Certo che sembra di essere in una telenovelas, purtroppo: è trascorso più di un mese ormai dalle disastrose elezioni politiche tenutesi il 24 e 25 febbraio, che sembravano dover risolvere i nostri problemi, ma ora ci rendiamo conto di essere messi ancora peggio di prima. Bersani e Napolitano hanno palleggiato tra di loro per un mese interno: prima le consultazioni di uno, poi quelle dell’altro, poi di nuovo quelle del primo, poi nuovamente quelle del secondo, in un crescendo di suspence mista ad esasperazione che ha lasciato spazio alle ipotesi più astruse, per risolvere una situazione non meglio definibile se non con una brutta parola che evito, per bon ton, di riportare. Quale potrebbe essere il nostro titolo? “Anche i ricchi piangono?“, “Cuori nella tempesta“? Oppure preferite “Nido di serpenti” o “Incatenati“? La trama è questa: Silvio fa la corte a Pierluigi, il quale però non ne vuole proprio sapere e vuole a tutti i costi rubare un sì al suo prediletto Beppe. Purtroppo Beppe non ci sta e fugge dal povero Pierluigi, il quale, forse un po’ troppo orgoglioso e pieno di sè, non si arrende, non accetta questo rifiuto e non se ne vuol fare una ragione. Il triangolo no, quello non si può, così questo inseguimento di Berlusconi su Bersani e di Bersani su Grillo, durato appunto un mese intero, è stato davvero denigrante per l’immagine dell’Italia e per noi cittadini: due sedicenti politici ed un protestatore anti-democratico che non riescono a mettersi d’accordo per fare un Governo. La situazione da un lato fa ridere, dall’altro però fa piangere…

Per carità, Grillo si è dimostrato coerente con i propri intenti, con la propria volontà di ribellarsi alla politica tradizionale, senza tradire la sua folla di seguaci visceralmente e bellicosamente “incazzati” con la casta (ma inconsapevoli del “rischio Grillo” che l’intera Europa teme…). D’altro canto Berlusconi è stato l’unico disponibile a fare degli accordi, mentre la cafonaggine e l’ottusità di Bersani è stata davvero fenomenale: una persona, tra l’altro, che è in politica da una vita intera e che dovrebbe ormai aver capito, da inetto veterano quale si è dimostrato, che la politica è fatta di diplomazia, che il pane della politica, all’interno di una Repubblica democratica, è costituito appunto da trattative e mediazioni. Così non ha fatto altro che predicare ininterrottamente l’assunzione di responsabilità da parte di altri, senza rendersi conto che il primo a mancare di responsabilità è stato proprio lui stesso! Una volta preso atto dell’indisponibilità di Grillo, la sola cosa ragionevole che avrebbe potuto (e dovuto) fare sarebbe stato fare un governo di unità nazionale Pd-Pdl, scongiurando in questo modo anche la pericolosa ascesa del M5S (abbiamo già parlato in diversi post dell’inconsistenza e della superficialità del programma politico proposto appunto da quest’ultimo partito).

Evidentemente nessuno ha capito quanto sia grave e tragica l’attuale condizione economica dell’Italia: a tutti sembra mancare il polso della situazione, non capiscono che l’economia italiana sta morendo… come dice Squinzi, “sta finendo l’ossigeno” e per di più l’Europa, anziché aiutarci, ci sta mettendo alle strette…

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 http://www.imolaoggi.it/?p=45166

Allarme di Squinzi: “Le imprese stanno per finire l’ossigeno”

 24 marzo 2013

Le imprese stanno per finire l’ossigeno, per questo serve un governo che affronti subito la crisi dell’economia reale. […] “Non c’e’ rimasto tempo, siamo vicinissimi alla fine” […] “All’Italia serve un governo stabile, in grado di governare, che faccia appello e possa contare su uomini di buona volontà e forze che abbiano voglia di costruire il futuro del Paese”, ha sottolineato, “è necessario affrontare in linea prioritaria i temi dell’economia reale”. […]

http://qn.quotidiano.net/economia/2013/04/02/867480-borsa-milano-spread-piazza-affari.shtml

Ue: “No proroga all’Italia per il rientro del deficit”

2 aprile 2013

La Commissione Ue “non ha intenzione” di valutare se estendere i tempi per il rientro del deficit sotto il 3% “per altri Paesi oltre i tre già annunciati”, ovvero Spagna, Francia e Portogallo. “Questa lista è limitata e confermata”, ha spiegato il portavoce di Bruxelles, Olivier Bailly, chiudendo la porta a un possibile allungamento dei tempi sugli obiettivi di disavanzo per l’Italia. […]

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Ocse-Italia-unico-Paese-del-G7-in-recessione_3233395741.html

Ocse: “Italia unico Paese del G7* in recessione”

28 marzo 2013

*  Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada

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Che le elezioni sarebbero state un disastro ce lo saremmo comunque potuto aspettare (vedi articolo “Elezioni 2013: un disastro annunciato“), tuttavia nessuna precauzione è stata presa. Avremmo dovuto cambiare la legge elettorale (ma ciò non è stato fatto), si sarebbe potuta fare una sorta di preselezione dei partiti (una doppia votazione quindi, che avrebbe consentito di selezionare i tre partiti che avrebbero concorso alle elezioni vere e proprie: chi avesse votato per un partito minore al primo turno sarebbe stato costretto a scegliere, nel secondo turno, tra uno dei tre principali partiti, aumentando le probabilità di ottenere una più consistente maggioranza, vedi articolo “ELEZIONI 2013: una proposta di PRESELEZIONE dei partiti“), si sarebbe potuto far firmare ai leader politici, prima delle votazioni, un documento nel quale avrebbero dovuto garantire la loro disponibilità a formare un Governo con qualunque altro schieramento per poter costituire comunque un Governo, prerogativa indispensabile per la nostra stabilità e credibilità economica.

Ora abbiamo due commissioni di saggi chiamate a fare non si sa cosa, continuando a sperare inutilmente in un accordo fra i tre schieramenti, i quali sembrano ormai più consoni ad un talk-show di Maria De Filippi che non all’esercizio di un dignitoso ruolo politico…

Forse la soluzione migliore sarebbe proprio quella di fare delle nuove elezioni, con una legge elettorale che si rispetti e con la speranza che sia i “politici”, se così li dobbiamo chiamare, che i cittadini si schiariscano un po’ le idee…

L.D.

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http://www.lastampa.it/2013/03/31/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/la-mossa-di-napolitano-due-commissioni-di-saggi-1TJJleLVN8Pbb4HbvcNRzK/pagina.html

La mossa di Napolitano “Due commissioni di saggi”

31 marzo 2013

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Aggiornamento del 16 aprile 2013:

I saggi nominati da Napolitano hanno concluso il loro lavoro con la presentazione di due relazioni, una su temi istituzionali ed una su temi economico-sociali. Tutto ciò che hanno scritto è assolutamente condivisibile, ma il problema è che NON ABBIAMO ANCORA UN GOVERNO, dopo circa 50 giorni dalle elezioni. Allora cosa stiamo aspettando? Quante imprese dovranno chiudere ancora e quanti posti di lavoro dovranno essere persi, prima che la politica si svegli e cominci a lavorare seriamente per il bene del paese???

Relazione Finale del Gruppo di Lavoro sulle riforme istituzionali (pdf)

Relazione del Gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea (pdf)

N.B. in questo secondo documento è contenuta anche un’interessante appendice statistica che fornisce un quadro sintetico della nostra attuale situazione dal punto di vista socio-economico. L’indice è il seguente:

1. Le difficoltà del mercato del lavoro
2. Il disagio economico delle famiglie
3. La caduta del Pil
4. La domanda interna del settore privato
5. La domanda estera e le opportunità di crescita
6. Il mercato del credito
6.1 L’andamento degli impieghi e del costo del credito
6.2 Le difficoltà di accesso al credito
7. I conti pubblici
8. Ricchezza e indebitamento delle famiglie
9. Percorsi di avvicinamento agli obiettivi di Europa 2020

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Aggiornamento del 22 aprile 2013:

  1. La politica doveva cambiare la legge elettorale, nel periodo in cui fu in carica il governo Monti. Ma non lo fece.

  2. La politica doveva prendere accordi per fare un governo di unità nazionale, dopo le elezioni del 24-25 febbraio u.s., ma ancora non l’ha fatto.

  3. La politica (magari dopo aver fatto il governo – vedi articolo In mezzo ai bombardamenti della crisi economica, i nostri politici pensano all’elezione del Presidente della Repubblica!) doveva eleggere un Presidente della Repubblica che prendesse in mano la situazione: non hanno saputo fare altro che rieleggere Napolitano (il quale tra l’altro non aveva nessunissima voglia di essere rieletto!), un ottimo presidente ma che ormai ha una certa età (87 anni) ed avrebbe dovuto andare anche lui in pensione, per lasciare spazio a menti un po’ più fresche e magari con una visione un po’ più moderna ed attuale.

Cosa dire di più? I fatti contano più di mille parole: INETTITUDINE TOTALE!!!

Tutto questo ci è costato parecchi soldini, secondo Squinzi almeno un punto di Pil. Visto che il Pil 2012 è stato pari a circa 1.233 miliardi di euro, abbiamo perso circa 12 miliardi, ovverossia la metà dell’Imu che abbiamo pagato!!!

Questi politici non si meriterebbero nemmeno lo stipendio, per tutto quello che sono riusciti a NON fare sia durante la crisi che nel corso del ventennio precedente: di soldi ne hanno già presi abbastanza, se la meriterebbero una bella sospensione dello stipendio, almeno finchè non si decidono a fare un governo. Poi si vedrà…

L.D.

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE93902R20130410

Italia, Squinzi: assenza governo operativo è costata un punto Pil

10 aprile 2013
[…] “Con l’assenza di un governo abbiamo progressivamente perso un punto di Pil e speriamo di non perderne ulteriormente”, ha detto Squinzi, precisando che il sostanziale stallo politico prosegue dalla metà dell’anno scorso, ovvero dall’ultima fase del governo Monti, caratterizzata dalla “mancata approvazione” di una serie di provvedimenti, come la legge delega sulla riforma fiscale. […]

 

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