando (PD)

Politiche agricole, alimentari e forestali

Ministro Nunzia De Girolamo (PdL)

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Le premesse sono molto buone, considerando che:

  1. il premier Enrico Letta è molto giovane, ha solo 46 anni, un fatto alquanto inusuale nella politica italiana, che storicamente è sempre stata nelle mani di persone molto più anziane, come una vera e propria “gerontocrazia”;
  2. tra i ministri abbiamo ben 7 donne;
  3. per la prima volta abbiamo addirittura una donna di colore sulla plancia di comando (come in Star Trek, solo che dal famoso ed avanguardistico telefilm sono passati “solo” più di 40 anni!!!), trattasi di Cècile Kyenge. Chi se lo sarebbe mai aspettato?!?

Foto: Nel nuovo governo c'è una donna nera in plancia di comando, ma chi se lo sarebbe mai immaginato???<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />
Star Track nel '66 ovviamente: ci abbiam messo meno di 50 anni :D... siam proprio bravi!!!!

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Anche dal discorso programmatico le premesse sono molto buone, si è parlato infatti di:

Il problema è: dove troveranno i fondi necessari per fare tutto ciò? I propositi sono splendidi, ma non sarà così semplice trovare il denaro necessario. D’altra parte lo abbiamo visto con il governo Monti, che per starci dentro con i conti non ha avuto altra chance che introdurre appunto l’IMU…

Quali soluzioni Letta abbia in mente non ci è ancora dato sapere, possiamo solo ipotizzare quanto segue:

  • iniqui tagli lineari (?!?)
  • benefici derivanti da risparmi sugli interessi da pagare sul debito pubblico (ok+)
  • trattative con l’UE per quanto riguarda la tempistica di rientro del deficit, che dovrà essere ritardato di un anno o forse più (ok+)
  • introduzione di tasse ulteriori (?!?)
  • mini-taglio della spesa pubblica corrente -> ma Monti stesso aveva avuto parecchie difficoltà sul fronte spending-review (?!?)
  • lotta alla corruzione -> ma in 2-3 mesi si potrà fare ben poco (?!?)
  • tasse sui tabacchi e sui giochi -> ma non possiamo farci troppo affidamento, non essendo entrate certe (?!?)

LEGENDA:

  • ok+  = soluzione buona e fattibile/possibile
  • ?!? = forte perplessità

Vedi gli articoli:

  1. Il ritorno di Berlusconi: uno scherzo o una tragedia?” per quanto riguarda l’IMU;
  2. Quali strategie sono possibili per ridurre il nostro debito pubblico?” per quanto riguarda appunto la delicata questione del debito pubblico.

http://diretta.ilsole24ore.com/Event/Governo_Letta_il_discorso_programmatico

Governo Letta: il discorso programmatico

29 aprile 2013

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Queste alcune considerazioni di Oscar Giannino:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10151381573226962&id=11147196961

II GOVERNO LETTA E LA SFIDA DI CHI NON CI SI RITROVA

29 aprile 2013 – di Oscar Giannino

[…] Ricordate che nel documento economico dei saggi di Napolitano NON venivano ravvisati margini per energici tagli di spesa improduttiva a favore di abbattimento d’imposta su lavoro e impresa, il vero nodo per favorire la crescita [vedi l’articolo “Elezioni 2013: tra bisticci e capricci, tocca sempre a Napolitano… risolvere gli impicci!!!]. Si individuava una via diversa, quella di devolvere tutti gli eventuali margini di finanza pubblica resi possibili dalla lotta all’evasione o da concessioni europee al solo – pur necessario – finanziamento degli ammortizzatori sociali e delle emergenze. Se questo fosse il criterio, e va aggiunta la richiesta elettoralistica del Pdl su IMU, poi la copertura del mancato punto di IVA di cui è già previsto nei conti pubblici l’aumento, e infine il tentativo di coprire il mancato avvio TARES posposto a dicembre, ecco che ci sarebbe già un punto secco di Pil di fabbisogno da coprire SENZA AVER DIMINUITO DI UN EURO il prelievo su lavoro-impresa. Per chi la pensa come me, giocoforza bisogna dunque tenere la guardia alta. Bisognerebbe puntare con decisione ai 2 punti di Pil di spesa pubblica in più in Italia rispetto a Germania sui costi generali della PA – non welfare da tagliare – e sul punto di Pil di maggior spesa in costi della politica, per finanziare una primo energico step di sgravi d’imposta a lavoro-impresa. E bisognerebbe metter mano al punto su cui quasi nessuno insiste – tranne Alesina-Giavazzi, FARE ne ha parlato inascoltata in campagna elettorale – cioè quello di un intervento sistemico – italiano e incardinato senza scandalo in aiuti europei – sulla questione delle sofferenze bancarie, arrivate a 10 punti di Pil, e che vincolano capitale aggiuntivo alle banche con conseguente ulteriore stretta del credito. Il governo Letta – a prescindere dalla stima per lui personalmente e per chi lo compone – ha la possibilità politica e parlamentare di fare questo? E’ molto difficile immaginarlo. L’unica è augurarselo, ma incalzandolo.

[…] la produttività italiana dal 1995 al 2010 è cresciuta solo dello 0,1% medio annuo rispetto allo 0,8% media ue e 1,5% media Paesi avanzati. Ora stiamo perdendo altri punti di CLUP comparato, mentre Spagna e Grecia recuperano! Chiunque dimentica queste cose spera solo che l’Europa consenta di tornare a spesa pubblica allegra, che è stata solo scalfita dalla via tutta-tasse Tremonti-Monti. Ma questo resta un errore illusorio, resista l’euro attuale oppure no. […]

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Per quanto riguarda la sparatoria avvenuta nel corso del giuramento davanti a Palazzo Chigi, devo ammettere che, purtroppo, ha ragione Vittorio Bertola: anche a me capita molto spesso di sentire persone auspicare, con tranquillità e leggerezza, che venga messa una bomba in Parlamento. Quando sento queste cose rabbrividisco, sia per la violenza del gesto che per la stupidità di chi ne parla. Con una bomba non si risolve nulla, con la violenza in generale non si risolve nulla. Bisogna parlare, ragionare e trovare soluzioni, non si può parlare di bombe, nemmeno per scherzo. Siamo in un paese democratico e civile: per favore, cerchiamo di ricordarcelo un po’ più spesso…

L.D.

http://www.corriere.it/cronache/13_aprile_29/preiti-sparatoria-palazzo-chigi_c23dbfb0-b0c3-11e2-b358-bbf7f1303dce.shtml

Preiti: «Ero disperato, non potevo
più mantenere mio figlio»

http://www.nanopress.it/politica/2013/04/29/spari-a-palazzo-chigi-vittorio-bertola-peccato-non-abbia-fatto-secco-un-ministro_P13276003.html

Spari a Palazzo Chigi, Vittorio Bertola: “Peccato non abbia fatto secco un ministro”

Vittorio Bertola, consigliere comunale di Torino del Movimento 5 Stelle posta su Facebook una frase polemica: Il vero problema non è che qualcuno vada davanti a Palazzo Chigi e spari durante il giuramento del governo. Il vero problema è che in questo momento, ne sono assolutamente certo, ci sono alcuni milioni di italiani che pensano“peccato che non abbia fatto secco almeno un ministro”“. Il messagggio prosegue Ovviamente non auspico che questo accada ma sono assolutamente convinto che siano tanti quelli che lo pensano, perchè purtroppo, in questo momento, ci sono tante persone disperate e la politica non sta facendo nulla per aiutarle“. […]

29 Apr 2013

http://www.ilgiornale.it/news/interni/912670.html

I guru del disprezzo armano i disperati

Da Grillo a Travaglio ecco chi alimenta l’ostilità verso la politica. E il qualunquismo è terreno fertile per la violenza

Maurizio Caverzan – 29/04/2013

«Arrendetevi! Siete circondati!», urlava Grillo fino a qualche giorno fa. Ieri, davanti a Palazzo Chigi, qualcuno ha sparato contro due carabinieri e una donna incinta di passaggio. […] L’odio è un treno in corsa. Un bolide che sferraglia. Lanciato da una campagna che dura da mesi, anni. Qualche sera fa, per stare all’oggi, c’era d’aver paura a vedere certi volti esagitati ripresi da Servizio pubblico. «O la piazza o il Re», s’intitolava. Il re era Napolitano. Le telecamere mostravano gente che piangeva disperata perché non era stato eletto Rodotà, sicura che lo voleva «tutto il popolo italiano». Quattromilaseicento click su un totale di 28mila votanti delle Quirinarie. L’ideologia della Rete è puro illusionismo, una dittatura potenziale. […] il leader dei Cinque Stelle dovrebbe ricordare cos’era il «brodo di coltura» nel quale maturarono gli attentati e le azioni violente degli anni di piombo. È il terreno fertile del seme della violenza. Non più tardi di una settimana fa lo Sciamano pentastellato chiamava milioni di militanti a marciare su Roma. Salvo fare dietrofront dopo l’avvertimento del ministero dell’Interno. Quel brodo è la brodaglia dell’odio e della demonizzazione dell’avversario. Quel brodo è anche il brodo di cultura della superiorità morale. «Arrendetevi! Siete circondati!» è un ultimatum mutuato dal linguaggio bellico. O dai film polizieschi, con gli agenti che assediano i criminali asserragliati. Noi della piazza siamo i buoni. I cattivi sono dentro, nel Palazzo. […]  l’antipolitica grillina sta lentamente degradando nel qualunquismo più becero. Difficile fare troppi distinguo quando si scrive che il nuovo governo «è un’ammucchiata degna del miglior bunga bunga». E che «mescolarsi significa sporcarsi di merda». […]

Vedi l’articolo “Anarchici, Brigate Rosse e Fascisti: con la crisi economica, possono diventare pericolosi?

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Aggiornamento del 3 maggio 2013:

E’ inutile girarci intorno, la coperta è sempre quella: se si copre da una parte si va a scoprire qualcos’altro da un’altra parte. Togliete pure l’IMU, tanto bisognerà prendere quei soldi in altro modo…

Nessuno però che proponga di tagliare le pensioni d’oro vero? In Italia ci sono circa 100’000 pensioni d’oro, che ci costano la bellezza di 13 miliardi: non si chiede di azzerarle, ma almeno di ridurle e renderle meno vergognose di quanto attualmente siano (vedi l’articolo “La “casta” non si smentisce mai – parte 2: la difesa delle pensioni d’oro“)!!!

N.B. Davvero divertente il fatto che il Pdl, per salvare la propria credibilità, si stia giocando tutto sulla questione dell’IMU: stanno creando scompiglio e mettendo in difficoltà il governo Letta, pur di dimostrare la propria coerenza e il proprio attaccamento alle promesse fatte in campagna elettorale!!!

L.D.

http://www.corriere.it/economia/13_maggio_03/tassa-comunale-imu-sensini_917c75fe-b3b3-11e2-a510-97735eec3d7c.shtml

Una tassa comunale al posto dell’Imu

[…] dopo che il governo ha deciso la sospensione della rata Imu di giugno, si fa strada l’ipotesi di una riforma molto profonda dell’imposta, che potrebbe cambiare nome, abbracciare anche altri tributi come la Tarsu, ed essere rivista sia nella base imponibile che nelle aliquote. L’attuale imposta sugli immobili sarebbe trasformata in Imposta di servizio dei Comuni e, tra le prime cose, assorbirebbe anche la nuova tassa sui rifiuti. [...]

Mario Sensini – 3 maggio 2013

http://it.notizie.yahoo.com/governo-bonanni-meglio-tagliare-le-tasse-che-ridurre-foto-084500519.html

Governo: Bonanni, meglio tagliare le tasse che ridurre l’Imu

http://www.wallstreetitalia.com/article/1558156/italia-taglio-tasse-non-ora-per-ocse-rischio-di-una-nuova-manovra.aspx

Italia: “taglio tasse non ora”, per Ocse “rischio di una nuova manovra”

02 maggio 2013

[…] “I dati non sono affatto buoni” “non è assolutamente possibile ridurre la pressione fiscale, anche perchè il Pil continua a scendere”. Non ci sono alternative. Poi il problema del rapporto debito Pil, che salirà al 131,5% nel 2013″ […]. Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria ha affermato che “una delle priorità in ogni paese, specialmente in questa fase, è la riduzione delle imposte sulle imprese e, per secondo, una riduzione delle tasse sul lavoro“: così ha risposto a chi gli chiedeva un commento sul dibattito in atto in Parlamento circa la revoca o il mantenimento dell’imposta sulla prima casa, ovvero l’Imu. […]

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Aggiornamento del 7 maggio 2013:

Annoto ancora un paio di cose in questo post:

  1. ma perchè in Italia si generalizza sempre e si tende a fare ragionamenti banalizzati secondo la logica “tutto o niente”?!? Il dibattito sul’IMU, come caso esemplare di un fenomeno che comunque si verifica sempre, è stato trattato come IMU SI – IMU NO. Perchè non cercare di capire invece dove sarebbe meglio togliere l’IMU e dove invece sarebbe meglio che l’IMU rimanesse? Ad esempio, se dovessi essere io a scegliere, toglierei l’IMU sulle prime case ma soltanto al di sotto di una certa soglia di reddito, come anche alle prime case che sono oggetto di mutuo (e che quindi, in quanto tali, sono proprietà della banca che ha concesso il mutuo), agli appartamenti in affitto (visto che tanto i proprietari si rivalgono sempre e comunque sugli affittuari), alle seconde case ereditate (quindi non acquistate con denari propri) ed inabitate (in attesa di essere successivamente vendute, affittate o ristrutturate) ed infine agli immobili aziendali (capannoni, fabbricati agricoli) e a tutti gli immobili strumentali all’attività d’impresa (studi, uffici, alberghi, ristoranti, negozi), mentre dovrebbero essere censite accuratamente tutte le case abusive che attualmente non pagano l’IMU e che, a rigor di logica, dovrebbero pagare come minimo la tariffa raddoppiata. Ma si, alla fine la superficialità della classe politica riflette un po’ la superficialità della popolazione italiana: cosa vogliamo star qui a discutere se, scrivendo su Google la parola “altezza”, dalle ricerche suggerite si scopre che la ricerca più frequente dopo “altezza triangolo” è “altezza Brunetta” (provare per credere)!!!
  2. Rimando agli articoli “Il maschilismo regna ancora in Italia” e “Razzismo e maleducazione: come rieducare la società italiana?” per manifestare la mia indignazione nei confronti di coloro che hanno offeso la Boldrini e la Kyenge IN QUANTO DONNE che occupano posizioni di rilievo, che, secondo la mentalità dell’italiano medio, dovrebbero essere ricoperte esclusivamente da uomini (la Kyenge in particolare è stata oggetto di un duplice insulto dal mio punto di vista, non solo di natura razzista ma anche sessista)!!!

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Aggiornamento del 20 maggio 2013:

Sospensione dell’IMU per prime case (non di lusso), terreni e fabbricati agricoli…. mi sembra che si siano dimenticati di molti altri soggetti….

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/05/17/APDtSaYF-regole_sospesa_nuove.shtml

Imu sospesa, le nuove regole

17 maggio 2013 – Carlo Gravina
Genova – Niente rata Imu a giugno per la prima casa, e anche su terreni e fabbricati agricoli. Poi si vedrà. […] La sospensione dell’imposta riguarda quasi tutte le prime case, i fabbricati rurali e i terreni agricoli. Invece l’Imu dovrà essere pagata sulle ville e le case classificate di tipo signorile, di lusso o di pregio, anche se adibite a prima casa. E nulla cambia per le seconde o terze case […]. Il governo inoltre prende tempo fino al 30 agosto per riformare l’Imu, che assorbirà anche i tributi su rifiuti e servizi. Solo a quel punto (il 16 settembre) si pagherà l’acconto.

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Aggiornamento del 24 giugno 2013:

Complimenti a Luca Ricolfi, che in questo splendido articolo è riuscito a raccontare e condensare tutti i dubbi che avevamo in testa: speravamo di sbagliare, di essere troppo avventati nel dare così presto un giudizio negativo sul governo Letta. Ma ecco che, anche tra gli esperti di politica economica, i dubbi sorgono eccome…

http://romanofulvio.blogspot.it/2013/06/il-del-fare-pochino-e-maluccio.html

Luca Ricolfi – 21 giugno 2013

Il “governo del fare”… pochino ( e maluccio)…!

[…] A me pare che, a due mesi dal suo insediamento, il governo Letta abbia già mostrato piuttosto chiaramente il suo volto. Nato dalla assenza di alternative, esso aveva di fronte due strade.

Prima strada: governare cercando il massimo comun divisore fra le idee della destra e della sinistra, ovvero varare il maggior numero di provvedimenti capaci di mettere d’accordo destra e sinistra (a proposito: il massimo comun divisore fra 8 e 6 è 2).

Seconda strada: governare cercando il minimo comune multiplo fra le idee della destra e della sinistra, ovvero tentare di metterne in atto le idee più incisive (a proposito: il minimo comune multiplo fra 8 e 6 è 24).

Fra le due strade il nuovo governo ha scelto molto nettamente la prima, che poi è la cifra fondamentale di tutti i governi della seconda Repubblica, ivi compreso il governo Monti, specie nella parte finale della sua parabola. Governo del «fare», indubbiamente, ma inteso come fare pochino, rimandando al futuro tutte le scelte cruciali, quelle difficili e che possono creare conflitti. Prima del voto tutte le maggiori forze politiche in campo avevano dichiarato di saper come «reperire» svariati miliardi di «risorse», chi per abbattere l’Imu (più o meno integralmente), chi per rilanciare gli investimenti pubblici, chi addirittura per restituire l’Imu dell’anno scorso. Ora che si ritrovano tutte insieme nel medesimo governo, ora che appaiono miracolosamente d’accordo su alcune priorità (ad esempio bloccare l’aumento del l’Iva), ora che non possono accusare l’avversario politico di intralciare l’azione del governo, improvvisamente scoprono di non saper più come trovare quelle medesime risorse che in campagna elettorale consideravano a portata di mano.

Con 400 miliardi di spesa pubblica extra-pensionistica e 150 miliardi di evasione fiscale, i nostri governanti ci dicono candidamente di non saper proprio come fare a recuperarne anche solo 4, quanti sarebbero necessari per evitare l’aumento dell’Iva. 

Ed ecco allora la soluzione: chiedere all’Europa di fare più deficit, l’unico vero punto di contatto importante fra destra e sinistra. […]

Detto in altre parole: a che serve un governo di Grosse Koalition, con destra e sinistra unite nel medesimo esecutivo, se non a fare, finalmente, quelle scelte difficili che da almeno venti anni vengono rimandate? Non è questo che ha fatto la Germania quando era lei il «malato d’Europa»? E non è forse per non aver fatto quelle scelte che ora il grande malato d’Europa siamo proprio noi, con la nostra attitudine a nascondere la testa sotto la sabbia, a rimandare le decisioni, a conservare tutto il conservabile? Perché continuiamo a cercare le cause dei nostri mali solo all’infuori di noi, nella Merkel, nell’Europa, nella speculazione? Perché la politica non vuole riconoscere che è la sua incapacità di decidere che ha portato il Paese al disastro? Perché non vogliamo capire che il nostro futuro dipende innanzitutto da noi stessi? 

La risposta a questi dubbi, purtroppo, pare essere una sola. L’unica arte in cui i nostri politici non hanno rivali è l’arte del non governo. […]

Una politica seria, dopo decenni di analisi, di studi, di ricerche, di denunce sull’evasione e sugli sprechi dovrebbe avere i cassetti pieni di soluzioni, di piani dettagliati, di progetti operativi, e non si farebbe prendere alla sprovvista appena ha l’opportunità di governare.

Peccato, perché questa era un’occasione straordinaria. Probabilmente irripetibile, e quasi certamente l’ultima.

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Aggiornamento del 5 luglio 2013:

http://www.lastampa.it/2013/07/04/economia/lfmi-bacchetta-litalia-sul-lavoro-disoccupazione-inaccettabilmente-alta-zs3tMMfingrz1Bi00hRsVK/pagina.html

L’Fmi boccia l’abolizione dell’Imu
Scontro tra Saccomanni e il Pdl

L’Imu sulla prima casa dovrebbe essere confermata: il suggerimento arriva dal Fondo Monetario Internazionale e subito scoppia la polemica. Il governo è impegnato a trovare una soluzione ma il premier Enrico Letta fa presente che sia per la tassa sulla prima casa che per evitare l’aumento dell’Iva «la copertura va tutta trovata dentro il bilancio e ciò non è semplice». […]

04/07/2013

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